Robinson Crusoe
| Robinson Crusoe | |
|---|---|
| Titolo originale | The Life and Strange Surprising Adventures of Robinson Crusoe |
| Robinson Crusoe e Venerdì | |
| Autore | Daniel Defoe |
| 1ª ed. originale | 1719 |
| 1ª ed. italiana | 1800 |
| Genere | romanzo |
| Sottogenere | di avventura, moderno |
| Lingua originale | inglese |
| Ambientazione | illuminismo inglese |
| Protagonisti | Robinson Crusoe |
Robinson Crusoe (pronuncia inglese [ˈrɒbɪnsən ˈkruːsoʊ]) – adattamento popolare[1] italiano Robinson Crusoè (pronuncia /kruzoˈɛ/[1]), in passato comune anche sui libri[2] – è un romanzo di Daniel Defoe pubblicato nel 1719 con il titolo originale The Life and Strange Surprising Adventures of Robinson Crusoe e considerato il capostipite del moderno romanzo di avventura e, da alcuni critici letterari, del romanzo moderno in generale.
Il romanzo racconta le avventure di un ragazzo di nome Robinson Kreutznaer - da tutti chiamato Crusoe -, da sempre con il bernoccolo per il mare; una passione, atrocemente smorzata dall'autorità paterna, quella di un mercante tedesco, che lo porterà a scappare di casa appena diciannovenne. Viene fatto prigioniero dai pirati di Salè, rimanendovi prigioniero per diversi mesi; fortunatamente riesce a fuggire ritrovandosi in Brasile, dove prende le briglie di un sistema di piantagioni. Durante un nuovo viaggio, con lo scopo di acquistare schiavi, la nave su cui viaggia affonda al largo del Venezuela, presso la foce del fiume Orinoco; Robinson è l'unico sopravvissuto di tutto l'equipaggio. Crusoe esplora l'isola arrivando a colonizzarla. In quest'isola rimarrà ventotto anni, dodici dei quali in assoluta solitudine; tuttavia si adatta facilmente alla nuova vita e cattura per compagnia un pappagallo parlante. Risolve di annotare su di un diario, giorno dopo giorno, tutte le sue esperienze e le sue avventure. Dopo dodici anni di cieco isolamento, scopre di non essere solo; l'isola è infatti abitata da una tribù di cannibali. Matura infine l'idea di attaccarli, e così fa, uccidendoli tutti tranne uno, che tiene con sé come "prigioniero di guerra" e che ribattezza "Venerdì" - in ossequio proprio al giorno del loro incontro -, insegnandogli poi la lingua inglese e iniziandolo alla fede cristiana attraverso la lettura della Bibbia. Appena tornato a York, in Inghilterra, dopo un esilio coatto sull'isola durato 35 anni, scopre, con vivo stupore, di aver guadagnato 600.000 sterline grazie alle piantagioni brasiliane, divenute incredibilmente feconde durante la sua assenza. In seguito, vende la sua piantagione e si trasferisce sull'isola dove era naufragato, di cui assume il ruolo di governatore.
Indice |
[modifica] Analisi
Defoe riesce a cogliere nel suo romanzo, come motivo universale, il problema dell'uomo solo, davanti alla natura e a Dio, nobilitandolo con la ragione che può, secondo i ricordi cristiani o biblici della creazione, dargli il dominio sulle cose. Defoe spiega in questo libro anche la mentalità inglese del tempo, quella secondo la quale l'uomo bianco è la figura civilizzata e l'uomo di colore è il selvaggio. Oltretutto spiega anche il fatto che all'epoca l'Inghilterra tendeva a rendere tutti il popoli simili a quello inglese "civilizzandolo" con la propria lingua e religione.
Ad esempio decide di costruirsi un tavolo perché
senza un tavolo non potevo mettermi né a mangiare né a scrivere, né fare varie altre cose con molto piacere: perciò mi misi al lavoro. E qui devo osservare che poiché la ragione è la sostanza e l'origine della matematica, così squadrando e calcolando ogni cosa con la ragione e giudicandone nel modo più razionale, ogni uomo può col tempo diventare padrone di ogni arte meccanica. Sulla falsariga di Prospero, le osservazioni di Crusoe lo portano ad aprire il libro della natura al quale Galileo Galilei prima e i sensisti dopo attingeranno per scoprire le leggi che reggono l'universo e che quindi lo controllano.
Ma nell'affrontare la natura, che non sempre gli è favorevole, Robinson comincia a porsi i grossi problemi dell'anima, dell'essere e del non essere, della vanità del mondo e del valore della meditazione e della solitudine, della salvezza e della provvidenza. È un percorso parallelo a quello della sopravvivenza fisica, che cambierà radicalmente Robinson.
