Ravenna

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Ravenna
comune
Ravenna – Stemma
Ravenna – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Emilia-Romagna – stemma Emilia-Romagna
Provincia Ravenna – stemma Ravenna
Sindaco Fabrizio Matteucci (centrosinistra) dal 06/06/2006
Territorio
Coordinate 44°25′4″N 12°11′58″E / 44.41778°N 12.19944°E / 44.41778; 12.19944 (Ravenna)Coordinate: 44°25′4″N 12°11′58″E / 44.41778°N 12.19944°E / 44.41778; 12.19944 (Ravenna)
Altitudine 4 m s.l.m.
Superficie 652,89 km²
Abitanti 159 404[1] (31-05-2011)
Densità 244,15 ab./km²
Frazioni vedi sezione
Comuni confinanti Alfonsine, Argenta (FE), Bagnacavallo, Bertinoro (FC), Cervia, Cesena (FC), Comacchio (FE), Forlì (FC), Russi
Altre informazioni
Cod. postale per zone (da 48121 a 48125)
Prefisso 0544
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 039014
Cod. catastale H199
Targa RA
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 227 GG[2]
Nome abitanti ravennati (antico: ravegnani)
Patrono sant'Apollinare
Giorno festivo 23 luglio
Localizzazione
Ravenna è posizionata in Italia
Ravenna
Posizione del comune di Ravenna nell'omonima provincia
Posizione del comune di Ravenna nell'omonima provincia
Sito istituzionale

Ravenna (/raˈvenna/ Ravêna in dialetto romagnolo) è una città di 159.754 abitanti,[3] capoluogo dell'omonima provincia in Emilia-Romagna.

È la città più grande e storicamente più importante della Romagna; il suo territorio comunale è il secondo in Italia per superficie, superato solo da quello di Roma, e comprende 2 grandi parchi urbani (il parco 2 giugno e il parco 1º maggio), numerose frazioni nell'hinterland, la città vera e propria e l'oasi WWF di Punte Alberete.

Ravenna è stata capitale tre volte:

Per le vestigia di questo luminoso passato, Ravenna è una delle pochissime città del mondo a vantare ben otto monumenti dichiarati Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO (vedi sotto).

Negli ultimi 10 anni del XX secolo la città ha conosciuto un periodo di grande espansione. Alla crescita demografica si è affiancata una serie di progetti architettonici che si concentrano in particolare attorno al canale Candiano, che collega la città al mare Adriatico. La Darsena di città e le antiche zone portuali sono al centro della rivoluzione urbanistica che la città conoscerà nei primi decenni del XXI secolo con la creazione di zone verdi, viali, zone a carattere commerciale, del polo nautico e del Tecnopolo per l'energia.

Indice

[modifica] Geografia fisica

Il centro città si trova a 10 km dal mare Adriatico, al quale è collegato per mezzo del canale Candiano. Propaggini urbane si estendono fino al mare attraverso il porto di Ravenna, che è uno degli scali più importanti dell'Adriatico.

Le spiagge ravennati vengono chiamate "lidi", amministrativamente sono classificate come frazioni. I nove lidi ravennati sono definiti, in base alla posizione rispetto al canale portuale, in "Lidi Nord" o "Lidi Sud".


Lidi Nord: Casal Borsetti, Marina Romea e Porto Corsini[5].
Lidi Sud: Marina di Ravenna, Punta Marina Terme, Lido Adriano, Lido di Dante, Lido di Classe e Lido di Savio.

Il paesaggio nelle frazioni poste sul litorale presenta elementi caratteristici. Nei lidi nord si incontrano ampi specchi d'acqua come l'oasi WWF di Punte Alberete inserita nella spettacolare Pineta di San Vitale. A sud l'elemento predominante è la Pineta di Classe citata da Boccaccio del Decamerone e da Dante nella Divina Commedia.

I lidi Sud sono inoltre quelli con la più marcata impronta turistica con una notevole offerta di alberghi, ristoranti e divertimenti, l'ultimo lido ravennate, Lido di Savio confina con Milano Marittima celeberrima località balneare.

[modifica] Clima

Il clima di Ravenna è influenzato dal mare Adriatico, che dista solo 8 km dal centro abitato. La città ha in inverno un clima abbastanza mite, circa 9/11°C (anche se nel 2010 è stata registrata una temperatura minima di -7°C e ci sono state frequenti e intense nevicate). Il mare non è sempre un elemento vantaggioso: infatti d'estate l'aria è molto umida, con il tasso di umidità tra il 60% e l'80%. Per via della presenza delle Alpi a Nord e degli Appennini a Sud, infatti, la Pianura Padana è una regione geografica chiusa, ad eccezione del lato Est (quello di Ravenna), dal quale arrivano i venti freddi e umidi dell'Europa orientale, ad esempio la bora, che scendendo verso il sud Italia prende il nome di tramontana (durante il suo tragitto, la bora cede l'aria fredda e si riscalda traformandosi in un vendo umido e caldo).

