Pavarolo

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Pavarolo
comune
Pavarolo – Stemma
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Piemonte – stemma Piemonte
Provincia Torino – stemma Torino
Sindaco Sergio Bossi (lista civica) dal 14/06/2004
Territorio
Coordinate 45°4′0″N 7°50′0″E / 45.06667°N 7.83333°E / 45.06667; 7.83333 (Pavarolo)Coordinate: 45°4′0″N 7°50′0″E / 45.06667°N 7.83333°E / 45.06667; 7.83333 (Pavarolo)
Altitudine 363 m s.l.m.
Superficie 4 km²
Abitanti 1 107[1] (31-12-2010)
Densità 276,75 ab./km²
Comuni confinanti Baldissero Torinese, Castiglione Torinese, Chieri, Gassino Torinese, Montaldo Torinese
Altre informazioni
Cod. postale 10020
Prefisso 011
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 001180
Cod. catastale G387
Targa TO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti pavarolesi
Patrono san Secondo
Localizzazione
Pavarolo è posizionata in Italia
Pavarolo
Localizzazione del Comune di Pavarolo nella Provincia di Torino.
Localizzazione del Comune di Pavarolo nella Provincia di Torino.
Sito istituzionale

Pavarolo (Pavareul in piemontese) è un comune di 1003 abitanti della provincia di Torino. Il comune è situato sul versante sud delle colline del Po, al di sopra di un complesso di rocce sedimentarie risalenti al periodo terziario, dai 55 ai 5 milioni di anni fa. Il territorio del comune è prevalentemente agricolo ed è attraversato dai torrenti Bossola, Boie e Morto, in secca per diversi mesi all'anno.

Il toponimo viene indicato in diversi modi: Pavairolus, Pavairolius, Pavarolius; secondo l'opinione di alcuni studiosi deriva dalla voce dialettale paver, ovvero giunco, il cui uso non è però documentato in Piemonte.

Indice

[modifica] Storia

La prima menzione del luogo, del suo castello e della Cappella di San Secondo risale a un diploma del 1047 di Enrico III. In esso l'imperatore confermava ai canonici torinesi di San Salvatore molti dei possedimenti situati in terra chierese.

La località venne assegnata nel 1164 da Federico Barbarossa ai Marchesi del Monferrato e di fatto dipese sempre dal comune di Chieri che, nel 1235, riconobbe "cittadini e confederati" i suoi signori. Pavarolo seguì le sorti del suo alleato più potente quando Chieri si sottomise ai Savoia nel 1347. Verso la fine del XIV secolo, durante il conflitto che vide contrapposti i Savoia e i Monferrato, fu assediata e conquistata dalle milizie di Facino Cane al servizio dei Conti del Monferrato e solo nel maggio del 1400 fu liberata dai chieresi.

Dalla successiva e definitiva pace, siglata nel 1411, gli eventi esterni la sfiorarono marginalmente. Durante la guerra di successione spagnola fu conquistata dai francesi, ma solo per breve tempo, con Bardassano e Sciolze.

[modifica] I monumenti

Il castello domina la collina di Pavarolo ed è una costruzione imponente risalente al XIV secolo, modificata nel corso dei secoli da fortificazione ad abitazione residenziale. Vennero tolte le merlature e le antiche aperture ad arco acuto, di cui è ancora rilevabile qualche traccia, furono sostituite da una serie di finestre rettangolari. Il castello mostra nella bertesca la torretta pensile a forma di cilindro munita di feritoie che domina uno spigolo del castello.

Ai piedi del castello si innalza, isolata dagli edifici adiacenti, la Torre, simbolo del paese, sappresentata anche nello stemma del comune. L'edificio, che presenta alla base un'apertura dalla quale svetta una scalinata, ha dato adito a diverse ipotesi circa la sua origine e la sua funzione: torre di difesa, porta d'accesso al recinto che circondava il borgo. Sicuramente, nel XVIII secolo, fu trasformato in campanile e dotato di un orologio.

A poca distanza dalla Torre si trova la Parrocchiale di Santa Maria dell'Olmo. La costruzione barocca a tre navate sorge molto probabilmente nel sito della primitiva Parrocchiale di San Secondo. Il Santo è rappresentato in un affresco dipinto sulla volta della navata centrale, che presenta sullo sfondo lo stesso comune, riconoscibile per i suoi monumenti caratteristici (castello, chiesa, torre). La Vergine dell'Olmo invece è raffigurata in un quadro posto dietro l'altare maggiore.

Nel territorio sono anche presenti, oltre a un cospicuo numero di piloni votivi, la Cappella di San Defendente, costruita verso la metà del Seicento, con il campanile eretto nel secolo successivo, la Cappella di San Grato, meta un tempo di grande devozione, ed infine la Cappella di San Sebastiano, che conserva all'interno un Cristo crocefisso in ferro, opera dello scultore Romano Campagnoli.

[modifica] Economia e popolazione

La popolazione di Pavarolo, così come per i comuni limitrofi, ha subito fino al 1970 un calo notevole a causa dell'emigrazione e dell'inurbamento verso la città di Torino. Negli anni recenti ha conosciuto un vertiginoso aumento, collegato ad una notevole espansione edilizia favorita dalla fuga di molti torinesi dalla città.

Il settore produttivo principale è l'agricoltura, che grazie alla crescente industrializzazione occupa solo un terzo della popolazione e quella meno giovane. Buona la produzione orticola e cerelicola, mentre è in aumento la coltivazione vitivinicola. Inoltre si allevano suini per produzioni industriali e sono presenti anche imprese artigiane e commerciali.

Il luogo è particolare per la sua bellezza e per il panorama, caratterizzato da campi coltivati a vigneto, boschi di latifoglie, prati, è stato scelto come luogo di soggiorno da molti pittori: è celebre soprattutto perché vi dimorò e vi lavorò Felice Casorati, uno dei più famosi pittori del Novecento.

[modifica] Gemellaggi

Pavarolo è gemellata con:

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Sergio Bossi (lista civica) dal 14/06/2004

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.

[modifica] Bibliografia

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