Rugby Roma Olimpic 1930

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Rugby Roma Olimpic 1930 a r.l.
H bianca su verde.pngCampione d’Europa in carica
Detentore dell’European Challenge Cup
Campione in carica della Celtic League
Bandiera dell'Inghilterra Campione d’Inghilterra in carica
Bandiera del GallesBandiera dell'Inghilterra Detentore della Coppa Anglo-Gallese
Bandiera della Francia Campione di Francia in carica
Campione in carica del Super Rugby
Scudetto.svg Campione d’Italia in carica
Coccarda Italia.svg Detentore della Coppa Italia
Bandiera della Spagna Campione di Spagna in carica
Flag of Buenos Aires City.png Campione in carica dell’URBA
Bandiera dell'Argentina Campione del Nacional de Clubes
Flag of Brazil.svg Campione brasiliano in carica
Rugby Roma Olimpic Logo.png
{{{soprannomi}}}
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali: 600px Bianco con bande Nere laterali.png Bianconeroverde
Dati societari
Città: Roma
Paese: Italia
Sede sociale: Via delle Tre Fontane 5
00144 Roma
Italia
Federazione: Flag of Italy.svg F.I.R.
Fondazione: 1930
Rifondazione: 1940
Presidente: Bandiera dell'Italia Umberto Montella
Capitano: Bandiera dell'Italia Giampiero Mazzi
Palmarès
Scudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgCoccarda Italia.svgCoccarda Italia.svg
Scudetti: 5
Coppe Italia: 2
Stadio
Roma Stadio Tre Fontane.jpg
Tre Fontane
Via delle Tre Fontane 5
00144 Roma
(4 000 posti)
 rugbyroma.com

La Rugby Roma Olimpic 1930 a r.l. è un club italiano di rugby a 15.

Fondato nel 1930, ha sede a Roma e ha militato fino alla stagione 2010-11 nella massima divisione di campionato italiano, l'Eccellenza; escluso per motivi finanziari dal campionato successivo è in attesa di assegnazione di una categoria dove competere.

Vincitrice di cinque titoli nazionali (il primo nel 1935, il più recente nel 2000), ha avuto i suoi periodi migliori negli anni trenta, nell'immediato dopoguerra, negli anni settanta e, infine, nella seconda metà dei novanta, culminati nella Coppa Italia del 1998 e nel citato scudetto del 2000; ha inoltre fornito numerosi elementi alla Nazionale italiana, tra i più noti dei quali Paolo Rosi, Ambrogio Bona e, in epoca più recente, Giampiero de Carli e Giampiero Mazzi.

Dopo essere retrocessa in serie A1 nel 2004, dal 2008 al 2011 ha militato nuovamente in prima divisione. Dal 1º agosto 2011, a causa di una crisi societaria che ha portato a un cambio di proprietà, la società ha assunto la denominazione di Rugby Roma Olimpic 1930 ma è stata esclusa dal campionato per mancata presentazione di garanzie finanziarie. Dal 1969 disputa le gare interne allo stadio Tre Fontane nel quartiere EUR di Roma.

Indice

[modifica] Cenni storici

Il club fu fondato il 21 ottobre 1930 a Roma, a casa dei fratelli Vinci, rugbisti storici che fecero parte delle prime formazioni della Nazionale italiana, compresa la partita d'esordio assoluto del 1929 contro la Spagna.

Il Rugby Roma campione d'Italia nel 1937

Il nuovo club si impose quasi subito nel panorama sportivo nazionale, tanto da giungere alla finale-scudetto nella sua prima stagione di campionato (sconfitta dall'Amatori Milano); di nuovo Roma tentò di portare il titolo nazionale via da Milano nel 1933-34, fermandosi, ancora, al secondo posto nel girone finale scudetto[1]; nel 1935 riuscì a vincere il suo primo titolo[1], bissando l'impresa due stagioni dopo[2]. Il Rugby Roma si propose come sfidante dell'Amatori anche sul piano dello stile di gioco: Milano, allenata dal francese Julien Saby, adottava un'ortodossa formazione degli avanti con tre prime, due seconde e tre terze linee con gioco largo sui tre quarti[3], laddove Roma, guidata dal sudafricano Pierre Theron, si affidava a un innovativo — per l'epoca — schieramento con quattro seconde e una terza linea alle spalle dei due piloni e del tallonatore, preferendo il gioco al piede e la profondità[3]. Nell'anno della sua seconda affermazione nazionale dapprima il club confluì nell'A.S. Roma, poi sopraggiunsero problemi tecnici ed economici che causarono la cessazione delle attività club, che fu rifondato circa tre anni più tardi a opera di alcuni suoi ex giocatori come Amatori Rugby Roma; a causa degli eventi bellici incombenti, tuttavia, la rinata squadra rimase di fatto inattiva a livello ufficiale.

