Regno d'Italia

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Con Regno d'Italia si intende lo stato monarchico la cui sovranità territoriale ha riguardato, in periodi diversi, una parte ragguardevole, o la totalità, della regione geografica italiana. In Italia si sono infatti susseguiti diversi regni, i primi dei quali risalenti al Medioevo e successivamente durante la dominazione straniera. L'ultimo, il Regno di Sardegna, ha dato vita allo Stato attualmente coincidente con gran parte della penisola italiana.

Indice

[modifica] I regni barbarici

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Regno ostrogoto e Regno longobardo.

Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente nel 476, si susseguirono in Italia una serie di regni guidati da re Ostrogoti. In seguito, quando i Longobardi nel 568 invasero l'Italia, instaurarono un loro regno che durò fino all'avvento di Carlo Magno e dei re franchi.

[modifica] Sacro Romano Impero

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Sacro Romano Impero, Regnum Italiae e Regno d'Italia (888-1024).

Con la conquista del regno longobardo da parte di Carlo Magno, questi assegnò il titolo di Re d'Italia al figlio Pipino (781), attribuendogli altresì i territori del cessato regno. Dopo una breve parentesi in cui la dignità regale fu ereditata dal figlio di Pipino, Bernardo, il titolo fu appannaggio del primogenito dell'Imperatore Ludovico il Pio, Lotario, e in seguito del primogenito di quest'ultimo, Ludovico II. Con l'ascesa al trono imperiale di Ludovico II, la dignità regale divenne condizione necessaria per ottenere quella imperiale. Tuttavia, solo dopo l'incoronazione imperiale di Corrado II (1026) i due titoli divennero strettamente legati.

[modifica] Regno d'Italia (1805-1814)

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Regno d'Italia (1805-1814).
La Corona Ferrea usata per incoronare Napoleone I Bonaparte Re d'Italia. Tale corona, creata per i re longobardi e usata fin dal VII secolo, è oggi custodita presso il Duomo di Monza

Il 2 dicembre 1804 Napoleone si incoronò Imperatore dei Francesi. In conformità col nuovo assetto monarchico francese Napoleone trasformò anche la precedente Repubblica Italiana in Regno d'Italia e si autonominò Re d'Italia. Il 26 maggio 1805 a Milano vi fu l'incoronazione. Eugenio di Beauharnais, uomo del quale il Bonaparte si fidava ciecamente e del quale era sicuro di non dovere temere che perseguisse obiettivi politici propri, fu nominato Viceré.

La nuova forma data allo stato italiano lo mise in contrasto con l'Imperatore del neonato Impero austriaco Francesco II che, essendo prima di tutto Imperatore dei Romani, risultava de iure anche Re d'Italia. La situazione si risolse con la guerra contro la Terza coalizione: l'Austria fu sconfitta (2 dicembre 1805) e il trattato di Presburgo (26 dicembre 1805) pose di fatto fine al Sacro Romano Impero che verrà però sciolto solo nel 1806.

Nel 1809 furono staccate Gorizia, Trieste, l'Istria, la Dalmazia e le Bocche di Cattaro per formare le Province Illiriche sotto il controllo francese, con capitale Lubiana.

Il regno cessò di esistere nel 1814 con la fine del periodo napoleonico: il 6 aprile 1814, Napoleone si disse pronto ad abdicare, atto che fu formalizzato il giorno 11. Il giorno 16 il Beauharnais comunicava di avere concluso anch'egli un armistizio con il feldmaresciallo austriaco Bellegarde, anche se sperava che il suo trono potesse essere salvato dalla disfatta napoleonica. Tuttavia, dopo i disordini milanesi del 20 aprile con il linciaggio a morte del ministro delle finanze Giuseppe Prina ad opera della folla inferocita, Beauharnais capì di non avere l'appoggio della popolazione. La gente lo identificava infatti con i detestati francesi e così il 26 abdicò, lasciando il giorno successivo l'Italia per ritirarsi in esilio in Baviera presso i suoceri.

[modifica] Regno d'Italia (1861-1946)

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Regno d'Italia (1861-1946).
Corona del Re d'Italia (Casa Savoia)

Nasce nel risorgimento dal Regno di Sardegna, privato nel 1860 del Nizzardo e della Savoia ceduti alla Francia.

Il periodo del regno di Vittorio Emanuele II di Savoia che va dal 1859 al 1861 (ovvero il periodo che va dai primi plebisciti alla proclamazione del regno d'Italia) viene anche indicato come Vittorio Emanuele II Re Eletto. Infatti, nel 1860 il Ducato di Parma, il Ducato di Modena ed il Granducato di Toscana votano dei plebisciti per l'unione con il Regno. Nello stesso anno vengono conquistati dai piemontesi il Regno delle Due Sicilie, tramite la Spedizione dei Mille, e la Romagna, le Marche e l'Umbria, tolte allo Stato della Chiesa. Tutti questi territori vengono annessi ufficialmente al regno tramite plebisciti.

Con la prima convocazione del Parlamento italiano del 18 febbraio 1861 e la successiva proclamazione del 17 marzo, Vittorio Emanuele II è il primo re d'Italia nel periodo 1861-1878. Nel 1866, a seguito della Terza guerra di indipendenza, vengono annessi al regno il Veneto e Mantova sottratti all'impero austro-ungarico. Nel 1870, con la presa di Roma, al regno viene annesso il Lazio, sottraendolo definitivamente allo Stato della Chiesa. Roma diventa ufficialmente capitale d'Italia (prima lo erano state in ordine Torino e Firenze).

Seguono i regni di Umberto I (1878-1900), ucciso in un attentato dall'anarchico Gaetano Bresci, e di Vittorio Emanuele III (1900-1946). Con quest'ultimo, nel 1919 dopo la Prima guerra mondiale vengono uniti al Regno il Trentino, l'Alto Adige, Gorizia ed il Friuli orientale, l'Istria, Trieste e Zara. Fiume è unita al Regno nel 1924. Tra il 1924 e il 1939 il regno d'Italia si consolida come potenza coloniale, prima consolidando il suo dominio in Libia e poi conquistando nel 1935 l'impero etiopico, in seguito al quale Vittorio Emanuele III viene proclamato imperatore d'Etiopia. Nel 1939 infine il regime fascista si annette l'Albania per rimanere al passo della Germania nazista a cui l'Italia si era legata. Successivamente allo scoppio della 2 guerra mondiale l'Italia a causa della propria incapacità militare proclama lo stato di non belligeranza. Mussolini che da più parti era consigliato di non entrare in guerra, decide lo stato di guerra dell'Italia a fianco della Germania, convinto della brevità della guerra e dalla velocità di conquista dei vari territori europei da parte della Germania. Purtroppo però l'avventura della guerra si trasforma in un'odissea, e questo compromette il rapporto fra popolo e fascismo. Nel 1943 il fascismo cade e il re riprende per breve tempo la centralità del ruolo politico come guida di uno stato allo sbando. Ma poi gli eventi di un imminente invasione nazista dell'Italia per il voltafaccia nella guerra, convincono Vittorio Emanuele III alla fuga con tutto il governo, compromettendo così agli occhi degli italiani la figura dell'istituzione monarchica. Successivamente nonostante il ritiro dalla prima linea di Vittorio Emanuele a favore del figlio Umberto e l'illuminante guida di lui prima come reggente durante la fase finale del conflitto e poi come re nel maggio del 1946 non fanno dimenticare agli italiani l'onta della fuga di Casa Savoia, che viene punita nel referendum istituzionale del 2 giugno 1946 dove viene cacciata e sostituita con la Repubblica Italiana. Si conclude così la storia del regno d'Italia dopo 85 anni di esistenza. In seguito al trattato di pace del 1947 L'Italia cede l'Istria con Fiume e Zara alla Jugoslavia. Invece i Savoia sono banditi dalla repubblica per un lungo periodo che si è concluso con la riforma costituzionale del 2002.

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