Sarajevo

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Sarajevo
comune
Sarajevo – Stemma Sarajevo – Bandiera
Sarajevo – Veduta
Localizzazione
Stato Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina
Entità Flag of the Federation of Bosnia and Herzegovina (1996-2007).svg Federazione di Bosnia ed Erzegovina
Cantone o regione Sarajevo
Amministrazione
Sindaco Ivo Komšić (SDU BiH)
Territorio
Coordinate 43°52′00″N 18°25′00″E / 43.866667°N 18.416667°E43.866667; 18.416667 (Sarajevo)Coordinate: 43°52′00″N 18°25′00″E / 43.866667°N 18.416667°E43.866667; 18.416667 (Sarajevo)
Altitudine 511 m s.l.m.
Superficie 141,5 km²
Abitanti 291 422 (2013)
Densità 2 059,52 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 71000
Prefisso 033
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti Sarajevesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Bosnia ed Erzegovina
Sarajevo
Sarajevo – Mappa
Sito istituzionale
« Una città che nel suo centro ha quattro luoghi di preghiera. È raro.
Un luogo musulmano, due cristiani, uno ebraico. A un centinaio di metri uno dall'altro. Non esiste in nessuna altra parte del mondo. »
(Predrag Matvejević in un'intervista per La storia siamo noi)

Sarajevo (in alfabeto cirillico: Сарајево; in giudesmo: Saraj; in italiano: Saraievo o, raramente, Seraievo[1]) è la capitale e la più grande città della Bosnia ed Erzegovina. La sua popolazione si aggira attorno ai 750.000 abitanti (al 2011[2]). Conosciuta principalmente come scenario dell'attentato all'arciduca austriaco Francesco Ferdinando, la città ha ospitato, nel 1984, i XIV Giochi olimpici invernali e, tra il 1992 e il 1995, ha sofferto più di tre anni d'assedio da parte delle forze serbo-bosniache, durante la guerra di Bosnia (1992-1995).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

L'area occupata dalla Sarajevo odierna è stata continuamente abitata dall'Età della pietra. Ne sono tutt'oggi rimaste delle evidenti tracce, anche se maggiormente dovute a delle successive ricostruzioni. Una città romana – il cui nome probabilmente era "Aquae Sulphurae" - sorgeva nell'antichità al posto del sobborgo di Ilidza.

Durante i primi anni del Medioevo Sarajevo non era altro che un insieme di villaggi raggruppati attorno ad uno spazio per il mercato e ad una fortezza chiamata Vrhbosna.

L'anno generalmente ricordato come quello di fondazione della città è il 1461, quando il primo governatore Ottomano in Bosnia, Isa-beg Ishakovic, trasformò il raggruppamento di villaggi in una città e in una capitale, costruendo degli edifici chiave, ed in particolare una moschea, un mercato al chiuso, dei bagni pubblici, un ostello e ovviamente il castello del Governatore (saray) che diede alla città il suo nome di oggi.

Sarajevo ha iniziato a prosperare nel XVI secolo quando il suo maggiore costruttore Gazi Husrev-beg diede vita a quasi tutto quello che oggi compone la città vecchia.

Durante una incursione condotta dal principe Eugenio di Savoia, nel 1699, contro l'Impero Ottomano, Sarajevo fu bruciata e rasa al suolo. La città in seguito fu ricostruita anche se non si riprese mai pienamente dalla distruzione, tanto che la capitale della Bosnia fu spostata a Travnik.

Dal XIX al XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Cattedrale Cattolica della città
Il palazzo del parlamento della Bosnia Erzegovina, ricostruito dopo la guerra (1992-95)

Nel 1878, la Bosnia fu occupata dall'impero austro-ungarico, architetti e ingegneri invasero Sarajevo cercando di ricostruirla come una moderna capitale europea. Questo portò alla fusione delle parti della città ancora costruite in stile Ottomano, con l'architettura contemporanea occidentale. Sarajevo ospita anche brillanti esempi del periodo della Secessione e dello stile Pseudo-Moro.

Nel 1914 la città fu lo scenario dell'evento che scatenò la prima guerra mondiale, l'assassinio – il 28 giugno del 1914 – dell'arciduca d'Austria Francesco Ferdinando e di sua moglie.

