Sant'Agata di Militello
| Sant'Agata di Militello comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Bruno Mancuso (centrodestra) dal 14/06/2004 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 38°4′0″N 14°38′0″E / 38.06667°N 14.63333°ECoordinate: 38°4′0″N 14°38′0″E / 38.06667°N 14.63333°E | ||||
| Altitudine | 30 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 33,52 km² | ||||
| Abitanti | 13 190[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 393,5 ab./km² | ||||
| Comuni confinanti | Acquedolci, Militello Rosmarino, San Fratello, Torrenova | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 98076 | ||||
| Prefisso | 0941 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 083084 | ||||
| Cod. catastale | I199 | ||||
| Targa | ME | ||||
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) | ||||
| Nome abitanti | santagatesi | ||||
| Patrono | San Giuseppe | ||||
| Giorno festivo | 19 marzo | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Sant'Agata di Militello all'interno della provincia di Messina |
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| Sito istituzionale | |||||
Sant'Agata di Militello (Sant'Àita di Militieddu in siciliano) è un comune italiano di 13.190 abitanti della provincia di Messina in Sicilia.
È un comune del Parco dei Nebrodi.
Indice |
[modifica] Storia
La storia cittadina si sviluppa attorno alla "Torre della Marina", una struttura d'avvistamento costiero edificata nel XIII secolo per servire la medievale Militello Valdemone.
Nella seconda metà del ‘500 quando i viceré spagnoli incaricarono i Camiliani di fare la ricognizione dei litorali la torre fu giudicata insufficiente e vi fu aggiunto un "fortino".
Signori della città furono gli appartenenti alla famiglia d'origine aragonese dei Gallego che edificarono il Castello costruito sul feudo della "marina".
Nel 1573 in concomitanza con l'edificazione nacque il primo nucleo abitativo su cui la famiglia Gallego ottenne la signoria.
Nel secolo XVII il borgo di Sant'Agata era compreso fra le terre baronali appartenenti al principe di Militello, il quale nel 1627, assunse anche il titolo di Marchese di Sant'Agata.
Nel 1628 don Vincenzo Gallego ottenne la licenza di edificare il palazzo intorno alla torre e nel 1663 suo figlio Luigi, nominato Marchese e poi Principe di Sant'Agata, fece costruire il castello, a presidio della costa, per concessione del re Filippo IV che nel 1657 gli concesse la licenzia populandi per promuovere il futuro insediamento urbano del piccolo borgo marinaro attorno ad esso.
Nel 1820 l’ultimo dei signori vendette titolo e terre al Principe di Trabia, ma nello stesso secolo i privilegi feudali decaddero.
Il castello Gallego articolato intorno ad un'alberata corte quadrata, ingloba le torri cilindriche di età medievale. Sull'ampio prospetto ornato da classici finestroni, si apre il fornice d'ingresso, difeso in passato da ponte levatoio. Dal cortile si accede agli ambienti destinati a scuderie, magazzini ed abitazione dei servi. Da una scala a chiocciola si sale al piano nobile, con gli appartamenti del principe, da cui si accede alle torri e ai terrazzi. Il libro di Vincenzo Consolo Il sorriso dell'ignoto marinaio si chiude con la descrizione puntigliosa del castello carcere di Sant'Agata di Militello, simbolo architettonico degli inferi narrati, per la sua forma a chiocciola. Decifrando una lapide di tal (COCALI) GALLEGO, scrive:
| « E siam persuasi che quell'insolito e capriccioso nome chiuso tra le parentesi che vien dopo Girolamo del principe marchese, Còcalo, sicuramente d'accademico versato in cose d'arte o di scienza, sennò sarìa stato eretico per paganità, abbia ispirato l'architetto. Essendo Còcalo il re di Sicilia che accolse Dedalo, il costruttore del Labirinto, dopo la fuga per il cielo da Creta e da Minosse, ed avendo il nome Còcalo dentro la radice l'idea della chiocciola, kokalìas nella lingua greca, còchlea nella latina, enigma soluto, falso labirinto, con inizio e fine, chiara la bocca e scuro il fondo chiuso, la grande entrata da cui si può uscire seguendo la curva sinuosa ma logica, come nella lumaca di Pascal, della sua spirale, l'architetto fece il castello sopra questo nome: approdo dopo il volo fortunoso dal grande labirinto senza scampo della Spagna, segreto sogno di divenire un giorno viceré di Sicilia, sforzo creativo in sfida alla Natura come l'ali di cera dell'inventore greco o solo capricciosa fantasia? » | |
Il possente edificio dalle severe linee architettoniche, sorge su una altura rocciosa, guardando da un lato il centro cittadino e dall'altro un ampio arco di costa. Attorno ad esso venne a formarsi un abitato di pescatori e contadini.
