Rosy Bindi

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Maria Rosaria "Rosy" Bindi
Rosy Bindi.jpg

Vicepresidente della
Camera dei deputati
In carica
Inizio mandato 7 maggio 2008
Presidente Gianfranco Fini

Ministro per la Famiglia
Durata mandato 17 maggio 2006 –
8 maggio 2008
Presidente Romano Prodi
Predecessore non istituito
Successore Carlo Giovanardi (sottosegretario)

Ministro della Sanità
Durata mandato 17 maggio 1996 –
26 aprile 2000
Presidente Romano Prodi;
Massimo D'Alema
Predecessore Elio Guzzanti
Successore Umberto Veronesi

Presidente del Partito Democratico
In carica
Inizio mandato 7 novembre 2009

Dati generali
Partito politico Partito Democratico (dal 2007)
Precedenti:
DC (fino al 1994)
PPI (1994-2002)
DL (2002-2007)
on. Maria Rosaria Bindi detta Rosy
Monogramma della Camera dei deputati Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Sinalunga (SI)
Data nascita 12 febbraio 1951
Titolo di studio laurea in scienze politiche
Professione Ricercatrice universitaria
Partito Democrazia Cristiana (fino al 1994)
PPI (1994-2002)
La Margherita (2002-2007)
Partito Democratico (dal 2007)
Legislatura XII, XIII, XIV, XV, XVI
Gruppo Partito Popolare Italiano (XII)
Popolari Democratici - L'Ulivo (XIII)
Margherita, DL - L'Ulivo (XIV)
L'Ulivo, Partito Democratico-L'Ulivo (XV)
Partito Democratico (XVI)
Coalizione Patto per l'Italia (XII), L'Ulivo (XIII, XIV), L'Unione (lista L'Ulivo) (XV), Pd - Idv (XVI)
Circoscrizione Veneto 1 (XII), Toscana (XIV, XV, XVI)
Collegio Cortona (XIII, XIV)
Incarichi parlamentari
  • Membro della III Commissione (Esteri) - XIII
  • Membro della XII Commissione (Affari Sociali) - XIV e XV
  • Membro della VIII Commissione (Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici) - XV
  • Membro della XIV Commissione (Politiche dell'Unione Europea) - XVI
  • Vicepresidente della Camera dei deputati - XVI
  • Presidente del comitato di vigilanza sull'attività di documentazione - XVI
Pagina istituzionale

Rosy Bindi, all'anagrafe Maria Rosaria Bindi (Sinalunga, 12 febbraio 1951), è una politica italiana, attuale presidente del Partito Democratico e vicepresidente della Camera dei deputati[1].

Indice

[modifica] Studi e attività giovanile

Laureata in scienze politiche, ricercatrice in diritto amministrativo nella facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Siena, era accanto a Vittorio Bachelet (del quale era assistente universitaria) nel momento del suo assassinio il 12 febbraio 1980.

Lungamente impegnata nell'Azione Cattolica, dopo l'impegno nel settore giovanile è stata vicepresidente nazionale dell'associazione dal 1984 al 1989.

[modifica] Biografia politica

Europarlamentare DC e PPI (1989-1994)

Nel 1989 Rosy Bindi inizia la sua carriera politica iscrivendosi alla Democrazia Cristiana: in quell'anno si candida alle elezioni europee con lo Scudo Crociato nella circoscrizione Nord-Est ottenendo 211.000 preferenze e venendo eletta. A Strasburgo ricopre l'incarico di vicepresidente della Commissione cooperazione e sviluppo e, successivamente, di presidente della Commissione petizioni e diritti dei cittadini[2].

Deputato PPI (1994-2001)

Dopo la fine della DC, aderisce al Partito Popolare Italiano del quale è segretario di partito nel Veneto con cui diviene deputato nazionale nel 1994 ed è favorevole alla nascita della coalizione di centro-sinistra, denominata L'Ulivo, che ha come leader Romano Prodi.

Ministro della Sanità (1996-2000)

Nel 1996, infatti, in seguito alla vittoria elettorale dell'Ulivo, Bindi viene nominata ministro della Sanità, incarico che mantiene per circa quattro anni (riconfermato, dopo il Governo Prodi I, anche dal primo e secondo governo D'Alema): in questa veste, con il decreto legislativo 229, vara nel 1999 la riforma del Servizio sanitario nazionale.

Deputato de La Margherita (2001-2006)

Alle successive elezioni politiche del 2001 viene rieletta alla Camera dei deputati per la terza volta nel collegio uninominale di Cortona (Toscana). Aderisce al gruppo della Margherita ed è componente della Commissione affari sociali.

All'interno della Margherita (di cui, dopo essere entrata nell'esecutivo nazionale, è responsabile delle politiche sociali e della salute) è sempre stata vicina a Romano Prodi, senza mai aderire, però, alla corrente di minoranza di Arturo Parisi. In occasione dell'assemblea nazionale del partito in cui si doveva decidere l'adesione alla lista unitaria de L'Ulivo per le politiche 2006, Bindi aderì al gruppo di Pierluigi Castagnetti (detto dei «pontieri»). Con l'assemblea di Chianciano Terme dell'associazione I Popolari, si schierò con l'omonima corrente interna, seppur su posizioni d'autonomia.