In seguito alla seconda guerra mondiale Sarajevo divenne un importante centro industriale regionale della Jugoslavia e di conseguenza è cresciuta molto rapidamente. I nuovi quartieri sono stati costruiti a ovest della città vecchia e sono andati accrescendo l'unicità dell'architettura della città.

Dal XX al XXI secolo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guerra in Bosnia e Assedio di Sarajevo.

Il momento di massima crescita della città si ebbe agli inizi degli anni ottanta quando Sarajevo venne nominata città ospitante dei giochi olimpici invernali.

A causa dell'inizio della guerra in Jugoslavia, il 6 aprile 1992 la città venne accerchiata ed in seguito assediata dalle forze serbe. La guerra, che è durata fino all'ottobre del 1995, ha portato distruzione su larga scala e una fortissima percentuale di emigrazione.

Tra i beni culturali maggiormente devastati dal conflitto si rammentano la Biblioteca Nazionale ed Universitaria, che era il monumento più rappresentativo dell'architettura pseudo-moresca del XIX secolo, il "Museo di Stato della Bosnia ed Erzegovina" e la Moschea di Gazi Husrev Beg (del XVI secolo).

La ricostruzione della città è iniziata a partire dal marzo del 1996, subito dopo la fine della guerra. Sebbene già nel 2003 la maggior parte della città presentasse il frutto dei primi processi della ricostruzione, ad oggi (novembre 2011) Sarajevo mostra ancora i diversi segni del conflitto, sia nella parte nuova che in quella più antica (in particolare risultano abbastanza evidenti i colpi di proiettile presenti su moltissimi edifici ricoperti di gesso). Il centro storico ottomano e la parte ottocentesca, di impronta austriaca, a parte alcuni singoli edifici sono completamente rimesse a nuovo. I segni più evidenti della guerra si possono ancora trovare nella città nuova, Novo Sarajevo, dove molti edifici sono ancora distrutti, e accanto ad essi sono molti i cantieri di nuovi centri commerciali ed edifici destinati ai servizi

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Sarajevo tra il 1890 e il 1900

Sarajevo è localizzata vicino al centro geometrico del triangolo di terra che è la Bosnia ed Erzegovina, qualche chilometro ad est della sorgente del fiume Bosna. Un piccolo fiume di nome Miljacka divide la città in due parti. L'antico cuore della città si trova in una ampia valle che ha una forma naturale di anfiteatro.

La città si trova a 511 metri sopra il livello del mare, alcuni suoi sobborghi raggiungono i 900 metri sopra il livello del mare, il che fa di Sarajevo una delle città più elevate in Europa. Le cime delle montagne che accerchiano la città raggiungono e superano i 2000 metri sopra il livello del mare.

Durante la seconda metà del XX secolo, città satellite come Ilidža e Vogošča si sono fuse con Sarajevo diventandone dei sobborghi.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Sarajevo presenta un clima continentale mite, posta tra due fasce climatiche: quella dell'europa centrale a nord e quella mediterranea a sud. La temperatura media è di 9,5 °C, con gennaio come mese più freddo (- 1,3 °C) e luglio come quello più caldo (19,1 °C). La temperatura più calda registrata furono i 40 °C del 19 agosto 1946, mentre la più fredda furono i – 26,4 del 25 gennaio 1946. Mediamente Sarajevo ha 68 giorni estivi all'anno (quelli con temperature superiori o uguali a 30,0 °C). La città è spesso leggermente coperta da nubi, con una media del 59% di cielo coperto. Il mese più nuvoloso è dicembre (in media 75% di cielo coperto), mentre quello più chiaro è agosto. Le precipitazioni si registrano tutto l'anno con una media finale di 170 giorni. Le giuste condizioni climatiche hanno consentito lo sviluppo degli sport invernali e l'organizzazione dei Giochi Olimpici Invernali del 1984.

