Portale:Casa Savoia

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La dinastia
La dinastia
Vittorio Emanuele II, ultimo re di Sardegna e primo re d'Italia.
Lo stemma di Casa Savoia.

Casa Savoia è una dinastia reale europea attestata sin dalla fine del X secolo.

Il capostipite della dinastia fu Umberto I Biancamano (970~980 - 1º luglio o 19 luglio 1047 o 1048), già signore nel 1003 delle contee di Savoia, Belley, Sion ed Aosta, che al disgregarsi del regno di Borgogna nel 1032 si schierò dalla parte di Corrado II del Sacro Romano Impero, ottenendone in premio la contea di Moriana in Val d'Isère ed il Chiablese nel 1034.

Agli inizi del XVIII secolo, a conclusione della guerra di successione spagnola, Casa Savoia ottenne la dignità regia, dapprima sul Regno di Sicilia (1713), ed in seguito su quello di Sardegna (1720).

Nel XIX secolo si pose a capo del movimento di unificazione nazionale italiano, che condusse alla proclamazione del Regno d'Italia il 17 marzo 1861. Da quella data, per 85 anni, fino al mutamento istituzionale nel giugno 1946, la storia della Casa si confonde con quella dell'Italia.

Questa dinastia, oltre ad aver regnato per nove secoli sulla Savoia ed uno sull'Italia, vanta di aver dato i natali ad un re di Spagna e ad uno di Croazia, oltre a svariate regine a Francia, Spagna, Portogallo, Inghilterra ed a quasi tutti i regni europei, alcune sacre romane imperatrici, un antipapa ed alcuni beati.


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Alberi genealogici di Casa Savoia
Alberi genealogici di Casa Savoia
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In evidenza
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Vittorio Emanuele III.

Vittorio Emanuele III, nato Vittorio Emanuele Ferdinando Maria Gennaro di Savoia (Napoli, 11 novembre 1869Alessandria d'Egitto, 28 dicembre 1947) fu re d'Italia dal 1900 al 1946, imperatore d'Etiopia dal 1936 al 1943 e re d'Albania dal 1939 al 1943.

Figlio di Umberto I e di Margherita di Savoia, ricevette alla nascita il titolo di principe di Napoli, nell'intento di sottolineare la da poco raggiunta unità nazionale.

Il suo lungo regno (quarantasei anni) vide, oltre alle due guerre mondiali, l'introduzione del suffragio universale maschile nel 1912, delle prime importanti forme di protezione sociale, il declino ed il crollo dello Stato liberale (1900-1922), la nascita ed il crollo dello Stato fascista (1925-1943), la soluzione della questione romana nel 1929, il raggiungimento dei massimi confini territoriali dell'Italia unita, le maggiori conquiste in ambito coloniale in Libia ed in Etiopia.

Vittorio Emanuele III fu noto anche come "Re soldato", "Re di Peschiera", "Re della Vittoria", o semplicemente "Re Vittorioso" per l'assidua presenza al fronte durante la prima guerra mondiale. Di riflesso alla sua politica improntata a idee di pace e protezione sociale fu dipinto come "Re socialista", e, similmente, per il suo appoggio a Giolitti, fu noto come "Re borghese".

Abdicò in favore del figlio Umberto II il 9 maggio 1946 e morì ad Alessandria d'Egitto il 28 dicembre 1947, dove si era ritirato in esilio. La sua salma riposa nella cattedrale di Alessandria d'Egitto.

Fu studioso di numismatica e pubblicò il Corpus Nummorum Italicorum (1909-1943), monumentale opera in 20 volumi dove sono classificate e descritte tutte le monete italiane. È ancora oggi opera fondamentale per lo studio e la classificazione delle emissioni delle diverse zecche italiane a partire dal medioevo.

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Galleria d'immagini
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Aimone di Savoia, Re di Croazia, principe di Bosnia ed Erzegovina, voivoda di Dalmazia, Tuzla e Temun.
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Lo sapevi che...
Lo sapevi che...
Blu Savoia.

Il blu savoia è un blu di saturazione compresa fra il blu pavone ed il pervinca, più chiaro del blu pavone.

L'origine del colore sembra risalga al 20 giugno 1366, quando Amedeo VI di Savoia, partendo per una crociata voluta da papa Urbano V, volle che sulla sua nave ammiraglia, un galera veneziana, sventolasse accanto allo stendardo rosso crociato di bianco, simbolo sabaudo, anche uno scialle azzurro.

