SATTI
La S.A.T.T.I. (inizialmente Società Anonima Torinese Tranvie Intercomunali, poi Società per Azioni Torinese Tranvie Intercomunali e infine Società per Azioni Torinese Trasporti Intercomunali), è stata una società di trasporto pubblico attiva prevalentemente nella provincia di Torino fino al 1º gennaio 2003, data in cui venne fusa con l'Azienda Torinese Mobilità (ATM) per formare il Gruppo Torinese Trasporti (GTT).
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[modifica] Storia
La S.A.T.T.I. nacque come emanazione del Comune di Torino dall'esigenza di riorganizzare sotto un'unica gestione le tranvie intercomunali sviluppatesi intorno al capoluogo torinese a cavallo tra il diciannovesimo eil ventesimo secolo. La sua origine può essere ricondotta alla tranvia Torino–Orbassano–Giaveno che, aperta il 7 maggio 1900 dalla S.T.T.F.E. (Società Torinese di Tramways e Ferrovie Economiche), venne acquisita il 1º gennaio 1928 dalla E.T.O.S. (Esercizio Tranvie di Orbassano e Stupinigi) che ne iniziò contestualmente l'elettrificazione. Il 21 dicembre 1936 la tranvia passò alla S.A.T.T.O. (Società Anonima Tranvie Torino Ovest), società istituita con il compito di completarne l'elettrificazione, che ebbe però una vita estremamente effimera, infatti il 1º gennaio 1937 venne fusa con la Società Anonima Tramways di Torino per formare la S.A.T.T.I. (Società Anonima Torinese Tranvie Intercomunali), acronimo che venne poi mutato (in data ignota antecedente al 1951) in Società per Azioni Torinese Tranvie Intercomunali.[1]
La SATTI si espanse ulteriormente con l'acquisizione di altre tranvie e con l'assorbimento e la creazione di numerose linee automobilistiche[2] che portarono il suo raggio di azione a superare in qualche caso i confini della provincia di Torino.
Nel 1959 acquisì la ferrovia Canavesana.[3]
Il 22 febbraio 1980 entrò a far parte con l'ATM di Torino del consorzio Trasporti Torinesi (TT), assumendo contestualmente la denominazione Società per Azioni Torinese Trasporti Intercomunali.[4] Il consorzio TT fu sciolto il 31 dicembre 1996, lasciando divisa la gestione dei servizi di trasporto urbano e suburbano tra ATM e SATTI.[5]
Nel 1982 acquisì la ferrovia Torino-Ceres.[6]
Nel dicembre 1998 gli venne affidata dal Consiglio Comunale di Torino la concessione per la costruzione e la gestione della Linea 1 della metropolitana automatica di Torino.[7]
Nel 1999 prese in gestione la ferrovia Trofarello-Chieri, che rimase di proprietà delle Ferrovie dello Stato (FS), istituendo il collegamento con la Canavesana e la Torino–Ceres attraverso i binari FS.[8]
Il 1º gennaio 2003 venne fusa con l'ATM di Torino per formare il Gruppo Torinese Trasporti (GTT).[6]
[modifica] Esercizio
La SATTI stabilì la propria sede in Via Giordano Bruno 3 sull'area triangolare (compresa tra la via stessa, il corso Bramante e il sedime ferroviario FS) dove la ETOS aveva realizzato il proprio scalo raccordato con quello di Torino Smistamento e allacciato alla rete tranviaria torinese sul doppio binario urbano della tranvia Torino–Orbassano–Giaveno in Corso Stupinigi[9] all'altezza di Via Rapallo.[10]
Nel 1959, dopo la chiusura della suddetta tranvia, la SATTI abbandonò le proprie officine di Orbassano, ricollocandole nello scalo torinese che venne così ad assumere anche la funzione di deposito per il materiale rotabile.[11]
[modifica] Esercizio di linee tranviarie intercomunali
- Tranvia intercomunale Torino–Orbassano–Giaveno, dal 1º gennaio 1937 al 31 ottobre 1958.[12]
- Tranvia intercomunale Torino–Settimo (ex STEP)[2] dal 1938[13] alla chiusura.
[modifica] Esercizio di autolinee intercomunali
[modifica] Gestione di linee ferroviarie
- Ferrovia Canavesana dal 1959:[3]
- (Torino Porta Susa)–Settimo–Rivarolo Canavese, con transito sui binari FS da Torino Porta Susa a Settimo;
- Rivarolo Canavese–Castellamonte, soppressa in seguito all'alluvione del 24 settembre 1993;[14]
- Rivarolo Canavese–Pont Canavese.
