Repubblica Democratica del Congo

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Repubblica Democratica del Congo
Repubblica Democratica del Congo – Bandiera Repubblica Democratica del Congo - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Giustizia - Pace - Lavoro
Repubblica Democratica del Congo - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica Democratica del Congo
Nome ufficiale République démocratique du Congo
Lingue ufficiali Francese
Capitale Kinshasa  (10 076 099 ab. / 2010)
Politica
Forma di governo Repubblica semipresidenziale
Presidente Joseph Kabila
Capo di Governo Augustin Matata Ponyo
Indipendenza 30 giugno 1960 dal Belgio
Ingresso nell'ONU 20 settembre 1960
Superficie
Totale 2.345.410 km² (11º)
 % delle acque 3,3 %
Popolazione
Totale 72.000.000 ab. ( ) (21º)
Densità 24 ab./km²
Tasso di crescita 2,579% (2012)[1]
Nome degli abitanti Congolesi
Geografia
Continente Africa
Confini Repubblica Centrafricana, Sudan del Sud, Uganda, Ruanda, Burundi, Tanzania, Zambia, Angola, Repubblica del Congo
Fuso orario UTC +1, UTC +2
Economia
Valuta Franco congolese
PIL (nominale) 17 247[2] milioni di $ (2012) (112º)
PIL pro capite (nominale) 231 $ (2012) (186º)
PIL (PPA) 27 290 milioni di $ (2012) (110º)
PIL pro capite (PPA) 365 $ (2012) (186º)
ISU (2011) 0,286 (basso) (187º)
Fecondità 5,7 (2011)[3]
Consumo energetico 0,011 kWh/ab. anno
Varie
Codici ISO 3166 CD, COD, 180
TLD .cd
Prefisso tel. +243
Sigla autom. CD
Inno nazionale Debout Congolais
Festa nazionale 30 giugno
Repubblica Democratica del Congo - Mappa
Evoluzione storica
Stato precedente Zaire Zaire
 

Coordinate: 2°52′48″S 23°39′21.6″E / 2.88°S 23.656°E-2.88; 23.656

La Repubblica Democratica del Congo (anche nota come Congo-Kinshasa, già Congo Belga, Congo-Léopoldville, Zaire) è uno Stato dell'Africa Centrale. Si estende dall'Oceano Atlantico alle pianure dell'est e coincide per la maggior parte al bacino del fiume Congo.

Confina a nord con la Repubblica Centrafricana, a nord-est con il Sudan del Sud, a est con l'Uganda, il Ruanda, il Burundi e la Tanzania, a sud con lo Zambia e l'Angola, a ovest con l'Oceano Atlantico e la Repubblica del Congo. Il nord del paese è una delle più grandi aree di foresta equatoriale al mondo; la zona orientale costeggia il grande rift est-africano, area di montagne, di colline, dei grandi laghi, ma è anche di vulcani. Il sud e la zona centrale, area di savana alberata, forma un altopiano ricco di minerali. Nella parte estrema ad ovest, in una quarantina di chilometri a nord della foce del fiume Congo si sviluppa la costa sull'Oceano Atlantico.

Dal 1908 al 1960, questa antica colonia era chiamata Congo belga, come anche «Congo-Léopoldville» fino al 1966, data del cambio di denominazione della capitale in Kinshasa. Dal 1971 al 1997 era ufficialmente nota col nome di Zaire.

È il paese francofono più popoloso, avendo una popolazione stimata di 72 milioni di abitanti. Varie centinaia di diverse etnie nere africane formano la popolazione del paese. La sua economia è principalmente del settore primario (agricoltura ed estrazione mineraria). Il paese possiede delle immense risorse naturali. Il francese è la lingua ufficiale e 4 lingue bantu (kikongo, lingala, tchiluba, swahili) sono riconosciute lingue nazionali.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il Regno del Congo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Regno del Congo.
Il Regno del Congo nel 1711

La zona che porta oggi il nome di Repubblica Democratica del Congo è popolata da circa 10.000 anni. Tra il VII e l'VIII secolo vi si insediarono tribù bantu provenienti dall'attuale Nigeria. Queste popolazioni diedero luogo a un certo numero di regni, che nel XIV secolo furono unificati nel potente Regno del Congo, che nel suo momento di massima espansione controllava un territorio che si estendeva dall'Oceano Atlantico a ovest fino al fiume Kwango a est, e dal fiume Congo a nord fino al fiume Kwanza a sud.

Nel XV secolo i Portoghesi entrarono in contatto con il Regno del Congo. Un esploratore veneziano al servizio del Portogallo, Alvise Cadamosto, tracciò nel XV secolo una prima mappa della regione che fu poi esplorata in modo sistematico e cartografata dall'inglese Henry Morton Stanley che risalì l'intero tracciato del fiume Congo.

Il Regno del Congo sopravvisse al contatto con gli Europei diversi secoli, passando a tempi alterni dalla sfera di influenza del Portogallo a quella dell'Olanda e viceversa. La fine del regno fu formalizzata dalla Conferenza di Berlino del 1884-1885, in cui la regione venne assegnata al re del Belgio Leopoldo II.

Lo Stato Libero del Congo (1885-1908)[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stato Libero del Congo.
La bandiera dello Stato Libero del Congo (dal 1877)

Leopoldo fece del paese una sua proprietà personale e gli diede il nome di Stato Libero del Congo, assumendo per sé il titolo di Sovrano del Congo. La popolazione indigena venne impiegata soprattutto nella raccolta di caucciù. Questa produzione fece la fortuna di Leopoldo, che in onore del Congo fece costruire molti edifici a Bruxelles e a Ostenda.

Nel XIX secolo vi furono episodi di violenza da parte di alcuni mercenari al servizio del Sovrano. Secondo alcune fonti, la mortalità e i crimini raggiunsero livelli altissimi in quel periodo. Sorsero così voci di protesta: in particolare, l'Associazione per la riforma del Congo (CRA), fondata nel 1904 dal giornalista inglese E.D. Morel, diede vita ad un grande movimento di opinione che coinvolse migliaia di persone sia in Europa che negli Stati Uniti, e a cui si unirono anche personalità come Mark Twain, Sir Arthur Conan Doyle e il diplomatico britannico Roger Casement, che in un rapporto aveva condannato i metodi praticati in Congo. La struttura governativa dello Stato Libero appariva decisamente inadeguata alle dimensioni del Paese, ormai fuori controllo, sicché nel 1908 Leopoldo II inserì il Congo nel novero delle colonie belghe, rinunciando a un impraticabile possesso privato.

Il Congo Belga (1908-1960)[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Congo Belga.
Stemma del Congo Belga

Il Congo Belga divenne così una colonia vera e propria. Questo diede origine a un forte afflusso di coloni dall'Europa, che si insediarono principalmente sulla costa. Nel 1924 la Società delle Nazioni affidò al Belgio come mandato il Ruanda-Urundi che venne annesso al Congo e ne divenne la settima provincia; la colonia aveva ormai un territorio vastissimo e ricco di risorse boschive, giacimenti di diamanti, avorio e altro.

Lo stato belga si occupò in prima istanza di applicare politiche d'intervento per la costruzione di aeroporti, ferrovie, strade. La vastità del territorio del bacino del fiume Congo da controllare portò a decentralizzare le strutture amministrative. Alcuni esponenti delle innumerevoli etnie congolesi, tra cui Simon Kimbangu, si opposero all'attività della potenza coloniale belga, mentre altri gruppi restarono molto fedeli agli europei.

Con l'avvento delle indipendenze africane causata dall'impossibilità delle potenze europee di mantenere costosissimi imperi coloniali, la situazione degenerò e le lotte intestine si moltiplicarono. Il Belgio non aveva più la capacità di gestire direttamente un territorio così vasto e complesso.

L'indipendenza (1960) e la crisi del Congo (1961-65)[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Crisi del Congo.
La bandiera del Congo 1960-63
Controllo territoriale in Congo (1960-61)

██  Governo nazionale (Léopoldville)

██ Governo rivale (Stanleyville)

██ Stato del Sud Kasai (Autonomo)

██ Katanga (de facto indipendente)

La bandiera del Congo 1966-71

Nel 1959, dopo aver lasciato il paese per sottrarsi alla prigione, Patrice Émery Lumumba, uno dei protagonisti della lotta per l'indipendenza del paese, decise di partecipare alla Conferenza di Bruxelles sul Congo (20 gennaio - 20 febbraio 1960), riuscendo ad imporsi come uno dei protagonisti di primo piano.

