Roberto Malatesta
|
||||||||||||||||||||
Roberto Malatesta detto Roberto il Magnifico (Roma, 1440 – Roma, settembre 1482) è stato un condottiero italiano, figlio di Sigismondo Pandolfo e signore di Rimini e Cesena.
Figlio illegittimo di Sigismondo Pandolfo e la sua amante Vannetta dei Toschi di Fano. Fu riconosciuto legittimo erede nel 1450 dal papa Niccolò V. Già in età molto giovane era valente condottiero delle truppe pontificie. Alla morte del padre nel 1468, il Pontefice Paolo II lo riconobbe successore e lo inviò per riconquistare Rimini, governata dall'antica amante di suo padre Vannetta, dalla sua terza moglie Isotta degli Atti e da suo fratello per parte paterna Sallustio, designato dal padre suo erede. Secondo il racconto della tradizione, Roberto travestito da contadino entrò nella Rocca di Rimini e si impossessò della città in nome del papa Paolo II. Si proclamò poi signore di Rimini rinnegando i patti con il papa dal quale era stato anche finanziato per l'impresa.
Il papa sdegnato gli mosse guerra, inviando nella città di Rimini, un esercito capitanato da Napoleone Orsini. Quest'ultimo occupò prima il borgo di San Giuliano, ma fu costretto poi a ritirarsi dopo un'importante vittoria del Malatesta che lo obbligò a fuggire (1469).
Roberto Malatesta si mise immediatamente a fortificare Rimini, e per rimanere unico signore fece uccidere i propri fratelli Sallustio e Vittorio.
Nel 1471 sposò Elisabetta da Montefeltro, figlia di Federico da Montefeltro, e nello stesso anno, morto Paolo II, si impossessò di parecchi castelli, che restituì al nuovo papa Sisto IV, dopo che gli fu tolta l'interdizione sulla città di Rimini.
Nel 1471 fu nominato cavaliere del re di Napoli, che nel 1478 servì contro la chiesa, unitamente ai fiorentini. Nel 1479 combattendo per i fiorentini nel Perugino, venne a battaglia con la gente del papato e li batté, per cui fu nuovamente interdetto dalla città di Rimini.
Nel 1480 fu fatto generale della Repubblica Veneta ed ascritto alla nobiltà e con la mediazione della Serenissima lo fece ribenedire a Rimini.
Prese parte alla lega del 1482 in cui Venezia e papa Sisto IV avevano stretto un'alleanza contro il re di Napoli, il duca di Firenze, di Milano, e di Ferrara.
Col grado di generale dei veneti mosse verso il Ferrarese, saccheggiò alcuni castelli, assalì Bagnacavallo e Fossignano. Chiamato a Roma dal papa fu costretto a lasciare la guerra nel ferrarese per difendere il territorio della Chiesa, minacciato dal duca di Calabria.
Condotto l'esercito a Castel Gandolfo, si accampò a Civita il 2 agosto 1482. A San Pietro in Formis, dopo sei ore di combattimento, nella famosa battaglia di Campomorto località tra Torre Astura e San Pietro in Formis presso Aprilia del 21 agosto 1482, costringe il duca di Calabria a fuggire su una galea, e facendo prigioniero il duca di Melfi ed altri condottieri.
Inviati i prigionieri al papa, occupò Civita e altri castelli della zona e pose assedio a Cavi.
Ammalatosi, forse di malaria contratta nelle paludi della campagna romana come altri condottieri del suo esercito, fu condotto a Valmontone, poi a Roma per ordine del papa, che gli dimostrò tutta la sua benevolenza, e qui morì. Fu sepolto in San Pietro. Corse voce che morì per avvelenamento da parte di Gerolamo Riario per invidia.
[modifica] Bibliografia
- M.F. Battaglini. Memorie storiche di Rimini e dei suoi Signori. 1860, Rimini;
- Giovanni Berchet. I Malatesta a Venezia, 1862, Venezia;
- Clementini. Raccolto istorico della fondazione di Rimino e dell'origine e vite dei Malatesti. 1517, Rimini;
- P. Farulli. Cronologia della nobile famiglia dei malatesti. 1724, Siena.
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Roberto Malatesta
|
|