Pescasseroli

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Pescasseroli
comune
Pescasseroli – Stemma
Pescasseroli – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Abruzzo – stemma Abruzzo
Provincia L'Aquila – stemma L'Aquila
Sindaco Anna Nanni (Lista civica Pescasseroli che vorrei) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 41°48′18″N 13°47′23″E / 41.805°N 13.78972°E / 41.805; 13.78972 (Pescasseroli)Coordinate: 41°48′18″N 13°47′23″E / 41.805°N 13.78972°E / 41.805; 13.78972 (Pescasseroli)
Altitudine 1.167 m s.l.m.
Superficie 92,35 km²
Abitanti 2 271[1] (31-12-2010)
Densità 24,59 ab./km²
Comuni confinanti Alvito (FR), Bisegna, Campoli Appennino (FR), Gioia dei Marsi, Lecce nei Marsi, Opi, San Donato Val di Comino (FR), Scanno, Villavallelonga
Altre informazioni
Cod. postale 67032
Prefisso 0863
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 066068
Cod. catastale G484
Targa AQ
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti pescasserolesi
Patrono san Pietro
Giorno festivo 30 giugno
Localizzazione
Pescasseroli è posizionata in Italia
Pescasseroli
Posizione del comune di Pescasseroli all'interno della provincia dell'Aquila
Posizione del comune di Pescasseroli all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Pescasseroli è un comune italiano di 2.204 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo.

Indice

[modifica] Geografia

La stazione sciistica di Monte delle Vitelle

Ubicata in una conca a quota 1167m s.l.m. nel cuore dei Monti Marsicani, ad est dello spartiacque appenninico, il territorio comunale appartiene alla Comunità Montana Alto Sangro e Altopiano delle Cinque Miglia ed è il centro principale del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise di cui è anche la sede amministrativa centrale.

È sede anche dell'omonima stazione sciistica posta a pochi chilometri dal centro abitato lungo le pendici del Monte delle Vitelle (1966 m).

[modifica] Clima

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Pescasseroli.

Gode di un clima freddo in inverno e fresco d'estate. A causa dell'esposizione alle correnti umide occidentali, è molto probabilmente il centro abitato più piovoso d'Abruzzo con le precipitazioni (piovose e nevose) che superano spesso i 2000mm annui (record di quasi 2800mm nel 2010) distribuite principalmente nella stagione autunnale, invernale e primaverile. È inoltre uno dei luoghi a parità di quota con la temperatura media annuale più bassa d'Abruzzo. Queste due caratteristiche la rendono estremamente interessante e a tratti unica sotto il profilo meteo-climatico tanto da meritare una postazione fissa di monitoraggio atmosferico con la presenza dell'omonima stazione meteorologica.

[modifica] Accessibilità

Pescasseroli è raggiungibile dall'alta Marsica (uscita di Pescina dell'A25) e dall'Alto Sangro attraverso la Strada statale 83 Marsicana che attraversa il Parco Nazionale d'abruzzo da nord a sud-est toccando a sud anche altri centri turistici come Opi, Villetta Barrea, Civitella Alfedena, Barrea e Alfedena. Accessi secondari provengono da Cocullo (A25) attraverso la Strada statale 479 Sannite passando per la Valle del Sagittario e Scanno-Passo Godi, e dal territorio laziale attraverso il valico di Forca d'Acero e l'omonima Strada Statale 509 passando per Opi.

[modifica] Origine del nome

L'etimologia del nome si è prestata, nel tempo, a varie ipotesi. Come ha ricordato Benedetto Croce nella monografia Pescasseroli, se il generico pesclum (peschio o pesco) vale come "luogo alto e ripido", configurando nel caso specifico la cresta dove sorgono i ruderi del castello, per seroli taluni avevano affermato che potesse derivare da sera, cioè il "chiavistello" posto a chiusura del varco che congiunge alle montagne delle Serre, o, come formulato dal geografo Roberto Almagià, dalla serretta, vale a dire la piccola serra che dal monte Forcella si protende verso il fiume Sangro. Lo stesso Croce, soggiungendo di non ritenere convincenti tali versioni, suggeriva anche di tener conto dell'ipotesi che il Pesclum ad Serolum, anche attestato in Pesclum Ansericum, potesse significare il «peschio presso il Sangro (lat. Sarus), che nasce poco discosto e scorre sotto quel monte, ancora povero d'acque, ancora piccolo (Sarolus, piccolo Sangro)»[2].