Da quel periodo gli ufficiali portarono annodata in vita una fascia o sciarpa blu. Tale uso venne reso obbligatorio per tutti gli ufficiali nel 1572 dal duca Emanuele Filiberto I di Savoia. Attraverso diverse modifiche, nel corso dei secoli, divenne la principale insegna di grado degli ufficiali. La sciarpa azzurra viene ancora oggi indossata dagli ufficiali delle forze armate italiane durante le cerimonie.

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La successione al trono in Casa Savoia
La successione al trono in Casa Savoia
Lo stemma del re d'Italia.

La linea di successione al trono d'Italia segue il criterio della legge salica, ossia esclude le donne dall'ascesa al trono, ed è regolamentata da una serie di norme contenute nelle Regie Lettere Patenti del 1780, nel Regio Editto del 1782, nello Statuto albertino del 1848 e nel Codice Civile del 1942. I matrimoni dei principi di Casa Savoia avvengono rigorosamente tra pari. Il principe che sta per sposarsi, inoltre, deve obbligatoriamente ricevere l'assenso al matrimonio dal Capo della Casa, pena la perdita di tutti i diritti di successione. Nel caso di nozze fra principi che non siano state autorizzate, il Capo della Casa potrà decidere le sanzioni caso per caso, mentre, nel caso di mancato assenso ad un matrimonio diseguale, è prevista la decadenza automatica del principe contraente matrimonio e l'esclusione da qualsiasi titolo e diritto di successione per sé e per la sua discendenza.

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Le chiese di Casa Savoia
Le chiese di Casa Savoia
La facciata.

La Gran Madre è una delle chiese più importanti di Torino.

Il tempio fu eretto per festeggiare il ritorno del re Vittorio Emanuele I di Savoia il 20 maggio 1814 dopo la sconfitta di Napoleone. Sul timpano della chiesa è presente l'epigrafe ORDO POPULUSQUE TAURINUS OB ADVENTUM REGIS (La nobiltà ed il popolo di Torino per il ritorno del re), scritta dal latinista Michele Provana del Sabbione.

La basilica si trova rialzata rispetto alla piazza dove sorge. Per raggiungere la chiesa si deve salire una scalinata, al termine della quale ci si trova su una piazzetta. Appena terminata la scalinata, alla sua destra e alla sua sinistra, sono presenti due statue, rappresentanti la Fede e la Religione, realizzate da Carlo Chelli.

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La Reggia di Valcasotto, sita nel comune di Garessio (CN), nasce nell'XI secolo come certosa dedicata a San Brunone. Nel corso dei secoli subì diversi saccheggi ed incendi che ne modificarono la struttura.

Nel 1803, dopo la discesa in Italia delle truppe napoleoniche, che, per occupare l'edificio danneggiarono in maniera importante la parte posteriore dell'edificio, l'ordine dei certosini venne sciolto e la struttura venduta a privati, per passare nel 1837 fra le residenze di Casa Savoia.

Re Carlo Alberto utilizzò il palazzo come residenza reale estiva e suo figlio Vittorio Emanuele II vi soggiornò durante diverse battute di caccia. La venaria reale di Valcasotto fu venduta da re Umberto I a privati.

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Gli ordini di Casa Savoia
Gli ordini di Casa Savoia
Il nastrino da cavaliere di gran croce.

L' Ordine di Skanderberg è stato un ordine cavalleresco del Regno d'Albania, colonia del Regno d'Italia.

A seguito dell'unione della corona d'Albania con quella d'Italia entrarono a far parte del patrimonio degli ordini cavallereschi di Casa Savoia anche quelli del regno balcanico, di cui faceva parte l'ordine di Skanderberg. L'ordine venne fondato nel 1925 dall'allora presidente dell'Albania Ahmed Bey Zogu (il quale si autoproclamerà Re degli Albanesi il 1º settembre 1928, assumendo il nome di Zog I).

L'ordine è dedicato all'eroe nazionale albanese Giorgio Castriota Scanderbeg, il quale liberò il proprio paese dalla dominazione turca. All'epoca della fondazione l'ordine presentava quattro classi: cavaliere di gran croce, grande ufficiale, commendatore e cavaliere. Nel 1940 all'ordine venne aggiunta anche la classe di ufficiale.

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Vetrina
Vetrina
Vittorio Amedeo II.

Vittorio Amedeo II, detto la Volpe Savoiarda (Torino, 14 maggio 1666 - Moncalieri, 31 ottobre 1732), fu marchese di Saluzzo e marchese del Monferrato, duca di Savoia, principe di Piemonte e conte d'Aosta, Moriana e Nizza dal 1675 al 1720. Fu anche re di Sicilia dal 1713 al 1720, quando divenne re di Sardegna

Il suo lungo governo trasformò radicalmente la politica piemontese, basata sulla sottomissione alle potenze straniere quali Francia o Spagna, rivendicando orgogliosamente l'indipendenza del piccolo stato dalle nazioni vicine (si pensi, ad esempio, all'episodio dell'assedio di Torino del 1706). Vittorio Amedeo II seppe progredire in questa sua politica riuscendo infine a farsi incoronare re di Sicilia nel 1713 e re di Sardegna nel 1720.

