Peschici
| Peschici comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
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| Provincia | |||||
| Sindaco | Domenico Vecera (lista civica Per Peschici) dal 16/04/2008 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 41°57′0″N 16°1′0″E / 41.95°N 16.01667°ECoordinate: 41°57′0″N 16°1′0″E / 41.95°N 16.01667°E | ||||
| Altitudine | 90 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 48,92 km² | ||||
| Abitanti | 4 411[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 90,17 ab./km² | ||||
| Frazioni | Manaccora, San Nicola | ||||
| Comuni confinanti | Vico del Gargano, Vieste | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 71010 | ||||
| Prefisso | 0884 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 071038 | ||||
| Cod. catastale | G487 | ||||
| Targa | FG | ||||
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) | ||||
| Cl. climatica | zona D, 1 427 GG[2] | ||||
| Nome abitanti | peschiciani | ||||
| Patrono | sant'Elia | ||||
| Giorno festivo | 20 luglio | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Peschici nella provincia di Foggia |
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| Sito istituzionale | |||||
Peschici è un comune italiano di 4.383 abitanti della provincia di Foggia in Puglia. Rinomata stazione balneare garganica, è stata più volte insignita della Bandiera Blu dalla Foundation for Environmental Education. Il territorio comunale è incluso nel Parco Nazionale del Gargano.
Indice |
[modifica] Geografia
Lungo la costa si susseguono maestosi promontori, spesso attraversati da sistemi di grotte marine, e calette pressoché inaccessibili. La copertura vegetale del territorio è in buona percentuale boschiva, prevalentemente pini d'aleppo che nella zona crescono dalle colline dell'interno fino ai lembi delle spiagge. Presente macchia mediterranea.
L'abitato di Peschici è dislocato sulla sommità (e lungo il versante occidentale) di un'imponente rupe carsica che, elevandosi per più di 100 metri sull'Adriatico, domina la baia sottostante. Il nucleo storico del paese si arrampica dal porto fino alle fortificazioni del castello svevo.
Il territorio comunale, compreso tra i comuni di Vico del Gargano e Vieste, presenta un'escursione altimetrica di 582m e un'orografia aspra e varia. Peschici dista 9 km da San Menaio (SS89), 13 km da Vico del Gargano (SS89), 14 km da Rodi Garganico, 21 km da Vieste (SS89 o SP23) e circa 122 km da Foggia.
[modifica] Storia
[modifica] Le origini
Due storici ecclesiastici, Pompeo Sarnelli e M. Cavalieri nel 1680 affermano che le origini di Peschici vanno fatte risalire agli Schiavoni o Slavi, chiamati dall'imperatore Ottone I per liberare il Gargano dai Saraceni. Il Sarnelli precisa anche l'anno, il 970. Entrambi gli storici indicano in Sueripolo il capo di questi Slavi, infatti il Sarnelli scrive: «Sueripolo, Capitano degli Slavi, col suo esercito discacciò affatto i Saraceni dal Monte Gargano» i vittoriosi Slavi «furono rimunerati dall'Imperatore, facendoli abitare nel campo di San Vito in Gargano, dividendoli in due colonie l'una detta Vico, l'altra Peschici».
Il nome stesso di Peschici è probabilmente di origine slava, infatti la radice slava "pès" (o "pèsc") si riferisce alla sabbia, i toponimi slavo pjèskusa e russo pèski indicano suolo sabbioso. Numerose furono le incursioni Saracene dall'866 al 969 sulle coste garganiche che andarono a finire nel X secolo. Un dato è certo, Peschici nell'XI secolo era sicuramente abitata, e ciò è confermato in un documento,la Chartula Offertionis in S. Maria di Devia del 1053, in cui appare per la prima volta il nome, e in cui si attesta che tre slavi abitavano “...intus Castello Pesclizo...”[3].
Con il sistema feudale introdotto dai Normanni ritroviamo, nel 1154, Peschici sotto la contea di Lesina. In questo periodo passa da un feudatario all'altro. Nel 1177 è sotto il feudo di Monte Sant'Angelo, donato da Guglielmo II detto il Buono alla moglie Giovanna d'Inghilterra. Sotto il dominio degli Svevi, Peschici passò momenti drammatici nella contesa tra impero e papato. Un cronista del tempo ci riferisce che nel settembre 1239, 25 galee veneziane mandate da Papa Gregorio IX contro lo scomunicato Federico II, “prendono e prostrano Bestice (Peschici) e Bestie (Vieste)”. Federico II, tuttavia, farà ricostruire le fortificazioni dei due centri. Sotto la dinastia Angioina, Peschici è tra i pochi paesi fedeli a re Ca, al tempo della venuta di Corradino di Svevia (1267). Nel 1274 prende parte con Bari, Monopoli, Trani, Vieste e Ortona nella flotta pugliese all'assedio di Almissa, città della costa Dalmata. Nel 1401 il feudo passa a re Ladislao di Durazzo.
[modifica] Dal XV secolo all'unità d'Italia
Durante il dominio aragonese, i garganici appoggiarono (1458) i baroni contro il nuovo re Alfonso, che nel 1462 occupò il Gargano affidandolo a Giorgio Castriota Scanderbeg, alleato del sovrano spagnolo. Sullo sfondo di questo scenario è sempre presente Venezia, la città marinara che controlla tutti i traffici verso l'Oriente e le coste dell'Adriatico: tra il 1469 e il 1586 Peschici compare in 23 carte e portolani, gran parte dei quali redatte da geografi della Serenissima. Inoltre, in altri documenti è attestato che a Peschici si costruiscono navi ragusee tra il 1550 e il 1570: «Ser Antonio de Stephano de Ragusio et Ser Marco de Johanne fanno costruire in società una nave de la portata de carra 250. Ditta costruzione debia avvenire in terra Peschize. La dispesa sarà di ducati 500»[4] “In Peschize de Gargano si costruisce una nave pro parte Johannis de Natale de Ragusio, Baroli commorantis”. Il calefatore è Marinus de Ragusio.[5] Dopo la guerra franco-spagnola per il possesso del regno di Napoli, ma soprattutto dopo le ennesime scorrerie dei turchi, di cui abbiamo testimonianze in un manoscritto di Timoteo Mainardi (Ragioni del Monastero di S. Maria delle Tremiti, 1592), si ricorda nel 1554 la strage di Vieste, in cui ci furono migliaia di vittime, e nel 1567 l'assedio di Tremiti, fu decisa la costruzione di dieci torri lungo le coste della Capitanata.
Cinque anni dopo il numero delle torri sale a 21 e tra esse ci sono quella di Monte Pucci, quella detta dei doganieri a San Menaio e quella di Calalunga, che poi fu diroccata nel 1570. La prima descrizione di Peschici l'abbiamo dal Sarnelli nel 1676: “Terra Baronale. È situata in luogo eminente, e che gode della veduta del mare”. Scrive dell'abitato che è contenuto nelle mura di recinzione: fuori le chiese della Madonna di Loreto e di Santa Maria di Sfilzi, i conventi di Calèna, S. Francesco e S. Niccolò. La siccità o una delle ricorrenti invasioni di cavallette (1663) fecero tante vittime da decimare sensibilmente la popolazione.
Nel ‘700 una lapide posta sul Recinto Baronale, nel centro storico, attesta l'appartenenza di Peschici al principe d'Ischitella Emanuele Pinto. Durante l'insurrezione antiborbonca in tutto il Gargano si costituiscono le vendite, le associazioni carbonare, e nel 1848 il peschiciano antiborbonico-liberale nonché attivo uomo politico, poeta e scrittore Giuseppe Libetta (noto perché comandante del primo bastimento a vapore che osò varcare il Mediterraneo, il Ferdinando I, che salpò da Napoli il 27 settembre 1818) entra nel Parlamento nato dalla Costituzione Sabauda. Al plebiscito del 1860 quasi il 40% dei peschiciani votò a favore dei Borboni.
[modifica] Dall'unità d'Italia ai giorni nostri
Nel 1865 l'isolamento del Promontorio Garganico è rotto grazie alla costruzione della strada circum garganica, l'attuale SS 89. Durante il ventennio fascista, nel 1931 arriva la ferrovia e nel 1939 viene ultimato l'Acquedotto Pugliese. Nonostante le battaglie del regime per l'aumento della popolazione e della produzione del grano, Peschici al censimento del 1936 aumenta di un terzo ma è in aumento anche il fenomeno dell'emigrazione. Non migliore è la situazione del dopoguerra, infatti, con la popolazione in aumento non cresce l'occupazione e il tenore di vita, ma solo il numero di emigranti. Solo con l'avvento del turismo intorno al 1960 ci saranno dei miglioramenti che porteranno molti frutti visibili tutt'oggi.
[modifica] Monumenti e luoghi di interesse
[modifica] I Trabucchi
I Trabucchi sono una presenza tipica della costa di Peschici, che ne conta ben sette, gli unici trabbuchisti ancora in vita e capaci di costruire un trabucco risiedono a Peschici e fanno capo alla Famiglia Ottaviano e Fasanella. I Trabucchi hanno una architettura molto complessa, fatta di pali di legno che si intrecciano a fili e carrucole, essi sono uno strumento molto efficace, specie sul nostro litorale, per la pesca del pesce di passaggio. Il loro metodo è semplice e consiste nell'immergere nel mare una grossa rete a sacco sostenuta da svariate antenne, su di queste si posiziona una vedetta che dall'alto riesce a vedere l'arrivo del branco di pesce ed al suo segnale le persone presenti sul Trabucco iniziano a girare una ruota che tramite una fitta e complessa rete di fili e carrucole alza il sacco della rete dal mare ed imprigiona il branco di pesce. Questa pesca è stata praticata per molto tempo e sfrutta le migrazioni dei branchi di pesce da nord a sud dell'adriatico. Oggi svariati Trabucchi sono diventati dei ristoranti molto caratteristici dove si può gustare il pesce dopo averlo pescato.
