Sardi

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Questo elenco raccoglie in ordine alfabetico le biografie di personalità enciclopediche di ogni periodo storico che siano nate o abbiano vissuto una parte significativa della propria esistenza in Sardegna, venendo generalmente riconosciute come sarde. Data l'intrinseca difficoltà di definire la significatività dei legami di una personalità con un territorio in caso di dubbio discuterne nella pagina di discussione e in ogni caso utilizzare il buon senso.

Sardi
Sardi
Luogo d'origine Bandiera ufficiale RAS.svg Sardegna
Popolazione 1.675.411
Lingua Italiano
Sardo
Sassarese
Gallurese
Algherese
Tabarchino
Religione Cattolicesimo e varie minoranze
Gruppi correlati Italiani
Còrsi
Catalani
Distribuzione
Stemma Sardegna 1.675.411

[modifica] Caratteristiche

I Sardi sono gli abitanti e i nativi della Sardegna, cittadini italiani ed europei, per cui lo Statuto Sardo dal 1948 (anno della promulgazione nella Costituzione Italiana) usa il termine «Popolo Sardo»,[1] formula condivisa dal 1971 con gli abitanti del Veneto, ossia il «Popolo Veneto».[2] I parlanti sardo in tutte le sue varianti, costituiscono la più numerosa minoranza linguistica fra quelle ufficialmente riconosciute in Italia, e i parlanti catalano rappresentano la seconda minoranza lingustistica dell'isola. La maggioranza della popolazione è cattolica ma sono presenti minoranze di varie religioni e filosofie, fra cui evangelici, testimoni di geova, buddhisti, islamici, atei e agnostici, in tutti i casi sia nativi che immigrati.

[modifica] Origine

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Flussi migratori in Sardegna, Storia antropometrica della Sardegna, Storia genetica della Sardegna e Storia genetica dell'Italia.

I primi abitanti della Sardegna furono genti insediatesi principalmente dalla penisola iberica[3] e dalla quella italiana,[4] attraverso il ponte naturale offerto dalla Corsica,[5] a partire dal periodo paleolitico[6] e neolitico antico.[7] Durante il neolitico recente gruppi umani giunsero anche dalle lontane isole egee (Creta e Cicladi) mentre il calcolitico è segnato dall'arrivo sull'isola di popolazioni presumibilmente indoeuropee provenienti dall'Europa centro-occidentale.[8]

Tutte queste popolazioni vecchie e nuove col passare dei secoli si amalgamarono, non sempre pacificamente, fra di loro e a partire dall'età del bronzo diedero origine alla civiltà nuragica. Secondo alcuni studiosi, i nuragici sarebbero da identificare con i navigatori-guerrieri detti Shardana.[9]

Successivamente, a partire dal I millennio a.C., si ebbero innumerevoli nuovi stanziamenti di varia entità e concentrati sulla costa e sulle poche pianure, fra cui quelli fenicio-punici, latini, vandali, bizantini, pisani, genovesi, catalano-aragonesi, spagnoli, corsi, liguri e piemontesi, che nel corso dei secoli hanno contribuito a formare l'attuale composizione della popolazione isolana. Come per gli altri territori appartenenti alle corone iberiche, per via del Decreto di Alhambra la comunità ebraica sarda venne espulsa dall'isola nel 1492, e in numerosi centri sono ancora visibili tracce archeologiche della sua presenza. Nel XX secolo un discreto flusso migratorio da oltre Tirreno, in particolar modo dall'Italia nord-orientale (veneti, friulani, dalmati e istriani), si verificò durante il fascismo a seguito della fondazione dei nuovi centri di Arborea, Fertilia e Carbonia.

Recenti ricerche hanno dimostrato che l'isolamento, le difficili condizioni ambientali e malattie come la malaria, hanno generato nel tempo particolari caratteristiche antropologiche e genetiche nella popolazione, seppure questa non possa considerarsi omogenea. Il differenziamento genetico si esplica anche nella frequenza elevata di certe patologie come la talassemia, la malattia di Wilson, il diabete, la sclerosi multipla e alcune altre malattie autoimmuni, dovuta a un singolare effetto fondatore in combinazione con la selezione in un contesto di isolamento ambientale. Anche il fenomeno della longevità in Sardegna è correlato a pattern caratteristici e distintivi, nel cui ambito l'isola vanta alcuni primati.[10][11] Attualmente è presente una intensa attività di ricerca tesa alla comprensione della componente genetica e ambientale implicata nel fenomeno.

