Pastorella (componimento)
| « In un boschetto trova' pasturella più che la stella bella, al mi' parere » |
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(Guido Cavalcanti)
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La pastorella è un componimento poetico di forma dialogica, diffuso in particolare nella letteratura provenzale e nella letteratura francese medievale in lingua d'oïl.
Le origini della pastorella sono incerte; si è ipotizzata, attraverso lo studio della trattatistica mediolatina, una nascita a partire da fonti latine classiche, in particolare la tradizione bucolica risalente a Virgilio (è la tesi di Edmond Faral), una genesi 'popolare' in area occitana o una creazione 'colta' originale da parte dei trovatori provenzali (Gaston Paris e Alfred Jeanroy).
La forma-base della pastorella narra un contrasto, su sfondo agreste o nel locus amoenus, tra un cavaliere-trovatore e una giovane pastora che respinge o accetta le proposte d'amore. Il rifiuto della pastorella può essere seguito da una falsa proposta di matrimonio, con cui il cavaliere ha ragione dell'ingenuità della ragazza, o da stupro. Secondo Edmond Faral [1] la pastorella permetteva agli autori di "compensare" le composizioni più austere come la chanson con una vena grossolana che avvinceva il pubblico.
La pastorella era diffusa particolarmente in Francia e in Spagna. In Italia ha avuto cultori in Guido Cavalcanti e Franco Sacchetti, anche se - preferibilmente - in forma di ballata minore.
Dalla forma metrica della pausa deriva la villanella e dal principio dialogico e scenico l'organizzazione del dramma pastorale.
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
- Edmond Faral, La pastourelle, in Romania, 49, 1923, pp. 204-259 [in rete all'indirizzo:http://gallica2.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k16057k.zoom.r=romania.f210.langFR].
- Alfred Jeanroy, Les origines de la poésie lyrique en France au moyen âge, Paris, Champion 1969 (prima ed. 1889).