[modifica] Storia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Storia di Ravenna.

Insediamento di epoca remota, il toponimo si ritiene derivi da un prelatino "*rava", probabilmente di origine umbra, che in origine designava un "dirupo prodotto da acqua che scorre" e successivamente "canale, palude, bassura, fanghiglia", unito ad un suffisso "-enna", di origine etrusca.

Fin dalla preistoria il tratto della Val Padana su cui sorse Ravenna fu caratterizzato dalle frequenti esondazioni dei brevi fiumi ad andamento torrentizio che scendono dall'Appennino verso il Mare adriatico. Ciò portò alla formazione di ampie zone lagunari, che da Ravenna si estendevano fino a lambire il Po (che sfociava più a sud rispetto al corso attuale), creando un vasto agglomerato lagunare chiamato Valle Padusa.

[modifica] Storia antica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Ravenna romana.

Mancano testimonianze archeologiche della fondazione di Ravenna. Le origini sono incerte. I primi insediamenti della zona furono opera di Tessali, Etruschi ed Umbri, successivamente sul suo territorio si insediarono anche i Galli Senoni, specialmente dal fiume Montone verso sud, comprendendo tutto l'Ager Decimanus, ovvero la campagna verso Forlì, il territorio cosiddetto delle Ville Unite, che non era un territorio lagunare rispetto invece alle zone a nord. L'abitato consisteva di palafitte distribuite su una serie di piccole isole situate all'interno della Valle Padusa, una situazione simile alla Venezia di secoli dopo.

La caratteristica fondamentale di Ravenna per tutta l'antichità fu proprio quella di essere circondata dalle acque ed accessibile solo dal mare. Tale peculiarità non passò inosservata ai Romani. L'imperatore Cesare Ottaviano Augusto dislocò la flotta militare dell'alto Adriatico. Per questo fine l'imperatore fece eseguire importanti lavori di sistemazione idraulica: fece scavare la Fossa Augustea, un canale che collegava il Po con l'ampio specchio di acqua a sud di Ravenna e qui fondò il porto di Classe. Il porto fu realizzato con i criteri di una poderosa macchina militare. Secondo Plinio il Vecchio, poteva contenere fino a 250 triremi e 10000 marinai o classari destinati al controllo di tutto il Mediterraneo orientale (la base destinata al controllo del Mediterraneo occidentale era invece il porto di Miseno sulla costa tirrenica).

Ai tempi dell'Impero romano la città crebbe di importanza: il porto militare divenne anche porto commerciale con traffici mercantili verso tutto il Mediterraneo. Nel 402 l'imperatore dell'Impero romano d'Occidente Onorio trasferì a Ravenna la residenza imperiale da Milano, per sfuggire alle minacce di Alarico. In questo periodo il vescovo della città divenne metropolita, e la città visse una fase di espansione con l'edificazione dei terreni presso la cattedrale Ursiana (attuale Duomo) e verso Nord. Tuttavia, nello stesso periodo, l'interramento della laguna causato dagli apporti alluvionali dei fiumi rese progressivamente inutilizzabile il porto di Classe.

A Ravenna si decisero le sorti dell'Impero d'Occidente allorché nel 476 venne deposto l'ultimo imperatore, Romolo Augusto, per mano di Odoacre, re degli Eruli. Il regno di Odoacre ebbe vita brevissima e il re dei Goti Teodorico, nel 493, rivendicò il controllo della città, dopo un lungo assedio. Il sovrano goto, che morì nel 526, si distinse per una politica di distensione soprattutto dal punto di vista religioso. La presenza di una vasta comunità di cristiani ariani portò alla costruzione di numerosi edifici di culto, e la città si arricchì di opere e cultura.

[modifica] L'esarcato

Giustiniano in un mosaico a San Vitale.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Ravenna bizantina.

Divenuto imperatore d'Oriente Giustiniano I, avviò un programma politico mirato alla riconquista di quei territori dell'Impero Romano d'Occidente occupati da regni barbarici (Ostrogoti in Italia, Visigoti in Africa e Spagna). Per fare ciò diede l'avvio ad un'offensiva militare nota come guerra gotica. Anche l'Italia rientrò ben presto sotto il controllo dell'impero d'Oriente. Giustiniano stabilì nella penisola un protettorato che ebbe sede a Ravenna, successivamente controllato da esarchi. Giustiniano, inoltre, si preoccupò di fare occupare il soglio vescovile ravennate da Massimiano, suo uomo di fiducia, che assunse, per volontà dell'imperatore e per la prima volta nella storia antica della chiesa, il ruolo di arcivescovo.