- Ferrovia Torino-Ceres dal 1982.[6]
Dal 1º gennaio 2003 continuò a gestire le suddette linee ferroviarie come parte del GTT, perdendo la denominazione SATTI.[6]
[modifica] Esercizio di raccordi ferroviari
Oltre alle linee autoferrotranviarie la SATTI ebbe in gestione anche importanti raccordi ferroviari cittadini elettrificati in corrente continua a 600 V.[15]
[modifica] FIAT Mirafiori–Torino Smistamento FS
Lo stabilimento FIAT di Mirafiori venne inizialmente collegato, in corrispondenza del piazzale Caio Mario, con un binario provvisorio allacciato agli esistenti binari ATM/SATTI di Corso Stupinigi[16], che vennero così percorsi sia dalle vetture tranviarie intercomunali Torino–Giaveno che dalle tradotte merci tra lo stabilimento FIAT e il raccordo con lo scalo FS di Torino Smistamento situato presso il deposito SATTI di Via Giordano Bruno 3.[17]
I binari definitivi di Via Onorato Vigliani vennero richiesti dalla FIAT con un atto ufficiale del 17 febbraio 1939 (ancor prima dell'inaugurazione ufficiale dello stabilimento, avvenuta il 15 maggio successivo), che diceva testualmente: «Il collegamento dei nuovi stabilimenti Fiat Mirafiori è stato previsto con un raccordo esterno che sottopassa il corso Stupinigi, si svolge lungo la via Vigliani, sovrappassa la linea di Genova e si inserisce nell'attuale raccordo degli stabilimenti Lingotto».[17]
Le vicende belliche fecero però ritardare la realizzazione del progetto, che vide la luce soltanto nel 1947 a semplice binario e con l'attraversamento a raso di Piazza Caio Mario. L'attraversamento sotterraneo venne realizzato nel 1959 con un'importante variante rispetto al progetto originale del 1939: il sottopassaggio si ramificava infatti in due parti, con il ramo di destra che andava a servire lo stabilimento originario e il ramo di sinistra che entrava nel nuovo stabilimento di Mirafiori Sud realizzato nel frattempo oltre la via Luigi Settembrini.[18]
Il declino del "raccordo Mirafiori - Lingotto", così come chiamato ufficialmente sui documenti FIAT[19], iniziò il 24 giugno 1981 con l'apertura del nuovo scalo di smistamento FS di Torino Orbassano, a cui la FIAT si collegò con un raccordo a doppio binario esercito con proprie locomotive Diesel. Il servizio SATTI subì una contrazione progressiva che vide l'esercizio ridimensionato a binario unico a partire dal 14 ottobre 1982 e la riduzione alle sole giornate di lunedì e venerdì per un solo turno dal 31 gennaio 1983 fino alla chiusura definitiva a far data dal 1º aprile successivo.[4]
[modifica] Mercati Ortofrutticoli all'Ingrosso–Torino Smistamento FS
La SATTI subentrò fin dall'atto della sua costituzione alla ETOS, che nel 1935 aveva avuto in esercizio da parte del Comune di Torino il raccordo ferroviario tra i M.O.I. (Mercati Ortofrutticoli all'Ingrosso) e lo scalo FS di Torino Smistamento.[20]
Il 30 maggio 1958 venne poi stipulata una convenzione tra il Municipio di Torino e il Ministero dei Trasporti per «la continuazione, modifica ed ampliamento del binario di raccordo per i Mercati Ortofrutticoli all'Ingrosso (MOI) e per la Dogana del Ministero delle Finanze», che doveva anch'esso essere elettrificato ed affidato alla SATTI.[20]
L'ampliamento avviato nel 1958 ed esteso ai coutenti FIAT Sezione Metalli (ingresso all'angolo tra le vie Giordano Bruno e Arduino) e Cristal Art (ingresso sulla via Zino Zini), raggiunse la piena operatività nel 1962, dopodiché visse alterne vicende che andarono dal raddoppio del binario alla chiusura dei raccordi con i coutenti.[20]
La gestione iniziò a vacillare nei primi anni ottanta per la notevole contrazione del traffico e proseguì fino al 31 maggio 1987 quando, a causa dell'incompatibilità dei suoi binari con la costruzione della galleria di collegamento diretto tra le stazioni di Torino Lingotto e Torino Porta Susa, la SATTI fu costretta ad abbandonare il servizio, che venne successivamente assicurato dalle FS con un proprio binario fino al 31 dicembre 2001, quando i MOI vennero trasferiti presso lo scalo di smistamento FS di Torino Orbassano.[21]
[modifica] Manifattura Tabacchi–Torino Vanchiglia FS
Nel 1938 la SATTI ereditò dalla STEP la tranvia intercomunale Torino–Settimo e il breve raccordo elettrificato (lungo circa 240 m) tra la Manifattura Tabacchi (MT) di Corso Regio Parco 142 e lo scalo FS di Torino Vanchiglia. La manutenzione ordinaria delle piccole locomotive elettriche a due assi che effettuavano servizio sul raccordo avveniva localmente, ma per interventi più complessi come quelli sui motori era necessari trasferire le macchine al deposito SATTI di Via Giordano Bruno a cura delle FS sul percorso tra gli scali di Torino Vanchiglia e Torino Smistamento. Dopo la chiusura nel 1987 del raccordo MOI la gestione SATTI cesso anche su questo raccordo e le tradotte per la MT vennero prese in carico dalle FS fino alla sua chiusura il 19 marzo 1996.[22]
[modifica] Note
- ^ Tripodi, Alla ricerca dei fantasmi delle locomotive elettriche SATTI di Torino, op. cit., pp. 19-24.