[modifica] Storia

[modifica] Età medievale

Dominio della famiglia Borrello (XI secolo), Pescasseroli passò come "suffeudo" ai di Sangro. Da questi, dopo la caduta degli svevi, giunse, per via femminile, ai d'Aquino. Nel 1349, quando Adenolfo II d'Aquino perì, con tutta la famiglia, sotto le rovine del castello di Alvito, andò al ramo dei conti di Loreto. Nel 1461, la baronia di Pescasseroli fu ereditata da Antonella d'Aquino, marchesa di Pescara.

Alla fine del XVI secolo, il feudo fu venduto a Giovan Giacomo di Sangro, che morì nel 1607. Messo all'asta, si registrò da questo punto fino all'inizio del XVIII secolo una lunga successione di diversi possessori, finché nel 1705, per il prezzo di 15.770 ducati, fu acquistato dai Massa di Sorrento, che furono gli ultimi baroni di Pescasseroli, prima dell'affacciarsi della nuova borghesia ottocentesca, nel caso specifico esemplificata dalla famiglia Sipari.[3]

[modifica] Età Moderna

[modifica] Il Discorso di Croce (1910)

Poco dopo la nomina di senatore del Regno, ed ormai quarantaquattrenne, Benedetto Croce tornò per la prima volta dalla nascita a Pescasseroli nell'agosto del 1910. Il 21 agosto di quell'anno, dal balcone di Palazzo Sipari, pronunciò un discorso, più noto come Discorso di Pescasseroli[4], nel quale salutò i propri concittadini, rammaricandosi per non essere tornato prima. La ragione di ciò era dal filosofo individuata nel timore (utilizzò anche il termine "fantasma") di disperdere le belle immagini che del borgo marsicano si era fatto, come in un sogno, attraverso i tanti racconti che, quando era piccolo, aveva udito dalla madre (Luisa Sipari).

Aveva dunque paura che il sogno non corrispondesse alla realtà. Questa, tuttavia, era migliore del sogno, tanto che Pescasseroli gli parve «più bella, più ampia, più gaia» e persino «più civile» di come l'aveva vagheggiata. Belle parole, quelle di Croce, che si conclusero anche con una sorta di profezia, secondo la quale il nome del suo paese natale sarebbe diventato in pochi anni «familiare a tutti», perché a Pescasseroli sarebbero arrivati «da ogni parte, i villeggianti e gli escursionisti».

Nel riconoscergli quell'antiveggenza che soltanto i grandi uomini possono vantare, non va trascurato che una parte della fama del borgo altosangrino sia dovuta anche all'opera dello stesso filosofo, che presentò, da ministro della Pubblica Istruzione, il disegno di legge Per la tutela delle bellezze naturali e degli immobili di particolare interesse storico (approvato poi con la Legge 778 del 1922), primo fondamento legislativo dei parchi nazionali italiani[5], e che scrisse la monografia di Pescasseroli, più tardi collocata in appendice alla prestigiosa Storia del Regno di Napoli.

In seguito a quella visita, Croce donò al Comune il manoscritto della Logica, che, dedicata ai suoi genitori, era uscita nel 1909.

Abbazia dei Santi Pietro e Paolo

[modifica] Luoghi d'interesse

Pescasseroli è conosciuta come stazione climatica, luogo di villeggiatura sia estiva che invernale, e come principale centro del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.[6] Nel paese, infatti, si trovano un museo e un centro di visita con alcuni esemplari della fauna autoctona, fra cui l'orso marsicano, oltre alla ricostruzione della tomba dei resti di una donna che abitò la zona nel VI secolo a.C.

Nel centro storico spicca Palazzo Sipari (costruito nel 1839)[7], sede della Fondazione intitolata ad Erminio Sipari, deputato e fondatore del Parco, ove il 25 febbraio 1866 nacque il celebre filosofo Benedetto Croce. Degna di rilievo è anche l'Abbazia dei Santi Pietro e Paolo, fondata intorno al 1100. In essa si trova una statua lignea raffigurante la Madonna col bambino datata intorno al XIII secolo. L'8 settembre 1752 il Capitolo Vaticano, inviando una preziosa corona d'oro, procedette alla Solenne Incoronazione della statua.

[modifica] Cittadini illustri

[modifica] Festività

L'Infiorata
  • 17 gennaio, Sant Antonio Abate: Processione con benedizione del fuoco, dell'acqua e degli animali.
  • 25 gennaio, Conversione di S.Paolo, patrono del Comune di Pescasseroli
  • 2 febbraio, Giorno della "Candelora" la Candela benedetta, anni fa, veniva custodita nelle abitazioni e accesa soltanto in caso di forti tempeste.
  • 3 febbraio, Festa di San Biagio protettore dei mali della gola. Durante la celebrazione eucaristica si tiene la benedizione dei dolciumi e delle caramelle nella chiesa parrocchiale con folta partecipazione di giovani e fanciulli.
  • Venerdì Santo, Via crucis per le strade del paese con altarini preparati in ogni quartiere.
  • Giugno, Festa del Corpus Domini con infiorata che percorre tutte le strade del paese.
  • 29 giugno, Festa dei SS. Pietro e Paolo.
  • Luglio, Ecolonga -Gara Podistica-
  • 15-16 luglio, Festa della Madonna del Carmine.
  • Ultima domenica di luglio, Sagra dell'agnello, Festa della Madonna di Monte Tranquillo (1850 slm).
  • 8-9 settembre, Celebrazioni per la "Madonna nera dell'Incoronata".
  • Prima domenica di ottobre, Festa della Madonna della Vittoria (o dei Pastori).
  • 24 dicembre "Tomba", Falò davanti la chiesa parrocchiale.

[modifica] Città Gemellate

Pescasseroli è gemellata con:

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Anna Nanni (lista civica) dal 07/05/2012

[modifica] Amministrazioni precedenti

Periodo Primo Cittadino Partito Carica Note
2003 2008 Carmelo Giura centrosinistra Sindaco
2008 2011 Nunzio Finamore lista civica "Pescasseroli libera" Sindaco



[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ B. Croce, Due paeselli d'Abruzzo: Pescasseroli e Montenerodomo, a cura dei Comuni di Pescasseroli e Montenerodomo, Raiano 1999, pp. 75-76.
  3. ^ Tutta la storia e le relative fonti in Benedetto Croce, Pescasseroli, Laterza, Bari 1922, poi in appendice a Idem, Storia del Regno di Napoli, Laterza, Bari 1925 e successive edizioni e ristampe.
  4. ^ Pubblicato per la prima volta nel fasc. 1-2/1966 della «Rivista Abruzzese» e ristampato nel volume La lunga guerra per il Parco nazionale d'Abruzzo, (Quaderni di Rivista Abruzzese, 24), Lanciano 1998, pp. 15-18.
  5. ^ Su questi aspetti cfr. L Arnone Sipari, Il percorso di Croce all'ecologia liberale attraverso le radici familiari, in Croce tra noi (Due giornate di studio, Pescasseroli-Università degli Studi di Cassino, 3-4 giugno 2002), Mephite, Atripalda 2003, pp. 25-37.
  6. ^ Il Parco nazionale venne inaugurato, con solenne cerimonia, proprio a Pescasseroli. Il 9 settembre 1922, presso la fontana di San Rocco (all'ingresso del paese, venendo da Bisegna), fu svelata la seguente iscrizione lapidea (tuttora visibile): "Il Parco Nazionale d'Abruzzo sorto per la protezione delle silvane bellezze e dei tesori della natura qui inaugurato il IX Settembre MCMXXII".
  7. ^ Costruito al posto del palazzo dei baroni Massa, ex feudatari del luogo, Palazzo Sipari «reca l'impronta di una squisita semplicissima architettura combinata con gli ultimi elementi del periodo neoclassico che languiva e con qualche reminiscenza dell'impero trionfante. Il vasto palazzo, ricco di terrazzo giardino e di sale immense, è notevole specialmente per una strana antiveggenza dell'antenato Sipari che lo volle. Quando fu costruito, la valle non era corsa che da una via mulattiera, la carrozza per Pescasseroli era ancora un sogno. E pure le porte furono aperte così vaste, gli androni furono architettati così comodi da permettere dopo un secolo il libero moto alla più poderosa automobile». Così scrisse Emidio Agostinoni, Altipiani d'Abruzzo, (Italia Artistica, 64), Istituto Italiano d'Arti Grafiche, Bergamo 1912, p. 28.

[modifica] Voci correlate


[modifica] Altri progetti

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