Repubblica Federale di Jugoslavia
| Jugoslavia | |||||
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| Dati amministrativi | |||||
| Nome completo | Repubblica Federale di Jugoslavia | ||||
| Nome ufficiale | Савезна Република Југославија Savezna Republika Jugoslavija |
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| Lingue parlate | Lingua serba scritta in Cirillico | ||||
| Capitale | |||||
| Politica | |||||
| Forma di governo | Repubblica federale | ||||
| Organi deliberativi | Camera dei cittadini | ||||
| Nascita | 27 aprile 1992 con Dobrica Ćosić | ||||
| Causa | Dissoluzione della Jugoslavia socialista | ||||
| Fine | 4 gennaio 2003 con Voijslav Koštunica | ||||
| Causa | Costituzione della confederazione di Serbia e Montenegro | ||||
| Territorio e popolazione | |||||
| Bacino geografico | Penisola balcanica | ||||
| Massima estensione | 102.350 km² nel 1992 | ||||
| Popolazione | 10.825.900 nel 2004 | ||||
| Economia | |||||
| Valuta | dinaro jugoslavo | ||||
| Varie | |||||
| TLD | .yu | ||||
| Prefisso tel. | +381 | ||||
| Sigla autom. | YU | ||||
| Religione e società | |||||
| Religioni preminenti | Chiesa ortodossa serba | ||||
| Religioni minoritarie | Islamismo (Kosovo) | ||||
| Evoluzione storica | |||||
| Preceduto da | |||||
| Succeduto da | |||||
La Repubblica Federale di Jugoslavia o anche semplicemente Iugoslavia (Savezna Republika Jugoslavija) fu uno stato indipendente dell'Europa, formatasi il 27 aprile 1992 dall'unione delle repubbliche di Serbia e Montenegro (compreso le regioni autonome di Voivodina e Kosovo), le uniche disposte a continuare un'esperienza federativa dopo la dissoluzione della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia. Il nome di Iugoslavia tuttavia non è mai stato accettato dalla comunità internazionale, segnatamente dall'Organizzazione delle Nazioni Unite, la quale aveva stabilito tramite propria risoluzione che lo stato iugoslavo, rappresentante degli slavi del sud, aveva cessato di esistere nel 1992.
Anche per questo motivo, nel 2003 cambiò la sua natura da federazione a confederazione, assumendo ufficialmente il nome di Serbia e Montenegro. In seguito al referendum del 21 maggio 2006, poi, la Repubblica del Montenegro è diventata nuovamente uno stato indipendente, ponendo fine, di fatto, alla Serbia e Montenegro.
Storia [modifica]
| Per approfondire, vedi Storia della Serbia. |
La Repubblica federale socialista di Jugoslavia si disintegrò tra il 1991 e il 1992, a seguito dell'indipendenza di Slovenia, Croazia, Macedonia e Bosnia ed Erzegovina. Le altre due repubbliche jugoslave, Serbia e Montenegro, rappresentate al Parlamento di Belgrado da 60 deputati, formarono il 27 aprile 1992 una nuova federazione denominata Repubblica federale di Jugoslavia[1], la cui struttura e nome vennero ridefiniti nel 2003, quando divenne Unione Statale di Serbia e Montenegro.
Nonostante le guerre civili nelle vicine Croazia e Bosnia Erzegovina, la Serbia rimase in pace fino al 1998, benché il governo di Slobodan Milošević e le istituzioni sostenessero, più o meno ufficialmente, i Serbi di Croazia e di Bosnia, in guerra aperta con le altre nazionalità, armando e consigliando le loro truppe.
Tra il 1998 e il 1999, continui scontri in Kosovo tra le forze di sicurezza serbo-jugoslave e l'Esercito di liberazione albanese (UÇK), riportati dai media occidentali, portarono al bombardamento della NATO sulla Serbia (Operazione Allied Force), che durò per 78 giorni. Gli attacchi vennero fermati da un accordo, firmato da Milošević, che prevedeva la rimozione dalla provincia di ogni forza di sicurezza, inclusi esercito e polizia, rimpiazzati da un corpo speciale internazionale su mandato delle Nazioni Unite. In base all'accordo, il Kosovo rimaneva sotto la sovranità formale della Repubblica federale di Jugoslavia.
Slobodan Milošević, legittimo presidente federale, rimase al potere per circa un anno dopo il conflitto del Kosovo. In seguito alle elezioni presidenziali dell'autunno 2000, e le successive dimostrazioni popolari, fu costretto ad ammettere la sconfitta elettorale. Il 6 ottobre si insediò come presidente della Repubblica federale di Jugoslavia Vojislav Koštunica, lo sfidante di Milošević. Con le elezioni parlamentari del gennaio 2001, Zoran Đinđić divenne primo ministro. Đinđić venne assassinato mentre era in carica a Belgrado il 12 marzo 2003, da persone vicine al crimine organizzato. Subito dopo l'assassinio venne dichiarato lo stato di emergenza e la presidente del parlamento, Nataša Mićić, assunse le funzioni di primo ministro facente funzioni.
Nel 2002 il parlamento federale di Belgrado raggiunse un accordo su una ristrutturazione della Federazione, che attenuasse i legami fra Serbia e Montenegro. La Jugoslavia cessava così anche nominalmente di esistere, divenendo Unione di Serbia e Montenegro.
| Per approfondire, vedi Presidenti della Repubblica Federale di Jugoslavia, Primi ministri della Repubblica Federale di Jugoslavia e Politica della Repubblica Federale di Jugoslavia. |
Note [modifica]
- ^ Eros Bicic, Nasce, isolata, la nuova Jugoslavia, Corriere della Sera, 28-4-1992, p. 10. URL consultato in data 25-5-2010.
Voci correlate [modifica]