Sci

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Sci (disambigua).

Lo sci raccoglie diverse discipline sportive invernali, accomunate dall'uso degli sci come strumento per la percorrenza di distanze su fondi nevosi.

Sport non invernali che utilizzano gli sci lontano dalla neve sono invece lo sci nautico e lo sci d'erba.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sci (attrezzo) e Storia dello sci.

Origini[modifica | modifica sorgente]

Lo sci è probabilmente il più antico mezzo di locomozione inventato dall'uomo, prima ancora della ruota. Non esiste una datazione certa dell'uso degli sci. Alcuni ritrovamenti fossili in Siberia, Scandinavia e Lapponia datano i primi strumenti di questo tipo al 2500 a.C. circa; in una torbiera di Hoting, in Svezia, in particolare, ne sono stati rinvenuti un paio in ottime condizioni di conservazione e risalenti a quel periodo. Famoso è poi il petroglifo ritrovato nell'isola di Rødøy, in Norvegia: una splendida incisione rupestre, databile intorno al 2000 a.C., che rappresenta una figura umana con ai piedi degli inconfondibili sci.

Veri specialisti degli sci furono però i Lapponi; circa 2000 anni fa calzavano uno sci lungo e sottile, quasi come quello attuale, nel piede destro, mentre nel sinistro ne calzavano un altro più corto con sotto una pelle di foca, usato per appoggiarsi e darsi la spinta. Questo particolare mezzo di locomozione era ancora in uso in Lapponia fino all'inizio del nostro secolo.

Nelle Storie di Erodoto (IV secolo a.C.) si parla di popoli dell'Asia minore con "scarpe di legno" per spostarsi sulla neve e alcuni riferimenti compaiono anche nell'Eneide di Virgilio.

È stato pure scoperto che nell'arcaico alfabeto cinese esiste un ideogramma che significa ed indica un preciso attrezzo: la "tavoletta per scivolare". Con maggiore precisione l'uso degli sci è descritto nella Historia de Gentibus Septentrionalibus (1565) scritta da Olao Magno, arcivescovo di Uppsala e plenipotenziario del re di Svezia presso la Santa Sede.

Il primo italiano a usare un paio di sci pare sia stato il prelato Francesco Negri nel suo viaggio in Lapponia nel 1663, durante il quale raggiunse Capo Nord: egli riferisce di «...due tavolette sottili, che non eccedono in larghezza il piede, lunghe otto o nove palme, con la punta alquanto rilevata per non intaccar la neve.» (dal libro pubblicato postumo Viaggio settentrionale).

Con gli sci si possono percorrere dai 300 ai 400 chilometri al giorno e sembra proprio che la colonizzazione dell'America sia avvenuta con gli sci ai piedi.[senza fonte] A testimonianza di tali eccezionali risultati, nel 1888 Fridtjof Nansen (studioso, esploratore, premio Nobel per la pace nel 1922) in 39 giorni raggiunse la Groenlandia, l'attraversò interamente ed arrivò infine nella baia di Baffin (America del Nord). La sua avventura è narrata nell'opera Con gli sci attraverso la Groenlandia del 1890.

Mathias Zdarsky in discesa

Di fondamentale importanza per la nascita dello sci contemporaneo sono le innovazioni tecniche apportate dall'eclettico pittore-inventore Mathias Zdarsky, che, alla fine dell'Ottocento, accorciò gli sci fino a 1 metro e 80 (oltrepassavano i 3 metri) e sperimentò più di 180 tipi di attacchi di cui ne brevettò 25; Il più funzionale era il Lilienfelder, dal nome del suo villaggio, che impediva al piede di scivolare lateralmente e presentava una talloniera di ferro o di alluminio.

Lo sci come sport[modifica | modifica sorgente]

In Norvegia gli sci erano usati abitualmente in tutto il medioevo e si può benissimo immaginare che qualche sfida fosse avvenuta, ma per assistere alle prime vere gare si deve attendere fino a quando, a metà dell'Ottocento, Sondre Nordheim, un abitante del Telemark norvegese (della cittadina di Morgedal), rivoluzionò lo sci, inventando lo stile detto appunto telemark e facendone uno sport. Fino ad allora, infatti, complici anche gli attrezzi, fissati in modo precario a scarpe di pelle o cuoio che non davano alcun sostegno, non esisteva ancora una tecnica per curvare e per frenare.

La prima vera gara tipicamente sportiva avvenne nel 1843 a Tromsø, sempre in Norvegia. Diciassette anni dopo, nel 1860, il re organizzò una vera e propria competizione ufficiale a Oslo, mettendo in palio la coppa Holmenkollen.