Temendo una guerra d'indipendenza come quella che ancora infiammava l'Algeria, il governo decise di ritirarsi, concedendo l'indipendenza al Congo il 30 giugno 1960. Lumumba divenne primo ministro. Inizialmente egli valutò la possibilità di trasformare il Congo in uno stato federale, coerentemente con la complessità demografica ed etnica del territorio, ma questa ipotesi venne poi accantonata per difficoltà di carattere politico-militare.

Nel frattempo l'esercito, al cui comando erano rimasti ufficiali belgi, si fece talmente caotico che buona parte del personale di alto grado preferì ritirarsi, svuotando l'impalcatura amministrativa dell'esercito, sempre più in mano a caporioni locali.

Negli stessi anni spinte autonomistiche si manifestavano nel bacino minerario della provincia di Katanga, represse nel sangue dal governo indipendentista.

Il governo belga inviò le proprie truppe per proteggere i connazionali che rientravano proprio mentre Lumumba si rivolgeva all'ONU. La questione si inserì nel gioco della guerra fredda e Stati Uniti, con le proprie multinazionali economiche, e URSS, con le proprie multinazionali politiche, tentarono di lusingare il Congo. Lumumba appariva più orientato verso l'allineamento con l'Unione Sovietica, ma l'ingovernabilità del Congo fece sì che l'esercito prendesse il sopravvento. Emerse il colonnello Mobutu, che fece arrestare e condannare a morte Lumumba. Questi riuscì in un primo tempo a fuggire, ma, nuovamente catturato, fu infine giustiziato nel gennaio 1961.

Mobutu restituì il potere nelle mani di Kasavubu e, dopo un periodo di transizione durante il quale il Paese aveva visto un primo dispiegamento di truppe delle Nazioni Unite (la missione MONUC), nel luglio del 1964 Kasavubu costituì un governo di unità nazionale. A Moise Ciombe (o Tshombé), che in passato era stato uno dei leader della secessione del Katanga, venne affidato il compito di guidare il governo.

Tra Tshombe e Kasavubu si aprì una lotta politica per la leadership del Paese, che portò a una sostanziale inattività sia sul fronte economico che su quello del controllo interno. L'amministrazione Johnson, nuovamente preoccupata dai disordini che, oltre a poter aprire una nuova crisi internazionale - in concomitanza con l'escalation in Vietnam - assolutamente da evitare, avrebbe, a suo modo di vedere, aperto le porte ad un'infiltrazione sovietica. Per questo motivo il governo statunitense decise di rivolgersi nuovamente a Mobutu, che il 25 novembre del 1965 spodestò Kasavubu.

Lo Zaire nell'era Mobutu (1965 - 1996)[modifica | modifica sorgente]

La bandiera dello Zaire

Mobutu Sese Seko, già capo di stato maggiore dell'esercito nel 1961, raggiunse in breve tempo il potere assoluto. Nel 1965 destituì Joseph Kasavubu, capo di stato ormai privo d'ogni potere, inaugurando un regime lunghissimo e caratterizzato da un forte culto della personalità e da ambizioni notevoli in politica estera. Già nel 1965, con l'esecuzione di cinque ministri del suo governo accusati di alto tradimento (eseguita nello stadio di Kinshasa/Leopoldville e trasformata in un macabro spettacolo), Mobutu mostrò il suo modo di intendere le cose: ogni atto governativo o giudiziario deve essere presentato al popolo come dimostrazione di potenza dello Stato.

Assunto il titolo ufficiale di Maresciallo-Presidente, con poteri assoluti, Mobutu organizzò un proprio partito unico, il Movimento Popolare della Rivoluzione (MPR), col compito di dare un nuovo volto culturale al Paese, basato sulla tradizione e sulle consuetudini locali. Nel 1971 lo Stato venne ribattezzato "Zaire", riprendendo antiche toponomastiche. Nello stesso periodo il Lago Alberto venne ribattezzato "Lago Mobutu Sese Seko". Il cristianesimo fu fortemente avversato dallo stato, a vantaggio del tradizionale animismo.

