Realismo (letteratura)
In letteratura, il Realismo è la rappresentazione di situazioni, ambienti, epoche su carta da renderli reali a chi legge, nel riuscire a far individuare al lettore contesti reali. Il realismo è stilisticamente in stretto rapporto col naturalismo e col verismo, al punto che è spesso difficile distinguere il carattere di un autore realista da uno verista e da uno naturalista. Fra i maggiori esponenti veristi si ricordano Giovanni Verga e Luigi Capuana.
Indice |
[modifica] Cenni storici
[modifica] La Poetica di Aristotele
Il realismo trova le sue radici nella Poetica di Aristotele, dove secondo le sue teorie i generi letterari più vicini alla perfezione sono quelli che non rappresentano la realtà ma la realtà come dovrebbe essere, dove gli esseri umani sono tratteggiati al meglio delle loro possibilità, come nel poema epico e la tragedia.
[modifica] Dal Medioevo al Novecento
Dopo l' interpretazione allegorica del Medioevo e il romanzo, nuovo genere nato nel 1700, si osserva che nel 1800 l'elemento della realtà veniva utilizzato in opposizione alla mitologia.
La poetica del naturalismo pone il realismo come finalità unica del lavoro artistico, specialmente del romanzo e del lavoro teatrale.
Nel XX secolo con Henry James si pensa al realismo letterario come un semplice effetto stilistico, artificio estremo simile a finzioni. Il formalismo russo e lo strutturalismo hanno tali basi.
[modifica] Argomenti connessi
- Realtà
- Naturalità
- La morale dell'arte, di Mario Rapisardi 1884, con critica al naturalismo o realismo o verismo dell'arte.