Simboli patri italiani
Diversi sono i simboli patri italiani, che identificano la Repubblica Italiana, il Regno d'Italia o più semplicemente l'ideale italiano durante il Risorgimento. Essi sono:
- la bandiera d'Italia, ossia il tricolore verde, bianco e rosso, così come disposto dall'art. 12 della Costituzione della Repubblica Italiana;
- l'emblema della Repubblica Italiana, ossia il sigillo impresso in tutti gli atti statali;
- lo stendardo presidenziale italiano, ossia lo stendardo che rappresenta la Presidenza della Repubblica;
- la coccarda italiana tricolore, ossia il nastro tricolore ripiegato su se stesso mediante plissé;
- Il Canto degli Italiani, ossia l'inno nazionale italiano, presente in tutte le manifestazioni pubbliche;
- la festa della Repubblica Italiana, ossia il 2 giugno di ogni anno, data del referendum che decretò la nascita della Repubblica Italiana, nel 1946;
- il Vittoriano, ossia un complesso monumentale dedicato al fondatore della Patria, Vittorio Emanuele II.[1]
Vi sono poi degli ulteriori segni o emblemi dell'Italia che, pur non essendo definiti normativamente, fanno parte dell'identità italiana o non sono più utilizzati poiché sostituiti:
- l'Italia turrita, ossia la personificazione dell'Italia, quale donna con una corona a forma di torre;
- l'azzurro, quale colore nazionale;
- il corbezzolo, visto da Giovanni Pascoli come una prefigurazione dei colori della bandiera italiana e quindi considerato pianta nazionale;[2][3][4][5]
- la lira italiana, ossia la moneta che sino al 28 febbraio 2002 aveva corso legale in Italia, poi sostituita dall'euro;
- la Stella d'Italia, il simbolo identitario più antico della terra italiana.
[modifica] Bandiera d'Italia
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La bandiera italiana è formata da tre bande verticali di pari dimensioni: la prima (vicino all'asta) di colore verde felce, la seconda (centrale) di colore bianco acceso, la terza (finale) di colore rosso scarlatto. La Costituzione all'art. 12 ne ha fissato il tipo, quale simbolo patrio italiano.
Come altre bandiere, anche l'italiana si ispira alla bandiera francese introdotta con la rivoluzione del 1789. Il primo tricolore italiano - con le bande ordinate orizzontalmente (similmente alla bandiera ungherese) - appare il 7 gennaio 1797 a Reggio Emilia come bandiera della Repubblica cispadana. Dopo il Congresso di Vienna e la Restaurazione il tricolore rimase come simbolo di libertà e venne utilizzato nei moti rivoluzionari del 1831 e del 1848. Nello stesso anno, con l'annuncio della prima guerra di indipendenza. La legge 5 febbraio 1998 n. 22 ne ha regolamentato l'uso.
[modifica] Emblema della Repubblica Italiana
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L'emblema ufficiale della Repubblica Italiana è quello approvato dall'Assemblea Costituente della Repubblica Italiana nella seduta del 31 gennaio 1948: il bozzetto iniziale fu realizzato dall'artista Paolo Paschetto, vincitore dei due concorsi pubblici indetti nel 1946 e nel 1947.
È formato dalla Stella d'Italia sovrapposta a una ruota dentata d'acciaio. L'insieme è racchiuso da un ramo di quercia e da uno di ulivo. È stato osservato che l'emblema manca dello scudo e che non avrebbe dunque dignità araldica.
[modifica] Stendardo presidenziale italiano
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Lo stendardo presidenziale è il simbolo che rappresenta e accompagna il Capo di Stato italiano.
Lo stendardo richiama i colori della Bandiera nazionale, con riferimento particolare alla bandiera della storica Repubblica Italiana del 1802-1805 e del Regno d'Italia del 1805-1814 con Napoleone re d'Italia e imperatore dei Francesi; la forma quadrata e la bordatura azzurra simboleggiano le forze armate, comandate dal presidente.
[modifica] Coccarda italiana tricolore
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La coccarda italiana tricolore, nata all'nizio del Risorgimento, è la coccarda nazionale dell'Italia, ottenuta ripiegando il nastro verde, bianco e rosso mediante plissé. È importante ricordare che la coccarda tricolore italiana ha il verde al centro e il rosso all'esterno: la coccarda con i colori uguali ma invertiti (rosso al centro e verde perifierico) è infatti la coccarda dell'Ungheria. Da molti anni la coccarda italiana tricolore viene assegnata, insieme alla coppa, alla squadra di calcio vincitrice della Coppa Italia.
