Sesto San Giovanni

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Sesto San Giovanni
comune
Sesto San Giovanni – Stemma
Sesto, zona Marelli
Sesto, zona Marelli
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Lombardia – stemma Lombardia
Provincia Milano – stemma Milano
Sindaco Monica Luigia Chittò (PD) dal 21/05/2012
Territorio
Coordinate 45°32′0″N 9°14′0″E / 45.53333°N 9.23333°E / 45.53333; 9.23333 (Sesto San Giovanni)Coordinate: 45°32′0″N 9°14′0″E / 45.53333°N 9.23333°E / 45.53333; 9.23333 (Sesto San Giovanni)
Altitudine 140 m s.l.m.
Superficie 11,74 km²
Abitanti 81 750[1] (31-07-2011)
Densità 6 963,37 ab./km²
Comuni confinanti Bresso, Brugherio (MB), Cinisello Balsamo, Cologno Monzese, Milano, Monza (MB)
Altre informazioni
Cod. postale 20099
Prefisso 02
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 015209
Cod. catastale I690
Targa MI
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti sestesi
Patrono San Giovanni
Giorno festivo 24 giugno
Localizzazione
Sesto San Giovanni è posizionata in Italia
Sesto San Giovanni
Sito istituzionale
Il Toponimo

Il nome del comune si compone di:

  • Sesto, ad indicare in miglia la distanza da Milano lungo un'antica strada romana (ad sextum lapidem, ovvero presso la sesta pietra miliare). Il caso non è unico nel territorio milanese: si pensi a centri quali Quarto Oggiaro, Quinto Romano, Sesto Ulteriano, Settimo Milanese.
  • San Giovanni, venne introdotta a partire dal 1100, per rendere chiara la dipendenza di Sesto alla Basilica di San Giovanni a Monza ed al suo territorio.

Sesto San Giovanni (Sèst in dialetto locale) è un comune italiano di 81.750 abitanti[2] della provincia di Milano in Lombardia.

È il settimo comune della regione per popolazione.

Storicamente fa parte del territorio del Monzese, da cui deriva anche il suffisso San Giovanni.

Indice

[modifica] Geografia fisica

Il comune di Sesto si sviluppa su un territorio di circa 12 km² ad un'altitudine che va da 130 a 147 metri s.l.m.

A nord confina con il comune di Monza, a est con i comuni di Cologno Monzese e Brugherio, a sud con il comune di Milano e a ovest con i comuni di Cinisello Balsamo e Bresso. Sesto è conurbata all'Area metropolitana di Milano.

Classificazione climatica: zona E, 2404 GR/G

[modifica] Storia

[modifica] Dalle origini al XVIII secolo

Nato probabilmente come agglomerato di case contadine, fondato dai romani, Sesto rimane un minuscolo borgo fino al 1800. Due censimenti calcolarono circa 500 residenti nel 1546 e circa 1300 abitanti nel 1770.

[modifica] XIX secolo

Nel XIX secolo aprono a Sesto le prime filande e nel 1840 entra in funzione la seconda linea ferroviaria d'Italia dopo la Napoli - Portici, la Milano - Monza, che ha a Sesto Rondò una stazione intermedia. Nel 1876 viene inaugurata anche la prima ippovia italiana, parallela alla ferrovia, l'ippovia fu poi elettrificata dalla società Edison nel 1901.
Nel 1880 Sesto contava circa 5.000 abitanti e dispone già delle infrastrutture che ne favoriranno il successivo sviluppo.
Nel 1861 il comune autonomo di Cascina de Gatti fu unito al comune di Sesto San Giovanni.

[modifica] XX secolo

A cavallo tra Ottocento e Novecento Sesto si industrializza e aprono diverse fabbriche con l'investimento di molti industriali milanesi.

La prima filanda viene aperta nel 1832 da Giuseppe Puricelli Guerra in un'ala della villa di famiglia (nel 1840 viene ammodernata con l'introduzione delle "bacinelle da macero" a vapore). Nei decenni seguenti altre se ne aggiungono: quella di Enrico Mylius, la Savini, poi Gaslini, in quanto acquisita dai nobili Gaslini una famiglia proveniente da Milano, sulla vecchia strada per Monza, la De Ponti in via Vittorio Emanuele, la Gnocchi, la Chiavelli alla cascina Valdimagna. Nel 1878 sono sette e occupano 738 persone. Le principali industrie sono OSVA, Breda, Marelli, Falck, Spadaccini, Gabbioneta, Campari, Garelli, Balconi. Con l'industrializzazione aumenta esponenzialmente il numero di abitanti (14.000 nel 1911) e molte aziende costruiscono alloggi per operai nella città.

Una minuscola parte delle immense aree industriali dismesse di Sesto

La presenza operaia rende molto fervente l'attività politica sestese e il regime fascista faticherà molto ad imporsi, anzi non riuscirà mai ad imporsi seriamente. Nelle fabbriche si organizza una lotta clandestina contro il fascismo. Tuttavia fu grande l'entusiasmo (c'è chi dice obbligato sotto minaccia[senza fonte]) durante la visita del duce nel 1934 alla Ercole Marelli, ben più fredda l'accoglienza alla Falck. L'armistizio dell'8 settembre 1943 e la caduta del fascismo furono salutati dai sestesi con grandi manifestazioni di gioia, la militarizzazione dei lavoratori aveva causato molti problemi economici e sociali, sfociati nei grandi scioperi tra il 1942 e il 1943.

Al crollo del fascismo si introduce il controllo dei nazisti, ostacolato dai Gap (Gruppi di azione patriottica) che si riuniscono e si formano nelle varie fabbriche. Prende inizio la strenua resistenza contro i nazisti, le attività economiche si fermano quasi totalmente con l'ondata continua di scioperi del 1944 e 1945. Si susseguono arresti, deportazioni, fucilazioni e atti di sabotaggio e guerriglia. Il 28 aprile gli alleati entrano a Sesto San Giovanni.

Nel 1954 Sesto San Giovanni fu insignita del titolo di città[3].

Sesto San Giovanni è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita il 18 giugno 1971 della Medaglia d'Oro al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale. A ricordo delle fasi della lotta di liberazione è stato eretto un monumento nella piazza della Resistenza antistante agli edifici del comune. Dopo il difficile dopoguerra Sesto ricomincia la sua espansione urbana e demografica e continua ad essere un importante centro economico e durante gli anni di piombo sarà lo scenario di alcune azioni e propaganda delle Brigate Rosse.

La crescita economica prosegue fino alla crisi degli anni novanta del XX secolo quando chiusero tutte le fabbriche storiche di Sesto, ultima la Falck nel 1996. Sesto dovette trasformarsi completamente da città industriale a città del terziario avanzato, fase ancora in corso con la riconversione delle aree prima occupate dalle fabbriche.

[modifica] La Stalingrado d'Italia

I motivi di questo soprannome sono soprattutto di natura sociale e storica. Nei primi anni del '900 la città conobbe una forte crescita industriale, tanto da essere soprannominata la piccola Manchester; il numero degli operai si triplicò in pochi anni tanto da superare il numero degli abitanti del comune.

La massiccia presenza operaia, i continui scioperi (sciopero del 23 novembre 1944 alla Pirelli Bicocca), la strenua resistenza contro il fascismo e la presenza di amministrazione comunale di sinistra e centro-sinistra dall'immediato dopoguerra fecero di Sesto San Giovanni una roccaforte storica della sinistra italiana[4].

