Santa Flavia
| Santa Flavia comune |
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La baia di Sant'Elia |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Antonio Napoli (lista civica) dal 14/05/2007 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 38°5′0″N 13°32′0″E / 38.08333°N 13.53333°ECoordinate: 38°5′0″N 13°32′0″E / 38.08333°N 13.53333°E | ||||
| Altitudine | 55 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 14 km² | ||||
| Abitanti | 10 957[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 782,64 ab./km² | ||||
| Frazioni | Porticello, Sant'Elia, Solanto | ||||
| Comuni confinanti | Bagheria, Casteldaccia, Misilmeri | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 90017 | ||||
| Prefisso | 091 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 082067 | ||||
| Cod. catastale | I188 | ||||
| Targa | PA | ||||
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) | ||||
| Nome abitanti | flavesi | ||||
| Patrono | sant'Anna | ||||
| Giorno festivo | 26 luglio | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Santa Flavia all'interno della provincia di Palermo |
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| Sito istituzionale | |||||
Santa Flavia è un comune italiano di 10.991 abitanti della provincia di Palermo in Sicilia.
Si trova a circa 17 km ad Est del capoluogo, sulla costa tirrenica. Costituisce un'unica conurbazione con la vicina Bagheria.
[modifica] Geografia
Il territorio di Santa Flavia è situato su un promontorio tra il golfo di Palermo e quello di Termini Imerese. Sorge su una zona litoranea bassa e sabbiosa.
[modifica] Distanze dai capoluoghi
- 16 km da Palermo (provincia d’appartenenza)
- 115 km da Trapani
- 132 km da Agrigento
- 135 km da Caltanissetta
- 154 km da Enna
- 237 km da Messina
- 251 km da Catania
- 268 km da Ragusa
- 309 km da Siracusa
[modifica] Economia
I principali prodotti agricoli coltivati nel suo territorio sono gli agrumi e gli ortaggi. È rilevante la produzione ittica per la cospicua pesca di pesce fresco di vario genere. Santa Flavia è molto importante per il turismo, specie quello balneare.
[modifica] Storia
Fino al 1880 si chiamò Solanto.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Luoghi d'interesse
[modifica] Chiese
[modifica] Basilica Soluntina di Sant'Anna
| Per approfondire, vedi la voce Basilica Soluntina di Sant'Anna. |
[modifica] Chiesa di Maria Santissima del Lume - Porticello
I lavori di costruzione iniziarono intorno al 1800 per volere dei pescatori, ma subito dopo vennero interrotti per ragioni economiche. Nel 1805, i lavori ripresero grazie alla donazione di Antonia Joppolo Filangeri principessa di Santa Flavia e baronessa di Solanto, della Regina Carolina di Napoli e dell'arciprete di Santa Flavia don Gaetano De Dominici. Di grande pregio il quadro della Madonna del Lume, dipinto su ardesia probabilmente nel 1722 dal missionario gesuita padre Giovanni Antonio Genovesi (o Genovese; Palazzo Adriano, 4 maggio 1684 - ?, 1743). L’aspetto attuale della Chiesa si deve alla ristrutturazione novecentesca.
[modifica] Chiesa di Maria Santissima Addolorata (Sant'Elia)
Sostituì una piccola Cappella eretta da pescatori del luogo, provenienti da Palermo, che vi sostavano per la pesca annuale del tonno. La Festività ricorre il 15 settembre.
[modifica] Le Ville
- Villa Filangeri, sede del municipio.
- Villa San Marco (Proprietà privata)
- Villa Spedalotto (Proprietà privata)
- Villa Valdina (Proprietà privata)
- Villa Sperlinga (Proprietà privata)
[modifica] Altre ville
- Villa Campofranco è una residenza di villeggiatura, costruita agli inizi del XVIII secolo dai Lucchesi Palli, Principi di Campofranco. (Proprietà privata)
- Villa Oliva è una residenza di villeggiatura, incompleta, voluta da un membro cadetto dei Branciforte, Principi di Butera. (Proprietà privata)
- Villa Cefalà venne fatta costruire dai conti Pilo di Capaci, per gestire un lussureggiante agrumeto. Il portale in tufo riporta inciso nella chiave di volta l'anno 1778. Nel XX secolo l'edificio venne sottoposto a interventi. Oggi il complesso è stato convertito in agriturismo.
- Villa Torremuzza era la residenza di villeggiatura dei principi Castelli di Torremuzza. Settecentesca, venne distrutta nel secondo dopoguerra.