Deputato de L'Ulivo (2006-2008)

Rieletta alla Camera dopo le elezioni politiche del 2006 nella circoscrizione della Toscana dopo essersi candidata anche in Veneto e nella provincia di Torino, è stata nominata nel secondo governo Prodi, Ministro per le Politiche per la Famiglia.

Da sempre favorevole alla formazione di un nuovo soggetto politico che raccolga le diverse anime riformiste presenti all'interno dello schieramento di centro-sinistra, ed è tra le più accese promotrici della nascita del Partito Democratico del quale, dal 23 maggio 2007, è uno dei 45 membri del Comitato promotore nazionale che riunisce i leader delle componenti del futuro PD.

Il 16 luglio del 2007 annuncia la sua candidatura alle elezioni primarie che stabiliranno il leader del PD. Raccoglie il sostegno di diverse personalità e gruppi: Arturo Parisi, Nando Dalla Chiesa, Roberto Zaccaria e buona parte della componente ulivista della Margherita, l'associazione Liberalitalia di Gregorio Gitti, il Partito Democratico Meridionale di Agazio Loiero e Pietro Fuda, i Socialisti Liberal per il Partito Democratico di Claudio Nicolini, diverse donne del centrosinistra tra cui Franca Chiaromonte, Anna Maria Carloni, Anna Maria Guidotti, Albertina Soliani, varie personalità del mondo amministrativo e della cultura (Massimo Toschi, assessore della Regione Toscana, esperto di problematiche della pace, Ugo Perone, filosofo, Luciano Guerzoni docente universitario esponente dei cristiano-sociali, Gianfranco Pasquino, Gad Lerner). Hanno dichiarato il loro sostegno anche il cantautore Francesco De Gregori e l'attrice Monica Guerritore. Raccogliendo 453.067 voti (il 12,88%), Bindi si piazza seconda alle spalle di Walter Veltroni, che viene eletto segretario col 75.82% dei voti.

Il nome di Rosy Bindi è legato al disegno di legge sui DICO, i diritti e doveri delle convivenze, per il quale ha ricevuto aspre critiche dalla maggior parte del mondo ecclesiale e da molte associazioni cattoliche e, sempre sul versante dei diritti dei gay, anche da diverse sigle del movimento omosessuale italiano, a causa di un disegno di legge ritenuto estremamente blando[3] e per alcune dichiarazioni ritenute offensive nei confronti dei gay,[4] come quando affermò: «Il desiderio di maternità e di paternità un omosessuale se lo deve scordare. [...] Non sarei mai favorevole al riconoscimento del matrimonio fra omosessuali: non si possono creare in laboratorio dei disadattati. È meglio che un bambino cresca in Africa»[5][6][7].

Deputato PD e vicepresidente della Camera (2008)

A seguito delle elezioni politiche 2008 è stata eletta vicepresidente della Camera dei deputati. I dati sulla presenza dei deputati alla Camera nella prima parte della legislatura segnalano Rosy Bindi come la parlamentare più presente in aula (tra discussioni e votazioni): 0 assenze.[senza fonte]

Alle elezioni primarie del PD 2009 ha sostenuto la candidatura dell'ex ministro dello Sviluppo Economico Pier Luigi Bersani[8] che è risultato vincitore con il 53% dei voti contro il 34% di Dario Franceschini ed il 12% di Ignazio Marino.

Durante la Convenzione Nazionale tenutasi il 7 novembre 2009 è risultata eletta Presidente del Partito Democratico.[9] Il gruppo di riferimento della Bindi all'interno del PD è Democratici Davvero.

[modifica] Il caso dell'insulto di Berlusconi

Il 7 ottobre 2009, durante una telefonata di Silvio Berlusconi alla trasmissione Porta a Porta, dedicata alla bocciatura del lodo Alfano, la Bindi ha affermato di ritenere gravissime le affermazioni del presidente del Consiglio, secondo il quale il Presidente della Repubblica avrebbe dovuto usare la propria influenza sui giudici della Corte Costituzionale affinché passasse il vaglio di costituzionalità[10]. Berlusconi ha quindi citato una battuta comunemente attribuita a Vittorio Sgarbi: «Ravviso che lei è sempre più bella che intelligente» [11][12], alla quale la Bindi ha replicato: «Sono una donna che non è a sua disposizione, e ritengo molto gravi le sue affermazioni»[10].

Il fatto accaduto ha suscitato notevole clamore nel mondo politico, giornalistico[13], e anche in molte organizzazioni a tutela del ruolo della donna nella società[14], ricevendo una notevole risonanza anche all'estero[15]. Livia Turco ha invece ritenuto grave il silenzio delle "donne della destra". Giorgia Meloni e Michela Vittoria Brambilla hanno respinto, in maniera differente, queste accuse[16]. Nei giorni successivi, Berlusconi ha tentato di correggere il tiro, definendola una battuta di largo consumo e spiegando che gli era sfuggita in un momento di delusione[11].

