Regno d'Albania
| Regno d'Albania | |||
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| Dati amministrativi | |||
| Nome completo | Regno d'Albania | ||
| Nome ufficiale | Regnum Albaniae | ||
| Lingue parlate | |||
| Capitale | Durazzo | ||
| Politica | |||
| Forma di governo | monarchia | ||
| Nascita | 1272 | ||
| Fine | 1368 | ||
| Territorio e popolazione | |||
Il Regno d'Albania fu fondato nel 1271 da Carlo d'Angiò nei territori sottratti al Despotato d'Epiro, sui quali regnò col titolo di Re d'Albania a partire dall'anno successivo. Il regno si estendeva sulla fascia costiera compresa fra Durazzo (odierna Durrës) e Capo Linguetta, mentre i confini interni rimasero definiti in maniera molto vaga. Già nel 1281 Carlo I fu costretto ad abbandonare le regioni interne in seguito ad una controffensiva dei Bizantini, mentre il suo potere veniva ulteriormente indebolito dallo scoppio dei Vespri Siciliani. Il Despotato d'Epiro rientrò così in possesso di buona parte dei territori perduti, riducendo il regno angioino alla sola regione di Durazzo. La città rimase comunque nelle mani dei discendenti di Carlo fino al 1368, quando Durazzo fu conquistata da Carlo Thopia.
Indice |
[modifica] Re d'Albania
Nel 1294 Carlo II cedette i suoi diritti sull'Albania al figlio Filippo, Principe di Taranto e d'Acaia. Questi regnò col titolo di Signore del Regno d'Albania.
[modifica] Signori del Regno d'Albania
Nel 1332 Roberto successe al padre Filippo, il cui fratello, Giovanni, si rifiutò di giurare fedeltà al nipote in quanto Principe d'Acaia. I due vennero a patti e Roberto ricevette da Giovanni il principato in cambio di 5000 once d'oro e del diritto alla corona del regno d'Albania. Giovanni assunse così il titolo di [Duca di Durazzo].
[modifica] Duchi di Durazzo
Nel 1368 Durazzo cadde nelle mani di Carlo Thopia, che fu riconosciuto dalla Repubblica di Venezia come Principe d'Albania.
[modifica] Principi d'Albania
[modifica] I regni moderni
[modifica] Il primo regno
Il regno fondato dagli Angioini non occupò mai l'intera estensione dell'attuale Albania. Per questo motivo, la parentesi angioina viene esclusa dal computo delle esperienze monarchiche albanesi, facendo ritenere che l'Albania sia stata retta a monarchia per due volte, entrambe nel corso del XX secolo. La prima fu dopo la dichiarazione d'indipendenza del 1912, quando le grandi potenze europee fondarono sul territorio albanese un principato con a capo Guglielmo di Wied, "principe sovrano" (titolo usato solo al di fuori dei confini nazionali). In lingua albanese, Guglielmo fu chiamato col titolo di mbret (Re), poiché il titolo di principe (princ, pring o prenk secondo diversi dialetti albanesi) era già detenuto da molti nobili locali. Inoltre, si riteneva che il sovrano d'Albania non dovesse avere un titolo inferiore a quello dei sovrani del Montenegro.
Subito dopo lo scoppio della Prima guerra mondiale Guglielmo fu costretto all'esilio da controversie internazionali e l'Albania fu occupata da diverse potenze straniere per quasi tutta la durata della guerra. Nel caos che seguì la fine del conflitto alcuni dei numerosi governi spontanei in lotta per il riconoscimento del potere ufficiale si attribuirono la reggenza di Guglielmo, ma nessuno riuscì a spuntarla sugli altri. La prima monarchia albanese ebbe fine nel 1924, quando un restaurato governo centrale dichiarò la nascita della repubblica.
[modifica] Il secondo regno
| Per approfondire, vedi le voci Regno albanese e Occupazione italiana del Regno di Albania. |
Quattro anni dopo, il 1º settembre 1928, il presidente Ahmed Bey Zogu si autoproclamò Re degli Albanesi (Mbret i Shqiptarëve) col nome di Zog I e cercò di instaurare una monarchia costituzionale. Secondo la costituzione il sovrano albanese (come il re del Belgio, doveva giurare fedeltà di fronte al parlamento prima di assumere il potere e la dignità regia. Il testo del giuramento recitava così:
- Io, (nome), re degli Albanesi, nell'ascendere al trono del Regno d'Albania e nell'assumere i poteri regi, giuro alla presenza di Dio Onnipotente che manterrò l'unità della Nazione, l'indipendenza dello Stato e la sua integrità territoriale e preserverò e mi conformerò alla costituzione e alle leggi in vigore, tenendo sempre in mente il bene del popolo. Che Dio mi aiuti!
Il regno di Zog fu ben presto molto legato all'Italia fascista di Mussolini. Ma il 7 aprile 1939 il Duce occupò militarmente l'Albania e costrinse Zog alla fuga. Cinque giorni dopo, il parlamento albanese proclamò nuovo re Vittorio Emanuele III d'Italia, che assunse il titolo di Re d'Albania. Il titolo fu mantenuto formalmente fino alla sua abdicazione l'8 settembre 1943, quando Zog I, fu restaurato come re, pur non facendo mai più ritorno in Albania, per l'Occupazione tedesca del Regno d'Albania. Ma nel 1946 il regno albanese fu spazzato via anche formalmente dalla costituzione della repubblica popolare socialista.
Tra la Seconda guerra mondiale e il secondo dopoguerra, alcuni albanesi tentarono di favorire il ritorno di re Zog, ma senza successo. Inoltre, né Zog né Vittorio Emanuele videro mai riconosciuto il titolo reale albanese dalla comunità internazionale. Il figlio di Zog, Leka, deceduto nel 2011, era il pretendente al trono.
[modifica] Bibliografia
- Antonello Biagini, Storia dell'Albania contemporanea, Bompiani, 2005