Porta Nuova (Milano)
Coordinate: 45°28′47.6″N 9°11′33.23″E / 45.479889°N 9.1925639°E
Porta Nuova è una delle principali porte di Milano. Sorge nell'attuale piazzale Principessa Clotilde, lungo i bastioni detti "di Porta Nuova", proseguimento dei bastioni di Porta Venezia, topograficamente sulle mura spagnole di Milano, completamente demolite in questa area della città.
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[modifica] Storia e architettura
L'attuale porta monumentale venne costruita a partire dal 1810 e terminata nel 1813, (progetto dell'architetto Giuseppe Zanoia), sul tracciato dell'antica via romana che collegava la città con la Brianza. Importante commercialmente era la sua posizione vicino al naviglio della Martesana allora navigato, e la sua costruzione contribuiva al nuovo riassetto urbanistico anulare attorno ai bastioni, il cui scopo militare difensivo era da tempo cessato, favorendo lo sviluppo urbano a nord della città.
La porta è un arco trionfale, richiamante lo stile ionico, ad un fornice costruito in blocchi di arenaria giallastra, ornato da bassorilievi, che collega i due caselli daziari porticati, anch'essi in arenaria, collocati simmetricamente ai due lati.
L'arenaria utilizzata è molto friabile, per cui le decorazioni di cui il monumento è ornato esteriormente sono soggette ad erosione nel tempo, aggravata dall'inquinamento, e parte delle sue ornamentazioni originarie oggi sono scomparse o scarsamente visibili.[1]
Nel 2002 l'associazione "Castelli e Ville Aperte in Lombardia" ha ricevuto dal comune di Milano l'assegnazione dell'opera per il suo uso e restauro conservativo.
[modifica] Lo spostamento a occidente
Risalendo nel tempo, la porta, con il nome di porta Aurea, si apriva nella cinta muraria romana imperiale (mura Massimianee) sull'odierna via Manzoni all'incrocio con via Monte Napoleone mentre nella successiva cinta medievale era allo sbocco in piazza Cavour dove anche oggi la si può vedere praticamente integra. Se, come è avvenuto per le altre porte, con la costruzione delle mura spagnole essa fosse stata semplicemente spostata più all'esterno lungo la medesima direttrice, sarebbe collocata al termine dell'attuale via Daniele Manin: essa, invece, fu ricavata parecchio più a occidente, tra il Seveso e la Martesana. Sulla sponda destra di questa risaliva lo stradone (l'odierna via Melchiorre Gioia) che portava a Monza e alla Brianza orientale.
Per entrare in città, il naviglio sottopassava il ponte delle Gabelle e i bastioni,[2] poi, superata la leonardesca conca dell'Incoronata si apriva nel laghetto di San Marco, superava una seconda conca omonima e si immetteva nella fossa navigabile all'inizio di via Fatebenefratelli. Lungo i bastioni, dal ponte delle Gabelle, scorreva il Redefossi che riceveva prima le acque in eccessi della Martesana e, appena oltre porta Nuova, il Seveso. Seppure interrato, il Redefossi segue ancora oggi il medesimo percorso. Poco prima del 1840, anno in cui entrò in funzione, appena al di là della Martesana, fu costruita la prima stazione ferroviaria della città, al servizio della linea Milano-Monza, il cui edificio principale è stato trasformato in albergo di lusso nel 2010.
[modifica] Il rione
Porta Nuova identificava anche uno dei sei rioni storici in cui era divisa la città, il rione aveva uno stemma la cui blasonatura era: inquartato di argento e di nero[3] (in precedenza inquartato di argento e di rosso e prima ancora leone argento su scudo nero).
[modifica] Note
- ^ Gli edifici milanesi costruiti in arenaria sono molto scarsi proprio per questo motivo
- ^ È il passaggio sotto l'arco ricavato nelle mura che veniva chiamato tombon, tombone: Francesco Cherubini, Vocabolario milanese italiano, 1814 e Giuseppe Banfi, Vocabolario milanese-italiano: ad uso della giovemtù, 1857. Spesso, erroneamente, tale appellativo viene attribuito al laghetto (darsena) che si apriva più a valle. Tale errore può essere ingenerato da una vecchia osteria con quel nome che ancora oggi si apre dove iniziava il laghetto
- ^ De magnalibus Mediolani, capitolo V, capo XXII
[modifica] Bibliografia
- Giuseppe Banfi, Vocabolario Milanese-Italiano: ad uso della gioventù, presso la Libreria di educazione di Andrea Ubicini, Milano, 1857 (da Google Libri)
- Bonvesin da La Riva, De magnalibus Mediolani, testo critico, traduzione e note a cura di Paolo Chiesa, Libri Scheiwiller, Milano, 1998
- Francesco Cherubini, Vocabolario milanese-italiano, Stamperia Reale, Milano, 1814
- Bruno Pellegrino, Così era Milano – Porta Nuova, Edizioni Meneghine, Milano, 2011
[modifica] Voci correlate
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