Pore Mosulishvili

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Qristopore Mosulishvili
20 luglio 1916 - 3 dicembre 1944
Soprannome Pore
Nato a Russian Empire 1914 17.svg Kvemo Machkhaani, Cachezia
Morto a Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg Lesa
Cause della morte Suicidio altruistico
Luogo di sepoltura Arona
Etnia Georgiano
Religione Ortodossa georgiana
Dati militari
Forza armata Armata Rossa, Brigate Garibaldi
Anni di servizio 1939-1943 Armata Rossa
1944 Brigate Garibaldi
Guerre Seconda guerra mondiale
Resistenza italiana
Comandante di 2º Battaglione della Brigata Garibaldi "Servadei".
Decorazioni Medaglia d'oro al Valor Militare (alla memoria)


Stella d'Oro di Eroe dell'Unione Sovietica


Ordine di Lenin

[senza fonte]

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Qristepore Nicholas Dze Mosulishvili o Mossulishvili (in georgiano ფორე ნიკოლოზის ძე მოსულიშვილი[?]; in russo: Форе Николаевич Мосулишвили[?], traslitterato: Fore Nikolaevič Mosulišvili; Kvemo Machkhaani, 20 luglio 1916Lesa, 3 dicembre 1944) è stato un partigiano e militare sovietico di nazionalità georgiana. Durante la Resistenza italiana aderì al movimento partigiano entrando nella Brigata Garibaldi della Valsesia. Medaglia d'oro al valor militare alla memoria.

Indice

[modifica] Biografia

Pore Mosulishvili nacque nel 1916 in Cachezia, regione orientale della Georgia.

Arruolato nell'Armata Rossa, dopo l'invasione tedesca dell'Unione Sovietica (1941) si guadagnò sul campo la nomina a sottufficiale. Nel 1944 fu catturato dai Tedeschi, incorporato in un reparto speciale e trasferito in Italia insieme con altri prigionieri sovietici e cecoslovacchi. Il reparto di ex prigionieri, al comando di Pore, aveva compiti di presidio territoriale e di antiguerriglia ed era dislocato nel Novarese, a Stresa.

[modifica] Brigata Garibaldi

A Stresa Mosulishvili si mise subito in contatto con i partigiani della 118ª Brigata Garibaldi e il 7 settembre 1944, con altri 36 ex prigionieri georgiani, entrò nelle file della Resistenza italiana. Inquadrati nel 2º Battaglione della 118ª, i georgiani si distinsero subito per azioni audaci. Dal 9 al 14 ottobre parteciparono alla difesa della repubblica partigiana dell'Ossola. Il 26 ottobre furono tra i protagonisti dell'attacco che il 2º Battaglione condusse contro un convoglio di fascisti e che si concluse con la cattura e l'esecuzione di 23 repubblichini.

Nel novembre i nazifascisti decisero di sferrare una violenta controffensiva nella zona del Mottarone-Vergante, nel basso Verbano, settore operativo della Brigata "Servadei". I partigiani si divisero in piccoli gruppi, per resistere meglio all'attacco di forze soverchianti. Nel gruppo di Pore c'era anche il comandante del 2º Battaglione.

[modifica] Suicidio altruistico

La notte del 3 dicembre 1944 i partigiani trovarono riparo in una baita sopra Lesa; ma la loro presenza venne notata da una spia dei Tedeschi, che accorsero in forze. All'alba del 4 dicembre cominciò un violentissimo combattimento. I partigiani, accerchiati, avevano quasi finito le munizioni. I Tedeschi intimarono la resa, promettendo salva la vita a tutti i partigiani, purché fosse loro consegnato il comandante. A questo punto, cogliendo di sorpresa i suoi, Pore uscì allo scoperto, si fece incontro ai Tedeschi e gridò: «Sono io il comandante! Viva l'Italia! viva i partigiani! viva la libertà!». Fece ancora pochi passi e puntatosi la pistola alla testa esplose l'ultimo colpo rimasto nell'arma.

[modifica] Tributi post mortem

Decreto del 28 febbraio 1970 sul conferimento della Medaglia d'Oro a Pore Mosulishvili

Il 28 febbraio 1970 il Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat firmò il decreto con cui conferiva a Mosulishvili la Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria. L'Italia ha voluto così celebrare un simbolo della solidarietà antifascista internazionale premiando l'esempio della vita e della morte di Mossulishvili. Il 5 maggio 1990 gli sono stati conferiti la Stella d'Oro di Eroe dell'Unione Sovietica e l'Ordine di Lenin. A Pore Mosulishvili è dedicata la "Baita della libertà" a Belgirate sul lago Maggiore.

[modifica] Onorificenze

Medaglia d'oro al valor militare alla memoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare alla memoria
«Sottufficiale della truppe georgiane, disertava dall’esercito tedesco alla testa di una settantina di militari suoi connazionali al completo di armamento e di equipaggiamento ed entrava come partigiano combattente nelle formazioni italiane operanti in Lombardia distinguendosi per virtù militari e fede nella causa della liberta. La notte del 3 dicembre 1944 i partigiani trovano riparo in una baita sopra Lesa; ma la loro presenza viene notata ed una spia li denuncia ai tedeschi che accorrono in forze. È l'alba quando comincia un violentissimo combattimento. I partigiani, accerchiati, stanno per finire le munizioni. I tedeschi se ne accorgono e intimano la resa, promettendo salva la vita a tutti i partigiani, purché sia loro consegnato il comandante. A questo punto, cogliendo di sorpresa i suoi, Pore esce allo scoperto, si fa incontro ai tedeschi e grida: "Sono io il comandante! Viva l'Italia! viva i partigiani! viva liberta!". Fa ancora pochi passi, si punta la pistola alla testa ed esplode l'ultimo colpo rimasto nell'arma[1].»
— Lesa, 3 dicembre 1944
Stella d'Oro di Eroe dell'Unione Sovietica - nastrino per uniforme ordinaria Stella d'Oro di Eroe dell'Unione Sovietica
Ordine di Lenin - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Lenin

[modifica] Cinema

  • A Mosulishvili è dedicato il documentario del 1979 Stella alpina[2][3], di Rezo Tabukashvili[4].

[modifica] Bibliografia

[modifica] Note

  1. ^ Presidenza della Repubblica, 28 febbraio 1970.
  2. ^ (KA) Scheda su Geocinema.ge
  3. ^ Associazione Georgia-Italia
  4. ^ (EN) Scheda sull'autore su Imdb.com

[modifica] Collegamenti esterni

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