Rete filoviaria di Palermo
| Rete filoviaria di Palermo | |
| Inaugurazione | 1939 |
|---|---|
| Chiusura | 1966 |
| Gestore | S.A.S.T. |
| Tipo | Rete filoviaria urbana |
| Mezzi utilizzati | Filobus di vari tipi:
1) Vetture a due assi:
2) Vetture a tre assi:
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| Numero linee | 17 |
Il sistema filoviario di Palermo è un servizio di trasporti pubblici utilizzato in città dal 1946 al 1966.
Indice |
[modifica] Storia
Il primo servizio sperimentale filoviario a Palermo nasce nel 1939. I motivi della scelta del filobus furono più d'uno, in particolare la necessità di sostituire l'obsoleta rete tranviaria (operazione conclusasi solo nel dopoguerra) e la spinta dal regime fascista che cercava di diffondere il sistema di trasporti filoviario in tutta Italia. Il regime infatti incarnava nel filobus il trasporto pubblico fascista per eccellenza e vedeva in esso il futuro del trasporto pubblico italiano, i motivi pubblici della scelta erano l'economia di esercizio e il ridotto inquinamento, in realtà si cercava di non legare il trasporto pubblico al petrolio vista la dipendenza da altri paesi. Durante la seconda guerra mondiale si ebbe un rallentamento della diffusione del mezzo. Al termine della guerra si ricominciò la strada filoviaria con l'acquisto di nuovi mezzi.
L'azienda che si occupava del servizio sin da prima della guerra era la SAST, nel dopoguerra anche la SAIA iniziò a gestire il trasporto filoviario. Con la creazione dell'AMAT, nel 1964 i mezzi e il personale venne acquisito da quest'ultima che gestì il servizio fino al 1966. Dal 1966 tutti i filobus, che ormai vantavano oltre 20 anni di utilizzo, vennero sostituiti da normali autobus ed il servizio filoviario cittadino venne smantellato.
[modifica] Mezzi
I primi mezzi acquistati nel 1939 furono i Fiat 656F-577 equipaggiati con apparecchiature elettriche della Ercole Marelli e vennero acquistati dall'azienda di trasporto locale SAST. L'anno seguente venne acquistato un Alfa Romeo 110 AF Marelli Macchi che era stato usato in precedenza a Roma. Nel 1946, al termine della guerra, furono acquistati nuovi mezzi, gli Alfa Romeo 140 AF carrozzati Piaggio Ansaldo, celebri per la loro carrozzeria in acciaio inossidabile non verniciata; questi mezzi erano soprannominati Frecce d'argento.[1] Di questo modello arrivarono 10 mezzi, 1 di tipo A e 9 di tipo B. La differenza tra i due mezzi era la diversa spaziatura tra i finestrini e il fatto che il tipo A avesse i gradini retrattili mentre il tipo B aveva i classici gradini interni. I mezzi scelti non erano del tipo più moderno[2] e divennero velocemente antiquati per il crescente utilizzo del mezzo pubblico nel dopoguerra. In totale la città ebbe a disposizione 93 filobus.
[modifica] Note
- ^ Filobus Alfa Romeo 140 AF alfasport.it
- ^ La città del 'gattopardo' che viaggiava in filobus ricerca.repubblica.it
[modifica] Bibliografia
- Di Lorenzo, Giuseppe, Oltre lo stretto in filobus. Notizie dalle origini sulle filovie di Palermo, Catania e Trapani , Palermo, Calosci editore, 1991.