[modifica] Altre residenze d'epoca
[modifica] Villino Basile
Prima opera di Ernesto Basile, realizzato tra il 1874 e il 1878 con la collaborazione del padre Giovan Battista Filippo, il villino era la bizzarra residenza per la villeggiatura estiva della famiglia, che coniuga una struttura di stile neorinascimentale, con vivaci decorazioni fitomorfe che ornano la torre cilindrica sul lato sinistro, che anticipano lo stile Liberty. Gli esterni sono ravvivati dal contrasto cromatico tra le superfici lisce rivestite con piastrelle esagonali rosse, e le decorazioni e i bugnati in tufo giallo-dorato. Attualmente l'edificio versa in un preoccupante stato d'abbandono. (Proprietà privata)
[modifica] Castello e Palazzo Reale di Solanto
Il Castello di Solanto diede il nome alla baronia omonima, antica divisione amministrativa di parte del territorio di Santa Flavia e Bagheria, e si trova sul mare. Edificato al tempo di Re Ruggero sopra una grande scogliera, era anticamente destinato, come tanti altri, a protezione di una attigua tonnara. Quale proprietà demaniale il castello venne assegnato da Federico III a Manfredo Layhabixa, dietro compenso sugli introiti della tonnara. Successivamente re Martino, nel 1392, concesse castello e tonnara a Francesco de Casaya. Il figlio di questi nel 1415 vendette il castello a Corrado Spadafora e nel 1500 circa apparteneva ancora a questa famiglia, nella persona di Giovanni Antonio Spadafora barone di Solanto. In seguito esso pervenne a Gerardo Alliata, genero dello Spadafora (1517) alla cui famiglia rimase fino al 1660 circa con Ludovico Alliata barone di Solanto. In quell'epoca venne venduto ad asta pubblica ed acquistato da Asdrubale Termini duca di Vatticani. Al tempo di Carlo II furono signori del castello Francesco Catena (1666) e poi Mario Antonio Joppolo Colnago principe di Sant'Elia (1682). In seguito, per linea femminile pervenne a Cristoforo Riccardo Filangeri principe di Santa Flavia (1765). Interessanti, in una piccola sala del castello, gli stemmi dei signori che lo possedettero da Re Ruggero fino al 1879, anno in cui pervenne a Benedetto Mantegna principe di Gangi. Il cosiddetto Palazzo Reale di Solanto è un'ala del castello che fu restaurata agli inizi del XIX secolo in stile Neogotico, per ospitare Ferdinando I di Borbone. (Proprietà privata)
[modifica] Palazzina Perez-Raimondi
Era la casa per la villeggiatura estiva dello statista Francesco Paolo Perez, costruita alla fine del XIX secolo.
[modifica] Altri edifici d'interesse
[modifica] ex Orfanotrofio Giuseppe Pezzillo
Grande edificio della fine del XIX secolo, parzialmente alterato da interventi della metà del Novecento.
[modifica] Cimitero
Realizzato su progetto dell'ingegnere Mario Umiltà negli anni 1934/35 con un'estensione di 9000 m2, sostituì il precedente camposanto del tardo Settecento voluto dai principi Filangeri, che sorgeva nell'area oggi occupata dalla Scuola Media Statale Giovan Battista Filippo Basile. L'ingresso monumentale con esedra, situato sulla strada statale 113, mostra un'impostazione aulica fedele ai canoni dell'architettura del Ventennio Fascista; al centro del camposanto si erge una cappella circolare in marmo grigio; interessanti alcune sepolture e cappelle, con architetture, sculture e decori dallo stile eclettico, Liberty, Decò. Nel 1981, il cimitero ha subito un ampliamento.
[modifica] Stazione ferroviaria
| Per approfondire, vedi la voce Stazione di Santa Flavia-Solunto-Porticello. |
Progettata da Roberto Narducci nel 1932, presenta un linguaggio aderente all'architettura Fascista, tuttavia alleggerito nel razionale prospetto con una torre-orologio asimmetrica. Nella piazza antistante, degno di nota il Monumento a Francesco Paolo Perez, busto marmoreo degli anni Dieci dello scultore Francesco Sorgi, posto su un alto basamento con fregi a nastro Liberty.
[modifica] Archeologia
[modifica] Solunto
Area archeologica della cittadina fenicia di Solunto.
| Per approfondire, vedi la voce Solunto. |
Oltre alle rovine dell'antico sito, è visitabile un piccolo museo, l'Antiquarium, situato all'ingresso degli scavi; in esso trovano esposizione materiali di varia tipologia: ceramiche, frammenti d'intonaci dipinti, steli, statuette, rilievi votivi, capitelli e monete soluntine e di altra provenienza.
