Prêt-à-Porter (film)

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Prêt-à-Porter
Titolo originale Prêt-à-Porter
Paese USA
Anno 1994
Durata 133 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Robert Altman
Soggetto Robert Altman, Barbara Shulgasser
Sceneggiatura Robert Altman, Barbara Shulgasser
Fotografia Jean Lépine, Pierre Mignot
Montaggio Geraldine Peroni, Suzy Elmiger
Musiche Michel Legrand
Scenografia Stephen Altman, William Abello, Françoise Dupertuis
Interpreti e personaggi
Premi

Prêt-à-Porter è un film americano diretto da Robert Altman.

In questo film, come nel precedente, il regista indaga sul mondo dello spettacolo con il suo ben conosciuto occhio critico rivelatore di luci ed ombre dei mondi nei quali si cala. Affronterà qui non più il mondo del cinema come in I protagonisti, bensì quello della moda.

Il ritratto risulterà decisamente caustico. Il film scatenerà aspre critiche da parte del mondo che viene ritratto, il quale per il rapporto stretto che intende mantenere con il mondo dell'arte, non riesce ad accettare un'immagine che lo faccia assurgere a mera azienda commerciale.

[modifica] Trama

[modifica] Accoglienza

A Parigi per la settimana del prêt-à-porter (abito di serie su modello di sartoria) convergono giornalisti, stilisti e curiosi di mezzo mondo. Dalla A di Aiello alla W di Whitaker, sono 31 personaggi (meno dei 49 di Il matrimonio, più dei 24 di Nashville e dei 22 di America oggi), senza contare le 14 celebrità, da Belafonte a Trussardi, nella parte di sé stessi. Stroncature acide o irritate dai critici di lingua inglese, accoglienze severe o deluse dalla maggior parte degli europei. Divertente, elegante, leggero. Spumeggiante perché il suo oggetto è la spuma, superficiale perché il suo tema è la superficialità, l'epopea dell'effimero. Sotto il vestito niente, e filmare il niente non è facile. L'atteggiamento di R. Altman verso il mondo della moda è ambivalente: ammaliato perché lo vede come uno spettacolo di circo (puro teatro), ma non può far a meno, dall'alto dei suoi 70 anni, di descriverlo con l'ironia lucida di un profanatore. Il suo vero bersaglio non è la moda, ma il microcosmo che vi gravita intorno, soprattutto giornalistico. Tutti i personaggi dei media son messi sulla graticola. Con gli altri (compresi i due giornalisti chiusi in camera senza vestiti) si diverte, ma ride con loro, non di loro. Fa eccezione quello di A. Aimée cui è affidata la serietà, un po' anche la morale della storia con la sfilata a sorpresa delle modelle nude nel sottofinale. L'epilogo all'aperto potrebbe essere di Ferreri: un sorriso o un ghigno?|di Laura, Luisa e Morando Morandini}}

[modifica] Collegamenti esterni

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