Pasquino Borghi

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Pasquino Borghi Albertario (Bibbiano, 1903Reggio nell'Emilia, 1944) è stato un sacerdote, missionario e partigiano italiano, medaglia d'oro al valor militare.

Indice

[modifica] Biografia

Di umili origini – nacque in una famiglia di mezzadri - entrò nel seminario di Marola a 12 anni e proseguì gli studi nel liceo del seminario di Albinea. Tra il 1923 e il 1924 prestò servizio militare, e alla fine della leva senti la vocazione di diventare missionario, scegliendo di entrare nell'istituto Benedetto XV di Venegono Superiore in provincia di Varese, della congregazione religiosa comboniana. Nel 1929 pronunciò i voti perpetui e venne ordinato sacerdote, nel 1930 partì per la missione comboniana nel Sudan anglo-egiziano.

Rientrato per motivi di salute, nel 1938 entrò nella Certosa di Farneta (Lucca), dove prese i voti di certosino. Nel 1939 tornò alla vita sacerdotale per aiutare la madre, vedova e in povertà. Curato nella parrocchia di Canolo di Correggio (RE), fu nominato parroco di Coriano Tapignola nel agosto del 1943.

Dopo l'8 settembre iniziò ad accogliere i militari sbandati e sostenne la prima banda partigiana italiana, quella dei fratelli Cervi. Partigiano lui stesso con il nome di "Albertario", collaborò attivamente con don Domenico Orlandini (nome di battaglia "don Carlo") il quale diede vita ad alcune formazioni delle Fiamme Verdi, nella zona di Reggio.

Fu arrestato dai repubblichini il 21 gennaio 1944 e incarcerato a Scandiano prima e a Reggio Emilia poi. Su decisione del capo della provincia, Enzo Savorgnan, fu condannato a morte da un tribunale speciale straordinario [2] con pubblico ministero Francesco Panitteri e fucilato il 30 gennaio, insieme ad altri otto antifascisti, tra i quali l'anarchico Enrico Zambonini.Ucciso dai partigiani a Varese Savorgnan e caduto in combattimento Armando Wender, segretario federale, nel dicembre 1946 presso la Corte di Assise Straordinaria di Reggio furono processati in contumacia Panitteri e Armando Dottone, membri superstiti del "tribunale" che aveva sancito la morte di don Borghi e degli altri otto antifascisti. Furono condannati a 24 anni di reclusione. Amnistiati nell'aprile 1948.

[modifica] Onorificenze

Il 7 gennaio 1947 il capo provvisorio della Repubblica Italiana, Enrico De Nicola, gli conferì la medaglia d'oro al valor militare alla memoria.

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Animatore ardente dei primi nuclei partigiani, trasfuse in essi il sano entusiasmo che li sostenne nell'azione. La sua casa fu asilo ad evasi da prigionia tedesca e scuola di nuovi combattenti della libertà. Imprigionato dal nemico, sopportò patimenti e sevizie, ma la fede e la pietà tennero chiuse le labbra in un sublime silenzio che risparmiò ai compagni di lotta la sofferenza del carcere e lo strazio della tortura. Affrontò il piombo nemico con la purezza dei martiri e con la fierezza dei forti e sulla soglia della morte la sua parola di fede e di conforto fu di estremo viatico ai compagni nel sacrificio per assurgere nel cielo degli eroi[1].»
— Reggio Emilia, 30 gennaio 1944

[modifica] Riconoscimenti

Dedicazioni:

[modifica] Note

  1. ^ [1] Quirinale Motivazione del conferimento della M.O.V.M. visto 8 gennaio 2009

[modifica] Bibliografia

  • Fangareggi Salvatore, Un prete nella Resistenza, Aliberti, 192 p.; ISBN 88-7424-024-4, 2004
  • Storchi Massimo, Il sangue dei vincitori: saggio sui crimini fascisti e i processi del dopoguerra (1945-46) Roma: Aliberti, 285 p. ;ISBN 9788874243266, 2008.

[modifica] Collegamenti esterni

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