Don Pietro de' Medici
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Cosimo I (1569-1574)
Figli
Francesco I (1574-1587)
Ferdinando I (1587-1609)
Cosimo II (1609-1621)
Ferdinando II (1621-1670)
Figli
Cosimo III (1670-1723)
Gian Gastone (1723-1737)
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Don Pietro de' Medici, talvolta chiamato Piero o Pedro (Firenze, 3 giugno 1554 – Madrid, 25 aprile 1604), era il figlio minore del Granduca di Toscana Cosimo I de' Medici e di Eleonora di Toledo.
Indice |
[modifica] Biografia
La sua carriera come politico e ambasciatore fu facilitata dalla sua nascita. Nel 1571 fu inviato a Roma e nel 1575 a Venezia. A diciannove anni era già Generale delle galere toscane (1573), mentre l'anno successivo fu inviato come ambasciatore in Austria.
Nel 1571 si sposò con la cugina Leonora de Toledo, figlia di Don Garcia de Toledo, fratello di sua madre. Pietro fu un uomo dal carattere fosco e fitto di ombre. Nessun cronista ci risparmia la sua cattiva fama di persona violenta, viziosa, prepotente e scialacquatrice. Trascurava spesso la moglie per donnacce di malaffare. Per caso la raffinata damigella trovò come confidente Bernardo Antinori, appartenente a una nobile famiglia fiorentina.
Traditi da alcune missive intercettate, quando Pietro lo venne a sapere decise di liberarsi una volta per tutte di quella moglie per lui solo ostacolo alla sua vita dissoluta e motivo di infamia, scegliendo il modo più brutale: rimasto solo con essa nella villa di Cafaggiolo, in cui è attualmente custodito il suo ritratto qui esposto, copia dell'originale realizzata dal pittore Carmine Fontanarosa, in un eccesso d'ira (o forse in un calcolato momento lontano da sguardi indiscreti) la soffocò con le sue stesse mani tramite un "asciugatoio", come riportano i documenti dell'epoca. L'Antinori invece moriva in prigione, dopo essere stato arrestato con un pretesto qualsiasi.
Suo padre si premurò allora di spedirlo fuori da Firenze e lo fece arrivare in Spagna, dove rimase almeno fino al 1578, ritornandovi spesso fino a trascorrervi la gran parte del resto della sua vita, guadagnandosi l'appellativo di Don. Anche qui la sua cattiva fama non fece che accrescersi, venendo additato come scialacquatore e violento.
Nel 1579 fu nominato Generale delle fanterie italiane in Spagna e dopo aver condotto le suddette truppe dall'Italia alla Spagna, divenne ambasciatore fiorentino in quello stato. L'anno dopo lo si trova Luogotenente delle stesse truppe di fanteria italiana nella spedizione contro il Portogallo. Stette a Lisbona fino alla fine del 1582 quindi tornò in Spagna, almeno fino al 1584. Dalla sua corrispondenza apprendiamo dei seri problemi finanziari che aveva. Tornò in Italia nel 1584 per chiedere al fratello Granduca Francesco I de' Medici di coprire i suoi debiti, anche se ottenne solo rimproveri per la sua vita accanto a una donna di dubitevole reputazione. Nonostante il suo giuramento in espiazione dell'uxoricidio di non sposarsi mai più, i suoi parenti iniziarono a cercare di maritarlo di nuovo per vedere se la moglie potesse porre un freno alla sua vita dissoluta.
Nel 1585 partecipò a un'ambasceria a Roma, mentre dal 1586 al 1589 fu l'ambasciatore toscano a Madrid. In Spagna continuava ad accumulare debiti con il gioco, le scommesse e la vita nel lusso.
Tornato a Firenze dopo la morte di Francesco (novembre 1587), vi rimase per circa due anni.
Nel 1593 si sposò con Beatriz de Meneses, che riuscì in parte a stabilizzarlo sia dal punto di vista economico che emozionale, nonostante egli continuasse a frequentare la sua cortigiana favorita Antonia Caravajal, che gli diede cinque figli illegittimi. Un altro figlio naturale lo ebbe da Maria della Ribera.
Scriveva continuamente al fratello Ferdinando I de' Medici, chiedendo sempre una parte delle fortune familiari per coprire i debiti. Nel 1596 si recò anche dal pontefice per cercare di avere un arbitrio sulla sua controversia familiare, che si risolse con un niente di fatto.
Morì coperto di debiti nel 1604, appena raggiunti i 40 anni. I suoi figli illegittimi si trovavano già a Firenze, sotto le cure dei parenti, ma esclusi da una qualsiasi successione. Fu sepolto nel Monasterio de la Santissima Trinidad a Madrid, ma il suo corpo venne in seguito traslato a Firenze da Cosimo II de' Medici.
[modifica] Discendenza
- Cosimo (post 1577 - 1644), illegittimo, da Antonia Caravajal, a Firenze dal 1605
- Catalina o Maria, illegittima, con Antonia Caravajal, a Firenze dal 1605 dove prese i voti nel monastero delle Murate
- Juana, illegittima, da Antonia Caravajal, a Firenze dal 1605 dove entrò nello stesso convento della sorelle
- Cosimo (10 febbraio 1573 - agosto 1576), legittimo, figlio di Leonora Álvarez de Toledo, morì di malattia un mese dopo l'assassinio della madre.
- Cosimo (Madrid, 1588 - documentato fino al 1610), da María de la Ribera, nobildonna spagnola che citò Pietro alla corte di Castiglia per avere supporto economico; arrivato a Firenze nel 1605 venne mandato a studiare al seminario gesuita di Ingolstadt; tornato a Firenze, per il suo carattere ribelle venne dato ai monaci olivetani, ma la sua natura violenta non ne fu dominata; dopo aver ucciso il conte Bentivogluio in una rissa venne imprigionato e poi fuggì in Spagna, dove si arruolò nell'esercito che partiva per le Fiandre.
- Pietro (1592-1654), da Antonia Caravajal, dopo essere arrivato a Firenze nel 1605 fece una carriera politica e militare: Governatore di Livorno dal 1619 al 1627, Inviato mediceo a Milano nel 1629 e a Genova nel 1630, infine Capitano Generale della Cavalleria Medicea dal 1637.
- Leonora (1592-?), da Antonia Caravajal, a Firenze dal 1605 dove entrò nello stesso convento della sorelle
[modifica] Ascendenza
| Pietro de' Medici | Padre: Cosimo I de' Medici |
Nonno paterno: Giovanni dalle Bande Nere |
Bisnonno paterno: Giovanni il Popolano |
| Bisnonna paterna: Caterina Sforza |
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| Nonna paterna: Maria Salviati |
Bisnonno paterno: Jacopo Salviati |
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| Bisnonna paterna: Lucrezia di Lorenzo de' Medici |
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| Madre: Eleonora di Toledo |
Nonno materno: Pedro Álvarez de Toledo y Zuñiga |
Bisnonno materno: Fadrique Álvarez de Toledo y Enríquez |
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| Bisnonna materna: Isabel de Zúñiga |
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| Nonna materna: María Osorio y Pimentel |
Bisnonno materno: Luis Pimentel |
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| Bisnonna materna: Juana Osorio |
[modifica] Onorificenze
| Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro | |
[modifica] Altri progetti
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