[modifica] Il Canto degli italiani
| Per approfondire, vedi la voce Il Canto degli italiani. |
Il Canto degli italiani (conosciuto anche come "Inno di Mameli" o "Fratelli d'Italia", dal verso introduttivo), è l'inno nazionale italiano. Fu adottato in via provvisoria il 12 ottobre 1946.
Il testo fu scritto nell'autunno del 1847 da Goffredo Mameli che lo inviò il 10 novembre al maestro Michele Novaro il quale scrisse la musica: l'inno debuttò il 10 dicembre a Genova in occasione di una manifestazione per il centenario della cacciata degli austriaci.
[modifica] Festa della Repubblica Italiana
| Per approfondire, vedi la voce Festa della Repubblica Italiana. |
La festa della Repubblica Italiana ricorre il 2 giugno. In questa data si ricorda il referendum istituzionale indetto a suffragio universale il 2 e il 3 giugno 1946 con il quale gli italiani venivano chiamati alle urne per esprimersi su quale forma di governo, monarchia o repubblica, dare al Paese. Dopo 85 anni di regno, con 12.717.923 voti contro 10.719.284 l'Italia diventava repubblica e i monarchi di casa Savoia venivano esiliati. La legge 27 maggio 1949 n. 260 all'art. 1 già prevedeva il 2 giugno quale "data di fondazione della Repubblica", dichiarandolo festa nazionale, venne poi soppresso dalla legge 5 marzo 1977 n. 54, per essere ripristinato a far data dal 2001 con la legge 20 novembre 2000 n. 336, quale giorno festivo per volontà dell'allora Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi.
[modifica] Vittoriano
| Per approfondire, vedi la voce Vittoriano. |
È il complesso monumentale dedicato al primo re d'Italia, Vittorio Emanuele II. Esso è situato in Piazza Venezia, a Roma. Sulla scalinata si trova l'Altare della Patria.
[modifica] Italia turrita
| Per approfondire, vedi la voce Italia turrita. |
L'Italia turrita è tradizionalmente la personificazione della nazione. È rappresentata da una figura femminile detta turrita in quanto ha come corona una cinta muraria munita di torri (dall'araldica comunale) e sovrastata da una stella a cinque punte, storico simbolo del paese (ancora presente nell'emblema della Repubblica). Si tratta di una rappresentazione usata in sculture, su alcune lire e, un tempo, in diversi francobolli, come nella celebre serie ordinaria detta appunto "Italia turrita" di cui è rappresentato l'esemplare da una lira qui a fianco.
[modifica] Azzurro
| Per approfondire, vedi le voci Azzurro Savoia e Maglia azzurra (Italia). |
L'azzurro è il colore nazionale italiano. Le sue origini risalgono al 1366, quando il Conte Verde, in partenza per la crociata di Gallipoli, volle che sulla sua nave ammiraglia, accanto allo stendardo dei Savoia, sventolasse una grande bandiera azzurra in omaggio alla Madonna.
Sempre in omaggio alla figura religiosa, i nastri del Supremo Ordine della Santissima Annunziata, massima insegna cavalleresca italiana (fra le più antiche d'Europa) erano di colore azzurro, così come azzurri i nastri delle decorazioni al valor militare (Medaglia d'Oro al Valor Militare, Medaglia d'Argento al Valor Militare, Medaglia di Bronzo al Valor Militare, Croce di Guerra al Valor Militare). Parimenti, gli ufficiali del Regio Esercito si contraddistinguevano per la sciarpa azzurra portata ad armacollo da destra a sinistra. Tradizione conservata anche nelle attuali forze armate repubblicane.
Lo stendardo presidenziale del Presidente della Repubblica è bordato di blu, il colore che in araldica significa legge e comando.
In campo sportivo, in omaggio alla Casa Reale d'Italia, venne adottato per la prima volta dalla nazionale di calcio il 6 gennaio 1911. Sull'onda dello straordinario successo del calcio come sport nazionale, l'azzurro divenne via via nel Novecento il colore delle maglie di tutti gli sportivi italiani,[6] tanto che nel secondo dopoguerra fu ormai considerato un simbolo patrio al pari della bandiera tricolore.