[modifica] Geologia
Alla fine del Trias, inizia il Giurassico (200 ma) si depositano i calcari dolomitici ossia la "ciaca ri Palermu" in acqua basse e costiere. Durante il giurassico / cretaceo (65 ma) si depositano calcari marnosi, calcari con selce, argille silicee in acque più profonde. Intensa è l'attività tettonica, sismica e vulcanica. Fino all'eocene si depositano calcari marnosi verdi e rossi, la ben nota "scaglia" che indica un crescente apporto di argilla dovuto all'alterazione ed erosione dei continenti emersi di composizione granitica e/o sialica (Si = silicio Al = alluminio). Nell'Oligocene - Miocene (28 ma) si formano le alpi e gli appennini e il bacino pelagico siciliano diventa una avanfossa e comincia a riempirsi di sedimenti terrigeni erosi dalle terre emerse, alterati e trasportati a mare dai fiumi. Sono il "flysch numidico" così chiamato perché simile a quello nord-africano, cioè sedimenti come argille brune il cosiddetto "ginolfo" e quarzareniti "petra mola". In questa zona mancano i gessi, i calcari solfiferi, i sali del miocene sup. e le marne del pliocene inf., causa locali emersioni ed erosione dell'area settentrionale sicula. Durante le glaciazioni si depositano calcareniti e sabbie gialle ("pietra di Aspra") con lamellibranchi e gasteropodi (fauna fredda baltica o fauna calda senegalese) recenti del Pleistocene (2 ma). Il promontorio di Capo Zafferano, come i monti di Palermo, è costituito da "ciaca" una dolomia massiccia, grigia e vaculare del Lias o giurassico inf. (200 ma)[a cura di www.facebook.com/geometra.alioto].
| Per approfondire, vedi la voce Capo Zafferano. |
[modifica] Cultura
A Santa Flavia è nato nel 1910 Vincenzo D'Acquisto, giornalista, saggista, scrittore, ufficiale dei Carabinieri e autore di oltre 350 brani. Suo è il famoso L'edera, interpretato da Nilla Pizzi e ripetuto da Tonina Torrielli, giunto al secondo posto nell'ottava edizione del Festival di Sanremo del 1958.
[modifica] Media
Santa Flavia non è nient'altro che l'immaginaria Lumera della soap-opera "Agrodolce".
[modifica] Amministrazione
[modifica] Sindaci
- 1944-1945: Gaetano Fiduccio, Commissario Prefettizio
- 1945-1946: Gioacchino Raspante, Commissario Prefettizio
- 1946-1956: Antonino D’Amato
- 1956-1957: Michele Maxuni
- 1958-1959: Antonino Chiello, Commissario Straordinario
- 1959-1960: Carmelo D'Amato, Commissario Straordinario
- 1960-1963: Antonino D'Amato
- 1964-1965: Michele Maxuni
- 1965-1967: Pietro Imboccari
- 1968-1969: Antonino D'Amato
- 1969-1971: Pietro Imboccari
- 1971-1978: Pietro Sanfilippo
- 1979-1980: Pietro Imboccari
- 1980-1982: Pietro Sanfilippo
- 1982-1983: Giuseppe Meloni
- 1983-1988: Nicolò Lo Coco
- 1988-1989: Nicolò Lo Coco
- 1989-1989: Gaetano Affatigato
- 1989-1990: Antonino Pianelli, Commissario Regionale
- 1990-1990: Giuseppe Meloni
- 1990-1991: Gaetano Affatigato
- 1991-1991: Rosalia Cefalù
- 1991-1993: Commissariamento Prefettizio
- 1993-1997: Salvino Roccapalumba
- 1997-2007: Pietro Sanfilippo
- 2007-in carica: Antonio Napoli
[modifica] Città gemellate
[modifica] Galleria fotografica
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Santa Flavia
[modifica] Bibliografia
G.Longo, Quando i Fenici navigavano sul mare di Santa Flavia, Sicilia Tempo, anno XLVII n.468 novembre 2009, pp. 26-29.
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito Web Comune di Santa Flavia
- Basilica Soluntina di Sant'Anna
- Parrocchia Maria Santissima del Lume (Porticello)
- Notizie Santa Flavia
- Sito web su Santa Flavia
- Fotografia satellitare da Google Maps
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