[modifica] Simboli

  • Stemma
« D'argento, al castello torricellato di due, di rosso, aperto e finestrato del campo, sormontato sulle due torri da un compasso, al naturale[5]»
  • Gonfalone
« Drappo di stoffa colore avorio, con fregim ornamentali e al centro lo stemma comunale, con sovrastante corona a cinque punte, segno di Città, contornato da un ramo di quercia e da un ramo di alloro[6]»
  • Bandiera
« Drappo a bande verticali nei colori blu e bianco con al centro lo stemma civico[7]»

[modifica] Onorificenze

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
— D.P.R. del 10 aprile 1954

Sesto San Giovanni è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché Il 18 giugno 1971 è stata insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare [1]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Centro industriale fra i primi d’Italia, durante venti mesi d’occupazione nazifascista fu cittadella operaia della resistenza, che la lotta di liberazione condusse con la guerriglia, di sabotaggio esterno e nel chiuso delle fabbriche, l’intensa attività d'aggressive formazioni partigiane di città e di campagna, le coraggiose aperte manifestazioni di massa, la resistenza passiva e gli scioperi imponenti, esiziali per la produzione bellica dello straniero oppressore. Irriducibili a lusinghe, minacce e repressioni, maestranze e popolazione, di contro alle ingenti perdite umane e materiali del nemico pagarono con perdite in combattimento, dure rappresaglie, deportazioni e lutti atroci il prezzo della loro battaglia offensiva, di cui furono epilogo alla liberazione, gli ultimi scontri sanguinosi, la difesa delle fabbriche dalla distruzione, per la salvezza di un quinto del patrimonio industriale della Nazione. Decine di fucilati, centinaia di caduti in armi e in deportazioni, migliaia di partigiani e patrioti di ogni estrazione e di diversi ideali testimoniano il valore e il sacrificio del popolo sestese, ispirati da unico anelito d’indipendenza dallo straniero invasore e da comune amore di Patria e di libertà.»
— Sesto San Giovanni (Milano), settembre 1943 - aprile 1945

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Architetture civili

La storica sede liberty della Campari "incorniciata" da quella nuova

Tra le più significative ville sestesi si segnalano:

  • Casa Alta (fine XVIII secolo), di proprietà di una delle più illustri famiglie patrizie di Milano, gli Arese. Oggi è meglio nota come Villa Campari, dai suoi ultimi proprietari.
  • Villa Mylius (XVIII secolo), che ospita negli ultimi anni della sua vita il famoso astronomo Barnaba Oriani (1752 - 1832); è stata sede del Municipio dal 1921 al 1971, ed ora dell'ISEC.
  • Villa Pelucca (nucleo centrale medievale), acquistata all'inizio dell'Ottocento dalla nobile famiglia dei Puricelli Guerra; cappella affrescata da Bernardino Luini (1485 - 1532). Oggi è sede di una casa di riposo per anziani.
  • Villa Puricelli Guerra (nucleo centrale medievale), ospita dal 1832 la prima filanda impiantata a Sesto San Giovanni;
  • Villa Torretta (origini medievali), di proprietà, nel corso dei secoli, di nobili famiglie milanesi, nel 1903 viene acquistata dalla Società Breda; conserva interessanti affreschi; oggi è sede di un importante e rinomato hotel di lusso di proprietà della famiglia Pasini (ricca famiglia sestese).
  • Villa Vigoni-Zoffa (inizi XVII secolo), di cui si possono ammirare solamente alcuni ruderi in un giardino pubblico;
  • Villa Visconti d'Aragona (inizi XVI secolo), ornata di affreschi, nel 1873 viene venduta alla famiglia De Ponti; ospitava anch'essa una filanda; oggi è sede della biblioteca centrale di Sesto San Giovanni.
  • Villa Zorn (inizio XIX secolo), di proprietà della nobile famiglia Marzorati.
  • Villa Gaslini (inizio XIX secolo), di proprietà della nobile famiglia dei Gaslini, oggi scomparsa.

[modifica] Aree naturali

Al confine con i comuni di Bresso, Cinisello Balsamo e Milano sorge il Parco Nord Milano, vasto parco (circa 600 ettari), dal 1975 parco regionale della regione Lombardia. Lungo l'asta del Lambro, che scende da Monza toccando Brugherio e Cologno Monzese è situato il Parco Media Valle del Lambro, di rilevanti contenuti naturalistici ma soprattutto di archeologia industriale. Sesto è il comune capofila del consorzio che lo gestisce.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 11.686 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

bandiera Egitto 2.600 3,20%

bandiera Romania 1.253 1,54%

bandiera Perù 1.097 1,35%

bandiera Filippine 952 1,17%

bandiera Ecuador 929 1,15%

[modifica] Cultura

[modifica] Università

Sesto San Giovanni ospita alcuni istituti dell'Università degli Studi di Milano: il polo di Mediazione Interculturale e Comunicazione.