Mobutu impose a tutti gli zairesi di assumere un nome tradizionale tribale: egli stesso si rinominò Mobutu Sese Seko Koko Ngbendu Wa Zabanga ("Mobutu il guerriero che va di vittoria in vittoria senza che alcuno possa fermarlo"). Nel frattempo il governo divenne ancora più nettamente autoritario, e nel 1969 una rivolta studentesca fu repressa nel sangue.

In politica estera Mobutu strinse relazioni particolarmente buone con la Romania di Nicolae Ceauşescu, suo amico personale, ma riuscì anche ad accattivarsi la simpatia degli Stati Uniti. Amante degli eventi grandiosi, il 30 ottobre 1974 organizzò a Kinshasa il più famoso incontro della storia del pugilato, il "Rumble in the Jungle" in cui si sfidarono Muhammad Ali e George Foreman. Negli anni ottanta Mobutu divenne alleato della Francia. Con la fine della guerra fredda, che Mobutu aveva sfruttato per dare al suo paese il ruolo di "ago della bilancia" nel continente africano, la crisi politica interna si fece sempre più grave. Nel 1990 Mobutu si rassegnò ad accettare la presenza di un Parlamento multipartitico al proprio fianco e a condividere il potere con il presidente del Parlamento stesso.

La Prima guerra del Congo (1996-1997)[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Prima guerra del Congo.
La bandiera del Congo 1997-2006

Ma questo non risolse la crisi, che infine venne decisa dall'attacco di forze ribelli ruandesi ed ugandesi coalizzate sotto il comando di Laurent-Désiré Kabila. Nel 1996 le sue forze furono sopraffatte dal nemico e Mobutu, ormai stanco e malato, dovette fuggire in Marocco, dove morì nel 1997.

Nel 1997, il generale Laurent-Désiré Kabila, vittorioso nella guerra civile, si proclamò Presidente assoluto, governando per decreti e instaurando al potere il proprio clan in sostituzione di quello del suo rivale ormai defunto. Kabila ridiede allo Zaire il nome di Congo, riprendendo la vecchia bandiera dello Stato Libero, con qualche lieve modifica.

La Seconda guerra del Congo (1998-2003)[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Seconda guerra del Congo.
La bandiera della Repubblica Democratica del Congo, dal 2006

Nel 1998, ribelli Tutsi, organizzati in gruppi armati, iniziarono una dura lotta contro le fazioni fedeli al presidente Kabila, spalleggiato dagli eserciti di Angola, Namibia e Zimbabwe. Una "guerra mondiale africana", come è stata definita, che vide combattersi sul territorio congolese gli eserciti regolari di ben sei Paesi per il controllo dei ricchi giacimenti di diamanti, oro e coltan del Congo orientale. Il Congo si è così ritrovato diviso in una parte orientale controllata dai ribelli e una occidentale ancora in mano alle truppe di Kabila. Almeno 350 000 le vittime dirette di questo conflitto, 2 milioni e mezzo contando anche i morti per carestie e malattie causate dal conflitto.

Nel 2001 Kabila fu assassinato. Gli successe il figlio trentenne Joseph Kabila.

Le linee del fronte nel 2003

La ricostruzione e il Conflitto del Kivu[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Conflitto del Kivu.
Mappa dei risultati delle Elezioni Presidenziali del 2006 (blu: Kabila; rosso:Bemba)

Dal 2004 al 2008 si aprì una grave crisi tra il governo e i ribelli di Laurent Nkunda nel Kivu Nord e nel Sud Kivu. Nonostante un trattato di pace a gennaio, a fine ottobre 2008 il Conflitto del Kivu è riscoppiato in tutta la sua intensità, vedendo anche l'intervento del Fronte di Liberazione del Ruanda, di una missione ONU (la MONUC), dei regionali Mai-Mai, e degli eserciti stranieri di Angola e Zimbabwe.

Le prime elezioni multipartitiche in 45 anni, previste per l’aprile 2006, si sono protratte fino a luglio per concludersi con il ballottaggio del 31 ottobre 2006 tra Jean-Pierre Bemba e Joseph Kabila, che si è concluso con la vittoria di Kabila.

