Pignone (Italia)

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Pignone
comune
Pignone – Stemma
Panorama del borgo di Pignone
Panorama del borgo di Pignone
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Liguria – stemma Liguria
Provincia La Spezia – stemma La Spezia
Sindaco Antonio Pellegrotti (Lista civica di Centro-sinistra "Insieme per Pignone") dal 07/06/2009
Territorio
Coordinate 44°10′44.45″N 9°43′26.81″E / 44.1790139°N 9.7241139°E / 44.1790139; 9.7241139 (Pignone)Coordinate: 44°10′44.45″N 9°43′26.81″E / 44.1790139°N 9.7241139°E / 44.1790139; 9.7241139 (Pignone)
Altitudine 189 m s.l.m.
Superficie 16,2 km²
Abitanti 611[1] (31-12-2010)
Densità 37,72 ab./km²
Frazioni Cappelletta, Casale, Catornola, Faggiona, Monti, Villa
Comuni confinanti Beverino, Borghetto di Vara, Levanto, Monterosso al Mare, Vernazza
Altre informazioni
Cod. postale 19020
Prefisso 0187
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 011021
Cod. catastale G664
Targa SP
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 659 GG[2]
Nome abitanti pignonesi
Patrono santa Maria Assunta
Giorno festivo 15 agosto
Localizzazione
Pignone è posizionata in Italia
Pignone
Posizione del comune di Pignone nella provincia della Spezia
Posizione del comune di Pignone nella provincia della Spezia
Sito istituzionale

Pignone (Pignon in ligure[3]) è un comune italiano di 611 abitanti[4] della provincia della Spezia in Liguria.

Il comune è stato insignito, dal 2009, della Bandiera arancione dal Touring Club Italiano[5].

Indice

[modifica] Geografia fisica

Le varie frazioni e borghi che costituiscono il comune sono situate nelle valli dei torrenti Pignone (affluente di destra del fiume Vara) e del Casale, valli minoritarie della media e bassa val di Vara. Dista circa 18 chilometri a nord-ovest della Spezia e 86 chilometri ad est di Genova.

Il comune è costituito, oltre il capoluogo Pignone, dalle cinque frazioni di Cappelletta, Casale, Catornola, Faggiona, Monti e Villa per un totale di 16,22 chilometri quadrati[6]. Confina a nord con il comune di Borghetto di Vara, a sud con Vernazza, ad ovest con Levanto e Monterosso al Mare e ad est con Beverino.

Il territorio fa parte del Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra.

[modifica] Storia

Il ponte medievale e scorcio del centro storico; l'antico attraversamento è crollato[7] per l'ondata di piena del torrente Pignone negli eventi alluvionali del 25 ottobre 2011.

Le prime testimonianze del borgo di Pignone risalgono all'incirca dopo l'anno 1000[8] con la presenza della locale pieve di Santa Maria Assunta, dove attorno ad essa cominciarono a riunirsi piccole comunità. In una bolla pontificia di papa Eugenio III - datata al 1149[8] - si descrive ampiamente l'insediamento abitativo che - secondo gli storici - potrebbe essere stato già presente in epoca romana come pagus romano[8]. Secondo alcuni studi il borgo fu molto importante per l'Impero romano poiché ubicato al crocevia di due importanti vie di comunicazione[8], l'una per l'antica Segesta Tigullorum (l'odierna Sestri Levante) e l'altra verso Velleia importante centro dell'appennino piacentino.

L'origine del borgo potrebbe risalire molto prima dell'epoca romana poiché in una collina - denominata "Castellaro"[8] e posta di fronte all'odierno abitato - sono stati rinvenuti siti archeologici risalenti all'Età del Bronzo e del Ferro[8] e tracce di un'antica popolazione della famiglia dei Liguri[8]. Oggi l'area, i cui ritrovamenti sono esposti al museo civico archeologico "Ubaldo Formentini" della Spezia, è stata inserita dal 2000 fra i siti di tutela ambientale come sito di interesse comunitario[8].

