Compagni di merende
Compagni di merende è un'espressione originata dalla deposizione di Mario Vanni al processo per gli omicidi attribuiti al cosiddetto mostro di Firenze.
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[modifica] Origine
L'espressione nacque dalle parole di Mario Vanni nelle testimonianze da lui rese durante i processi di primo grado e di appello che vedevano imputato Pietro Pacciani come responsabile dei delitti di otto coppie di giovani tra il 1968 e il 1985. Interrogato in qualità di amico dell'imputato, mentre il pubblico ministero gli poneva una domanda iniziale sulla sua attuale occupazione, Vanni esordiva dicendo di aver fatto delle merende con Pacciani:
| « Io sono stato a fa' delle merende co' i' Pacciani » | |
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e che non sapeva riferire nient'altro[2]. La reticenza di Vanni assunse toni esasperati quando, interrogato ancora con domande specifiche su alcuni avvenimenti che lo riguardavano personalmente, continuava a riferire solamente di aver fatto delle merende.
Mario Vanni venne successivamente accusato e condannato assieme a Giancarlo Lotti come complice di Pacciani nei delitti del mostro, a seguito dei processi ai «compagni di merende» (così come furono indicati dalla stampa)[3].
[modifica] I personaggi
- Pietro Pacciani (Vicchio 7 gennaio 1925 – San Casciano in Val di Pesa 22 febbraio 1998), Nato ad Ampinana, frazione di Vicchio, ha lavorato come contadino a Mercatale, frazione di San Casciano in Val di Pesa.
Soprannominato Il Vampa, è stato identificato come il «capo» dei «compagni di merende», in quanto ritenuto la mentalità più forte del gruppo. Prima di essere accusato degli omicidi del «mostro» aveva già avuto problemi con la giustizia. Nel 1951 era stato condannato per l'omicidio di un rivale in amore [4] (sorpreso in intimità con la sua fidanzata) e negli anni ottanta aveva di nuovo conosciuto la prigione con l'accusa di aver abusato sessualmente delle due figlie.
Pacciani fu condannato in primo grado ma assolto in appello per i delitti del «mostro», assoluzione poi annullata con nuovo rinvio a giudizio. È morto il 22 febbraio 1998 in circostanze mai chiarite[5].
- Mario Vanni (San Casciano in Val di Pesa 23 dicembre 1927 – Bagno a Ripoli 13 aprile 2009), ex postino di San Casciano in Val di Pesa, soprannominato Torsolo, l'ultimo a morire dei «compagni di merende». Accusato dal «pentito» Lotti di aver partecipato agli omicidi delle coppiette, e da altre testimonianze di testimoni oculari.
Non ha mai ammesso alcuna responsabilità, ed è stato condannato all'ergastolo per complicità in 4 degli 8 duplici omicidi. È morto il 13 aprile 2009 per cause naturali all'Ospedale Fiorentino Sudest di Bagno a Ripoli.
- Giancarlo Lotti (San Casciano in Val di Pesa 16 settembre 1940 – Milano 2 aprile 2002), operaio disoccupato, soprannominato Katanga, avrebbe confessato la partecipazione ad alcuni degli omicidi, sia pure nel ruolo secondario di «palo» e la sua partecipazione attiva all'omicidio del 1983, dove sarebbe stato obbligato dal Pacciani, secondo lui, a sparare un colpo contro la coppia di ragazzi tedeschi a Giogoli[6]. La sua credibilità come testimone «pentito» è dubbia a causa di incongruenze con la realtà dei fatti [7].
Condannato a 30 anni di reclusione scontati fino al 15 marzo 2002 nel carcere di Monza, è morto il 2 aprile a causa di un cancro al fegato in un ospedale milanese.
- Fernando Pucci, (vivente), disoccupato, amico di bevute di Lotti, da quest'ultimo tirato in ballo per gli ultimi due delitti (quello di Vicchio e quello degli Scopeti). Affetto da oligofrenia[8] e invalido al 100%, non è mai stato processato per i delitti, ma ha partecipato come testimone alle udienze contro Pacciani e Vanni[9][10].
[modifica] Uso nella lingua italiana
Per traslato la frase ha assunto un tono ironico: nell'italiano colloquiale vengono chiamati compagni di merende persone unite da complicità nel tramare segretamente qualcosa alle spalle di qualcuno.
Nella seconda metà degli Anni 1990, l'espressione fu usata da Filippo Mancuso, Ministro della Giustizia del Governo Dini, poi sfiduciato dal Parlamento, in riferimento allo stesso Lamberto Dini e all'allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro[11].
Nel 2009 la Corte di Cassazione ha definito non punibile e non lesivo, ma utilizzabile nel legittimo diritto di critica, il termine compagni di merende rivolto ad avversari politici accusati di cospirare e agire segretamente con attività illecite[12]
[modifica] Note
- ^ Puntata del programma Blu Notte dedicata alle vicende del Mostro di Firenze
- ^ È morto a 82 anni Mario Vanni, articolo su Repubblica.it.
- ^ È morto a 82 anni Mario Vanni l'ultimo 'compagno di merende' di Pacciani - cronaca - Repubblica.it
- ^ Miranda Bugli depone al processo Pacciani articolo del Corriere, pubblicato il 8 giugno 1994
- ^ Morte Pacciani, si indaga per omicidio articolo del Corriere, pubblicato il 30 marzo 2001
- ^ 'ANCH' IO HO SPARATO INSIEME A PACCIANI' - Repubblica.it » Ricerca
- ^ Caccia alla Beretta del mostro, articolo del Corriere, pubblicato il 18 febbraio 1996
- ^ ' PACCIANI HA UCCISO CHI LO RESPINGEVA' - Repubblica.it » Ricerca
- ^ MOSTRO DI FIRENZE UN ALTRO ARRESTO - Repubblica.it » Ricerca
- ^ " Uccidevano per vendetta "
- ^ Corriere della Sera, Mancuso insulta Scalfaro e Dini, 20 marzo 1996
- ^ Sdoganati i «compagni di merende» - Interni - ilGiornale.it del 30-10-2009
[modifica] Voci correlate
- Serial killer
- Mostro di Firenze
- Lista di assassini seriali per numero di vittime
- Donato Bilancia
- Leonarda Cianciulli
- Roberto Succo
- Maurizio Minghella
- Gianfranco Stevanin