Il 25 novembre 2008 l'Osservatorio per i Diritti Umani HRW accusava il governo di Joseph Kabila di aver soppresso deliberatamente più di 500 oppositori politici dal 2006.

La situazione della Repubblica Democratica del Congo oggi[modifica | modifica sorgente]

La Repubblica Democratica del Congo continua a vivere in un clima particolarmente instabile. Se da una parte la zona occidentale del paese, ivi compresa la capitale Kinshasa, non è più teatro di scontri e manifestazioni violente, nelle province orientali persiste la presenza di bande armate, di milizie non governative, di ex-militari e di gruppi tribali, i quali effettuano incursioni e razzie con conseguenti massacri di civili.

Nonostante questa situazione nella Repubblica Democratica del Congo la maggior parte delle morti non è provocata dalle violenze del conflitto in corso nel paese africano, ma piuttosto dalla malnutrizione e dagli evitabili disagi dovuti al collasso delle strutture sanitarie. Si calcola che la crisi che affligge la Repubblica Democratica del Congo uccida 38.000 persone ogni mese, 4.000.000 dall’inizio del conflitto.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Conflitto dell'Ituri.

Dopo un anno di relativa stabilità, nell'autunno del 2008 sono riesplosi gli scontri tra l'esercito regolare (FARDC) e le milizie del CNDP (Congrès National pour la Défense du Peuple) del generale Laurent Nkunda (tutsi filo-rwandesi), scontri che hanno provocato oltre 250.000 sfollati nel Nord Kivu e nelle province confinanti. Nel gennaio del 2009 le parti in lotta hanno improvvisamente trovato un accordo, anche a causa della sostituzione di Laurent Nkunda con il suo luogotenente Bosco Ntaganda, accordo in seguito al quale è scattata un'operazione congiunta FARDC/CNDP/Esercito Rwandese contro il FPLR (fuoriusciti hutu) nei pressi del Lago Edoardo (Nord Kivu).

Nonostante il fragile accordo la situazione resta comunque molto tesa, sia a causa del protrarsi delle operazioni militari, sia perché gli avvenimenti degli ultimi mesi hanno dimostrato l'incapacità delle FARDC (e della MONUC) di mantenere l'ordine nell'Est del paese, incoraggiando diversi raggruppamenti minori a riprendere la lotta armata contro il Governo Centrale. Nel distretto dell'Haut Uélé è ripresa (novembre 2008) l'attività dei ribelli ugandesi del LRA, che hanno attaccato diversi centri urbani di medie dimensioni (Dungu, Doruma, Faradje) provocando l’esodo di circa 100.000 sfollati. Anche in questo caso è scattata un'operazione congiunta FARDC/UPDF (l'esercito ugandese) contro i ribelli, conclusasi il 14 marzo 2009 senza risultati concreti per la sicurezza della regione (si segnalano infatti nuovi attacchi del LRA). La MONUC, che dispiega in RDC circa 17.000 effettivi, è rimasta tagliata fuori sia dalla gestione della crisi sia dalle operazioni anti-guerriglia che sono state organizzate a inizio 2009. È in corso un riposizionamento di alcuni reparti dall'Ituri e da altre regioni ritenute relativamente tranquille verso il Kivu e l'Haut Uélé.
Le elezioni presidenziali del 28 novembre 2011, svoltesi in un clima di grande tensione e con forti ombre sulla loro regolarità, hanno visto la vittoria di Joseph Kabila. Il Presidente uscente si è imposto con il 48,95% dei voti contro il 32,33% ottenuto di Etienne Thisekedi[4].

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Repubblica Democratica del Congo.

La Repubblica Democratica del Congo, presenta un territorio ampiamente pianeggiante, con vaste pianure e paludi, grazie al bacino del fiume Congo che tiene alta l'umidità; le zone montuose non sono molto elevate, a eccezione del monte Ruwenzori (5119 m), e su tutta la catena montuosa presente ad est. Nel sud-est si trovano i monti Mitumba, con altezze non molto elevate. Si affaccia sull'Oceano Atlantico per un breve tratto e solo tre cittadine si affacciano sul mare (Banana, Muanda, Nisiamfumu).

Idrografia[modifica | modifica sorgente]

Il fiume Congo (chiamato anche Zaire) nasce circa nel punto di incontro tra la catena dei monti Mitumba e quella dei Rilievi Meridionali. Prima si dirige per oltre 1000 km verso nord; poi devia verso ovest con un'ampia curva e attraversa un tratto pianeggiante, dove la corrente rallenta e le sponde diventano paludose; nel terzo tratto si dirige in direzione sud-ovest verso l'oceano e riceve le acque di grandi affluenti. In questo tratto terminale bagna due capitali, Kinshasa e Brazzaville, scende di quota con le cascate Livingstone e sfocia con un lungo estuario nell'Atlantico.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Fatta eccezione per la zona degli altipiani, il clima del paese è caldo-umido, con temperature medie di circa 27 °C nella depressione centrale e punte estreme in febbraio, il mese più caldo in assoluto; sopra i 1.500 m la media scende a 19 °C. Le precipitazioni raggiungono una media annua di 1.520 mm al nord e 1.270 mm al sud, con frequenze abbondanti, tra aprile e novembre, a nord dell’equatore e, tra ottobre e maggio, a sud.

Popolazione[modifica | modifica sorgente]

Demografia[modifica | modifica sorgente]

Popolazione della DRC in migliaia di abitanti

Etnie[modifica | modifica sorgente]

In maggioranza Neri Bantu, suddivisi in circa 300 tribù. Da segnalare in particolare:

I bianchi congolesi, peraltro pochissimi, data la situazione costantemente caotica del paese sono praticamente assenti sin dagli anni settanta.

Lingue[modifica | modifica sorgente]

Maggioranza di lingue Bantu nel Congo

Da sempre la lingua ufficiale del Congo-Kinshasa è il francese. Essa è usata come lingua etnicamente neutrale e come lingua franca di comunicazione tra i differenti gruppi etnici del paese. Si stima che le lingue parlate nella Repubblica democratica del Congo siano in totale 242. Di queste, soltanto 4 hanno lo status di lingue nazionali sin dai tempi dello Stato Libero: kikongo, lingala, tshiluba e swahili.

Il lingala è stato dichiarato lingua ufficiale dell'esercito sotto Mobutu, ma dalle ribellioni dell'esercito nell'Ovest si usa anche lo swahili.

Religioni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa cattolica nella Repubblica Democratica del Congo.

L'86% della popolazione è di religione cristiana (41% cattolici, 31,6% protestanti e 13,4% altri cristiani tra i quali spicca per importanza particolare il Kimbanguismo). Il 10,7% dei congolesi è legato a credenze tradizionali (religioni animiste). Il restante 3,3% degli abitanti è musulmano (1,4%) o crede in altre religioni minori.[5]

Ordinamento dello Stato[modifica | modifica sorgente]

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Province della Repubblica Democratica del Congo.
Province del nuovo ordinamento

La Repubblica Democratica del Congo è suddivisa in province (prima del 1998: regioni). Le province (fatta eccezione per quelle costituite da solo territorio urbano, come Kinshasa) sono suddivise in distretti, a loro volta costituiti da territori.

L'articolo 2 della nuova costituzione del Congo del 2005 (articolo 2), entrata in vigore nel febbraio del 2006, prevede una nuova suddivisione del paese in 25 province, a cui si aggiunge la città/provincia di Kinshasa. La nuova suddivisione amministrativa è in vigore dal febbraio 2009, anche se rimane ancora sulla carta.

Province fino al 2009

L'ordinamento fino al 2009 prevedeva una suddivisione in 11 province:

N° su mappa Provincia Nome ufficiale Popolazione[6] Area (km²) Capoluogo
1 Bandundu Bandundu 5.201.000 295.658 Bandundu
2 Basso Congo Bas-Congo 2.835.000 53.920 Matadi
3 Equatore Équateur 4.820.000 403.292 Mbandaka
4 Kasai Occidentale Kasai-Occidental 3.337.000 154.742 Kananga
5 Kasai Orientale Kasai-Oriental 3.830.000 170.302 Mbuji-Mayi
6 Katanga Katanga 4.125.000 496.877 Lubumbashi
7 Kinshasa Kinshasa 7.500.000 9.965 Kinshasa
8 Maniema Maniema 1.246.787 132.250 Kindu
9 Kivu Nord Nord-Kivu 3.564.434 59.483 Goma
10 Orientale Oriental 5.566.000 503.239 Kisangani
11 Kivu Sud Sud-Kivu 2.837.779 65.070 Bukavu

Città principali[modifica | modifica sorgente]

Il vulcano Nyiragongo

Istituzioni e politica[modifica | modifica sorgente]

La nuova costituzione del 2005, oltre alla modifica della suddivisione amministrativa, prevede l'istituzione di un sistema bicamerale composto da un senato ed un'Assemblea nazionale. L'esecutivo, interamente di nomina presidenziale, resta composto da 60 membri ed è guidato da un primo ministro.

Economia[modifica | modifica sorgente]

La Repubblica democratica del Congo ha il PIL pro capite più basso del mondo (nel 2012 era pari a 231 $ nominali e a 365 $ a parità di potere d'acquisto). L'economia della Repubblica democratica del Congo è stata per diverso tempo in difficoltà, nonostante presenti risorse, come miniere di diamanti, sfruttati da compagnie straniere. Dal 1970 al 2005 il PIL della repubblica democratica del Congo è cresciuto con un tasso negativo del 3%, questo vuol dire che la sua situazione economica peggiora di anno in anno. Nel 2009, grazie a investimenti internazionali in settori come l'estrazione mineraria, l'agricoltura, la ripresa all'attività delle centrali elettriche sul fiume Congo e la costruzione di infrastrutture con l'aiuto della Cina, la repubblica democratica del Congo ha segnato un aumento del PIL del 12,1 %, il più alto del mondo nel 2009. Nel settore primario, l’agricoltura e la pesca forniscono il contributo più significativo; l’allevamento, diffuso soprattutto nelle province nordorientali, è di tipo tradizionale e poco produttivo. Gli scambi commerciali riguardano il cacao, il caffè, il cotone, l’olio di palma, il tè, la gomma, lo zucchero e la corteccia di china. Le principali produzioni alimentari, destinate al consumo interno, sono la manioca, le banane, le patate dolci, i cereali (riso, mais, miglio) ed i legumi.

Arte[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cultura della Repubblica Democratica del Congo.

Per arte congolese si identifica la produzione inclusa in un'area estesa comprendente il Congo, sia quello un tempo definito Leopoldville sia quello Brazzaville, il Gabon, la parte meridionale del Camerun e quella settentrionale dell'Angola, delineata per affinità stilistiche, per motivazioni artistiche e per unità linguistica.[7]
Nell'arte congolese sono presenti alcune caratteristiche fondamentali, quali:

  • preferenza per la rappresentazione di figure umane, spesso coincidente con il culto degli antenati e degli eroi;
  • la mancata aderenza alle reali dimensioni umane, necessaria per evidenziare alcuni elementi anatomici, come la testa, ritenuti maggiormente significativi;
  • simmetria e frontalità;
  • enfatizzazione della staticità, che comporta la descrizione dell'attitudine raccolta e lo sprigionamento di una grande forza figurativa;
  • preponderanza per le figure isolate;
  • assenza della policromia nelle statue.
  • regole diverse ed autonome per quanto riguarda le maschere, nate per la danza ed il movimento.

Nell'ambito dell'arte congolese si distinguono varie correnti associate ai vari popoli abitanti in zone caratteristiche:

