Rabirio (epicureo)
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Rabirio (I secolo a.C.) è stato un filosofo epicureo considerato, insieme ad Amafinio e Cazio, uno dei primi divulgatori della filosofia in Italia. Data la loro adesione alle dottrine di Epicuro, i primi trattati filosofici composti in latino furono legati all'epicureismo[1]. Oltre a Lucrezio, Amafinio e Rabirio sono gli unici autori romani epicurei ricordati da Cicerone[2].
Lo stesso Cicerone criticò Amafinio e Rabirio per il loro stile non raffinato, giudicò negativamente i loro sforzi di introdurre la filosofia tra la gente comune e arrivò a dire che "loro pensano che non ci sia alcuna arte nel parlare e nel comporre"[3].
[modifica] Note
- ^ Elizabeth Rawson, Intellectual Life in the Late Roman Republic, 1985, Johns Hopkins University Press, pagg. 23 e 284
- ^ Charles Brittain, Cicero: On Academic Skepticism, 2006, Hackett, pag. 134
- ^ "[...] nullam denique artem esse nec dicendi nec disserendi putant". Marco Tullio Cicerone, Academica, I 2
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