[modifica] Distribuzione geografica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Emigrazione sarda e Emigrazione italiana.

Oltre ai residenti nell'isola, c'è una significativa presenza di emigrati e discendenti nella penisola italiana, principalmente in Piemonte (71.000), Liguria (29.000), Lombardia (58.000), Toscana (23.000) e nel Lazio (51.000) , regioni dove si è concentrato il grande flusso emigratorio del secondo dopoguerra, e nel resto del mondo in particolare in Argentina, Germania, Francia e Belgio. L'emigrazione verso le Americhe e la Francia (e le sue colonie nel Nord Africa) si concentrò fra fine '800 e gli inizi del '900 mentre il flusso verso la Germania e il Belgio avvenne nello stesso periodo di quello in uscita verso la penisola, tra gli anni '50 e '70, quando complessivamente 400.000 sardi lasciarono l'isola[12] (307.000 per altre regioni e 93.000 per altri paesi europei e in minima parte extraeuropei).

Sardi all'estero nel 2008[13]
bandiera Germania 27.184 italo-tedeschi (categoria)
bandiera Francia 23.110 italo-francesi (categoria)
bandiera Belgio 12.126 italo-belgi (categoria)
bandiera Svizzera 7.274 italo-svizzeri (categoria)
bandiera Paesi Bassi 6.040
Altri 17.763
Totale 93.497
Lingue e dialetti della Sardegna

[modifica] Lingua

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Lingua sarda, Lingua gallurese, Lingua sassarese, Dialetto algherese, Dialetto tabarchino e Italiano regionale della Sardegna.

In Sardegna si parlano diverse lingue romanze. Oltre all'italiano, spesso espresso nella sua variante regionale, la lingua più diffusa nell'Isola è il sardo, riconosciuta dal 1997 insieme alle altre lingue locali come co-ufficiale della Regione Sardegna; è generalmente ripartito dai glottologi in due varianti fondamentali (logudorese-nuorese e campidanese), benché risulti oggettivamente difficile tracciarne un confine netto per via di numerosi dialetti (es. arborense, barbaricino meridionale, ogliastrino etc.) che presentano delle caratteristiche appartenenti ora all'uno, ora all'altro macro-gruppo. Sono riconosciute nell'isola altre lingue romanze di derivazione corso-toscana: il sassarese (che presenta marcati influssi logudoresi) ed il gallurese, affine al corso.

Vengono riconosciute come isole linguistiche la città di Alghero dove viene parlato l'algherese, facente parte del catalano orientale, e le cittadine di Carloforte e Calasetta in cui invece si parla il tabarchino, dialetto ligure coloniale. Altre isole linguistiche non ufficialmente riconosciute sono Arborea e Tanca Marchese dove è ancora in uso il veneto, e nei borghi di Fertilia e Maristella, presso Alghero, popolati nel secondo dopoguerra dagli esuli istriano-dalmati, in cui viene conservato l'uso della lingua istriota, oltre al veneto: tali due lingue risultano oggi in netto regresso, parlandole principalmente gli anziani.

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Renato Soru, fondatore di Tiscali

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[modifica] Galleria

[modifica] Note

  1. ^ Statuto speciale per la Sardegna. L.Cost. 26 febbraio 1948 n. 3 Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 9 marzo 1948, n. 58.
  2. ^ Statuto della regione Veneto
  3. ^ Le radici linguistiche della Sardegna neolitica, Berlin/New York (2010)
  4. ^ Il neolitico nell'Italia centrale pg.139-140
  5. ^ Giovanni Ugas - L'alba dei Nuraghi (2006) - pg.13
  6. ^ Sardegna Cultura - Oliena , grotta Corbeddu
  7. ^ il Neolitico in Sardegna
  8. ^ Giovanni Ugas - L'alba dei Nuraghi (2006) - pg.22-23-24-25-29-30-31-32
  9. ^ SardiniaPoint.it - Intervista a Giovanni Ugas
  10. ^ (EN) World's 'oldest man' dies, BBC News, 5 gennaio 2002.
  11. ^ centenari di Orroli
  12. ^ Giuseppe Sanna - L'emigrazione della Sardegna
  13. ^ Museo Nazionale Emigrazione Italiana - 01-02-2010
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