Pendolo (alpinismo)

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Schema della fase centrale della manovra

Il pendolo è una tecnica di progressione propria dell'arrampicata artificiale utilizzata in ambito alpinistico. Fa parte delle manovre nelle quali la corda è utilizzata come mezzo di progressione e non solo come dispositivo di sicurezza in caso di caduta. Può essere utilizzata per compiere traversate in alternativa alla tecnica della trazione laterale[1].

Indice

[modifica] La manovra

Il capocordata pone un ancoraggio più in alto possibile dopodiché vi si appende e il secondo lo cala quel tanto che gli basta per effettuare la manovra. A questo punto comincia ad oscillare fino a raggiungere il punto desiderato. Qui riprende la progressione in arrampicata artificiale o libera fino ad un punto di sosta.

Il secondo di cordata raggiunge l'ancoraggio dal quale era stato effettuato il pendolo e compie anche lui la traversata sfruttando una manovra di corda o effettuando anch'egli un pendolo[2].

L'esecuzione di questa tecnica è considerata di difficoltà A0 secondo la scala europea di valutazione delle difficoltà in arrampicata artificiale[3].

[modifica] Storia

La manovra è stata usata di frequente fino agli anni 50-60, poi è caduta progressivamente in disuso in seguito al miglioramento delle tecniche e dei materiali che hanno permesso di affrontare difficoltà sempre più elevate in arrampicata libera[4]. Esempi dell'uso di questa tecnica sono il pendolo effettuato da Andreas Hinterstoisser per aprire la Traversata Hinterstoisser sulla parete nord dell'Eiger[5] e la serie di pendoli effettuata da Walter Bonatti durante la sua salita all'Aiguilles du Dru[6].

[modifica] Note

  1. ^ CAI, op. cit., p.394
  2. ^ CAI, op. cit., pp.395-396
  3. ^ CAI, op. cit., p.528
  4. ^ Scandellari, op. cit.
  5. ^ Heinrich Harrer, Ragno bianco, traduzione di Mario Merlini, Garzanti, 1959. (ISBN non disponibile)
  6. ^ Walter Bonatti, Le mie montagne, Bologna, Zanichelli, 1961. (ISBN non disponibile)

[modifica] Bibliografia

[modifica] Collegamenti esterni

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