[modifica] Il contesto sociale
A questi concetti fa da sfondo il carattere dell'illuminismo inglese e soprattutto il carattere dell'epoca in cui visse l'autore, legata all'ascesa della borghesia mercantile puritana emergente, grazie all'espansione della colonizzazione e dei traffici marittimi.
Pur senza negare questi lati negativi del personaggio Crusoe, fortemente criticato da James Joyce che lo lesse come manifesto dell'utilitarismo, è comunque necessario ricordare che (come accade nelle pseudo-autobiografie) chi dice "io" (Robinson) non è l'autore. L'autore è Defoe, e le sue simpatie vanno a Venerdì per la sua bontà ma anche intelligenza. Egli, archetipo del buon selvaggio fu preso a modello dallo stesso Jean-Jacques Rousseau a cui ispirò in parte le teorie pedagogiche dell'Emile.
Nelle intenzioni dell'autore il personaggio di Venerdì appare in una luce molto positiva, soprattutto quando è confrontato a Robinson: Robinson entusiasma per le sue avventure e, se il suo carattere ci appare piatto e un po' calcolatore, è perché manca della spontaneità e delle emozioni di Venerdì. Che dire della meraviglia di Robinson per le astuzie di Venerdì, che incanta un orso scagliatosi per aggredirli, facendolo ballare solo per colpirlo al momento giusto? Robinson non presupponeva tanta astuzia da un "selvaggio", ma Defoe sì.
[modifica] La critica testuale
Il romanzo non è inteso come un ritratto di vita reale. Oggi siamo abituati a leggere tutto in chiave naturalistica, ma Robinson Crusoe è palesemente fantastico, il contenuto va al di là del racconto: la grandezza di Defoe sta nell'avere posto le premesse del romanzo inglese, di avere inaugurato le tecniche narrative del romanzo moderno.
Il fatto che il romanzo continui ad essere letto ancora oggi come documento storico tanto da fare discutere di Robinson e Venerdì come se fossero persone veramente esistite è la prova dello straordinario genio narrativo dell'autore: egli è capace di rendere verosimili ambienti e animali fantastici grazie allo stile giornalistico, farcito com'è di particolari descrittivi spiccioli (anche se falsi) che danno una resa molto concreta al tessuto del racconto.
Robinson Crusoe si legge come una cronaca, un diario personale e così facendo quel mondo che esiste solo all'interno delle pagine sembra saltarne fuori.
[modifica] I personaggi
Il personaggio di Defoe non scende comunque mai al ruolo di "burattino nelle mani del burattinaio" e Robinson è una persona viva, grazie anche allo stile semplice e a volte quasi arido, come in un documento, che usa lo scrittore.
Gli Inglesi, popolo di marinai, che amavano con lo stesso ardore la Bibbia e il libro dei conti, ritrovarono sé stessi nell'avventuroso marinaio rappresentato da Robinson. È anche vero che Robinson, da personaggio picaresco qual è compie un percorso interiore: se all'inizio vende a un mercante lo schiavo africano (non Venerdì) con cui è fuggito dalla nave dei mori, la permanenza sull'isola lo porta dall'ateismo a una conversione radicale: comincia a leggere la Bibbia, a pregare, tratta Venerdì come un amico. Venerdì, a cui Robinson ha salvato la vita, accetta di essere suo aiutante, non suo schiavo: tra i due si stabilisce, infatti, un profondo legame di amicizia.
Il contatto con la vita semplice dei popoli indigeni cambia il suo modo di vedere il mondo: quando Robinson arriva in Europa dichiara infatti di sentirsi meno sicuro tra la "gente civile" e molto meno felice di quando viveva sull'isola, nonostante le peripezie e la terribile solitudine. In questo è riscontrabile un tono simile a quello dell'epilogo dei Viaggi di Gulliver di Jonathan Swift, che seguirà subito dopo (1726).
[modifica] La fortuna del romanzo
[modifica] L'ispirazione
Il romanzo prende ispirazione da un fatto vero accaduto al marinaio scozzese Alexander Selkirk che aveva trascorso quattro anni e quattro mesi in solitudine su una delle Isole Juan Fernández. La vicenda era stata narrata da Rogers e pubblicata qualche anno prima. Sono molti i punti di contatto tra le due storie. L'isola su cui Selkirk visse, Mas a Tierra, è stata poi chiamata "Isola Robinson Crusoe"
[modifica] Il canovaccio
Quando Defoe presentò, come era abitudine a quei tempi, al libraio William Taylor, il canovaccio della trama, ne ottenne la commissione per un romanzo di trecentocinquanta pagine, redatto sotto forma di diario di un naufragio.