Medie climatiche Sarajevo[3] Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 3 5 12 16 22 25 27 28 20 18 10 4 4 16,7 26,7 16 15,8
T. min. mediaC) -3 -2 2 5 9 12 14 14 10 8 4 -1 -2 5,3 13,3 7,3 6
Precipitazioni (mm) 51,6 55,3 36,7 67,4 68,5 72,0 79,0 58,2 113,4 72,6 80,7 69,9 176,8 172,6 209,2 266,7 825,3

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Sarajevo è da sempre città multi-etnica e multi-religiosa, al suo interno convivono tre diverse religioni: l'islam, il cristianesimo (con due confessioni: cattolica, legata ai croati, ed ortodossa, praticata dai serbi) e l'ebraismo. Il grande clima di tolleranza e rispetto tra queste confessioni ha portato a soprannominare Sarajevo la Gerusalemme d'Europa. I rapporti tra queste fedi si sono incrinati in seguito alle guerre jugoslave.

Islam[modifica | modifica wikitesto]

moschea di Gazi Husrev-beg

La religione islamica è giunta a Sarajevo con l'arrivo dei turchi nel 1463 d.C. Molti abitanti scelsero di convertirsi, tra questi molti cattolici che non erano visti di buon occhio per il loro legame religioso con i cavalieri crociati. La presenza turca ha rivoluzionato la città, facendola crescere di dimensioni e dandole quell'atmosfera orientale tipica di Sarajevo. Nel 1991 il 45% della popolazione era islamica.

Cristianesimo serbo–ortodosso[modifica | modifica wikitesto]

I serbi sono da molto tempo parte integrante della città, a Sarajevo ha sede un patriarcato serbo e ci sono chiese vecchie di 500 anni a testimoniare la loro presenza nel corso dei secoli. Nel 1921 più del 20% della popolazione era composto da serbi. Questa percentuale è molto diminuita: si stima che non più del 5-12% degli abitanti sia serbo, molti hanno deciso di allontanarsi in seguito all'Assedio di Sarajevo.

Cristianesimo cattolico[modifica | modifica wikitesto]

I fedeli di religione cattolica a Sarajevo sono soprattutto croati. Sarajevo è sede di un'arcidiocesi cattolica e la cattedrale cattolica del Sacro Cuore è uno dei simboli della città, tanto che viene spesso indicata come la Cattedrale di Sarajevo. Anche il numero dei cattolici è diminuito in seguito ai conflitti jugoslavi.

Ebraismo[modifica | modifica wikitesto]

interno della vecchia sinagoga

La presenza ebraica a Sarajevo è vecchia di 400 anni, il primo ebreo giunse in città nel 1541[senza fonte]. I turchi permisero agli ebrei la costruzione di sinagoghe.[senza fonte] Nel corso degli anni la popolazione crebbe e divenne molto fiorente, il numero degli ebrei arrivò fino ai 8.000 - 12.000 (per la maggior parte erano sefarditi). Sarajevo era il centro ebraico più importante dei balcani, vi erano presenti ben 15 sinagoghe e i rapporti con le altre confessioni erano pacifici. L'avvento del nazismo e delle terribili persecuzioni degli Ustascia di Pavelic decretò la deportazione per l'85% dei ebrei di Sarajevo e la distruzione di molti luoghi di preghiera. Nel primo dopoguerra molti scelsero di emigrare in Israele, a Sarajevo gli ebrei rimasti sono circa 700.[4]

Luoghi di culto islamici[modifica | modifica wikitesto]

  • Moschea di Ali Pasha

Costruita negli anni tra il 15601561 sotto il governo ottomano nel tipico stile di Istanbul. La grande cupola copre la stanza della preghiera mentre tre cupole più piccole proteggono il chiostro. La moschea di Ali Pasha venne danneggiata dalle truppe serbe nel 1990. Dopo i restauri del 20042005 la moschea è inserita nella lista dei Monumenti Nazionali della Bosnia ed Erzegovina

La Moschea Tsars
  • Moschea dell'Imperatore o Tsars

Importante moschea completata tra il 1462 e il 1566. Il nome deriva da Solimano I

  • Moschea di Gazi Husrev-beg

Completata tra il 15301531 è considerata il più importante esempio di architettura islamica della Bosnia e uno dei migliori esempi al mondo di architettura ottomana. Venne costruita da Minar Sinan un importante architetto ottomano che anni dopo costrui la moschea di Solimano a Edirne in Turchia. La moschea prende il nome da Gazi Husrev-beg, colui che commissionò la moschea.