Prima della diffusione in Europa centrale, lo sci conobbe una sua fortuna dal 1854 in poi in Canada, nel Nevada ed ai confini della California tra i cercatori d'oro.

Nelle valli alpine italiane gli sci invece arrivarono con moltissimo ritardo, salvo una zona molto limitata della Carnia per una singolare circostanza: nella Guerra dei trent'anni partecipò un gruppo di soldati scandinavi, che alla pace di Vestfalia del 1648 rimasero in Carnia, trapiantandovi così questo costume, che però non fece molta presa sui valligiani.

Lo sci in Italia[modifica | modifica sorgente]

La diffusione dello sci in Italia dovrà aspettare più di due secoli, fino al 1886, anno in cui il numismatico e alpinista Edoardo Martinori, di ritorno da una traversata in sci della Lapponia, riportò con sé il paio da lui usato, di cui fece dono alla sezione romana del Club alpino italiano, da lui fondata, suscitando un notevole interesse nella stampa[1][2].

Nel 1896, l'ingegnere svizzero Adolfo Kind (Coira 1848 – Bernina 1907), a Torino dal 1890, di ritorno da uno dei suoi viaggi in Svizzera, dove già esistevano artigiani che firmavano i propri sci, portò con sé un paio in frassino di quelli che allora si chiamavano ski, di marca Jakober, e li mostrò agli amici, che ben presto si fecero contagiare dalla sua passione e divennero in pochi anni un vero e proprio Club, di "skiatori", poi "scivolatori", infine "sciatori". Per merito di quel collettivo, il 21 dicembre 1901 venne fondato lo Ski Club Torino, i cui membri si riunirono nella sede del CAI (Club Alpino Italiano).

Il decennio 1886-1896 sembra segnare, quindi, l'atto di nascita ufficiale dello sci in Italia (fino ad allora chiamato ski). Kind e la sua compagnia incominciano a recarsi abitualmente sui monti nella stagione invernale alla conquista del Cugno dell'Alpetto, montagna sopra Giaveno nei pressi della località Pra Fieul, allora collegata a Torino con due ore di vaporiera e un'ora e mezza di trasferimento a piedi, con sci a spalle, dal paese alla piccola borgata. Si dice che i montanari che per primi videro quell'uomo scendere leggero, scivolando sulla neve, rosso in viso e con una fluente barba bianca, scapparono gridando spaventati: el diau, el diau ("il diavolo, il diavolo!"). Il 16 marzo 1902 dal Cugno dell'Alpetto prese il via la prima gara di velocità in discesa[3].

Interessante anche la nascita degli sci di materiale metallico che sostituirono i precedenti di legno. Un pilota di idrovolante di nome Head, infatti, avendo dimenticato a casa i propri sci, provò ad usare i pattini di riserva dell'idrovolante e, trovandoli di proprio gusto, cominciò a produrli fondando la omonima casa.

Nel 1908 dalla Unione Ski Club Italiani (che comprende, oltre a quello di Torino, i neonati Ski Club Milano e Ski Club Roma), nasce la FISI (Federazione Italiana Sport Invernali), alla cui presidenza è chiamato Paolo Kind, figlio del pioniere Adolfo.

Oggi la FISI sovraintende le seguenti discipline dello sci: biathlon, carving, freestyle, sci alpino, sci d'erba, sci nordico, snowboard, sci alpinismo e lo sci di velocità o chilometro lanciato; a queste si aggiungono bob, skeleton e slittino; non sovraintende la disciplina dello skiboard.

Discipline sciistiche[modifica | modifica sorgente]

Nella classificazione classica, si divide in:

Nelle competizioni, lo sci alpino raccoglie le specialità discesa libera, il supergigante, lo slalom gigante, lo slalom speciale e la combinata, lo sci nordico comprende il fondo, il salto e la combinata nordica.

Discipline sportive affini allo sci nordico, ma facenti capo a federazioni diverse dalla Federazione Internazionale Sci (FIS), sono il biathlon, lo sci orientamento e lo ski archery.

La storia delle competizioni sciistiche è abbastanza recente e nuovi strumenti si sono aggiunti negli ultimi anni: monoski, snowboard e skiboard sono soltanto i più famosi.

Competizioni sciistiche[modifica | modifica sorgente]

Sci per disabili[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Biathlon paralimpico, Sci alpino paralimpico e Sci di fondo paralimpico.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sport invernali, dal sito dell'Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani
  2. ^ Scheda biografica su BAICR - sistemacultura.
  3. ^ Club Alpino Italiano sez di Giaveno, I monti di Giaveno, Escursioni nelle valli del romarolo e del Tauneri tra natura, memoria, storia, 2002

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]