Dal 1163 il territorio verrà sottoposto, per volere dell'imperatore Federico Barbarossa, alla famiglia Malaspina[8] e successivamente ai conti-vescovi di Luni[8]; sarà lo stesso vescovo di Luni, Guglielmo, a cedere il feudo dal 1252[8] alla nobile famiglia di Lavagna i Fieschi[8]. Saranno quindi i Fieschi a ricostruire la pieve[8] e a migliorare la viabilità per consentire un rapido collegamento stradale con i centri di Levanto, ad ovest, e Sarzana ad est. Nel 1276[8] la proprietà sul feudo fu venduta alla Repubblica di Genova che, eletta a sede di podesteria[8] nel Capitaneato di Levanto, ne seguì pertanto le sorti e le glorie.

Nel febbraio del 1312 il borgo ospitò l'imperatore Arrigo VII di Lussemburgo[8], accompagnato dal cardinale Luca Fieschi e scortato da quasi 1500 soldati, che nella sosta visiterà l'edificio di culto mariano.

Scorcio del centro storico

Nel corso del XVI secolo il primitivo borgo medievale di Pignone conobbe una sostanziale fase evolutiva[8] dell'architettura e dell'urbanistica con la costruzione di nuovi palazzi signorili e la modifica degli accessi al borgo storico con l'apertura di tre nuovi passaggi controllati e difesi. La stessa loggia comunale è il frutto di una nuova ricostruzione avvenuta nel XVII secolo[8] a imitazione della preesistente, collocata in origine nelle vicinanze e dove nel 1465 gli abitanti di Pignone giurarono fedeltà a Francesco Sforza duca di Milano[8].

Con la nuova dominazione francese di Napoleone Bonaparte la municipalità verrà spostata nel borgo di Casale e tutto il territorio rientrerà dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Vara, con capoluogo Levanto, all'interno della Repubblica Ligure annessa al Primo Impero francese. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, Casale-Pignone rientrerà nel I Cantone, capoluogo Levanto, della Giurisdizione di Mesco. Dal 1803 fu centro principale del V Cantone del Golfo di Venere nella Giurisdizione del Mesco e dal 13 giugno 1805 al 1814 inserito nel Dipartimento degli Appennini.

Nel 1815 verrà inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilirà il Congresso di Vienna del 1814 anche per gli altri comuni della repubblica ligure, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Durante il regno sabaudo la municipalità verrà nuovamente riportata a Pignone[8] con la cessione, nel 1841[8], della frazione di Cassana al comune di Borghetto di Vara. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel VI° mandamento di Levanto del Circondario di Levante facente parte della Provincia di Genova prima e, con l'istituzione nel 1923, della Provincia della Spezia poi.

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità Montana della Media e Bassa Val di Vara e con le nuove disposizioni della Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008[9], in vigore dal 1º gennaio 2009, ha fatto parte della Comunità Montana Val di Vara, quest'ultima soppressa con la Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010[10] e in vigore dal 1º maggio 2011[11].

Il 25 ottobre 2011 una violenta perturbazione ha colpito il levante ligure (bassa e media val di Vara, val di Magra e Cinque Terre) e la Lunigiana (provincia di Massa e Carrara)[12] con esondazioni, danni, vittime e dispersi in diverse località del territorio ligure e toscano. Tra i comuni più colpiti c'è anche Pignone e frazioni (soprattutto a Casale) dove le precipitazioni intense hanno provocato molteplici danni alle abitazioni, alle attività commerciali, ai collegamenti stradali e agli impianti elettrici, idrici e gas[13]. Per l'improvvisa piena del torrente Pignone crollerà sotto le furie delle acque l'antico ponte medievale del centro storico, uno dei simboli del borgo[7].

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Alluvione dello spezzino e della Lunigiana del 25 ottobre 2011.

[modifica] Simboli

Pignone (Italia)-Stemma.png

Lo stemma è stato concesso con il Reale decreto datato all'8 giugno del 1902[14].

