Severino Citaristi
Severino Citaristi (Villongo, 16 settembre 1921 – Bergamo, 10 febbraio 2006) è stato un politico italiano.
[modifica] Biografia
Laureatosi all'Università Cattolica di Milano, fece parte della Resistenza partigiana e nel 1944 si iscrisse alla Democrazia Cristiana. Di professione editore (tra l'altro fondò la casa editrice Minerva Italica). Fu Sindaco di Villongo e Presidente dell'Amministrazione provinciale di Bergamo. Deputato della VII Legislatura (1976), della VIII (1979) e della IX (1983). Senatore della X Legislatura (1987) e della XI (1992). Fu Sottosegretario al Turismo e Spettacolo del Governo Craxi. Durante Mani Pulite Citaristi ricevette 74 avvisi di garanzia, il primo il 12 maggio 1992, un record per cui divenne il simbolo dell'inchiesta Tangentopoli[1]. Fu condannato in Cassazione a 16 anni di carcere e oltre 8 miliardi di ammende; il 15 giugno del 1994 venne anche arrestato nell'ambito dell'inchiesta su tangenti pagate dai fratelli Caltagirone per gli appalti per la costruzione di una delle torri al Portello-Fiera, ma a causa delle sue avverse condizione di salute fu rimesso in libertà dopo 8 giorni di arresti domiciliari.
Nel 1998, in un tragico incidente aereo, perse la figlia trentanovenne e il nipote. Nel 1999, in un programma condotto da Bruno Vespa, raccontò la sua versione dei fatti:
- "Io ho sempre ammesso il finanziamento illecito alla Dc ma la gran parte delle condanne mi ha riconosciuto la corruzione in concorso con pubblici ufficiali ignoti. Non ne hanno trovato uno, perché io non ho mai corrotto nessuno"
Negli ultimi anni della sua vita aveva aderito alla Casa delle Libertà, ed in particolare all'UDC.
[modifica] Note
- ^ Goffredo Buccini, L' omino in grigio con 74 avvisi di garanzia, Corriere della Sera (1 dicembre 1993) - Pagina 3.
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