Finanziata dall'Arabia Saudita, è attualmente la moschea più grande di Sarajevo per il numero di fedeli che può accogliere

Luoghi di culto cristiano ortodossi[modifica | modifica wikitesto]

la cattedrale ortodossa di notte
  • Cattedrale serbo ortodossa

Costruita tra il 18631868 è la chiesa serbo-ortodossa più grande di Sarajevo e una delle più grandi dei balcani. La basilica è dedicata alla natività di Gesù. La chiesa è sormontata da cinque cupole, la pianta è a forma di croce, gli interni sono riccamente decorati. Molto apprezzabile è il campanile dorato posto davanti all'entrata. La costruzione è in stile barocco.

  • Chiesa di Sveto Preobraženje
  • Vecchia chiesa ortodossa

Edificio dedicato al culto serbo-ortodosso, venne completato nel 1539 e dedicato agli arcangeli Gabriele e Michele.

Luoghi di culto cristiano cattolici[modifica | modifica wikitesto]

  • Cattedrale del Cuore di Cristo

Sede della Diocesi cattolica in Bosnia viene comunemente chiamata come la cattedrale di Sarajevo o Katedrala. Iniziata nel 1884 e completata nel 1889. Il suo architetto, Josip Vancaš, utilizzò elementi gotici e neo-romanici. Durante l'Assedio di Sarajevo venne danneggiata. È considerata uno dei simboli di Sarajevo

  • Chiesa di San Giuseppe

Situata nel quartiere di Marijin Dvor, immediatamente fuori dalla zona più centrale della città lungo Zmaja od Bosne, fu costruita tra il 1936 ed il 1940 su disegno dell'architetto Karl Paržik. In stile neo-romanico, con struttura a tre navate in pietra bianca d'Erzegovina, la chiesa ospita il sepolcro di Ivan Šarić, carismatico e discusso arcivescovo di Sarajevo della prima metà del XX secolo che ne promosse la costruzione.

  • Chiesa di Sant'Antonio da Padova

Situata nel vecchio quartiere a sinistra del fiume Miljacka detto Bistrik (anticamente Latinluk), è stata costruita nel 1912 al posto di un precedente e più piccolo tempio cattolico eretto nel 1882, dopo l'arrivo degli austriaci. Questo aveva avuto anche funzioni parrocchiali e di chiesa cattedrale fino alla costruzione dell'attuale cattedrale nel 1889. Nel 1905 la vecchia chiesetta fu chiusa per problemi di staticità e nel 1912 fu abbattuta per far posto alla nuova chiesa di Sant'Antonio da Padova, disegnata in stile neo-gotico da Josip Vancaš. Annesso alla chiesa si trova un monastero francescano eretto nel 1894.

Luoghi di culto ebraici[modifica | modifica wikitesto]

la sinagoga aschkenazita
  • Sinagoga di Sarajevo

Situata a sud del fiume Miljacka è l'unico luogo di preghiera della comunità ebraica. Costruita nel 1902 in stile neo-moreso e consacrata nel 1930, nel 1966 venne offerta alle autorità cittadine come centro culturale e divisa orizzontalmente in due settori. La sezione dedicata al culto ebraico è situata nel piano superiore. Quando venne consacrata era una delle sinagoghe più grandi dei balcani.

  • Vecchia sinagoga di Sarajevo

Posizionata nel Velika Avlija, il quartiere ebraico di Sarajevo, la vecchia sinagoga risale al 1581. Danneggiata da un incendio nel 1697 e nel 1788 venne trasformata in Museo Ebraico nel 1965. Nonostante i muri siano stati spogliati delle loro decorazioni rimane un ambiente ancora molto suggestivo tutto costruito in pietra

Attrazioni turistiche[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

  • Baščaršija, l'antica area mercantile oggi centro di commerci e servizi
  • Fontana Sebilj
  • Casa di Svrzo
  • Bijela Tabija
  • Torre d'entrata di Visegrad
  • Tunnel di Sarajevo
  • Bazar
  • Torre dell'Orologio
  • Palazzo delle Poste
  • Palazzo del Governo

Ponti[modifica | modifica wikitesto]

  • Ponte Latino
  • Ponte Vijecnica
  • Ponte Goat
  • Ponte at Plandiste

Natura[modifica | modifica wikitesto]

  • Monte Trebević
  • Monte Bjelašnica
  • Sorgenti del fiume Bosna
  • Fiume Miljacka
  • Monte Igman

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Sarajevo è sempre stato un centro culturale molto importante.

