Setta (fiume)

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Setta
Stato bandiera Italia
Regione Stemma Toscana
Stemma Emilia-Romagna
Lunghezza 47,2 km
Portata media 9 m³/s
Bacino idrografico 316 km²
Altitudine sorgente 1000 m s.l.m.
Nasce Monte della Scoperta
Sfocia fiume Reno

Il Setta è un fiume a regime torrentizio nell'Appennino tosco emiliano, ed è un affluente di destra del fiume Reno, il principale per lunghezza, superficie di bacino e portata d'acqua del tratto montano fino a Casalecchio di Reno.

Ha le sorgenti in vicinanza di Montepiano di Vernio (fra il monte della Scoperta, 1273 m, il monte Casciaio, 1195 m e il Poggio di Petto 1121 m) in provincia di Prato: scorrendo a valle verso Bologna, in una valle assai larga e con ampio ghiaieto, tocca i territori dei comuni di Castiglione dei Pepoli, San Benedetto Val di Sambro, Grizzana Morandi, Monzuno e Sasso Marconi.

I suoi affluenti sono da sinistra il rio Fobbio che nasce presso il Monte Gatta e il torrente Brasimone, che nasce presso il monte Calvi (1283 m), forma l'omonimo Lago del Brasimone, scende per una stretta gola sotto Castiglione dei Pepoli, forma il bacino artificiale di Santa Maria e sfocia nel Setta dopo Lagaro; invece da destra il rio delle Mesole, che scende dal monte Tavianella e forma il lago di Tavianella e il torrente Sambro, che nasce in prossimità di Pian del Voglio e segna il confine tra i comuni di San Benedetto Val di Sambro e Monzuno.

Dopo circa 47 chilometri di corso, il Setta termina gettandosi nelle acque del Reno di fronte alla Rupe di Sasso Marconi.

La sua valle è quasi interamente percorsa dall'Autostrada A1 a monte di Sasso Marconi, tranne il tratto più prossimo al valico di Monte Citerna che percorre la valle del suo affluente torrente Gambellato. Tre km a valle della confluenza col Brasimone attraversa l'abitato di Piandisetta, cui presta il nome.

Le acque del Setta, relativamente abbondanti in ogni stagione (la portata minima non scende mai a meno di 1 m³ al secondo, ma quella massima supera i 400 nelle piene trentennali, nelle piene bicentennali addirittura 650) essendo molto più pure di quelle del Reno, furono scelte dai Romani per alimentare la rete idraulica bolognese.

L'acquedotto romano (costruito sotto l'imperatore Augusto) che raccoglie le acque del Setta e le porta a Bologna è ancora attivo (è stato ristrutturato alla fine del XIX secolo) e comprende un cunicolo di 18 km scavato nella roccia con pendenza dello 0,1%.

Tuttora una buona parte delle acque dell'acquedotto di Bologna derivano dall'opera di presa sul Setta, posta circa 1 km a monte della confluenza nel Reno, che le adduce nella vicina centrale di potabilizzazione e, di qui, nella rete idrica dell'area metropolitana bolognese.

[modifica] Bibliografia

  • Don Evaristo Stefanelli, Il fiume Setta le sue valli e i suoi tesori -- Banca di Credito Cooperativo dell'Appennino Bolognese 2003

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