Raimondo VI di Tolosa

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
moneta di Raimondo VI di Tolosa

Raimondo VI di Tolosa, detto Raimondo il Vecchio (Saint-Gilles, 27 ottobre 1156Tolosa, 2 agosto 1222), fu conte di Tolosa e marchese di Provenza.

Indice

[modifica] Origine

Figlio del conte Raimondo V e da Costanza di Francia, figlia del re Luigi VI di Francia.

[modifica] Biografia

Miniatura rappresentante la cacciata degli Albigesi da Carcassonne nel 1209.

Divenne conte di Mauguio nel 1173, l'anno in cui sposò la contessa di Mauguio Ermessinda (?-1176), figlia del signore d'Alais, Bernardo Pelet.

Rimasto vedovo nel 1176 sposò Beatrice figlia del visconte Raimondo Trencavel I di Béziers (?-1167,assassinato), ponendo fine ai dissidi con la famiglia Trencavel. Divorziarono nel 1193.

Nel 1193 sposò Borgogna di Lusignano, figlia del re di Cipro e re titolare di Gerusalemme Amalrico II di Lusignano (1145-1205). Divorziarono nel 1196.

Nel 1194, alla morte del padre gli successe nei titoli di conte di Tolosa e marchese di Provenza.

Nel 1196 sposò Giovanna d'Inghilterra (1165-1199), figlia di Enrico II d'Inghilterra (1133-1189) e vedova dal 1189, del re di Sicilia Guglielmo II il Buono. Con questo matrimonio pose fine alle difficili relazioni col regno d'Inghilterra, da quando, nel 1189, era divenuto re Riccardo I Cuor di Leone[1].

Rimasto vedovo, nel 1200, sposò la figlia dell'imperatore di Cipro, Isacco Comneno (1155-1196, avvelenato), detta la Signorina di Cipro (1177-?), che dopo il divorzio, nel 1202, da Raimondo sposerà l'anno dopo Teodorico di Fiandra.

Nel 1202, Raimondo si allontanò dall'alleanza col regno d'Inghilterra, dopo che a Riccardo I, sul trono, nel 1199, era successo Giovanni Senza Terra.

Nel 1203 infine sposò Eleonora d'Aragona (1182-1226), figlia del re Alfonso II d'Aragona (1157-1196) ponendo fine ai dissidi con la casa d'Aragona.

Governò con molta liberalità, mantenendo le libertà comunali ed estendendo le esenzioni fiscali. Fu, inoltre, un raffinato poeta che non amava la guerra, ma che dimostrava sufficiente energia, quando la situazione lo richiedeva. L'alterco con il legato del papa, Pietro di Castelnuovo[2] (?-1208), lo dimostrò ampiamente.

Lo stesso Pietro fu assassinato, il 15 gennaio 1208, e Raimondo venne messo sotto accusa dalla Chiesa e fu scomunicato da papa Innocenzo III; scomunica tolta a seguito dell'umiliazione, subita il 18 giugno 1209, di fronte al nuovo legato del papa, Arnaud Amaury, abate di Cîteaux, che guidava l'armata crociata.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Crociata albigese.

Raimondo, di fronte all'ostilità del legato del papa ed alla brutalità dei crociati, che dall'agosto 1209 erano guidati da Simone di Montfort[3], prima cercò l'appoggio del cognato, Giovanni Senza Terra[4], e poi cambiò nuovamente campo e nel 1211 fu nuovamente scomunicato dal concilio di Montpellier. Tentò, invano, di organizzare una resistenza contro i Crociati. Simone invase le terre di Raimondo e conquistò Tolosa (1212) e Raimondo si rifugiò nei territori francesi di suo cognato, il re d'Inghilterra, Giovanni Senza Terra. Ma quando l'anno dopo Giovanni fu scomunicato e dichiarato decaduto dal trono d'Inghilterra da Innocenzo III ed era minacciato da un'eventuale invasione di una crociata guidata dal re di Francia, Filippo Augusto, Raimondo non riuscì ad aiutarlo[5].

Nello stesso anno la crociata contro l'eresia riprese vigore, specialmente nel tolosano, contro Raimondo VI. Intervenne allora nella contesa suo cognato, il re d'Aragona, Pietro II[6], già preoccupato che la crociata si stava interessando ai suoi sudditi, i conti di Foix e di Comminges, e che, dopo aver invano, rivolto un appello al papa, decise di scendere in campo contro i Crociati, a capo di una coalizione formata dai conti di Tolosa di Foix e di Comminges e dal visconte di Béarn, dichiarò guerra a Simone di Montfort ed il 12 settembre 1213, nella battaglia di Muret[7], non solo venne sconfitto, ma perse anche la vita.

Dopo questa sconfitta Raimondo, all'inizio del 1214, assieme a Ferdinando del Portogallo, conte delle Fiandre[8], si recò in Inghilterra a rendere omaggio a Giovanni Senza Terra.

Nel novembre 1215 Raimondo fu a Roma a perorare la propria causa davanti al Concilio Lateranense IV, che condannò l'eresia dei Catari (inerente alla Trinità) ed appoggiò incondizionatamente la crociata. Simone di Montfort fu riconosciuto conte di Tolosa, mentre le pretese del re di Francia di rendere la contea di Tolosa sua vassalla andarono deluse. Inoltre, al concilio lateranense, a Raimondo furono tolti anche i territori che egli possedeva entro i confini dell'impero e senza consultare l'imperatore[9], Ottone, che dopo il disastro di Bouvines, dell'anno prima, si era ritirato nei suoi feudi, Avignone ed il Contado Venassino, furono assegnati a colui che aveva guidato la crociata, Simone di Montfort. Comunque a Raimondo VI, privato dei suoi possedimenti fu assegnata una rendita annua di 400 marchi d'argento ed i territori non ancora conquistati dai crociati, sarebbero stati conservati dalla chiesa e consegnati al figlio di Raimondo VI, anche lui di nome Raimondo, al raggiungimento della maggior età.

Dal 1216, dopo lo sbarco a Marsiglia, Raimondo, con l'appoggio del figlio, Raimondo, il futuro Raimondo VII, cominciò la riconquista della contea, sino alla riconquista di Tolosa, il 12 settembre 1217. Simone di Montfort mise subito l'assedio, che alla sua morte, nel 1218, fu continuato dal figlio Amaury di Montfort. Dopo la morte di Simone di Montfort, Raimondo VI governò una parte della contea, che era stata riconquistata.

Morì nel 1222 lasciando al figlio Raimondo i titoli di conte di Tolosa e marchese di Provenza ed il peso della guerra contro i crociati che da quell'anno contò anche sull'apporto dei re di Francia, Luigi VIII e poi Luigi IX, che pur terminando la crociata, nel 1229, continuò gli abusi contro gli albigesi.

[modifica] Discendenza

Raimondo ebbe una figlia da Beatrice:

ed un figlio da Giovanna:

e due figli naturali:

  • India, sposò, in prime nozze, Gilberto di Lautrec ed, in seconde nozze, nel 1226, il barone Bernardo II de L'Isle-Jourdain.
  • Bertrando I (1198-1249), visconte di Bruniquel, che diede origine alla casa dei visconti di Bruniquel.

[modifica] Note

  1. ^ Giovanna d'Inghilterra era la sorella prediletta di Riccardo I Cuor di Leone.
  2. ^ Pietro di Castelnuovo (o di Castelnau), nel 1203, era stato inviato nella contea di Tolosa ed in altre contee e viscontee del sud della Francia da papa Innocenzo III, a capo di una delegazione di missionari, muniti di poteri legatizi, cioè erano Legati pontifici, ovvero rappresentanti del papa presso i conti (tra cui Raimondo VI) e presso i vescovi delle varie città interessate (Tolosa, Narbona, ecc..).
  3. ^ Il re di Francia, Filippo Augusto, a cui il papa Innocenzo III, aveva chiesto di guidare la crociata, aveva rifiutato di impegnarsi, in quanto non intendeva interferire con nobili che non erano suoi vassalli, anche se Raimondo gli aveva procurato dei guai. Solo se il conte di Tolosa fosse stato riconosciuto eretico, Filippo disse «Allora saprò come comportarmi». Infatti chiese al figlio, Luigi di intervenire nella crociata solo nel 1222.
  4. ^ Giovanni Senza Terra non fu in grado di aiutarlo in quanto si trovava colpito dall'interdetto e si trovava impegnato nella controversia che lo opponeva al papa Innocenzo III.
  5. ^ Giovanni Senza Terra fu costretto a riconciliarsi con Innocenzo III, accettando le sue richieste, onde evitare la crociata contro i suoi possedimenti.
  6. ^ Pietro II, il 16 luglio del 1212, era stato uno dei re cristiani vincitori della Battaglia di Las Navas de Tolosa, contro i [[Mori (storia)|]] di al-Andalus.
  7. ^ Il 17 febbraio 1214 Baldovino di Tolosa, fratello di Raimondo, per suo ordine, fu prelevato dal suo castello ed impiccato come traditore, per avere partecipeto alla battaglia di Muret dalla parte dei Crociati.
  8. ^ Il conte delle Fiandre, Ferdinando del Portogallo, pur essendo vassallo del re di Francia, si recò in Inghilterra per coordinare l'alleanza antifrancese, che portò alla sconfitta di Bouvines.
  9. ^ L'impero in Provenza subì un duro colpo, perché i territori che erano entro i confini dell'impero perduti da Raimondo VI, nel 1215, poi, col trattato di Parigi, del 1229, il nuovo conte di Tolosa Raimondo VII fu obbligato a cederli definitivamente alla chiesa.
Predecessore Conte di Tolosa Successore Armoiries Languedoc.png
Raimondo V 1194–1215 Simone
Predecessore Marchese di Provenza Successore
Raimondo V 1194–1222 Raimondo VII
Predecessore Conte di Tolosa Successore Armoiries Languedoc.png
Simone 1218–1222 Raimondo VII

[modifica] Bibliografia

  • E. F. Jacob, Innocenzo III, in «Storia del mondo medievale», vol. V, 1999, pp. 5-53
  • Austin Lane Poole, L'interregno in Germania, in «Storia del mondo medievale», vol. V, 1999, pp. 128-152
  • A. S. Tuberville, Le eresie e l'Inquisizione nel Medioevo: 1000-1305 ca., in «Storia del mondo medievale», vol. V, 1999, pp. 568-598
  • Frederik Maurice Powike, I regni di Filippo Augusto e Luigi VIII di Francia, in «Storia del mondo medievale», vol. V, 1999, pp. 776-828
  • Charles Petit-Dutaillis, Luigi IX il Santo, in «Storia del mondo medievale», vol. V, 1999, pp. 829-864
  • Rafael Altamira, La Spagna (1031-1248), in «Storia del mondo medievale», vol. V, 1999, pp. 865-896
  • Frederick Maurice Powicke, Inghilterra: Riccardo I e Giovanni, in «Storia del mondo medievale», vol. VI, 1999, pp. 143-197

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni