Pianta centrale

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Interno del Pantheon
Il Pantheon (a sinistra) e la Rotonda del Brunelleschi

In architettura, la pianta centrale caratterizza quegli edifici in cui tutte le parti sono organizzate intorno ad un centro (simmetria centrale). Gli elementi che costituiscono la forma della pianta sono figure geometriche regolari, quali il quadrato, il cerchio, l'ottagono, la croce greca, l'ellisse; la centralità dello spazio solitamente è sottolineata da una cupola. Nel caso di un edificio a pianta circolare, si parla più specificamente di rotonda, mentre nel caso di un edificio religioso con bracci si parla di pianta a croce greca.

Indice

[modifica] Sviluppo storico

[modifica] Architettura antica

Tra i primi edifici a pianta centrale si ricordano i thòlos diffusi in particolare nella cultura micenea e poi in quella etrusca.

Nell'età romana la pianta centrale fu utilizzata per templi monopteri e, soprattutto in epoca imperiale, per mausolei e ninfei come il cosiddetto Tempio di Minerva Medica. L'esempio più celebre è comunque la rotonda del Pantheon.

[modifica] Medioevo

Schema ricostruttivo dell'esterno della basilica di Santo Stefano Rotondo al Celio nel V secolo

Nell'architettura paleocristiana e bizantina questa conformazione fu invece adottata inizialmente soprattutto per i martyrion, cioè le chiese contenenti reliquie di martiri (chiesa dei Santi Apostoli a Costantinopoli), allargandosi poi a battisteri, mausolei, cappelle palatine e chiese di dimensioni più imponenti come le basiliche di San Vitale a Ravenna, quella di San Lorenzo a Milano, la chiesa di Santo Stefano Rotondo a Roma, la chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme e Hagia Sophia a Istanbul.

Tra gli esempi romanici spiccano la rotonda di San Tomè o la chiesa del Santo Sepolcro a Pisa, facente parte di un gruppo di chiese, generalmente a pianta ottagonale o circolare, edificate in tutta Europa nel XII secolo, a seguito delle prime crociate, ad imitazione del Santo Sepolcro di Gerusalemme ed in particolare della parte chiamata Anastasis dell'antica basilica costantiniana e della Cupola della Roccia che i crociati ritenevano una parte del Tempio di Salomone[1] ricordiamo ad esempio la Temple Church di Londra.

Per tutto il medioevo continua inoltre la tradizione sorta nel periodono paleocristiano dei battisteri ottagonali, diffusi in particolare in Italia con esempi molto famosi.


[modifica] Rinascimento

Leonardo da Vinci, schizzi per una chiesa a pianta centrale con cappelle per gemmazione, Parigi, Institut de France
Michelangelo: pianta di San Pietro in Vaticano

L'apice degli studi sulla pianta centrale fu raggiunto durante il Rinascimento: la tipologia architettonica centralizzata favoriva una sintesi geometrico-razionale delle parti dell'edificio, con tutti i risvolti simbolici legati al cerchio, che per Marsilio Ficino era forma prediletta della natura e rappresentazione divina; inoltre la cupola, secondo un'antichissima simbologia religiosa, era assimilata al cielo[2].

Nei primi decenni del XV secolo Filippo Brunelleschi, autore degli spazi centralizzati della Sagrestia Vecchia e della Cappella dei Pazzi, progettò la Rotonda di Santa Maria degli Angeli, a Firenze, caratterizzata da una complessa pianta ottagonale all'interno e con sedici lati all'esterno.

A porre il tema della pianta centrale al centro del dibattito architettonico fu alla metà del secolo, Leon Battista Alberti che nel libro settimo del suo trattato De re aedificatoria, trattando della pianta degli edifici sacri raccomanda l'uso del cerchio[3] e delle figure geometriche inscritte del cerchio: quadrato, esagono, ottagono, decagono e dodecagono. In tal modo pose le basi delle successive teorizzazioni e ricerche sulla pianta centrale come modello ideale della chiesa-tempio.[4] Alberti come progettista affrontò il tema solo nella chiesa di San Sebastiano a Mantova.

Sul finire del Quattrocento edifici a pianta centrale cominciarono a comparire, in forme monumentali anche negli sfondi dei dipinti, come la Consegna delle chiavi di Perugino[5].

