Sciopero bianco
Il termine sciopero bianco indica una forma di protesta dei lavoratori che consiste nel rifiuto di collaborare realizzato però senza astensione dal lavoro, mediante applicazione rigida e burocratica delle regole e dell'orario di lavoro contrattuale:
- Dato che gli obblighi contrattuali nei confronti del datore di lavoro vengono osservati e che l'attività lavorativa ha luogo non si tratta di un vero sciopero.
- D’altro canto, è chiaro il rifiuto di andare incontro ai bisogni della direzione e dell'eventuale fruitore di un determinato servizio. Spesso le regole scritte vengono applicate alla lettera proprio quando non sarebbe affatto necessario, con lo scopo di boicottare il processo lavorativo e di rallentarlo il più possibile. L'orario di lavoro inoltre viene rispettato rigidamente, rifiutando o interrompendo qualsiasi prestazione che implichi l'uso di tempo extra rispetto a quello stabilito contrattualmente.
In genere, il nome di questa protesta nelle varie lingue sottolinea l’osservanza delle regole (inglese work to rule; italiano sciopero dello zelo), anche se in alcune viene chiamato con il corrispondente di sciopero italiano (italian strike).[1]
Infatti, lo sciopero bianco ha avuto un discreto successo anche in Italia. Fu il caso ad esempio di molte proteste durante il periodo storico della Repubblica di Salò, delle guardie di frontiera negli anni ottanta oppure dei piloti dell'Alitalia durante la sua crisi dell'autunno 2008.[2]
Parlano talvolta di sciopero bianco anche gli studenti che rifiutano la collaborazione con i docenti pur essendo fisicamente presenti in aula.
Questa forma di protesta viene scelta quando per ragioni legali oppure organizzative uno sciopero vero e proprio sarebbe impossibile o sconsigliabile.
[modifica] Note
- ^ (EN) Documento sulla gestione delle vertenze degli impiegati a cura dell'Università BINA NUSANTARA di Giacarta
- ^ Notizia sullo sciopero bianco dei piloti di Alitalia su Excite.it
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