Dal periodo dell'impero ottomano Sarajevo è stata la casa per molti pensatori, poeti e artisti. Vladimir Prelog, vincitore del premio Nobel, è nativo della città come il regista Emir Kusturica. Il vincitore del premio Nobel Ivo Andrić, lo scrittore Predrag Matvejević e Danis Tanović hanno soggiornato a lungo nella città; Andrić si considerava come suo cittadino.

I diversi gruppi etnico-religiosi che hanno abitato a Sarajevo nel corso dei secoli hanno lasciato la propria impronta nella città e hanno permesso uno sviluppo culturale molto variegato.

Oggi Sarajevo è sede di diverse università sia pubbliche che private, ospita molti festival e diversi musei che furono chiusi durante la guerra sono stati riaperti.

L'assedio di Sarajevo ha provocato diversi danni, fra questi il più grave è stato probabilmente la quasi totale distruzione della Biblioteca nazionale ed universitaria di Bosnia ed Erzegovina. Molti libri e manoscritti furono bruciati e andarono irrimediabilmente perduti.

Tuttavia la città si sta risollevando, grazie anche ad alcune iniziative quali il Sarajevo Film Festival, una delle più grandi manifestazioni cinematografiche europee, che d'estate punta i riflettori sulla città.

Università[modifica | modifica wikitesto]

  • Università di Sarajevo
  • Scuola di scienza e tecnologia di Sarajevo
  • Scuola di Economia
  • Università Internazionale di Sarajevo
  • Accademia delle Belle Arti

Festival[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Teatri[modifica | modifica wikitesto]

  • Teatro Nazionale della Bosnia ed Erzegovina
  • Teatro Youth di Sarajevo

Trasporti ed infrastrutture[modifica | modifica wikitesto]

tram a Sarajevo

Sarajevo è posizionata in una valle in mezzo alle montagne per questo motivo è una città "compatta". Questa caratteristica la rende scomoda per chi utilizza l'automobile, mancano anche le aree di parcheggio, ma ha consentito lo sviluppo dei trasporti pubblici o in bicicletta. Le due strade principali sono: la Maresciallo Tito (Titova ulica) e la Dragone di Bosnia (Zmaj od Bosne). La strada trans-Europea Corridoio 5C attraversa Sarajevo e la collega con Budapest a nord e con Ploče a sud.

Dopo la fine delle guerra, Sarajevo sta migliorando il suo sistema di trasporti.

Tram Elettrici e Treni

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rete tranviaria di Sarajevo e Rete filoviaria di Sarajevo.

I tram elettrici sono in funzione fin dal 1885 e sono il trasporto pubblico più vecchio della città. Ci sono 7 linee di tram e altre cinque di autobus. Sarajevo detiene il primato di essere stata la prima città in Europa e la seconda al mondo (la prima è san Francisco) a dotarsi di tram elettrici che servissero la città dall'alba al tramonto.[senza fonte]

La stazione dei treni più importante si trova nel centro nord della città, da lì le linee si diramano nelle diverse direzioni.

Aeroporto

L'Aeroporto Internazionale di Sarajevo (codice SJJ) si trova a pochi chilometri a sud-ovest della città. Durante la guerra l'aeroporto è stato utilizzato per i voli dell'ONU e per i soccorsi umanitari. Dopo l'accordo di Dayton, nel 1996, l'aeroporto è tornato ad offrire normali voli commerciali. Nel 2006 534.000 persone sono transitate nell'aeroporto, nel 1996 furono solo 25.000.