Tra i progettisti che si impegnarono sul tema della pianta centrale occorre ricordare Giuliano da Sangallo che edificò a Firenze la sagrestia di Santo Spirito a pianta ottagonale e tra il 1484 e il 1495 la basilica di Santa Maria delle Carceri a Prato, a croce greca, che riprendeva gli studi dell'Alberti a San Sebastiano[5]. La ricerca teorica sulla pianta centrale fu portata avanti da Filarete e soprattutto da Francesco di Giorgio Martini.

Fu però soprattutto a Milano, tra Leonardo e Bramante, che si ebbero gli sviluppi più rilevanti sul tema. Leonardo da Vinci approntò dei disegni di chiese ottagonali sormontate da grandi cupole (Codice B) e contornate da cappelle, nelle cui composizioni si avverte l'eco della grande tribuna di Santa Maria del Fiore a Firenze. Queste astrazioni teoriche influenzarono notevolmente Donato Bramante, che utilizzò la pianta centrale per la sagrestia di San Satiro e nella tribuna di Santa Maria delle Grazie a Milano, che fecero da preludio alle grandi opere romane: il tempietto di San Pietro in Montorio (1502) e il progetto originario della basilica di San Pietro in Vaticano[5].

Intorno a questo progetto ed al cantiere del grande tempio si svilupperà per oltre un secolo un dibattito avente come oggetto la pianta centrale e che riguardò non solo gli aspetti architettonici ma anche teologici e filosofici.

Sempre al Bramante è attribuito, non senza incertezze, il progetto di Santa Maria della Consolazione a Todi, alla cui costruzione partecipò tuttavia Cola da Caprarola. Esempio simile è la chiesa di San Biagio a Montepulciano, iniziata da Antonio da Sangallo il Vecchio nel 1518[5].

Pure Michelangelo ideò impianti centralizzati, come il disegno della basilica di San Giovanni Battista dei Fiorentini (non realizzato) e tornò alla pianta centrale (poi non realizzata) per il cantiere di San Pietro in Vaticano.

Tra i primissimi esempi nel Rinascimento di pianta centrale applicata non ad un edificio religioso o pubblico ma privato è Villa Almerico Capra detta "La Rotonda" (1566), uno dei capolavori di Andrea Palladio.

[modifica] Barocco e sviluppi successivi

Durante il Barocco la pianta centrale fu trasformata in base alle esigenze della Controriforma, tese a rafforzare l'asse longitudinale delle chiese, come nel caso della basilica di Santa Maria della Salute a Venezia, dove uno spazio ottagonale è unito ad un presbiterio quadrato. Altri esempi notevoli si hanno inoltre nelle chiese Romane di Sant'Agnese in Agone, di Sant'Ivo alla Sapienza, di Sant'Andrea al Quirinale e la collegiata dell'Assunta di Ariccia. A Torino Guarino Guarini e Filippo Juvarra portarono avanti il tema della pianta centrale, arricchendolo di inediti rapporti tra volumi vuoti/pieni.

Nel Settecento e nell'Ottocento ritroviamo schemi centralizzati, derivati dallo consolidato tema del Pantheon romano, in diversi edifici di valore: è il caso, ad esempio, delle chiese di San Simeon Piccolo e della Maddalena a Venezia e della neoclassica basilica di San Francesco di Paola a Napoli.

[modifica] Note

  1. ^ Renata Salvarani, La fortuna del Santo Sepolcro nel Medioevo: spazio, liturgia, architettura, 2008
  2. ^ De Vecchi-Cerchiari, cit., pag. 192.
  3. ^ ... la natura medesima si compiace sopra ogni altra della forma rotonda, come è provato dalle sue creazioni stesse, quali la terra, le stelle, gli alberi, i nidi degli animali ...
  4. ^ R. Wittkower, Principi architettonici nell’età dell’Umanesimo, Torino 1963, pp. 9-15.
  5. ^ a b c d De Vecchi-Cerchiari, cit., pag. 193.

[modifica] Bibliografia

  • N. Pevsner, J. Fleming, H. Honour, Dizionario di architettura, Torino 1981.
  • Pierluigi De Vecchi ed Elda Cerchiari, I tempi dell'arte, volume 2, Bompiani, Milano 1999. ISBN 88-451-7212-0

[modifica] Voci correlate

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