Non manca, come buona regola siciliana, la leggenda sulla fondazione della cittadina a seguito di un fatto prodigioso, che vide alcuni pescatori catanesi scampare ad un terribile naufragio ed edificare, per voto, un centro intitolato alla loro santa patrona.
Un consistente incremento demografico si ebbe però soltanto in seguito all'autonomia amministrativa ottenuta nel 1857 e alla costruzione della strada rotabile Palermo-Messina. All'inizio del '900 rivestì un'importanza fondamentale la costruzione della ferrovia e numerosi furono gli interventi che ne favorirono lo sviluppo.
Di notevole rilevanza storica sono i diversi palazzi gentilizi presenti. Costruiti intorno la metà del diciannovesimo secolo dalle famiglie aristocratiche della zona, quali gli Zito discendenti dai conti di S. Marco, i Faraci baroni del Prato,i nobili, Gullotti e Cardinale. Gli Zito edificarono i loro palazzi nel quartiere della chiesa madre, i Faraci in via Roma, i Gullotti, Cardinale e Ciuppa sulla Via Nazionale. Tutti questi edifici presentano al loro interno pregevoli stucchi tardo barocco e liberty.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Clima
Nel territorio boschivo Nebroidese, diversamente dalla costa e dal resto dell'Isola, troviamo inverni lunghi e rigidi ed estati calde ma non afose. La temperatura media annua oscilla intorno ai 18 °C nella fascia costiera. La città gode di un tipico clima mediterraneo, particolarmente mite e confortevole nei periodi primaverili ed autunnali. L'estate è calda, mentre l'inverno è piovoso.
[modifica] Economia
Oggi la cittadina continua ad essere un importante centro amministrativo della provincia di Messina e, in particolare, un punto di riferimento per gli altri comuni del bacino dei Nebrodi. Il settore ittico riveste un ruolo molto importante nell'economia locale e, altrettanto importante, è l'aspetto turistico balneare. La stazione ferroviaria è una delle principali della linea Palermo-Messina, capolinea di alcuni servizi regionali.
[modifica] Cultura
Numerose sono le tradizioni e gli eventi culturali: la festa del Santo Patrono San Giuseppe, il 19 marzo e la seconda domenica di agosto, la processione di Maria Santissima del Mare sulle barche la prima domenica di agosto, la processione di Maria SS. Assunta (nell'antica chiesetta di contrada Contura), la festa di Santa Lucia, il 13 dicembre, la festa del Sacro Cuore di Gesù, la prima domenica di luglio e la Fiera Storica. Il Museo dei Nebrodi raccoglie rilevanti testimonianze storico-antropologiche della zona. La chiesa Madre e il Castello Gallego, antico maniero voluto dai regnanti aragonesi nel XIV secolo, sono i principali monumenti della cittadina. È anche il paese natale dello scrittore e saggista Vincenzo Consolo e del noto fotografo di moda Marco Glaviano[2].
[modifica] Porto
Il porto di Sant'Agata sarà uno dei 3 porti hub della Sicilia. Lo specchio d'acqua utilizzabile è di 282.000 m². All'interno del porto, in condizioni di sicurezza, potranno ormeggiare 1094 natanti.
[modifica] Strade
Il 9 ottobre del 2009 è stata inaugurata dopo 30 anni la Circonvallazione, che attraversa la città per una lunghezza di 4 km e collega l'Autostrada A20 alla Statale 113. Con la realizzazione del porto essa sarà allungata fino a raggiungerlo.
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Bruno Mancuso (centrodestra) dal 14/06/2004
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ http://www.marcoglaviano.com
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Sant'Agata di Militello
[modifica] Collegamenti esterni
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