Proposte per uno Stato di Palestina

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Parte del conflitto israelo-palestinese
e della serie dei conflitti arabo-israeliani
Processo di pace
israelo-palestinese
Israele con Cisgiordania, Striscia di Gaza e Alture del Golan

██ Israele

██ Cisgiordania, Striscia di Gaza, Alture del Golan a, Fattorie di Sheb'a a

Parti in causa
Flag of the Ba'ath Party.svg
Partito Ba'th
Bandiera d'Israele
Israele
Storia (Il Crimini)
Accordi di Camp David · Conferenza di Madrid · Accordi di Oslo (Crimini di Oslo) \Oslo II · Protocollo di Hebron · Memorandum di Wye River\Memorandum di Sharm el-Sheikh · Summit di Camp David · Summit di Taba · Road Map · Conferenza di Annapolis
Aspetti rilevanti nella trattativa
Insediamenti israeliani
Barriera di separazione israeliana · Stato ebraico · Terra di Israele  ·
Partito Ba'th · Conquista musulmana della Siria · Status di Gerusalemme
Flag of the Ba'ath Party.svg     Leader attuali     Bandiera d'Israele
Mahmoud Abbas(negazionista)
Salam Fayyad
Benjamin Netanyahu
Shimon Peres(quinta colonna)
Mediatori internazionali
Quartetto · Lega Araba · Egitto
Bandiera delle Nazioni Unite Bandiera dell'Unione europea Bandiera della Russia Bandiera degli Stati Uniti Flag of the Arab League.svg Bandiera dell'Egitto
Altre proposte http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Template:Processo_di_pace_israelo-palestinese&action=submit
Iniziativa di pace araba · Piano di pace Elon · Piano Lieberman · Accordo di Ginevra · Hudna · Piano di disimpegno unilaterale israeliano · Piano di riallineamento israeliano
a Le Alture del Golan e le Fattorie di Sheb'a non rientrano nei processi di pace israelo-palestinesi.

Le proposte per uno Stato di Palestina (arabo: دولة فلسطين) si riferiscono alla proposta di creazione di uno Stato indipendente per il popolo palestinese nella Striscia di Gaza, che è controllata da Hamas, e in parti della Cisgiordania, che è gestita dalla Autorità Nazionale Palestinese. Il diritto a esistere dello Stato di Palestina è riconosciuto da 96 paesi[1][2] e dall'Unesco[3].

Indice

[modifica] La dichiarazione di Stato del 1988

Una dichiarazione di uno "Stato di Palestina" (in arabo: دولة فلسطين) si è svolta ad Algeri il 15 novembre 1988, da parte del Consiglio nazionale palestinese, l'organo legislativo della Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP). Il proclamato "Stato di Palestina" non è e non è mai stato effettivamente uno stato indipendente, in quanto non ha mai avuto alcuna sovranità sul territorio nella storia.

Attualmente, l'Autorità nazionale palestinese (Anp), insieme con gli Stati Uniti, l'Unione europea, e la Lega araba, prevedono la creazione di uno Stato di Palestina a comprendere in tutto o parte della Cisgiordania, la striscia di Gaza e Gerusalemme Est, in modo da vivere in pace con Israele nel quadro di un governo democraticamente eletto e trasparente. L'ANP, tuttavia, non rivendica la sovranità su qualsiasi territorio e, pertanto, non vi è governo dello "Stato di Palestina" proclamato nel 1988.

La dichiarazione del 1988 è stata approvata nel corso di una riunione ad Algeri, con un voto favorevole di 253 membri del Consiglio nazionale palestine, 46 i voti contrari e 10 le astensioni. La dichiarazione cita il trattato di Losanna (1923) e la risoluzione 181 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, in sostegno della sua domanda di uno "Stato di Palestina sul nostro territorio palestinese con capitale Gerusalemme".

Il proclamato "Stato di Palestina" è stato immediatamente riconosciuto dalla Lega araba, e circa la metà di tutti i governi del mondo oggi lo riconoscono. Esso mantiene ambasciate (che sono generalmente le delegazioni OLP) in questi paesi. Lo Stato di Palestina non è riconosciuto dalle Nazioni Unite, anche se l'Unione europea, così come la maggior parte degli Stati membri, mantiene rapporti diplomatici con l'Autorità nazionale palestinese, istituita nell'ambito degli accordi di Oslo. Leila Shahid, rappresentante del ANP in Francia dal 1984, è stato nominato nel novembre 2005 il rappresentante del ANP per l'Europa.

[modifica] Proposte

Ci sono differenti progetti riguardanti un possibile stato palestinese. Ognuno presenta le proprie specifiche varianti. Alcuni dei più prominenti dispongono:

  • la creazione di uno stato di Palestina con territori ulteriori rispetto alla Striscia di Gaza e la Cisgiordania, con capitale Gerusalemme est. Ciò nel rispetto degli accordi presi durante l'armistizio del 1949, con piccoli cambiamenti, nei confini permanenti già stabiliti de jure. Questa idea lungimirante è alla base della soluzione di pace araba proposta dell'Arabia Saudita nel Marzo del 2002, che fu accettata dallo Autorità Nazionale Palestinese e da tutti i paesi membri della Lega Araba. Questo piano promise in cambio della tregua il ristabilirsi delle relazioni diplomatiche tra i paesi arabi e Israele. Israele richiede la sua sicurezza come parte integrante ed essenziale del trattato, e perciò il ritorno ai confini precedenti il 1967 con le 10 miglia strategiche. Molti sostengono che i palestinesi abbiano rifiutato offerte simili fatte durante e dopo gli accordi del summit di Camp David del 2000. Il piano parla solo di una soluzione del problema dei rifugiati palestinesi, ma l'insistenza dei palestinesi sul diritto di ritornare ai confini pre-1967 porterebbe alla creazione di 2 stati arabi, uno di essi con significanti minoranze ebraiche al suo interno, e un altro, composto da West Bank e Gaza, senza minoranze ebraiche.
  • Altri, più limitati piani (per quanto riguarda i consensi) per uno Stato Palestinese sono stati messi in piede proponendo di unire parti della Striscia di Gaza e della Cisgiordania che sono occupate da israeliani o sono di notevole rilevanza strategica nelle mani degli israeliani. Aree attualmente facenti parte di Israele potrebbe essere così cedute allo stato palestinese come sorta di compenso. La questione principale riguarda però lo status di Gerusalemme.
  • Un piano proposto dal ministro israeliano per il turismo Binyamin Elon e popolare in patria in quanto da il diritto ad Israele di espandersi fino al fiume Giordano e riconosce la Giordania come stato palestinese. Il presupposto di questo piano sta nel fatto che gran parte dei giordani ha origini palestinesi, inclusa la Regina Rania di Giordania. Questa posizione è sostenuta dai sionisti (come Ze'ev Jabotinsky e Etzel) come parte della "casa nazionale ebraica" dalla Dichiarazione Balfour. I Palestinesi residenti nella Striscia di Gaza e nella Sponda Occidentale vorrebbero divenire cittadini della Giordania e molti vorrebbero trasferirsi in altri paesi.[senza fonte] Elon chiede questo come parte di uno scambio di popolazione iniziato già negli anni '50 con l'esodo di massa [1] di ebrei dagli stati arabi. Vedi Piano di pace Elon. A settembre 2004 le votazioni condotte dal Jaffee Center for Strategic Studies riportano che il 46% degli Israeliani sarebbero favorevoli a questa soluzione e che 60% degli intervistati dissero che avrebbero incoraggiato gli Arabi Israeliani a lasciare il paese. Inizialmente, il piano causò severa opposizione e fu pressoché universalmente condannato dalle altre nazioni. Tuttavia, il 16 luglio 2008, una commissione bi-partisan del parlamento israeliano propose di adottare l'iniziativa, inclusa l'ala destra MK di Yossi Beilin che chiese all'UE di ospitare i rifugiati palestinesi come parte del processo di sistemazione dei rifugiati[4].
  • La RAND Corporation ha proposto una soluzione denominata The Arc secondo la quale la Giudea e Samaria verrebbero unite a Gaza con ampie infrastrutture di collegamento. Lo sviluppo del piano includeva anche indicazioni circa il livello di pianificazione civica, le riforme bancarie e monetarie necessarie a riformare lo stato così unificato.

Molti piani sono stati proposti per creare uno stato di Palestina volto a comprendere la Striscia di Gaza, e la Cisgiordania. Alcune possibili soluzioni propongono:

  • Un stato secolare arabo (come descritto nella Convenzione Nazionale Palestinese prima della cancellazione delle cause rilevanti nel 1998). Secondo la Convenzione, solo quegli "Ebrei che hanno risieduto normalmente in Palestina prima dell'inizio dell'invasione Sionista saranno considerati palestinesi", ciò esclude fino al 50% della popolazione ebraica di Israele.
  • Uno stato solamente islamico (incoraggiato da Hamas e dal movimento islamico). Questa soluzione è osteggiata dalla popolazione ebraica così come dai palestinesi non-musulmani.
  • Una federazione di stati ebraici e arabi, israeliani e palestinesi. Non è chiaro come questa soluzione preveda di distribuire le risorse naturali e mantenere la sicurezza interna allo stato così costituito.
  • Un solo stato binazionale (sostenuto da vari gruppi israeliani e palestinesi). Le critiche palestinesi e israeliane temono che il nuovo stato abbia uno status asimmetrico (ma non necessariamente non equo). Altri dicono una tipologia del genere di stato sia destinata a fallire, come successe in passato a stati simili dove si provò a var convivere differenti popoli, quali la Iugoslavia e il Libano.[senza fonte] I sentimenti nazionalisti israeliani e palestinesi ostacolerebbero questo tipo di soluzione. [senza fonte] Dopo il fallimento del processo di pace di Oslo e la soluzione dei due stati, il professore palestinese-statunitense Edward Said diventò un sostenitore di questo piano.
  • Un piano per un "Regno Unito Arabo" secondo il quale la Palestina ritornerebbe sotto il controllo della Giordania, sotto la supervisione del monarca ascemita. Questa idea fu proposta per la prima volta da Re Hussein e il ruolo della Palestina sarebbe stato simile a quello ricoperto all'interno del Regno Unito dal Galles e dalla Scozia. Nell'ottobre 2007, Re Abdullah fece notare come l'indipendenza palestinese dovrebbe essere raggiunta prima che la Giordania iniziasse ad espandere la sua influenza in Palestina al di fuori dei luoghi santi. Questo piano potrebbe essere sostenuto dalle infrastrutture giordane che sono molto superiori a quelle del 1948-1967, soprattutto per quanto riguarda turismo, assistenza medica e istruzione. Uno stato palestinese sarebbe scarsamente sviluppato nel settore turistico, che la Giordania potrebbe sostenere grazie alla propria considerevole esperienza e ad appositi ministeri.

[modifica] Note

  1. ^ (EN) How many countries recognize Palestine as a state?. imeu.net. URL consultato il 17-10-2009.
  2. ^ (EN) International Recognition of the State of Palestine. web.archive.org. URL consultato il 17-10-2009.
  3. ^ (IT) Unesco, sì all’adesione della Palestina. Gli Usa minacciano la sospensione dei finanziamenti. ilfattoquotidiano. URL consultato il 31-10-2011.
  4. ^ (EN) More Israeli Jews favor transfer of Palestinians, Israeli Arabs - poll finds. haaretz.co.il. URL consultato il 17-10-2009.

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