  • Fang, che si contraddistinsero per la conservazione dei teschi degli antenati dentro scatole cilindriche, al di sopra delle quali vennero realizzate sculture particolari chiamate Bieri, la cui funzione non è certa al 100%, ma che non si allontana molto da quella del guardiano delle ossa oppure dello spirito del morto oppure ancora della rappresentazione dell'antenato. Queste sculture furono tra le prime ad influenzare i pittori fauves parigini ed emanano grande forza e dignità, grazie anche alla patina nera, alla superficie curva e levigata, alla capigliatura che delinea il disegno della testa, al viso allungato ed alle dimensioni riguardevoli.[7]
  • Balumbo, noti soprattutto per le maschere di danza simbolizzanti lo spirito dei morti; alcune caratteristiche, quali gli occhi a mandorla, le labbra rosse, la capigliatura nera ed il viso bianco conferiscono all'insieme un aspetto orientaleggiante.
  • Ba Teké, apprezzati per le sculture di feticci possedenti una funzione magica. Le maschere di danza invece hanno assunto una forma geometrica decorata con temi policromi.
  • Ba Kongo, produttori di sculture di personaggi seduti in contemplazione, di figure rappresentanti il tema espressivo e spirituale della maternità, di antenati ricchi di tatuaggi ed ornamenti, di feticci ornati da elementi quali chiodi e lame infissi.
  • Ba Kuba, sviluppatori di un'arte di corte avente come tema la commemorazione di personaggi reali, quali il sovrano dal capo enorme ed il copricapo regale seduto su un trono dove è rappresentato una sua azione significativa; l'arte popolare produsse apprezzate coppe per il vino e per l'olio di palma a forma di testa umana oltre che maschere di danza di impronta cubista.
  • Ba Luba, la cui scultura si è contraddistinta per la rotondità delle forme, la prevalenza delle raffigurazioni femminili ed una cura per i dettagli, il tatuaggio e l'acconciatura.

Ambiente[modifica | modifica sorgente]

La foresta pluviale ricopre gran parte del bassopiano della Repubblica Democratica del Congo e contiene una grande varietà di specie alcune delle quali rare ed endemiche, fra queste lo scimpanzé, il bonobo, il gorilla di montagna, l'okapi. Cinque dei parchi nazionali del paese sono compresi nel patrimonio dell'umanità dell'UNESCO: La guerra civile ha seriamente danneggiato le condizioni economiche e molti dipendenti dei parchi hanno abbandonato il lavoro. Tutti cinque i siti sono elencati nel patrimonio in pericolo. Nell'ultimo secolo la RDC è divenuta il centro principale di quello che è chiamato il problema del bushmeat, considerato uno dei pericoli ambientali più grandi, in pratica consiste nella caccia di animali selvatici con trappole effettuata allo scopo alimentare.

Flora[modifica | modifica sorgente]

La foresta pluviale della RDC non è fitta come quella della Guinea, le specie più diffuse sono gli alberi della cola, le palme da olio, varie specie di Ficus e di Coffea, molto diradate sono le piante di legno pregiato come il mogano e l'ebano. La foresta pluviale si interrompe a sud per lasciare posto, sui rilievi, alla savana e alle steppe. La savana caratterizza anche i rilievi che circondano la depressione del bacino del Congo, sulle montagne occidentali si trovano tratti di foresta lungo il corso dei fiumi. Nella parte finale del Congo sono diffuse le mangrovie e le palme del genere Phoenix spinosa, nelle aree più interne è coltivata la palma da olio.

Fauna[modifica | modifica sorgente]

Particolarmente varia e abbondante è la fauna, tra cui si annovera il leone, l’elefante, il leopardo, lo scimpanzé, il gorilla, la rarissima specie dei bonobo, la giraffa, l’ippopotamo, la zebra, il bufalo e varie specie di rettili e di uccelli; numerosissimi gli insetti, molti dei quali portatori di malattie endemiche, come la mosca tse-tse e la zanzara Anopheles, che trasmette la malaria.

Tradizioni[modifica | modifica sorgente]

Nel sottoscritto Paese non si rilevano tradizioni espanse a tutto il territorio, ma solo numerose tradizioni di piccolissime zone.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Population growth rate in CIA World Factbook. URL consultato il 28 febbraio 2013.
  2. ^ Dati dal Fondo Monetario Internazionale, ottobre 2013
  3. ^ Tasso di fertilità nel 2011. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  4. ^ Congo, Kabila proclamato presidente. Per il Centro Carter si tratta di «risultati non credibili» - Il Sole 24 ORE
  5. ^ Calendario Atlante De Agostini 2012, op. cit., pag.488
  6. ^ Stima del 1998
  7. ^ a b Le muse, De Agostini, Novara, Vol. III, pag.397-398

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Calendario Atlante De Agostini 2012, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2011, pp. 486,487,488,489,490,491, ISBN 978-88-511-1599-9.

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