[modifica] Biblioteca Comunale

La biblioteca comunale dispone di 60.000 volumi

[modifica] Istituto per la Storia dell'Età Contemporanea

Esterno della sede della Fondazione ISEC a Sesto San Giovanni

L'Istituto per la Storia dell'Età Contemporanea è uno dei più importanti d'Italia per la raccolta di archivi di imprese industriali.

[modifica] Media

[modifica] Stampa

  • Lo Specchio di Sesto San Giovanni
  • Nuovasesto
  • Il Giorno - edizione Sesto, Cinisello e Nord Milano -
  • L'Altra Sesto

[modifica] Personalità legate a Sesto San Giovanni

[modifica] Eventi

  • Premio "Torretta" - ogni anno a Sesto viene consegnato questo premio a personalità sportive.
  • Sesto Music Festival - si svolge ogni anno nel mese di Giugno in occasione della Festa di San Giovanni http://www.codue.it/sestomusicfestival.htm
  • AltrOck - Sesto Art Rock Music Festival

[modifica] Geografia antropica

[modifica] Suddivisioni amministrative

Il territorio di Sesto San Giovanni è suddiviso in 5 circoscrizioni (o quartieri):

  • Circoscrizione 1 - Rondò Torretta
  • Circoscrizione 2 - Rondinella, Baraggia, Restellone
  • Circoscrizione 3 - Isola del Bosco, delle Corti
  • Circoscrizione 4 - Pelucca, villaggio Falck
  • Circoscrizione 5 - Dei Parchi, Cascina de' Gatti, Parpagliona

La popolazione residente in ogni circoscrizione elegge il Consiglio di Circoscrizione, in concomitanza con le elezioni comunali. Il Presidente della Circoscrizione viene poi eletto dal Consiglio circoscrizionale.

[modifica] Amministrazione

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Sindaci di Sesto San Giovanni.


[modifica] Gemellaggi

Sesto San Giovanni è gemellata con:

[modifica] Curiosità

  • Nel 1993 i Gang incidono una canzone dal titolo Sesto San Giovanni nell'album Storie d'Italia
  • Nel XVIII secolo il poeta Vincenzo Monti, che frequentava Sesto in villeggiatura, le dedicò questi versi:
« "O beato di Sesto aer sincero,

O tranquilli recessi ove l'orrende
Sue nebbie il turbo cittadin non sente,

E franco brilla il cor, franco il pensier!" »

Sesto San Giovanni e' la sede del Campo Nord-Italia della Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno.

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat al 31/07/2011
  2. ^ Dato Istat al 31/07/2011
  3. ^ D.P.R. 10 aprile 1954
  4. ^ http://anpi-lissone.over-blog.com/article-22095053.html Breve storia della Stalingrado D'Italia
  5. ^ Art. 2, comma 3 dello Statuto Comunale
  6. ^ Art. 2, comma 4 dello Statuto Comunale
  7. ^ Art. 2, comma 5 dello Statuto Comunale

[modifica] Bibliografia

  • "Annali 5", Istituto milanese per la storia dell’età contemporanea della Resistenza e del movimento operaio, 2000.
  • "La città di Sesto San Giovanni" rivista bimestrale d’informazione e cultura del Comune di Sesto San Giovanni, 1963 e 1964.
  • "Enciclopedia Sesto San Giovanni", Sesto San Giovanni, Ezio Parma, 2000.
  • "Famiglie e dimore patrizie", Sesto San Giovanni, Sesto San Giovanni, Ezio Parma, 1995.
  • Sabrina Greco (a cura di), Costruzione e trasformazione del paesaggio: la città industriale di Sesto San Giovanni, Milano, CLUP, 2002. ISBN 887090508X.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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