Tuttavia, c'era già un precedente: l'8 aprile 2003, a Brescia, sostenendo la candidatura a sindaco di Viviana Beccalossi, Berlusconi aveva detto della candidata: «È più brava che bella, il contrario di Rosy Bindi»[10]. Inoltre, il 19 luglio 2010, visitando l'Università telematica e-Campus, Berlusconi è ritornato sul tema, lodando la presenza di "tante belle ragazze laureate che di certo non somigliavano a Rosy Bindi"[17], suscitando le critiche di parte del centrodestra, dell'intero centrosinistra e dei principali commentatori politici[18].

[modifica] Controversie

[modifica] Lo scandalo Lusi

Il 16 maggio 2012 Luigi Lusi davanti alla Giunta per le autorizzazioni del Senato ha dichiarato che parte dei soldi, sottratti dalle casse della Margherita, li ha dati anche alla Bindi[19].

[modifica] Note

  1. ^ www.camera.it
  2. ^ Rosy Bindi in Sito ufficiale Partito Democratico. URL consultato il 06-10-2010.
  3. ^ Reazioni a DiCo: il commento del Mario Mieli
  4. ^ Family day, Bindi e Di Segni fanno infuriare gli omosessuali - Politica - Repubblica.it
  5. ^ «La Bindi: meglio crescere in Africa che in famiglie gay» da Il Giornale 13 03 2007
  6. ^ «“I bimbi? Meglio in Africa che con i gay” Ministro Bindi, lei parla come Calderoli» da Il Riformista 14 03 2007
  7. ^ «Figli meglio in Africa che con gli omosex? Dalla Bindi brutto inciampo» da l'Unità 21 03 2007
  8. ^ Aldo Cazzullo. «Bindi: «Sostengo Bersani ma niente ticket. Non promuovo il segretario»». Corriere della Sera, 27 06 2009. URL consultato in data 08-11-2009.
  9. ^ «Rosy Bindi presidente del Pd. Bersani:«Superiamo il passato»». Il Sole 24 ORE, 07 11 2009. URL consultato in data 09-11-2009.
  10. ^ a b c «Berlusconi insulta la Bindi, lei risponde». Corriere della Sera, 08 10 2009. URL consultato in data 13-01-2010.
  11. ^ a b «Il Cavaliere: ''Sulla Bindi battuta di largo consumo''. Lei: ''Da 'Bagaglino'''». Adnkronos, 16 10 2009. URL consultato in data 11-11-2009.
  12. ^ «Il Cavaliere: ''Lei è più bella che intelligente'', a 'Porta a Porta' Berlusconi contro la Bindi (VIDEO)». Adnkronos, 08 10 2009. URL consultato in data 11-11-2009.
  13. ^ Insulti alla Bindi, insorge il Pd; "Un gruppo di giornaliste esprime "stupore e indignazione per il silenzio colpevole che è sceso nello studio sull'insulto greve e intollerabile" rivolto da Berlusconi alla Bindi. E lo fa in una lettera aperta a tutti quelli che erano a Porta a Porta...", La Repubblica, 8 ottobre 2009.
  14. ^ Federica Fantozzi. «Una cartolina contro Silvio. Le donne rompono il silenzio». l'Unità, 31 10 2009. URL consultato in data 13-01-2010.
  15. ^ (EN) Silvio Berlusconi urged to apologise after insulting female politician on TV, The Sunday Times, 9 ottobre 2009.
  16. ^ Rosy Bindi: come sempre il premier ha passato il segno. Livia Turco: grave silenzio ministre. Meloni: quella frase non l'avrei detta, ma non accetto lezioni da sinistra, il Messaggero, 9 ottobre 2009.
  17. ^ «Berlusconi va all'Università privata "Che belle ragazze, mica la Bindi..."». La Repubblica, 19 07 2010. URL consultato in data 20-07-2010.
  18. ^ «La Bindi ossessione del Cavaliere». La Repubblica, 20 07 2010. URL consultato in data 20-07-2010.
  19. ^ Il Giornale - È panico nel centrosinistra Ecco le rivelazioni di Lusi: "Soldi anche a Rosy Bindi

[modifica] Bibliografia

[modifica] Opere

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

MPE italiano Gruppo Lista di elezione Partito italiano Area Preferenze
1989 - 1994 PPE-DE DC DC Nord-Est 211000
Predecessore Ministro della Sanità della Repubblica Italiana Successore Italy-Emblem.svg
Elio Guzzanti 1996 - 1998 Rosy Bindi I
Rosy Bindi 1998 - 1999 Rosy Bindi II
Rosy Bindi 1999 - 2000 Umberto Veronesi III
Predecessore Ministero per le Politiche per la Famiglia Successore Italy-Emblem.svg
non istituito 2006 - 2008 Carlo Giovanardi
(come Sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega alla famiglia)
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