[modifica] Le torri
Fin dalle origini la storia di Peschici è profondamente legata al mare ed ai suoi pericoli. Il borgo fu fondato, infatti, nell'XI secolo da un manipolo di soldati slavi inviati nella zona da Ottone I per far fronte alla minaccia dei saraceni. A memoria di una storia secolare di attacchi ed incursioni restano oggi alcune torri costiere erette nella seconda metà del Cinquecento per difendere il territorio da pirati e corsari.
I fortilizi si levano su alte rupi a picco sul mare, in posizione dominante e panoramica rispetto all'Adriatico: tale ubicazione risulta strategica e funzionale all'avvistamento ed alla segnalazione delle navi nemiche. Le torri hanno base quadrangolare e presentano la forma di tronchi di piramide; l'accesso avveniva dal lato rivolto verso i monti per mezzo di scale retrattili in legno, successivamente sostituite da rampe fisse in muratura.
Le feritoie, invece, che fungevano anche da finestre, erano aperte nelle pareti laterali. Ogni torre doveva essere visibile da altre due torri: l'avviso delle imminenti incursioni di giorno avveniva per mezzo di segnali di fumo, di notte per mezzo di segnali di fuoco oppure ricorrendo al suono di campane o di corni. Talora venivano anche inviati dei messaggeri a cavallo ad allertare la popolazione locale.
Tra le torri superstiti la più famosa è sicuramente quella di Monte Pucci che regala ai suoi visitatori un panorama meraviglioso. La torre, arroccata sull'alta roccia calcarea, avvolta dall'esaltante profumo di pino misto a quello del mirto, ha perso l'originario coronamento e come le altre della zona presenta dimensioni assai ridotte che ne attestano la funzione di avvistamento e non, quindi, difensiva.
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Etnie e minoranze straniere
Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 230 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:
Romania 127 2,88%
[modifica] Cultura
[modifica] Cinema
Nel 1953 a Peschici, fu girato il Film de il Figlio dell’uomo (Ecce Homo), un film di Virgilio Sabel sulla vita, la passione e la resurrezione del cristo prodotto dalla San Paolo Film. Nei fotogrammi del film in Bianco e Nero si distinguono chiaramente alcune location, dalla Torre di Monte Pucci all’abbazia di Kàlena, e alcuni volti: la popolazione del paese partecipò in massa alle riprese. Fu location nel 2001 del film I cavalieri che fecero l'impresa, di Pupi Avati. A Peschici è stato ambientato il primo episodio del film Un'estate al mare, dei fratelli Vanzina. L'episodio s'intitola Il Conte di Montecristo e ha per protagonisti Lino Banfi e Victoria Silvstedt.
[modifica] Geografia antropica
[modifica] Urbanistica
Il tessuto urbano presenta una morfologia intricatissima, fatta di vicoli, piazzette, corti, scalinate, stretti passaggi, archi e soprattutto case bianche, tipiche dell'architettura mediterranea. L'espansione urbana ha avuto luogo in due aree e secondo modalità diverse: sul promontorio, verso l'entroterra, di tipo relativamente intensivo, e nella Valle Clavia, verso Monte Pucci, di tipo sporadico e con vocazione turistico-ricettiva.
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Domenico Vecera (lista civica Per Peschici) dal 16/04/2008 (1º mandato)
[modifica] Sport
Sede Principale dei Campionati internazionali di Orienteering periodo Marzo-Maggio ed Ottobre Novembre
Pratica Windsurfing e Kitesurf ideale tra Le Baie di Sfinale e S.Nicola.
A Peschici si sono recentemente concluse tre tappe del Giro d'Italia:
- la 5ª tappa del Giro d'Italia 2000 (18 maggio), vinta da Danilo Di Luca.
- la 6ª tappa del Giro d'Italia 2006 (16 maggio), vinta da Franco Pellizotti.
- la 6ª tappa del Giro d'Italia 2008 (15 maggio), vinta da Matteo Priamo.
Calcio: Attualmente ci sono due società la Peschici Calcio 1992 puro settore Giovanile e L'Atletico Peschici II° Categoria Pugliese.
[modifica] Personaggi celebri
[modifica] Curiosità
Il 31 ottobre 1998 venne realizzata a Peschici una vincita record al Superenalotto. Con un maxisistema furono vinti oltre 63 miliardi di lire. In quella data questa cifra era la più alta mai vinta per un gioco a premi in Europa.
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, pp. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato il 25 aprile 2012.
- ^ [Cod. Dipl. Tremiti, doc.47] (I Bizantini con il termine "Castello" designavano i centri fortificati minori)
- ^ Cod. Dipl. Barl., vol. 10, n.28>
- ^ Cod. Dipl. Barl., vol. 10, n.380>
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
- Commons
Articolo su Wikinotizie: L'Italia nelle fiamme: quattro morti in Puglia
Commons contiene file multimediali su Peschici
[modifica] Collegamenti esterni
- Francesco Granatiero, Vestigia slave nel dialetto di Peschici - poesia e dialetto
- Peschici su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Peschici")