Municipalità[modifica | modifica wikitesto]

Le 9 municipalità del Cantone di Sarajevo

Sono considerate parte della città di Sarajevo quattro delle nove municipalità che costituiscono il Cantone di Sarajevo. Le municipalità considerate facenti parte della città sono:

1. Centar

5. Novi Grad

6. Novo Sarajevo

7. Stari Grad

Centar[modifica | modifica wikitesto]

Centar è una municipalità di Sarajevo con 59.238 abitanti al censimento 2013[5].

È posizionata in mezzo tra Stari Grad (la parte più vecchia della città) e le municipalità di Novi Grad e Novo Sarajevo.

La municipalità di Centar è la parte più importante della città in quanto hanno sede le principali amministrazioni riguardanti il commercio, l'educazione, la cultura e la salute.

Novi Grad[modifica | modifica wikitesto]

Novi Grad (Città nuova) è la municipalità posta più a ovest delle quattro che formano Sarajevo

Novi Grad crebbe notevolmente durante gli anni 70 basandosi sull'industria. Questa rapida crescita portò ad una forte urbanizzazione con edifici di stile comunista.

Nel 1991 contava 136.746 abitanti, ma la guerra diminuì drasticamente questa cifra. Il 92 % degli edifici risultò distrutto.

Novi Grad è comunque riuscita ad attuare un grande recupero, i segni della guerra sono ancora visibili, ma allo stesso tempo sono stati costruiti nuovi edifici rendendo Novi Grad la parte più moderna della città.

Con 124.471 abitanti al censimento 2013[6] è la municipalità più popolata di Sarajevo.

Novo Sarajevo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Novo Sarajevo.

Stari Grad[modifica | modifica wikitesto]

La sede del parlamento devastata dopo i combattimenti

Stari Grad (città vecchia) è una municipalità di Sarajevo.

Stari Grad è la parte più vecchia di Sarajevo, ricca di monumenti, luoghi di culto e costruzioni di grande valore storico. La parte est di Stari Grad è caratterizzata dalle influenze ottomane mentre la parte ovest presenta influenze della cultura Austro-Ungarica. Questa parte della città rappresenta simbolicamente un punto di incontro fra l'oriente e l'occidente.

Aveva 38.911 abitanti al censimento 2013[7].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi XIV Giochi olimpici invernali e Igman.

Gli sport e gli eventi sportivi hanno avuto un ruolo importante a Sarajevo, ancor da prima che la città ospitasse i giochi olimpici. Per la rassegna a cinque cerchi furono realizzate varie strutture sportive; quelle per lo sci nordico (pista di sci di fondo, trampolino Igman) sorgevano sul monte Igman, a pochi chilometri dalla città.

Uno degli sport più praticati è il calcio. Le due squadre di calcio – FK Sarajevo e FK Željezničar – hanno entrambe spesso partecipato a tornei a livello europeo. Altre squadre calcistice cittadine sono il SAŠK Napredak e l'Olimpik Sarajevo.

Molto praticata è anche la pallacanestro. La squadra cittadina, il Bosna Sarajevo, è stata campione europea nel 1979.

Conosciuta è anche la squadra di scacchi Bosna Sarajevo che ha partecipato a diversi campionati fin dagli anni '80.

Personaggi celebri[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Voce Sarajevo del Dizionario d'ortografia e di pronunzia.
  2. ^ (EN) Dati su fzs.ba
  3. ^ Sarajevo, BIH Weather MSN
  4. ^ Jewish Virtual Library
  5. ^ Popolazione al censimento 2013 dal sito ufficiale. URL consultato il 9 novembre 2013.
  6. ^ Popolazione al censimento 2013 dal sito ufficiale. URL consultato il 9 novembre 2013.
  7. ^ Popolazione al censimento 2013 dal sito ufficiale. URL consultato il 9 novembre 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • D. Celic: "Kursumlija Medresa u Sarajevu" (1955)
  • F. Maniscalco: "Sarajevo. Itinerari artistici perduti" (1997)
  • M. Petrovic: "Bas-Carsija, Sarajevo" (1985)
  • P. Vrankic: "M. Zovkic, The Catholic Church in Sarajevo" (1984)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]