Pippo Barzizza
| Pippo Barzizza | ||
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![]() Pippo Barzizza con la bacchetta |
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| Paese d'origine | ||
| Genere | Musica leggera | |
| Periodo di attività | 1935 – 1960 | |
| Strumento | pianoforte, fisarmonica, violino | |
| Etichetta | Cetra | |
Giuseppe "Pippo" Barzizza (Genova, 15 maggio 1902 – Sanremo, 4 aprile 1994) è stato un direttore d'orchestra, compositore e arrangiatore italiano.
Fu tra i primi in Italia ad interessarsi del jazz e dello swing e divenne per molti anni, assieme al suo amico-rivale Cinico Angelini, un punto di riferimento per i seguaci della musica leggera, sia grazie alle composizioni originali, sia per la capacità di lanciare tanti cantanti e canzoni e infine per il tentativo di dare un'impronta alla canzone italiana.[1]
Indice |
[modifica] Biografia
Spinto dai genitori, impara a suonare il violino; da autodidatta impara poi a suonare il pianoforte, la fisarmonica, il sassofono e la batteria (trascurando gli studi universitari di ingegneria).
Dopo aver suonato in alcune orchestre genovesi, come quella dei fratelli Di Piramo, forma poi una sua orchestra, la Blue Star, e nel 1925 debutta a Milano, mettendosi in luce ed ottenendo molto successo anche all'estero (suonando per un'intera stagione invernale a Saint Moritz in Svizzera), specialmente per l'uso della sezione fiati; deve poi cambiare il nome in Stella azzurra (per via delle pressioni del regime fascista, contrario all'esterofilia anche nei nomi dei gruppi musicali).
Proprio per via dei successi ottenuti, viene chiamato nel 1935 a dirigere l'orchestra dell'Eiar di Torino fino al 1943; in questo periodo scrive canzoni come La canzone del boscaiolo e Sera, e scrive un trattato per l'orchestrazione, ancora oggi molto valido.
Ha lavorato a molti arrangiamenti per incisioni di Natalino Otto, Maria Jottini (tra cui la celebre Maramao perché sei morto, scritta da Mario Panzeri), Alberto Rabagliati, Silvana Fioresi, Rino Loddo ed Oscar Carboni. Tra i tanti direttori d'orchestra formati da Barzizza, si ricordano Francesco Ferrari, Beppe Mojetta e Mario Migliardi.
Nel 1947 inizia a collaborare alla rivista Musica Jazz, fondata da Gian Carlo Testoni, tenendo una rubrica in cui risponde alle domande musicali dei lettori. Nel 1949 ha anche avuto un'esperienza come attore, nel film I pompieri di Viggiù.
È il padre dell'attrice Isa Barzizza, ed ha avuto anche un figlio, Renzo, che ha lavorato in campo pubblicitario.
A metà degli anni sessanta si ritira dalle scene per dedicarsi all'insegnamento della musica a Sanremo. Nel 1984 appare in televisione durante la prima puntata della trasmissione Cari amici vicini e lontani di Renzo Arbore, e per l'occasione dirige ancora una volta l'Orchestra della Rai.
In suo onore, il "Centro Studi Stan Kenton" di Sanremo ha istituito un premio (fermo dal 2004) per arrangiatori la cui giuria è stata presieduta da Ennio Morricone. I premiati sono stati: ad ex aequo Enrico Blatti (Roma) e Stefano Zavattoni (Perugia) nel 2002 ed Antonello Capuano (Campobasso) nel 2003. Al premio per arrangiatori, si affiancava un trofeo alla carriera assegnato ad un arrangiatore/compositore "storico". I premiati dal 2000 al 2004 sono stati: Virgilio Savona, Piero Piccioni, Gianni Ferrio, Roberto Pregadio e Riz Ortolani.