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

La chiesa plebana di Santa Maria Assunta nel borgo di Pignone

[modifica] Architetture religiose

  • Oratorio di San Martino nella frazione di Casale;

[modifica] Architetture civili

  • Loggia comunale nel centro storico di Pignone, riedificata nel XVII secolo poco distante da un'altra loggia (non più esistente) del XIV secolo. Sotto questo primitivo edificio gli abitanti giurarono fedeltà al duca di Milano Francesco Sforza.
  • Ponte dell'acquedotto, a monte del paese, risalente al Cinquecento.

[modifica] Aree naturali

  • Grotte carsiche lungo la strada per la frazione di Casale. Considerate per le sue caratteristiche morfologiche tra le più complesse della provincia spezzina, nei venti metri di profondità le grotte ospitano colonie di pipistrelli ed alcuni esemplari di geotritone, tra i quali il Speleomantes ambrosii.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2010 gli stranieri residenti a Pignone sono 23, pari al 3,76% della popolazione comunale. Le nazionalità più numerose sono:[15]

[modifica] Cultura

[modifica] Eventi

  • Festa degli orti di Pignone.

[modifica] Cucina

Tra i prodotti tipici[16] del territorio pignonese si trovano la cipolla, la patata di Pignone, la susina "balle d'ase" (termine dialettale ligure indicante i testicoli dell'asino) e diverse varietà di fagioli locali quali il cenerino, il lupinaro e dell'aquila. Prodotti gastronomici della locale e contadina cucina di Pignone sono i piatti a base di salsiccia e fagioli, la torta di patate e la polenta con il cavolo.

[modifica] Economia

La principale risorsa economica del comune è l'attività agricola specie nella produzione di olio di oliva, vino e formaggi.

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Strade

Pignone è situata lungo la Strada Provinciale 38. Il comune non è raggiungibile direttamente tramite autostrada, pertanto il casello autostradale di Brugnato - Borghetto di Vara sull'Autostrada A12 è l'uscita consigliata per raggiungere la destinazione.

[modifica] Ferrovie

Le stazioni di La Spezia Centrale o, in alternativa, di Monterosso sono le fermate ferroviarie più vicine sulla linea Pisa-La Spezia-Genova nel tratto locale compreso tra Genova e La Spezia.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Antonio Pellegrotti (Lista civica di Centro-sinistra "Insieme per Pignone") dal 07/06/2009
Indirizzo della casa comunale: Via Casale, 89

[modifica] Amministrazioni precedenti

Periodo Primo Cittadino Partito Carica Note
1960 1965 Giuseppe Renoni Bella Democrazia Cristiana Sindaco
1965 1970 Dante Zembo Partito Socialista Italiano Sindaco
1970 1975 Luciano Pellegrotti Democrazia Cristiana Sindaco
1975 1980 Mario Moggia Partito Socialista Italiano Sindaco
1980 1990 Fabrizio Barilari Democrazia Cristiana Sindaco
1990 1995 Luigi Raggi Partito Democratico della Sinistra Sindaco
1995 1999 Edda Agnetti indipendente Sindaco
1999 2009 Silvano Zaccone Democratici di Sinistra Sindaco
2009 in carica Antonio Pellegrotti Partito Democratico Sindaco



[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, pp. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ Dato Istat al 31/12/2010
  5. ^ Fonte dal sito del Touring Club Italiano
  6. ^ Fonte dal sito del Comune di Pignone-Frazioni
  7. ^ a b c Fonte dal sito del quotidiano on line Città della Spezia.org. URL consultato il 31-10-2011.
  8. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u Fonte dal sito del Comune di Pignone-Storia. URL consultato il 16-04-2011.
  9. ^ Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008
  10. ^ Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010
  11. ^ Fonte sulla soppressione delle comunità montane
  12. ^ Fonte dal sito del quotidiano ligure de Il Secolo XIX. URL consultato il 26-10-2011.
  13. ^ Fonte dal sito del quotidiano la Repubblica Genova.it. URL consultato il 29-10-2011.
  14. ^ Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 06-11-2011.
  15. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2010. URL consultato il 03-10-2011.
  16. ^ Fonte dal sito del Comune di Pignone-Prodotti tipici

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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