[modifica] Il successo
Il libro ottenne immediatamente un grande successo e divenne il primo best-seller in edizione a basso costo. Tra aprile e agosto uscirono quattro edizioni e, nello stesso anno l'autore ne scrisse il seguito solo pochi mesi dopo in The Farther Adventures of Robinson Crusoe (Ulteriori avventure di Robinson Crusoe), e Serious Reflections (Riflessioni serie, 1720) che però non furono accolti con lo stesso entusiasmo.
Il successo ha reso il Robinson Crusoe, finora pubblicato in ben 700 edizioni in quasi tutte le lingue, una lettura obbligata per i ragazzi e persino Jean-Jacques Rousseau lo ritenne adatto a tale scopo nel suo Emile.
William Wordsworth e Samuel Taylor Coleridge, iniziatori del movimento romantico inglese lo commentarono con entusiasmo. Karl Marx profondamente critico delle divisioni di classe e delle ineguaglianze generate dall'accumulazione del capitale, lo esaminò in chiave sociologica e la sua lettura influenzò la stesura di Das Kapital (Il Capitale).
Il libro, che può essere considerato un capostipite del moderno romanzo d'avventura, oltre alla geniale struttura narrativa e alle interessanti tematiche sottintese, deve il suo successo anche al grande entusiasmo che tutto l'occidente aveva all'epoca per immagini e racconti di ambientazione esotica. Non a caso negli anni successivi fu seguito da numerose storie di naufraghi, tanto che già nell'Ottocento si potevano annoverare tra gli scritti, oltre duecento "Robinson".
Secondo Walter Allen, uno dei maggiori critici inglesi e Mario Praz con lui, per quanto il pubblico e la critica abbiano fatto giustizia alla grandezza dell'opera, "si nota frequentemente tra coloro che lo hanno criticato una certo sarcasmo; in essi le lodi sono sempre velate da riserve: in ciò si può soltanto constatare la presenza di quell'antico disprezzo di classe espresso da Swift quando questi lo chiamò "quel tipo messo alla gogna, mi dimentico come si chiama" (The English Novel). Un genere di parvenu, arrivato al successo dalla completa oscurità, un fallito commerciante di stoffe venuto alla ribalta col giornalismo d'assalto, avverso, come molti whig alla religione anglicana di stato e ribelle alla corona. Ma è incontestabile che senza lo sviluppo di quelle tecniche giornalistiche che Defoe apprese dalla vita di strada il moderno romanzo inglese avrebbe difficilmente visto la luce.
[modifica] Le trasposizioni cinematografiche
Dal libro sono state tratte numerose trasposizioni cinematografiche, per la verità non tutte sempre pertinenti e/o aderenti al testo letterario.
La prima in assoluto fu quella del film Les aventures de Robinson Crusoé, realizzato nel 1902 - ovvero agli albori del cinema - dal regista Georges Méliès.
Tra le altre versioni realizzate si ricordano qui:
- Le avventure di Robinson Crusoe diretto da Luis Buñuel (Las aventuras de Robinson Crusoe, Messico-Stati Uniti, 1952);
- Naufragio nel pacifico di Jeff Musso (Italia, 1962)
- Le avventure di Robinson Crusoe di Jean Sacha (1964), serie televisiva di produzione francese, trasmessa anche in Italia nel 1965 per la TV dei ragazzi.
- Robinson Crusoe - La storia vera di Caleb Deschanel (Crusoe, Stati Uniti, 1989) che si avvicina di più al romanzo di Michel Tournier che a quello di Defoe.
- Robinson Crusoe, girato a quattro mani nel 1997 dai cineasti Rod Hardy e George Miller fu immesso nel circuito cinematografico solo tre anni dopo; vede l'attore Pierce Brosnan nella parte dell'eroe defoeiano.
- Cast Away, girato nel 2000 in USA da Robert Zemeckis, con Tom Hanks come interprete, che ricorda molto da vicino - anche se in versione attualizzata - il personaggio letterario creato da Defoe.
[modifica] Le trasposizioni televisive
- Le avventure di Robinson Crusoe, serie televisiva realizzata nel 1964 per la televisione francese e trasmessa in vari Paesi.
[modifica] Note
- ^ a b Bruno Migliorini; Carlo Tagliavini; Pietro Fiorelli, Il DOP - Dizionario d'ortografia e di pronunzia, 2a ed., Roma, ERI, 1981.
- ^ Per esempio in quest'edizione veneziana.
[modifica] Bibliografia
[modifica] Testi
- Daniel Defoe, Robinson Crusoe. Hertford, Wordsworth Classics, 1993.
[modifica] Fonti critiche consultate
- W.Allen, The English Novel. London, Phoenix House, 1954.
- M.Praz, Storia della letteratura inglese. Firenze, Sansoni, 1979.
- M.Sette, Daniel Defoe, Il fantastico in Robinson Crusoe. Daniel Defoe e la Ragione trasfiguratrice. Roma, Carocci, 2010.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Collegamenti esterni
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