[modifica] Le colonne sonore
Pippo Barzizza è stato anche un grande autore di colonne sonore, in cui poteva dare sfogo alle sue idee musicali ed alla sua creatività. Ecco le principali:
- I due orfanelli, (regia di Mario Mattoli), (1947)
- Fifa e arena, (regia di Mario Mattoli), (1948)
- Adamo ed Eva, (regia di Mario Mattoli), (1949)
- Figaro qua, Figaro là, (regia di Carlo Ludovico Bragaglia), (1950)
- Le sei mogli di Barbablù, (regia di Carlo Ludovico Bragaglia), (1950)
- Sette ore di guai, (regia di Vittorio Metz e Marcello Marchesi), (1951)
- Anema e core, (regia di Mario Mattoli), (1951)
- Saluti e baci, (regia di Giorgio Simonelli), (1953)
- Siamo tutti inquilini, (regia di Mario Mattoli), (1953)
- Non è mai troppo tardi, (regia di Filippo Walter Ratti), (1953)
- Miseria e nobiltà, (regia di Mario Mattoli), (1954)
- Il medico dei pazzi, (regia di Mario Mattoli), (1954)
- Totò all'inferno, (regia di Camillo Mastrocinque), (1955)
- Totò, Peppino e... la malafemmina, (regia di Camillo Mastrocinque), (1956)
- Il mattatore, (regia di Dino Risi), (1959)
[modifica] L'orchestra Pippo Barzizza
Nella sua orchestra (che in realtà cambiò denominazione alcune volte) hanno suonato moltissimi musicisti: ricordiamo, tra gli altri, Saverio Seracini e Pippo Starnazza.
Qui di seguito riportiamo i componenti delle due orchestre principali da lui dirette:
[modifica] Orchestra Blue Star (od Orchestra Stella Azzurra)
Fu l'orchestra che Barzizza diresse nel primo dopoguerra, e con cui ottenne i primi successi: l'impostazione swing gli aveva fatto eliminare del tutto gli archi (anche se, suonandoli comunque egli stesso, potevano essere usati in particolari brani musicali).
- Pippo Barzizza: direttore, arrangiatore, violoncello, violino
- Giuseppe Alù: tromba
- Giovanni Miglio: tromba
- Antonio De Vita: trombone
- Giuseppe Cattafesta: sax alto, sax tenore
- Aldo Tonini: chitarra
- Aldo Fanni: contrabbasso
- Luigi Balma: batteria
[modifica] Orchestra Cetra
Era l'orchestra ufficiale dell'Eiar, con sede a Torino, e per questo motivo era l'orchestra più numerosa, con una sezione fiati completa ed un quartetto di violini; oltre che incidere in praticamente tutti i dischi pubblicati dalla casa discografica Cetra, si esibiva dal vivo durante le trasmissioni radiofoniche, accompagnando i vari cantanti; Barzizza, pur dirigendola, non era l'arrangiatore ufficiale (che era il pianista Francesco Ferrari).
Alcuni dei musicisti, in seguito, intrapresero l'attività di direttori d'orchestra: ad esempio Giuseppe Mojetta, trombonista ed anche pianista (che aveva anche formato un duo insieme a Pippo Starnazza nel 1930), con la denominazione Beppe Mojetta e la sua orchestra.
L'attività di Pippo Barzizza nella radio e in particolare all'EIAR ante-guerra è documentata nel film del 1940 Ecco la radio!, diretto da Giacomo Gentilomo.
- Pippo Barzizza: direttore, violoncello, violino, tromba
- Francesco Ferrari: pianoforte, arrangiatore
- Emanuele Giudice: tromba
- Claudio Pasquali: tromba
- Michele Garabello: tromba
- Luigi Mojetta: trombone
- Giuseppe Mojetta: trombone
- Gaetano Gimelli: tromba, trombone
- Clinio Bergamini: trombone, sax alto, sax tenore, sax baritono
- Sergio Quercioli: clarinetto, sax alto
- Domenico Mancini: clarinetto, sax alto
- Marcello Cianfanelli: sax tenore
- Tullio Tilli: sax tenore
- Battista Gimelli: sax tenore
- Cesare Estill: clarinetto, sax baritono
- Agostino Valdambrini: violino
- Piero Filanci: violino
- Felice Abriani: violino
- Adriano La Rosa: violino
- Ezio Gheri: pianoforte
- Saverio Seracini: chitarra
- Aldo Fanni: contrabbasso
- Francesco Bausi: batteria
[modifica] Note
- ^ Franco Franchi, Canzoni italiane, Fabbri Editori, 1994, Vol. II, pag.97-108
[modifica] Bibliografia
- Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Enciclopedia della canzone italiana, editore Armando Curcio (1990); alla voce Barzizza Pippo, di Nicola Sisto, pagg. 118-120
- Gianni Borgna - Storia della canzone italiana - Ed. Mondadori, Milano, 1992
- Adriano Mazzoletti - Il jazz in Italia - Ed. EDT, Torino, 2004
[modifica] Onorificenze
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia
[modifica] Collegamenti esterni
- Orchestre italiane
- Orchestre di musica leggera
- Orchestre costituitesi nel 1935
- Orchestre scioltesi nel 1960
- Direttori d'orchestra italiani
- Compositori italiani del XX secolo
- Arrangiatori italiani
- Nati nel 1902
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- Autori di colonne sonore
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