Nel 751 l'Esarcato cadde sotto l'offensiva dei Longobardi. Per volontà del re dei Franchi Pipino il Breve, la città nel 754 con il patto di Quierzy passò sotto il controllo del papa. Il patto non fu mai operativo in quanto i Longobardi rimasero in città fino al 756 e successivamente a tale data il potere fu esercitato dagli arcivescovi locali con l'appoggio dell'aristocrazia locale e in forza di antichi privilegi che riconoscevano alla chiesa ravennate l'indipendenza dal papato di Roma (autocefalia. I privilegi di cui gli arcivescovi godevano portarono questi ultimi a posizioni di aperto scontro con i papi romani: essi appoggiarono gli imperatori, dagli Ottoni agli Svevi.

In questo periodo la città fu spogliata di molte opere (arredi, mosaici, marmi, statue), e Classe, saccheggiata e ormai lontana dalla linea di costa, venne definitivamente abbandonata.

[modifica] Il medioevo

Bassorilievo di Dante nella tomba del poeta

Ravenna ebbe un ordinamento comunale, prima sotto il controllo degli arcivescovi e successivamente fra le famiglie nobiliari che ambivano alla signoria. La prima cronologicamente fu la famiglia dei Traversari che resse Ravenna fino al 1275 a cui subentrò la famiglia dei Da Polenta. Fu in questi anni che Dante Alighieri trovò ospitalità a Ravenna e qui morì per la malaria contratta durante un'ambasceria a Venezia per conto proprio della famiglia Da Polenta.

Fra il XIII e il XIV secolo, il letto dei fiumi Montone e Ronco venne modificato, portando i due fiumi ad abbracciare le mura della città prima dello sbocco a mare; la regolazione delle acque migliorò la resa agricola dei terreni circostanti e la sicurezza della città.

La signoria dei Da Polenta durò fino al 1441 anno in cui il controllo della città passò sotto il dominio veneziano. I veneziani governarono Ravenna fino al 1509, e in questo periodo nel centro cittadino vennero edificati diversi palazzi in stile veneziano e fu costruita la Rocca Brancaleone.

[modifica] Dal Cinquecento ad oggi

La città, passata sotto il controllo dello Stato Pontificio nel 1509, fu nel 1512 saccheggiata dall'esercito Francese, in occasione della guerra della Lega Santa. Ravenna resterà sotto lo Stato Pontificio per i successivi 350 anni.

In questo periodo il progressivo innalzamento del letto dei fiumi Ronco e Bidente, ormai pensili intorno alla città, aveva causato diverse alluvioni; al problema si mise fine solo nel XVIII secolo, con la deviazione dei due fiumi che vennero fatti confluire nel canale dei Fiumi Uniti a sud della città. Sul percorso del vecchio letto del fiume Montone venne aperta la nuova darsena, il porto-canale Corsini (dal cognome di papa Clemente XII). Nella città, liberata dalla minaccia delle acque, venne costruito il nuovo Duomo in sostituzione della cattedrale Ursiana, e numerose opere fra cui il tempietto per il sepolcro di Dante.

Dopo il momentaneo dominio napoleonico Ravenna torna nuovamente allo Stato Pontificio finché, nel 1859, in seguito ad un plebiscito, viene annessa al Regno di Sardegna, che diventerà dal 1861 Regno d'Italia.

Ravenna fu insignita del titolo di Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione in quanto insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Nel dopoguerra Ravenna ha vissuto di un forte sviluppo industriale grazie anche alla creazione di una raffineria di petrolio, di uno stabilimento petrolchimico e allo sviluppo delle attività di estrazione del gas naturale scoperto nell'entroterra e nel vicino off-shore.

[modifica] Onorificenze

Il 19 maggio 1951, la città di Ravenna è stata insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare.[6]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Antica e fiera città onusta di storia gloriosa, alla liberazione d'Italia dall'invasione tedesca, diede entusiastico, sanguinoso e valoroso contributo. Bombardamenti e rappresaglie sconvolsero la vecchia Capitale e la sua provincia; ricordate per efferatezza le stragi di Piangipane, di San Pancrazio-Ragone e di Madonna dell'Albero. Centinaia di partigiani di molte formazioni caddero nella lotta e, particolarmente per la liberazione di Porto Corsini, di Sant'Alberto e delle zone vallive al nord della Città. Sei mesi permase il fronte di guerra nel territorio del Comune ed i cittadini diedero mirabile esempio nel sostenere i combattenti delle forze regolari. La Brigata partigiana ravennate "Mario Gordini", decorata della medaglia d'argento al valor militare, s'impose per il suo contegno all'ammirato apprezzamento dei Comandi alleati e continuò a combattere valorosamente al fianco ed alle dipendenze del Gruppo di Combattimento «Cremona» sino al termine vittorioso della guerra. Memore delle lotte per l'unità e per l'indipendenza e delle glorie garibaldine, la Città di Ravenna scrisse nella storia del Risorgimento italiano pagine mirabili e da ricordare ad esempio per le venture generazioni.»
— Ravenna, settembre 1943 - aprile 1945

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Patrimoni dell'umanità

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Primi monumenti cristiani di Ravenna
(EN) Early Christian Monuments of Ravenna
Ravenna, battistero degli ariani (prima metà del VI secolo).jpg
Tipo Culturali
Criterio (i) (ii) (iii) (iv)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 1996
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Otto monumenti di Ravenna sono considerati Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO:

[modifica] Architettura religiosa

Dai documenti d'epoca, sappiamo che Ravenna fu dotata nei secoli VI e VII e nell'Alto e Basso Medioevo di molti edifici di culto. Quanto resta a noi è solo una minima parte di quello che fu costruito. Molti edifici sono andati distrutti, altri sono stati ristrutturati e hanno perso la loro originaria struttura.

[modifica] Basiliche e chiese

Il duomo di Ravenna o Basilica Ursiana.

[modifica] Chiese scomparse

[modifica] Architettura civile

Il cosiddetto "Palazzo di Teodorico", oggi ritenuto il nartece dell'antica chiesa di San Salvatore.

Anche l'edilizia privata e di rappresentanza, soprattutto nei secoli VI e VII, fu di rilevante qualità, ma difficilmente documentabile, visto che ne sopravvivono scarsissime tracce.

Il più antico palazzo di Ravenna è il cosiddetto "Palazzo di Teodorico", di fatto l'entrata della precedente chiesa di San Salvatore. Al suo interno sono presenti mosaici dal vero palazzo del re ostrogoto.

Ravenna fu una sede imperiale del Sacro Romano Impero nel X secolo. Una residenza imperiale fu fatta costruire da Onorio; successivamente fu rimaneggiata, sino a raggiungere l'entità di un quartiere interamente occupato da strutture legate alla presenza a Ravenna della corte imperiale. Di essa oggi sappiamo ben poco.

Sono degni di nozione anche altri edifici civili quali il Palazzo dei Rasponi del Sale, attuale sede della banca Unicredit in Piazza del Popolo, di recente ristrutturazione la facciata è stata riportata al nuovo riqualificando notevolmente l'estetica della piazza.

Nella medesima piazza è inoltre presente il Palazzo Merlato, residenza del Comune di Ravenna. Si tratta del rifacimento di un antico palazzo attribuito all'imperatore Teodorico durante la dominazione dei veneziani. Del palazzo originale restano le colonne mentre sotto le volte è possibile ammirare degli affreschi di notevole pregio risalenti alla prima metà del XVI secolo.

Sempre in Piazza del Popolo è presente il palazzo ex sede della Banca Nazionale del Lavoro, costruito dall'architetto Camillo Morigia il quale è collegato al palazzo della prefettura da un voltone dal quale è possibile scorgere la tomba di Dante, opera dello stesso architetto.

La Tomba di Dante presso la Basilica di San Francesco.

La Tomba di Dante, attigua al convento di San Francesco, costruita nel 1781 da Camillo Morigia a forma di tempietto, ospita le spoglie del Divin Poeta racchiuse in un sarcofago di epoca romana, arricchito dal 1483 da un bel bassorilievo di Tullio Lombardo con la figura del poeta visto di profilo, illuminato da una lampada che arde perennemente. Intorno al tempietto è stata istituita una Zona Dantesca di rispetto e di silenzio.

Sono da segnalare anche due edifici appartenuti alla famiglia nobiliare Rasponi: il Palazzo dei Rasponi dalle Teste, attuale sede dell'università in piazza J.F. Kennedy e il palazzo sede della Provincia di Ravenna, attiguo alla Basilica di San Francesco, dotata di bellissimi giardini.

Degna di interesse è anche la casa di Francesca da Polenta (meglio nota come Francesca da Rimini), sita in piazza Andrea Costa nell'attuale sede dell'albergo "Cappello".

Infine va segnalato l'edificio del Teatro Dante Alighieri, completato nel 1852 con forme neoclassiche che lo avvicinano al Gran Teatro La Fenice di Venezia.

[modifica] Architettura militare

Della cinta muraria rimangono quasi tutte le porte costruite in epoche diverse e i resti di qualche torre. Ricordiamo di queste:

  • Port'Aurea, come attestato da fonti documentarie, eretta nell'anno 43 d.C.; fu demolita sul finire del XVI secolo;
  • Porta San Mamante, di origine medievale (X sec.), fu pesantemente rimaneggiata nel XVII sec;
  • Porta Sisi, o Sisina, o Ursicina;
  • Porta Gaza, o dei Gazzi, prende il nome da una rocca merlata di origine medievale che quivi aveva fondazione;
  • Porta Pamphilia, meglio nota come Porta Nuova;
  • Port'Aurea nuova, meglio nota come Porta Adriana;
  • Porta Anastasia, meglio nota come porta Serrata;
  • Porta S.Lorenzo, inglobata in area residenziale presso i Giardini Pubblici;
  • Porta Vandalaria, della quale se ne scorge l'arcone d'ingresso interrato presso i Giardini Pubblici;
  • Porta Nuova "de i Veneziani", risalente alla costruzione della Rocca Brancaleone. Un tempo collegata alla Cittadella, è visibile difficoltosamente essendo stata cinta dalla cancellata di un'abitazione privata.
  • "Il portonaccio", l'ultima costruita, di fronte a Porta Sisi, eretta dall'architetto Morigia nel 1785 a seguito dell'annessione del Borgo S. Rocco alla città;
  • Torrione dei Preti, edificato nel XV secolo presso le Mura di Port'Aurea all'incrocio col tratto di mura de la Rocca dei Gazzi;
  • Torrione Zancano, edificato nel sec XV presso le mura di Port'Aurea, ora basamento della chiesa di Santa Maria del Torrione;
  • Torrione Veneziano delle Mura di S.Vitale, in stato di rovina presso il cortile d'una casa d'abitazione;
  • Torre Sllustra (o Sallusta), d'origine Romana, la si crede parte di un'antica Porta del nucleo più antico della città. È ora inglobata nel complesso del Palazzo Arcivescovile;

Resti della cinta muraria sono visibili partendo da Porta Gaza; proseguendo verso Port'Aurea si può arrivare fino alla Madonna del Torrione, torre demolita durante la seconda guerra mondiale sui cui resti è attualmente[quando?] edificata l'omonima chiesa. Proseguendo lungo le mura è possibile seguire l'antico percorso dietro lo stabilimento Callegari (recentemente[quando?] demolito) che continua fino a via Oberdan.

La cinta muraria riprende a Porta Adriana e prosegue dietro alla basilica di San Vitale per qualche decina di metri per poi interrompersi. Altri resti sono ancora visibili più avanti percorrendo via Sabbionara fino al piazzale di Torre Umbratica, dove le mura si ricongiungono a Porta Serrata. Del tratto tra Porta Serrata e la Rocca Brancaleone rimane solo qualche pietra, visibile lungo via Rocca Brancaleone. Saltando la stazione FS, i resti visibili rimangono sul tratto lungo la linea ferroviaria che conduce a Rimini seguendo il viale dei giardini che giunge fino a Porta Nuova.

Infine, partendo da Porta Sisi, rimane qualche resto verso Porta Nuova, mentre tra Porta Sisi, Porta San Mamante e Porta Gaza non si trovano più resti visibili.

La Rocca Brancaleone fu costruita dalla Repubblica di Venezia nel 1457. Originariamente faceva parte delle mura della città; oggi è un parco pubblico. È divisa in due parti: il castello vero e proprio e la cittadella, per un'estensione totale di 14.000 m².

[modifica] Siti archeologici

A Ravenna sono state scoperte di recente tracce di alcune ville romane e bizantine, la più famosa delle quali è la Domus dei Tappeti di Pietra, risalente al V-VI secolo e rinvenuta nel 1993 durante alcuni lavori edilizi. Gli stupendi mosaici recuperati sono oggi conservati in una sala sotterranea accessibile dalla chiesetta di Sant'Eufemia.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Popolazione

Variazione della popolazione residente a Ravenna dal 2006 al 2010.

Anno Abitanti Variazione Italiani Variazione Stranieri Variazione
31/12/2006 151.055 +1,32% 139.397 +0,55% 11.658 (7,7%) +11,64%
31/12/2007 153.388 +1,54% 139.968 +0,4% 13.420 (8,7%) +15,11%
31/12/2008 155.997 +1,70% 140.294 +0,23% 15.703 (10,1%) +17,01%
31/12/2009 157.479 +0,95% 140.289 -0,00% 17.190 (10,9%) +9,47%
31/12/2010 158.739 +0,80% 140.501 +0,15% 18.238 (11,5%) +6,1%

Fonte, Dati Istat al 31 dicembre 2010.

[modifica] Etnie e minoranze straniere

Pur non avendo le alte percentuali di popolazione di origine straniera degli altri comuni dell'Italia settentrionale, negli anni tra 2005 e 2010 Ravenna ha vissuto un incremento dell'immigrazione. Oggi i cittadini stranieri residenti in città sono 18.238,[7] così suddivisi per nazionalità (sono indicati solo i dati superiori alle 500 unità):

Pos. Cittadinanza Popolazione
1 Bandiera della Romania Romania 3506
2 Bandiera dell'Albania Albania 3333
3 Bandiera della Macedonia Macedonia 1239
3 Bandiera del Senegal Senegal 1096
5 Bandiera della Nigeria Nigeria 990
6 Bandiera del Marocco Marocco 881
7 Bandiera della Polonia Polonia 866
8 Bandiera dell'Ucraina Ucraina 790
9 Bandiera della Moldavia Moldavia 631
10 Bandiera della Tunisia Tunisia 570

[modifica] Religione

Ravenna è la sede di una delle più antiche diocesi della Chiesa cattolica italiana. Il più antico reperto che testimonia la presenza del credo cristiano è una stele funeraria ritrovata a Classe e risalente alla fine del II secolo. Una datazione così bassa può essere spiegata se si considera che a Classe, l'antico porto di Ravenna, era di stanza una flotta dell'esercito romano che aveva il compito di sorvegliare la parte orientale del Mediterraneo. Probabilmente una cospicua parte del personale fu reclutato nei Paesi del Vicino Oriente.

[modifica] Cultura

Ravenna fin dal 2007 ha annunciato l'intenzione di candidarsi al titolo di "Capitale europea della cultura 2019", per il quale il bando ufficiale è atteso entro il 2012.

In città sono inoltre attive alcune associazioni culturali locali, quali RavennaPoesia.

[modifica] Biblioteche

Le principali biblioteche cittadine sono:

[modifica] Università

A Ravenna è presente uno dei poli romagnoli dell'Università di Bologna, comprendente la Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali e corsi di studio in Giurisprudenza, Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, Ingegneria, Chimica Industriale e Medicina e Chirurgia.
Vi ha sede inoltre l'Università per la formazione permanente degli adulti ravennate, fondata nel 1985 e intitolata a Giovanna Bosi-Maramotti, una delle sue più celebri presidentesse.

[modifica] Musei

[modifica] Arte

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Arte ravennate.

[modifica] Teatro

Le forme neoclassiche del Teatro Alighieri.

A Ravenna sono presenti diversi teatri. I principali sono:

Numerose sono anche le compagnie teatrali, tra cui il Teatro delle Albe.

[modifica] Cinema

Ravenna ospita ogni anno il Nightmare Film Fest, rassegna cinematografica dedicata al cinema horror, e l'Ottobre Giapponese, festival culturale e rassegna cinematografica dedicata al cinema giapponese.

[modifica] Personalità legate a Ravenna

Età romana

Età bizantina

Medioevo

Età moderna

XIX secolo

XX secolo

XXI secolo

[modifica] Geografia antropica

[modifica] Frazioni

Le frazioni più popolose sono (dati del 2011): Lido Adriano (6.497 abitanti), Mezzano (3.951) e Marina di Ravenna (3.715).

Ecco l'elenco completo: Ammonite, Bastia, Borgo Montone, Borgo Faina, Borgo Masotti, Borgo Papale, Borgo Sisa, Ca'di Guardia, Camerlona, Campiano, Carraie, Casal Borsetti, Casemurate, Caserma, Castellaccio, Castiglione di Ravenna, Cilla di Savarna, Classe, Coccolia, Conventello, Ducenta, Durazzano-Borgo Sisa, Filetto, Fornace Zarattini, Fosso Ghiaia, Gambellara, Ghibullo, Glorie, Grattacoppa, Lido Adriano, Lido di Classe, Lido di Dante, Lido di Savio, Longana, Madonna dell'Albero, Mandriole, Marina di Ravenna, Marina Romea, Massa-Castello, Mensa-Matellica, Mezzano, Osteria, Palazzone, Piangipane, Pilastro, Ponte Nuovo, Porto Corsini, Porto Fuori, Punta Marina Terme, Ragone, Roncalceci, San Bartolo, San Marco, San Michele, San Pietro in Campiano, San Pietro in Trento, San Pietro in Vincoli, San Romualdo, San Zaccaria, Sant'Alberto, Sant'Antonio, Santerno, Santo Stefano, Savarna, Savio, Torri, Villanova di Ravenna.[8][9][10][11][12][13][14][15][16][17]

[modifica] Economia

In epoca pre-unitaria Ravenna era nota per il porto, lo scalo più frequentato delle quattro Legazioni pontificie. Il resto dell'economia ravennate era costituito da agricoltura di sussistenza. La prima banca della città, la Cassa di Risparmio di Ravenna, sorse nel 1839.

L'industria iniziò ad affacciarsi alla fine del XIX secolo. Nello stesso periodo si diffuse nel ravennate il modello della cooperativa di produzione. Nel 1883 fu fondata la prima Cooperativa braccianti, poi seguita da molte altre nei vari comuni della provincia.

Il porto fu distrutto dai bombardamenti alleati durante la seconda guerra mondiale.

