Sandhi
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Il sandhi (dal sanscrito saṃdhi, संधि, "unione", pronunciato sən̪d̪ʱi[1]) è un termine utilizzato dagli antichi grammatici indiani e poi ripreso dalla linguistica di fine Ottocento per indicare l'insieme dei cambiamenti fonetici che avvengono in confine di morfema o tra parola e parola. Nel primo caso si parla di sandhi interno, nel secondo di sandhi esterno.[2]
[modifica] Note
- ^ La pronuncia inglese della parola è soggetta a variazioni: alcuni la pronunciano ˈsʌndi (esattamente come per la parola Sunday, "domenica", per alcuni parlanti di British English), altri /ˈsændi/ (come per il prenome Sandy), altri ancora /ˈsɑːndi/.
- ^ Dizionario di linguistica, 2004, cit., p. 668.
[modifica] Bibliografia
- (a cura di) Gian Luigi Beccaria, Dizionario di linguistica, ed. Einaudi, Torino, 2004, ISBN 978-88-06-16942-8
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