Peire de Maensac
Peire de Maensac (... – XIII sec.) è stato un trovatore alverniate, originario di Maensac (Mauzat o Mainsat), nei possedimenti di Dalfi d'Alvernha, la cui famiglia faceva parte della piccola nobiltà. Anche suo fratello Austor (o Austors) era un trovatore, ma nessuno dei suoi lavori ci è pervenuto.[1] In base a quanto si legge nella sua vida, i due fratelli erano d'accordo sul fatto che uno di essi "avvesse [preso] il castello" (vale a dire in eredità) e l'altro (in questo caso Peire) sarebbe diventato l'"inventore" (vale a dire trovatore).
Peire ha scritto poesie dedicate alla (innominata) moglie di Bernart de Tierci, la quale, secondo quanto viene raccontato nella sua vida, subendo il fascino del suo ininterrotto cantare, alla fine gli permise di "farsi rapire" da lui. Peire fugge dunque con lei al castello di Dalfi d'Alvernha, ma suo marito pur di riportarla indietro, ingaggia una "grande guerra". Dalfi, a quanto si dice, difendeva il castello così bene che Bernart non riuscì mai a riprendersela.
Definito dal suo biografo un "compagno piacevole", Peire scisse im massima parte cansos di amor cortese con "gradevoli melodie", ma anche coblas de solatz. Il significato di queste ultime è incerto; potrebbe significare "distici buoni e piacevoli" (bon couplets divertissants), secondo Boutière-Schutz, il primo curatore della vidas, ma potrebbe anche significare semplicemente tensos, come preferisce Egan, il primo curatore in lingua inglese delle vidas.
[modifica] Note
- ^ Austor non è Astorgins de Mayencac, domicellus menzionato in un documento del 1238, come comunemente si era ipotizzato. (Egan, 76 n3)
[modifica] Bibliografia
- (EN) The Vidas of the Troubadours. Margarita Egan, trad. New York: Garland, 1984. ISBN 0-8240-9437-9.