Sante Carollo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Sante Carollo
[[File:|250x350px]]
Dati biografici
Nome Sante Carolo
Paese bandiera Italia
Nazionalità
Passaporto {{{Passaporto}}}
Altezza {{{Altezza}}} cm
Peso {{{Peso}}} kg
Ciclismo Cycling (road) pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità Strada
Categoria
Record
Ranking º
Best ranking º
Ruolo
Società
Squadra
Ritirato 1951
Carriera
Giovanili
Squadre di club
1949 600px Granata2.png Wilier Triestina
1950-1951 Individuale
Nazionale
Carriera da allenatore
Incontri disputati
Palmarès
[[|]]
Dati agonistici
Specialità
Categoria
Record
Ranking º
Best ranking º
Ruolo
Società
Squadra
Ritirato
Carriera
Giovanili
Squadre di club
Nazionale
Carriera da allenatore
Incontri disputati
Palmarès
[[|]]
Dati agonistici
Specialità
Categoria
Record
Ranking º
Best ranking º
Ruolo
Società
Squadra
Ritirato
Carriera
Giovanili
Squadre di club
Nazionale
Carriera da allenatore
Incontri disputati
Palmarès
 

Sante Carolo, meglio noto come Sante Carollo [1] (Montecchio Precalcino, 8 febbraio 1924Thiene, 9 gennaio 2004), è stato un ciclista su strada italiano. Professionista dal 1949 al 1951, fu maglia nera Giro d'Italia.

Indice

[modifica] Carriera

Abitualmente muratore di professione, venne chiamato all'ultimo momento dalla squadra Wilier Triestina per sostituire Fiorenzo Magni, colpito da influenza, alla partenza del Giro d'Italia 1949.[1] Curiosamente venne registrato con il nome storpiato, Sante Carollo.[1] Non essendo particolarmente avvezzo alle gare ciclistiche accumulò in breve tempo pesanti ritardi negli ordini d'arrivo; già alla prima tappa tagliò il traguardo per ultimo, staccato di più di un'ora dal primo, Mario Fazio, andando a vestire la maglia nera, contrassegno dell'ultimo in classifica.[1]

Inaspettatamente fu quello l'inizio della sua notorietà poiché Luigi Malabrocca, vincitore della maglia nera per due anni consecutivi, nel 1946 e 1947, intraprese una vera e propria battaglia contro di lui per impossessarsi ancora una volta della maglia, che oltre al significato meramente numerico dava diritto a premi in denaro e natura;[1] questo, naturalmente, stando sempre ben attento in ogni tappa a non concludere fuori tempo massimo, pena l'esclusione dalla corsa.[1] Malabrocca, dopo una lunga serie di nascondigli, forature e perdite di tempo varie (nella tappa di Bolzano, si narra, si nascose in un silos, mentre a Genova si nascose in un fosso) non era però ancora riuscito a strappare la maglia al coriaceo muratore vicentino, veramente incapace di tenere un ritmo accettabile. Nel corso dell'ultima tappa, da Torino a Monza, tentò quindi l'ultimo assalto alla maglia: approfittando di una foratura entrò in un'osteria, mangiò, bevve, incontrò tifosi, per poi riprendere la bicicletta e tagliare il traguardo con due ore e venti di ritardo – quanto bastava per dargli la certezza della "vittoria" – da Carollo, rimasto nella pancia del gruppo.[2] La giuria, però, stanca della sceneggiata, era già andata via e gli aveva assegnato lo stesso tempo del gruppo. Malabrocca concluse così sessantaquattresimo a poco meno di otto ore da Fausto Coppi, Carollo invece fu sessantacinquesimo a quasi dieci ore, aggiudicandosi la maglia nera coi relativi premi[1].

Quella del Giro del 1949 restò per Carollo solo un'avventura isolata, in quanto tornò presto a svolgere la professione originaria.

[modifica] Palmarès

[modifica] Altri successi

Maglia nera Giro d'Italia

[modifica] Piazzamenti

[modifica] Grandi giri

1949: 65º

[modifica] Note

  1. ^ a b c d e f g Beppe Conti, 100 storie del Giro, Torino, Graphot Editrice, 2008, pagg. 58-59. ISBN 88-89509-67-8
  2. ^ Marco Pastonesi. «Addio a maglia nera Malabrocca». La Gazzetta dello Sport, 02 10 2006. URL consultato in data 07-06-2010.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni