Raffaele Aversa

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Raffaele Aversa (Labico, 2 settembre 1906Roma, 24 marzo 1944) è stato un capitano dei carabinieri, martire delle Fosse Ardeatine e Medaglia d'oro al valor militare alla memoria.

[modifica] Biografia

Figlio di un carabiniere, si diplomò all'Accademia Militare di Modena ed entrò anch'egli nell'arma dei carabinieri. Nel 1941, durante la seconda guerra mondiale, ottenne la nomina a capitano; nel marzo 1942 fu inviato in Unione Sovietica nella Divisione Celere Principe Amedeo Duca d'Aosta del CSIR. Decorato di una croce di guerra al valor militare, nel marzo 1943 tornò in Italia a guidare la "Compagnia Tribunali" dei carabinieri di Roma. Il 25 luglio 1943, assieme al capitano Paolo Vigneri, curò l'arresto di Benito Mussolini su ordine del tenente colonnello Giovanni Frignani.

Dopo l'8 settembre 1943 Aversa si diede a organizzare i carabinieri nel Fronte Clandestino di Resistenza dei Carabinieri, sotto la guida del generale Caruso e in collegamento col colonnello Giuseppe di Montezemolo. Il 23 gennaio 1944 Raffaele Aversa fu arrestato polizia tedesca, assieme al maggiore Ugo de Carolis e al tenente colonnello Giovanni Frignani, e venne rinchiuso nel carcere delle SS di via Tasso. Sottoposto a tortura non fece alcuna rivelazione; dopo due mesi di sevizie fu ucciso alle Fosse Ardeatine.

[modifica] Onorificenze

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Ufficiale dei CC.RR. comandante di una compagnia della Capitale, opponeva dopo l’armistizio, all’azione aperta ed alle mene subdole dell’oppressore tedesco e del fascismo risorgente, il sistematico ostruzionismo proprio e dei dipendenti. Sfidava ancora i nazifascisti sottraendo i suoi uomini ad ignominiosa cattura. Riannodatene le file e raccolti numerosi sbandati dell’Arma, ne indirizzava le energie alla lotta clandestina, cooperando con ardore, sprezzante di ogni rischio, a forgiarne sempre più vasta e possente compagine. Arrestato dalla polizia tedesca come organizzatore di bande armate, sopportava per due mesi, nelle prigioni di via Tasso, sevizie e torture che non valsero a strappargli alcuna rivelazione. Fiaccato nel corpo, indomito nello spirito sempre drizzato fieramente contro i nemici della Patria cadeva sotto la mitraglia del plotone di esecuzione alle Fosse Ardeatine. — Fronte militare della Resistenza - Fosse Ardeatine, 8 settembre 1943 - 24 marzo 1944.»
— Fosse Ardeatine, 24 marzo 1944

[modifica] Collegamenti esterni

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