Dopo la guerra, nel 1946, il Rugby Roma incorporò un altro club della Capitale, l'Olimpic '44, dal quale ingaggiò anche gli uomini migliori: la nuova formazione prese il nome di Rugby Roma Olimpic e sotto la guida di quello che fu considerato il miglior rugbista italiano di quel periodo, il tre quarti centro Paolo Rosi[4] (in seguito giornalista sportivo per la RAI fino agli anni novanta), vinse due scudetti di seguito, nel 1948 in finale sull'Amatori Milano e, a seguire, nel 1949 in casa del Parma. Un altro giocatore di prestigio, che militò in quegli anni nella Rugby Roma e in Nazionale, fu Piermarcello "Bubi” Farinelli, milanese trapiantato a Roma, nipote di Pietro Mascagni e nella vita di tutti i giorni medico cardiologo con studio a via Margutta.

Paolo Rosi, centro, campione nel 1948 e 1949

Dopo alcune occasioni sfiorate nel decennio successivo, nel 1958 la squadra retrocesse in serie B e, l'anno successivo, decise di ritirare la prima squadra, limitandosi all'attività giovanile. Ripartita a metà degli anni sessanta dalla serie C, la promozione nella massima categoria giunse nel 1969, anno in cui il club incorporò un'altra squadra, quasi omonima di quella assorbita vent'anni prima, l'Olimpic 52 Roma.

Negli anni settanta giocarono a Roma rugbisti importanti a livello nazionale e internazionale, tra cui l'azzurro Rocco Caligiuri, estremo che con l'Italia fu il primo giocatore a realizzare tre drop in un test match (a Johannesburg, nel 1973), gli inglesi Brian Ashton e Dick Greenwood (il primo, mediano di mischia, da allenatore divenne C.T. dell'Inghilterra alla Coppa del Mondo di rugby 2007), Ambrogio Bona, pilone della Nazionale italiana in 50 incontri. A guidare dalla panchina il club, nomi altrettanto d'eccezione, come il gallese Roy Bish, già C.T. della Nazionale italiana, ritenuto grande innovatore degli schemi di gioco e dei metodi di allenamento.

Dopo avere sfiorato la poule scudetto nel 1985, la squadra retrocesse inopinatamente nel 1986 in serie A-2; sfiorata la promozione nel 1990, la squadra tornò in A-1 l'anno seguente; nel 1998, 50 anni dopo il suo trofeo più recente, vinse la Coppa Italia e, nel 2000, in finale contro L'Aquila, vinse il suo 5º titolo di campione d'Italia sotto la sponsorizzazione di Radio Dimensione Suono.

Una fase di Rugby Roma - Benetton Treviso del Super 10 2008-09

Come già successe nel 1937 dopo la vittoria del primo scudetto, la società, nonostante il primato nazionale, andò incontro a una grave crisi finanziaria: non bastò l'accordo di sponsorizzazione con la Lottomatica per garantire gli stipendi e nel pieno della stagione 2001-02 la dirigenza arrivò a chiedere ad alcuni giocatori di scendere in campo senza compenso. Alcuni lo fecero, altri chiesero di essere liberati dal contratto[5]. Alla fine della stagione la squadra riuscì a salvarsi e a rimanere nell'appena istituito Super 10, ma non poté evitare la retrocessione nel 2004; la società fu rilevata dal gruppo immobiliare Abbondanza, titolare, tra gli altri, del marchio Futura Park che diede il nome alla squadra, e nel 2006 giunse alla finale per la promozione in massima serie, risultando tuttavia sconfitta; nel 2008, nella finale contro L'Aquila, guadagnò la promozione al Super 10 2008-09, sotto la guida tecnica di Stefano Bordon, già giocatore per il Rovigo e campione d'Europa nel 1997 con la Nazionale. Bordon fu esonerato il 20 gennaio 2009[6] e la squadra fu presa in mano dal vice allenatore Carlo Pratichetti.

Nel 2009 il Rugby Roma rimase l'unico rappresentante della Capitale in massima serie, avendo l'altra squadra di Roma, la Capitolina, chiesto la riassegnazione in un campionato di categoria inferiore avendo abbandonato il professionismo. Dal 2010 la squadra è affiancata in massima serie dalla Lazio.

Dalla stagione 2010-11 il fornitore degli equipaggiamenti tecnici è l'azienda Macron, di Bologna[7]; in occasione dell'80º anniversario della fondazione del club, il Rugby Roma annunciò il gemellaggio e un accordo di collaborazione con i francesi del Bourgoin-Jallieu[7].

Una crisi societaria dovuta al disimpegno del proprietario Paolo Abbondanza ha portato la società, nel luglio 2011, sull'orlo del fallimento e della cancellazione[8]; un gruppo di ex rugbisti della Capitale, guidati da Umberto Montella, già giocatore del club, ne ha rilevato il titolo sportivo e ha presentato alla FIR la richiesta di mantenere l'affiliazione al campionato d'Eccellenza; l'istanza di modifica societaria in Rugby Roma Olimpic 1930 a.r.l. è stata accolta il 1º agosto 2011, ma nel contempo è stata negata l'iscrizione al campionato[9]; a tale data rimane indeterminata la categoria di assegnazione della squadra.

[modifica] Colori e simboli delle uniformi

I colori sociali del club sono il bianco, il nero e il verde. La prima tenuta di gioco è a strisce bianche e nere orizzontali, con pantaloncini neri e calzettoni verdi; la seconda tenuta è altresì verde con inserti neri; pantaloncini e calzettoni sono gli stessi della prima tenuta.

Il primo simbolo della società era un elmo da gladiatore, che tuttora rimane come simbolo caratteristico, anche se il logo attuale è uno scudo di forma vagamente ottagonale con lati concavi, la cui metà sinistra è bianca e quella destra è nera. All'interno di ciascuna delle due metà, di colore rispettivamente nero e bianco, si trovano due "R” maiuscole a indicare l'acronimo del club, "Rugby Roma”. Due nastri verdi circondano il logo: su quello superiore si trova scritto in maiuscolo e lettere dorate "RUGBY ROMA” e in quello inferiore, con gli stessi caratteri, "OLIMPIC”.

[modifica] Stadio

Gli incontri interni del Rugby Roma Olimpic si disputano allo stadio delle Tre Fontane, che si trova all'inizio del quartiere romano dell'EUR.

Lo stadio ha una capacità di 4 000 posti ed è in corso di allestimento anche l'impianto di illuminazione per poter disputarvi incontri anche in notturna.

È allo studio della società un progetto, dal nome "Rugby City 3 Fontane”, di concerto con il CONI e il comune di Roma, per espandere la capienza dello stadio a 10.000 posti coperti, realizzare terreni per gli allenamenti, parcheggi, centro commerciale, aree verdi e una Club House[10].

[modifica] Cronologia

[modifica] Giocatori rappresentativi

I giocatori di seguito elencati hanno militato in passato nel Rugby Roma Olimpic. Tra di essi si segnala il già citato Paolo Rosi (1924-1997), già Nazionale negli anni quaranta e cinquanta del XX secolo. Poi passato alla carriera giornalistica come commentatore televisivo, Paolo Rosi disputò 12 incontri in Nazionale e fu il primo italiano a essere invitato in una selezione internazionale europea per affrontare un XV dell'Inghilterra[4].

Entrambi gli inglesi Brian Ashton e Dick Greenwood, che militarono nel club negli anni settanta, divennero in seguito Commissari tecnici della Nazionale del loro Paese.

[modifica] Palmarès

[modifica] Rose

[modifica] Note

  1. ^ a b Volpe, op. cit., pag. 19
  2. ^ Volpe, op. cit., pag. 20
  3. ^ a b Sesta nazione, op. cit., Francesco Volpe, «Sfida Milano-Roma», pag. 25
  4. ^ a b Mario Gherarducci. «Addio Rosi, voce dello sport, leggenda in TV». Corriere della Sera, 1 5 1997. URL consultato in data 24-11-2008.
  5. ^ Valerio Vecchiarelli. «Lottomatica nel caos, la squadra invitata a giocare gratis». Corriere della Sera, 17 12 2001. URL consultato in data 29-10-2008.
  6. ^ Caso Bordon, duro comunicato della Rugby Roma. URL consultato il 10-5-2009.
  7. ^ a b Presentata oggi la nuova stagione della Futura Park. URL consultato il 9-9-2010.
  8. ^ Eduardo Lubrano. «Rugby Roma sconfitta dai debiti dopo 5 scudetti e 81 anni di storia». la Repubblica, 23 luglio 2011. URL consultato in data 9-8-2011.
  9. ^ Comunicato federale FIR nº 1 stagione sportiva 2011-12 (PDF). URL consultato il 9-8-2011.
  10. ^ Il progetto "Rugby City 3 Fontane", da RugbyRoma.com.

[modifica] Bibliografia

  • Francesco Volpe; Paolo Pacitti, Rugby 2009, Roma, ZESI [1996], 2008.
  • Gianluca Barca, Gian Franco Bellè (a cura di), La sesta nazione. Ottant'anni di storia della Federazione Italiana Rugby, Parma, Grafiche Step [2008]. ISBN 1-01-000003530-7

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