Portale:Lingue artificiali
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Una lingua artificiale è un idioma creato a tavolino, frutto di ingegno consapevole attribuibile ad una sola persona o ad un gruppo di lavoro che ne sviluppa deliberatamente la fonologia, la grammatica e il vocabolario. La principale differenza rispetto alle lingue naturali risiede dunque nel fatto che quelle artificiali non si sono sviluppate ed affermate spontaneamente nelle culture umane. Alcune vengono progettate per la comunicazione umana (lingue ausiliarie), altre invece vengono create per essere utilizzate all'interno di opere artistiche (lingue artistiche), per pura sperimentazione linguistica (lingue logiche o filosofiche), per segretezza (codici), per scopi religiosi (lingue sacre), o per il semplice piacere della loro creazione. Queste ultime sono spesso associate alla costruzione di mondi immaginari. Il sinonimo "lingua pianificata" viene utilizzato talvolta in riferimento alle lingue ausiliarie internazionali, soprattutto da coloro che rifiutano il più comune termine "artificiale". Alcuni parlanti di esperanto, ad esempio, evitano questo termine poiché ritengono che denoti un aspetto "innaturale" nel comunicare attraverso questa lingua. Tuttavia al di fuori della comunità esperantista il termine pianificazione linguistica fa riferimento alle misure normative approntate nei confronti di una lingua naturale. In questo caso, persino nelle "lingue naturali" può essere presente una certa quantità di artificialità e, nel caso delle grammatiche regolarizzate, la linea di demarcazione tra lingue naturali e artificiali risulta spesso assai sottile. L'atto del creare tali lingue viene definito glossopoiesi; gli autori di lingue artificiali sono invece detti glottoteti. |
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...che la lingua klingon, usata nei film e nelle serie televisive di Star Trek è una lingua pienamente sviluppata, progettata dal linguista Marc Okrand? |
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L'esperanto è una lingua artificiale sviluppata tra il 1872 e il 1887 dall'oftalmologo polacco Ludwik Lejzer Zamenhof, ed è di gran lunga la più conosciuta e utilizzata tra le lingue ausiliarie internazionali esistenti. Presentata nel "Primo Libro" (Unua Libro - Varsavia, 1887) come Internacia Lingvo ("Lingua internazionale"), prese in seguito il nome esperanto ("colui che spera") dallo pseudonimo di Doktoro Esperanto utilizzato dal suo creatore. Scopo di questa lingua è quello di far dialogare i diversi popoli cercando di creare tra di essi comprensione e pace con una seconda lingua semplice ma espressiva, appartenente all'umanità e non ad un popolo. Un effetto di ciò sarebbe in teoria quello di proteggere gli idiomi "minori", altrimenti condannati all'estinzione dalla forza delle lingue delle nazioni più forti. |
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Otto Jespersen (16 luglio 1860 - 30 aprile 1943) fu un linguista danese specializzato nello studio della grammatica della lingua inglese. Nacque a Randers, nel nord del Jutland, e frequentò l'Università di Copenaghen, ottendendo una laurea in inglese, francese, e latino. In seguito studiò linguistica anche ad Oxford. Jespersen fu professore d'inglese all'Università di Copenaghen dal 1893 al 1925. Fu il fondatore, insieme a Paul Passy, dell'International Phonetic Association. Era un vocal supporter ed un attivo sviluppatore di lingue artificiali internazionali sul modello dell'esperanto e per questo motivo fu coinvolto nella delegazione che creò la lingua artificiale Ido, e più tardi il Novial, considerato un suo miglioramento. |
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Bibliografia
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Elenco aggiornato al giorno 19 novembre 2011
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i piro le munje cu se bangu pada gi'e selkau le ka tavla fo makau Emigrando dall'oriente gli uomini capitarono in una pianura nel paese di Sennaar e vi si stabilirono. |