Figlio di Carlo Emanuele II, Vittorio Amedeo II succedette al padre quando aveva appena nove anni. La reggenza venne affidata alla madre, Giovanna Battista di Savoia Nemours, imparentata con la corona portoghese.

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Novità
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L'araldica di Casa Savoia
L'araldica di Casa Savoia
Lo stemma del 1831.

L' armoriale di Casa Savoia è la raccolta contenente le armi (stemmi e blasonature) dei principi di Casa Savoia.

Dopo un leggendario stemma con un'aquila nera su campo d'oro, intorno alla fine del XII secolo venne adottato uno stemma con la celebre croce bianca su campo rosso, che da allora avrebbe sventolato sempre sul blasone della casa.

Lo stemma, nel corso dei secoli, si arricchì di molte altre immagini per via dei nuovi domini acquisiti, per le pretensioni ad altri troni o per ricordare discendenze e matrimoni illustri stipulati dai membri della famiglia.

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I sepolcri di Casa Savoia
I sepolcri di Casa Savoia
La Cappella Espiatoria.

La Cappella Espiatoria è un memoriale voluto da Vittorio Emanuele III a Monza per commemorare l'assassinio del padre, Umberto I.

Il re, poco tempo dopo la morte del padre (avvenuta il 29 luglio 1900), diede incarico del progetto all'architetto Giuseppe Sacconi, già autore del progetto del Vittoriano di Roma. I lavori erano ancora poco avanzati quando Sacconi morì e furono quindi proseguiti dal suo allievo Guido Cirilli, che introdusse varie modifiche al progetto originale. I lavori furono terminati nel 1910, così da renderlo pronto in occasione del decimo anniversario dell'attentato.

Il monumento si presenta nella forma di un'alta stele (in pietra di Oggiono), recante due croci latine traslucide di alabastro (proveniente da una antica cava romana in Algeria), e posta su di un basamento; il tutto raggiunge l'altezza di 35 metri.

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Residenze sabaude fuori dal Piemonte
Residenze sabaude fuori dal Piemonte
Veduta aerea del borgo e del castello.

La Tenuta Presidenziale di Castelporziano è una delle residenza del Presidente della Repubblica Italiana, situata all'interno del Municipio XIII del comune di Roma. Dista 24 km dal centro della capitale e occupa un'area di 5.892 ettari.

Fu acquistata nel 1872 dal Ministro delle Finanze del Regno d'Italia Quintino Sella come luogo di rappresentanza, riserva di caccia e azienda agricola della Famiglia Savoia. Nel 1948 è diventato proprietà del Presidente della Repubblica. Nel 1977 il Presidente Leone vietò la caccia all'interno della tenuta, e la zona delle coltivazioni è oggi ridotta a 500 ettari. Nel 1985 vi sono stati annessi circa 1000 ettari, dell'area di Capocotta. Nel 1999 è diventata una riserva naturale statale.

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Onorificenze di Casa Savoia
Onorificenze di Casa Savoia
Croce dell'Ordine della Corona d'Italia.

L' Ordine della Corona d'Italia era un'onorificenza del Regno d'Italia.

Istituito da re Vittorio Emanuele II il 20 febbraio 1868 per commemorare l'unità d'Italia, l'ordine poteva essere conferito sia a civili che a militari. Dopo il 1946 è stato sostituito dall'Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Tuttavia, il Re Umberto II ha continuato a conferire l'Ordine della Corona d'Italia fino alla morte, avvenuta il 18 marzo 1983.

A differenza del più antico Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, l'Ordine della Corona d'Italia poteva essere conferito anche ai non cattolici. L'appartenenza all'ordine era propedeutica al conferimento dell'Ordine Mauriziano, poiché, per ricevere quest'ultimo, era necessario essere stati insigniti almeno dello stesso grado dell'Ordine della Corona d'Italia.

L'insegna dell'ordine era composta da una croce smussata in smalto bianco, i cui bracci erano uniti da nodi sabaudi d'oro. La decorazione, al centro, portava un tondo raffigurante la Corona Ferrea su campo blu. Sul retro, nello stesso tondo, era raffigurata l'aquila sabauda. Il nastro dell'ordine era rosso con una striscia bianca nel mezzo.

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Dimore sabaude
Dimore sabaude
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