- ^ a b Tripodi, Alla ricerca dei fantasmi delle locomotive elettriche SATTI di Torino, op. cit., p. 21.
- ^ a b Tripodi, Alla ricerca dei fantasmi delle locomotive elettriche SATTI di Torino, op. cit., p. 31.
- ^ Cambiamento a Torino, "Notizie flash" in I treni, 19 (1998), n. 191, p. 8
- ^ a b c d Condolo, Torino - Ceres, op. cit., p. 25.
- ^ Delibera 1998-09756 - Linea 1 di metropolitana ad automazione integrata da Torino Porta Nuova a Collegno - Affidamento alla SATTI S.p.A..
- ^ Nel secondo dopoguerra questo tratto divenne Corso Filippo Turati.
- ^ Tripodi, Alla ricerca dei fantasmi delle locomotive elettriche SATTI di Torino, op. cit., pp. 20-21.
- ^ Tripodi, Alla ricerca dei fantasmi delle locomotive elettriche SATTI di Torino, op. cit., p. 63.
- ^ Tripodi, Alla ricerca dei fantasmi delle locomotive elettriche SATTI di Torino, op. cit., p. 23.
- ^ Tripodi, Alla ricerca dei fantasmi delle locomotive elettriche SATTI di Torino, op. cit., p. 114.
- ^ Il traffico ferroviario fu sospeso il 15 aprile 1985 per imposizione del Ministero dei Trasporti, ma SATTI, fiduciosa in un possibile recupero della linea, non la soppresse. L'alluvione del 1993 spazzò via assieme al ponte sull'Orco le tenui speranze di ripristinare il servizio ferroviario (Condolo, La Canavesana, op. cit., p. 91).
- ^ Tripodi, Alla ricerca dei fantasmi delle locomotive elettriche SATTI di Torino, op. cit., pp. 28, 39, 113.
- ^ Nel secondo dopoguerra questo tratto divenne Corso Unione Sovietica.
- ^ a b Tripodi, Alla ricerca dei fantasmi delle locomotive elettriche SATTI di Torino, op. cit., p. 25.
- ^ Tripodi, Alla ricerca dei fantasmi delle locomotive elettriche SATTI di Torino, op. cit., pp. 25-27.
- ^ Tripodi, Alla ricerca dei fantasmi delle locomotive elettriche SATTI di Torino, op. cit., p. 27.
- ^ a b c Tripodi, Alla ricerca dei fantasmi delle locomotive elettriche SATTI di Torino, op. cit., p. 37.
- ^ Tripodi, Alla ricerca dei fantasmi delle locomotive elettriche SATTI di Torino, op. cit., pp. 37-39.
- ^ Tripodi, Alla ricerca dei fantasmi delle locomotive elettriche SATTI di Torino, op. cit., pp. 113-114.
[modifica] Bibliografia
- Massimo Condolo, Torino - Ceres, 140 anni di storia dalla 'Cirié-Lanzo' alla metropolitana regionale, Fondazione Negri, Brescia, 2008, ISBN 978-88-89108-15-4
- Edoardo Tripodi, Alla ricerca dei fantasmi delle locomotive elettriche SATTI di Torino, Roberto Chiaramonte Editore, Collegno (TO), 2011, ISBN 978-88-95721-10-1