[modifica] Simboli poetici
[modifica] Corbezzolo
| Per approfondire, vedi la voce Corbezzolo. |
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Pascoli, per commentare il passo dell'Eneide di Virgilio in cui si parla di Pallante adagiato su rami di corbezzolo, scrisse un'ode in cui considera Pallante il primo eroe morto per la causa nazionale: il verde delle foglie, il bianco dei fiori, il rosso delle bacche come una prefigurazione poetica del tricolore.[7][8] Sulla scia di Pascoli il corbezzolo viene considerato pianta simbolo dell'Italia[9]: oltre a far parte della macchia mediterranea, nel periodo di Natale ha contemporaneamente le foglie verdi, i fiori bianchi e i frutti rossi.[10][11][12][13]. Il tema fu ripreso in lingua latina nel Carme Hymnus in Romam[14].
[modifica] Lira italiana
| Per approfondire, vedi la voce Lira italiana. |
La lira è stata, prima dell'introduzione dell'euro (ufficialmente il 1º gennaio 1999 ma in circolazione dal 1º gennaio 2002), la valuta ufficiale dell'Italia. Viene rappresentata dal simbolo ₤, posto davanti alla cifra. Il suo codice ISO 4217 era ITL.
La lira, come unità di conto, era presente già all'epoca di Carlo Magno col nome di libbra e sopravvive oggi in molti paesi esteri, tra i quali il Regno Unito, dove è usata la "li(bb)ra sterlina" (rappresentata dal simbolo ₤), e la Turchia. Anche la moneta maltese, prima dell'avvento dell'euro (il 1º gennaio 2008) era denominata lira. L'introduzione della "lira italiana" è fatta risalire, come per il tricolore, al periodo napoleonico.
[modifica] Stella d'Italia
| Per approfondire, vedi la voce Stella d'Italia. |
La Stella d'Italia (detta anche "Stellone d'Italia") è una stella bianca a cinque punte ed è il più antico simbolo dell'Italia (risale al VI secolo a.C.) e deriva dalla Stella di Venere: originariamente indicava quindi l'Italia come "Esperia", la terra del tramonto (essendo Venere la stella della sera), ma anche come figlia dell'Impero Romano, nato da Enea (figlio di Venere) e dal suo discendente Caio Giulio Cesare. Non solo, ma rappresentando la dea dell'amore in quanto forza universale, la Stella Veneris consacra l'Italia come la terra dell'Eros cantata dai poeti. Successivamente, dopo l'Unità d'Italia si iniziò a rappresentare lo Stellone d'Italia come astro protettivo e salvifico nei confronti degli Italiani, significato che si raffozerà dopo la Prima Guerra Mondiale, fino all'inserimento dello Stellone nell'emblema ufficiale della Repubblica Italiana, ufficializzazione di questo simbolo della cultura latina e italiana.
[modifica] Note
- ^ I simboli della Repubblica
- ^ Romano Luperini
- ^ Su un uso ed abuso del passo durante il ventennio vedi Giovanni Lazzari, Le parole del fascismo
- ^ Piero Gibellini, Il mito nella letteratura italiana
- ^ Borgese La vita e il libro
- ^ tranne che negli sport automobilistici, dove il colore è il rosso (si veda per esempio il rosso della Scuderia Ferrari)
- ^ vedi pag 48-49 di Romano Luperini, Letteratura e identità nazionale nel Novecento, Manni Editori, 2004
- ^ http://www.classicitaliani.it/pascoli/pascoli_nota_odi_inni.htm Classici italiani Bisogna ricordare alcunché del nostro poema eroico nazionale: l'Eneide; e del libro xi la descrizione del trasporto di Pallante, e i versi 59 segg. sopra tutti. Mille dell'esercito accompagnano il feretro che è tessuto di rami di corbezzolo o albatro: arbuteis... virgis
- ^ vedi pag 321 in Alfredo Cattabiani, Florario: miti, leggende e simboli di fiori e piante,Mondadori, 1996
- ^ vedi pag 175 Giuseppe Antonio Borgese in Hermes: rivista mensile dell'arte e del pensiero moderno, Volume 2, 1906
- ^ Alberi di corbezzolo per festeggiare l´Unità d´Italia - Il Grecale
- ^ "Dell"- +Voce
- ^ autori vari - Guida pratica agli alberi e arbusti in Italia; Biblioteca per chi ama la natura - Selezione dal Reader's Digest Milano 1983, 1991
- ^ Classici italiani con la vicenda del conferimento del premio del Comune di Roma e della polemica con D'Annunzio
[modifica] Voci correlate
- Leggenda del Piave
- Simboli europei
- Italia turrita
- Emblema della Repubblica Italiana
- Personificazione nazionale
- Corona muraria
- Stella d'Italia
[modifica] Collegamenti esterni
- Presidenza della Repubblica italiana - Sito ufficiale
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