Patto d'Acciaio
| Patto d'Acciaio Stahlpakt |
|
|---|---|
| Data | 22 maggio 1939 |
| Luogo | Cancelleria del Reich a Berlino |
| Esito | Alleanza politico-militare tra Italia e Germania |
| Parti contraenti | |
| Rappresentanti | |
| voci di trattati presenti su Wikipedia | |
Il Patto d'Acciaio (in tedesco Stahlpakt) fu un accordo tra i governi dell'allora Regno d'Italia e della Germania nazista, firmato il 22 maggio 1939 da Galeazzo Ciano e Joachim von Ribbentrop. Venne stipulato a Berlino nella Cancelleria del Reich, alla presenza dello stesso Hitler e dello Stato Maggiore tedesco.
Indice |
[modifica] La sostanza dell'accordo
Il patto stringeva un'alleanza sia "difensiva" che "offensiva" fra i due Paesi. Nello specifico le parti erano obbligate a fornire reciproco aiuto politico e diplomatico in caso di situazioni internazionali che mettevano a rischio i propri "interessi vitali". Questo aiuto sarebbe stato esteso al piano militare qualora si fosse scatenata una guerra; i due Paesi si impegnavano, inoltre, a consultarsi permanentemente sulle questioni internazionali e, in caso di guerra, a non firmare eventuali trattati di pace separatamente; la durata del trattato era inizialmente fissata in dieci anni.[1][2]
Nell'ampio preambolo veniva garantita l'inviolabilità della frontiera tra Reich e Regno d'Italia del Passo del Brennero e si riconosceva l'esistenza di uno "spazio vitale" dell'Italia che la Germania si impegnava a non infrangere. Il patto propriamente detto, che fu subito reso pubblico, era completato da un protocollo segreto nel quale si rimarcava l'alleanza politica fra le due dittature e si dava accenno ai metodi attraverso cui la collaborazione economica, militare e culturale già prevista dal patto avrebbe dovuto implementarsi.
[modifica] Conseguenze
Il fatto che l'accordo avesse sia carattere difensivo che offensivo costituiva una sostanziale novità nella storia delle relazioni internazionali, in quanto la durata inusitata (dieci anni) e lo sbilanciamento della potenza bellica delle due nazioni forniva alla Germania il potere di iniziativa, che comportò la definitiva soppressione dell'autonomia italiana circa la propria politica estera. Alcuni membri del governo italiano, compreso il firmatario Galeazzo Ciano, ministro degli Esteri, si erano opposti al patto, ma invano.
Pur non essendo stabilita la data dell'inizio dei conflitti, cosa che appariva ormai inevitabile, Benito Mussolini si assicurò di comunicare più volte a Adolf Hitler che l'Italia non sarebbe stata pronta alla guerra prima di due o tre anni, e ribadendolo nell'agosto dello stesso anno, attraverso una lettera conosciuta comunemente come "memoriale Cavallero", dal nome dell'ufficiale incaricato di consegnare il messaggio.
Il 23 maggio, tuttavia, il giorno dopo la firma del Patto d'Acciaio Hitler tenne un consiglio di guerra segreto: all'ordine del giorno c'era l'attacco alla Polonia. Per i tedeschi, il compito degli italiani doveva essere quello di contenere la reazione di Francia e Inghilterra nel Mediterraneo.
Mussolini ad ogni modo avrebbe potuto rifiutarsi di seguire in guerra la Germania, a causa della mancata consultazione dell'Italia prima dell'invasione della Polonia e della mancata comunicazione del patto Ribbentrop-Molotov, che poteva essere denunciata come una violazione dell'obbligo di consultazione permanente contenuto nel Patto d'Acciaio. Dopo nove mesi di forzata "non belligeranza", Mussolini entrò in conflitto al fianco della Germania nel giugno 1940. Dopo due mesi, la Germania perdeva la Battaglia d'Inghilterra.
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
- (DE) Deakin, Frederick W.: Die brutale Freundschaft. Hitler, Mussolini und der Untergang des italienischen Faschismus. Übers. Karl Römer. Kiepenheuer & Witsch, Köln 1964. Exlibris, Zürich 1964; Deutscher Bücherbund, Stuttgart 1964 (The brutal friendship. Mussolini, Hitler and the fall of Italian fascism. Penguin, Harmondsworth 1966)
- (DE) Gianluca Falanga: Mussolinis Vorposten in Hitlers Reich. Italiens Politik in Berlin 1933-1945. Christian Links, Berlino 2008 ISBN 9783861534938
- (DE) Richard Collier: Mussolini. Aufstieg und Fall des Duce. Übers. aus dem Engl. Elisabeth Ambrozy & Brigitte John. Heyne, Monaco 1974, 1983 (feuilletonistisch)
- (DE) Jens Petersen: Vorspiel zu "Stahlpakt" und Kriegsallianz. Das deutsch-italienische Kulturabkommen vom 23. November 1938. in Vierteljahrshefte für Zeitgeschichte. 36. Jahrgang 1988, Heft 1. Oldenbourg, Monaco 1988
- (DE) Hegner, H. S. (d. i. Harry Wilde): Die Reichskanzlei 1933 - 1945. Anfang & Ende des Dritten Reiches. Kap. 12: Der Stahlpakt. Die Achse Berlin-Rom. - Societäts, Francoforte 1966