Dopo la fine del conflitto, venne subito riedificato con il finanziamento dello stato. Intorno all'importante nodo di scambio nacque la prima azienda petrolchimica ravennate, la Sarom (Società Anonima Raffinazione Olii minerali, 1950). Negli anni successivi l'attività industriale registrò ritmi di crescita annuali costanti. Il polo petrolchimico iniziò ad attirare manodopera. Contadini e braccianti trovarono un nuovo lavoro come operai nella costruzione dei nuovi impianti. Su tutti, lo stabilimento dell'Anic (Azienda Nazionale Idrogenazione Carburanti, l'azienda petrolchimica dell'ENI).

L'ENI, proprietaria dell'Anic, aveva deciso di fare di Ravenna il porto per le spedizioni dei suoi prodotti verso l'Africa ed il Medio oriente. L'Ente di Enrico Mattei aveva trovato un'ottima convenienza ad investire a Ravenna, dato che in loco esistevano ampi giacimenti di metano[18] e data l'ampia disponibilità di aree a basso costo.

Lo stabilimento Anic, costruito sulle sponde del Canale Candiano entrò in attività nel 1958. Produceva fertilizzanti, urea e nitrato d'ammonio. L'insieme di queste iniziative economiche fecero decollare Ravenna come polo industriale. Lo scalo ravennate, nonostante le ancora ridotte dimensioni e la poca profondità del pescaggio, diventò il porto principale dell'Adriatico per i prodotti petroliferi dell'ENI.

Negli anni settanta, la crisi energetica determinata dall'enorme aumento del prezzo del petrolio causò l'inizio della parabola discendente per il polo petrolchimico ravennate. Negli anni ottanta l'ENI cessò progressivamente l'attività in tutti gli impianti. Le attività dell'Anic furono assorbite dalla nuova società EniChem, con sede a San Donato Milanese (1983).

[modifica] Infrastrutture e trasporti

La stazione ferroviaria di Ravenna
Il porto di Ravenna

Il centro storico di Ravenna è si trova a 8 km dal mare a cui è collegato tramite il canale navigabile Candiano.

I collegamenti sono garantiti dal porto, che è uno dei più importanti dell'Adriatico, dalla ferrovia e dall'autostrada, in località Punta Marina Terme, è ubicata la stazione meteorologica di Ravenna Punta Marina, ufficialmente riconosciuta dall'organizzazione meteorologica mondiale e punto di riferimento per lo studio del clima che caratterizza la città e la sua fascia costiera.

La stazione di Ravenna, posta nei pressi del porto, si trova lungo la ferrovia statale Ferrara – Rimini ed è termine della linea proveniente da Castel Bolognese. Tra il 1883 e il 1929 la città fu servita da una linea tranviaria a vapore diretta a Forlì.

Lo scalo aereo commerciale più vicino alla città si trova a 27 km ed è l'aeroporto di Forlì mentre a 3 km dalla periferia sud della città si trova il piccolo aeroporto di Ravenna, sede di un club di paracadutisti e dedicato quasi esclusivamente a voli turistici.

Lungo la costa esistono diversi tratti di percorsi ciclabili facenti parte dell'esteso progetto denominato Ciclovia Adriatica, che una volta completato collegherà tutte le località della costa adriatica con vantaggi sulla mobilità sostenibile locale, sul turismo e sul cicloturismo indotto da una tale infrastruttura.

[modifica] Amministrazione

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Sindaci di Ravenna.

Sindaco: Fabrizio Matteucci (centrosinistra) dal 06/06/2006

[modifica] Gemellaggi

[modifica] Città gemellate

Ravenna è gemellata con:[19]

[modifica] Città in lista per il gemellaggio

[modifica] Sport

[modifica] Ciclismo

Per otto volte Ravenna (comprese le frazioni) è stata sede di arrivo di una tappa del Giro d'Italia, la prima nel 1931, l'ultima nel 2011.

Tappe del Giro d'Italia con arrivo a Ravenna e nei Lidi ravennati
Anno Tappa Partenza Data km Vincitore di tappa Vincitore del Giro
1931 Mantova 11 maggio 216 Bandiera dell'Italia Learco Guerra Bandiera dell'Italia Francesco Camusso
1938 11ª Ascoli Piceno 19 maggio 268 Bandiera dell'Italia Cino Cinelli Bandiera dell'Italia Giovanni Valetti
1955 15ª Pineta di Cervia (cron. indiv.) 29 maggio 50 Bandiera dell'Italia Pasquale Fornara Bandiera dell'Italia Fiorenzo Magni
1964 Feltre 24 maggio 260 Bandiera dell'Italia Pietro Zoppas Bandiera della Francia Jacques Anquetil
1968 14ª Vittorio Veneto 3 giugno 199 Bandiera dell'Italia Luigi Sgarbozza Bandiera del Belgio Eddy Merckx
1972 Venezia 21 maggio 196 Bandiera dell'Italia Marino Basso Bandiera del Belgio Eddy Merckx
2005 Firenze 16 maggio 142 Bandiera dell'Italia Alessandro Petacchi Bandiera dell'Italia Paolo Savoldelli
2011 12ª Castelfidardo 19 maggio 184 Bandiera del Regno Unito Mark Cavendish Bandiera dell'Italia Michele Scarponi

Il 15 aprile 1956 fu organizzato a Ravenna il «Gran Premio d'Europa», corsa a cronometro per squadre nazionali. Organizzata dal Pedale ravennate (presidente Fernando Fuschini), lo sponsor era la compagnia petrolifera Sarom. Luogo della gara era il lungo rettilineo che costeggia il Canale Candiano. Partenza e arrivo erano in via Trieste. Il circuito misurava 7,2 km, da ripetere per 14 giri. Lunghezza della prova: 100 km, da dividere tra tre corridori. La prima edizione fu vinta dalla sorprendente Svizzera in 2h24'43" (media di 41,795), seguita dal Belgio (staccato di 2'25"). L'Italia (Fiorenzo Magni, Giuseppe Minardi e Lino Grassi era in testa, ma una foratura di Grassi al decimo giro fece scivolare gli Azzurri in terza posizione. La Francia (Jacques Anquetil, Louis Bobet, André Darrigade) era arrivata seconda, ma i transalpini commisero una violazione del regolamento che li relegò in ultima posizione.

L'evento ebbe un grande successo e fu ripetuto l'anno successivo, il 21 aprile. Partenza e arrivo sempre in via Trieste, circuito di 5,6 km da ripetere per 18 giri. Vinse la Francia (Jacques Anquetil, André Darrigade e Jean Forestier) in 2h22'39" (media di 42,394). Seconda l'Italia (Ercole Baldini, Nino Defilippis e Diego Ronchini), terza la Spagna. Gli spettatori furono 20 mila nel primo anno e 30 mila l'anno seguente. Nonostante ciò, la gara non fu ripetuta nel 1958 e poi cadde nel dimenticatoio.

[modifica] Principali società sportive

[modifica] Impianti sportivi

[modifica] Personalità sportive legate a Ravenna

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat al 31/05/2011
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, pp. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Andamento mensile della popolazione residente - anno 2011
  4. ^ Il prestigio di Roma rimase comunque intatto anche quando quest'ultima, qualche secolo più avanti, nella realtà non fu più che un piccolo villaggio dell'Italia centrale.
  5. ^ Porto Corsini è stato il porto di Ravenna dal XVIII secolo fino alla prima guerra mondiale.
  6. ^ Medaglia d'oro al valor militare. Quirinale.it. URL consultato il 19 dicembre 2010.
  7. ^ Dato Istat al 01/01/2011
  8. ^ Circoscrizione Prima. comune.ra.it. URL consultato il 23 febbraio 2010.
  9. ^ Circoscrizione Seconda. comune.ra.it. URL consultato il 23 febbraio 2010.
  10. ^ Circoscrizione Terza. comune.ra.it. URL consultato il 23 febbraio 2010.
  11. ^ Circoscrizione Del Mare. comune.ra.it. URL consultato il 23 febbraio 2010.
  12. ^ Circoscrizione di Piangipane. comune.ra.it. URL consultato il 23 febbraio 2010.
  13. ^ Circoscrizione di San Pietro in Vincoli. comune.ra.it. URL consultato il 23 febbraio 2010.
  14. ^ Circoscrizione di Castiglione di Ravenna. comune.ra.it. URL consultato il 23 febbraio 2010.
  15. ^ Circoscrizione di Roncalceci. comune.ra.it. URL consultato il 23 febbraio 2010.
  16. ^ Circoscrizione di Sant'Alberto. comune.ra.it. URL consultato il 23 febbraio 2010.
  17. ^ Circoscrizione di Mezzano. comune.ra.it. URL consultato il 23 febbraio 2010.
  18. ^ Si conosceva da secoli l'esistenza di giacimenti di questo gas naturale, nell'entroterra e nel mare Adriatico. L'ENI iniziò ad estrarlo con moderne tecnologie.
  19. ^ Rapporti internazionali: Città gemellate. comune.ra.it. URL consultato il 23 febbraio 2010.
  20. ^ Associazione "Amici di Chichester". comune.ra.it. URL consultato il 23 febbraio 2010.
  21. ^ Grad Dubrovnik - o Dubrovniku. www.dubrovnik.hr. URL consultato il 18 marzo 2012.
  22. ^ (DE) Ravenna. speyer.de. URL consultato il 23 febbraio 2010.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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