Parrucchiere

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Parrucchiera

Parrucchiere è il termine usato per indicare l'artigiano specializzato per il taglio e l'acconciatura elaborati della capigliatura, in particolare per quanto riguarda quella femminile: talvolta si occupa anche della capigliatura maschile, anche se tradizionalmente gli uomini preferiscono rivolgersi al barbiere.

Oltre al taglio e al lavaggio dei capelli, può effettuare lavorazioni particolari come la colorazione con una tintura per capelli, il brushing, utilizzare apparecchi elettrici per stirare i capelli o fare una permanente ed inoltre, su richiesta della signora, può prescrivere, consigliare e raccomandare dei prodotti specifici per la sua capigliatura. Nella bottega del parrucchiere, quando è attrezzato come salone di bellezza, possono essere presenti lavoranti addetti alla depilazione, alla cura della pelle, alla cura delle unghie.

In passato il parrucchiere era addetto al confezionamento di parrucche per coloro che volessero ricoprire la propria calvizie o usare capelli già acconciati in sostituzione dei propri.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] La parrucchiera (ornatrix) della matrona romana

La signora romana aveva a sua disposizione per la sua toeletta catini, specchi di rame, d'argento o di vetro ricoperto di piombo e, se ricca, aveva addirittura una sua vasca da bagno (lavatio) potendo così fare a meno dei bagni pubblici. Poteva poi adornarsi con pettini, spille (fibulae), unguenti e gioielli.

L'acconciatura a riccioli di Messalina

L'uso di questi oggetti presupponeva aver soddisfatto la prima necessità della matrona che era quella dell'acconciatura dei capelli affidata alle schiave ornatrices. Operazione questa molto complicata al tempo dell'impero.

In epoca repubblicana la donna divideva semplicemente i capelli a metà con una scriminatura e poi li legava dietro la nuca oppure si faceva delle trecce raccolte in un cercine sulla fronte.

In tutta l'iconografia femminile al tempo dei Flavi le donne usano acconciare i capelli in complicatissimi riccioli e quando in seguito ci rinunciarono, prevalse la moda di lunghe trecce disposte come torri sulla sommità della testa che non potevano non essere oggetto della presa in giro di poeti come Giovenale che evidenzia il contrasto tra una signora di bassa statura che ostenta sulla testa un'acconciatura più alta di lei.[1]

Le matrone condividevano con i loro mariti le lunghe sofferenze che essi sopportavano per farsi radere dai tonsores, ed esse per farsi acconciare dalle serve pettinatrici (ornatrices) che correvano il rischio, molto presente, di essere duramente punite se l'acconciatura non soddisfaceva la signora. Più fortunate quelle parrucchiere che rimediavano alla calvizie della padrona con posticci e parrucche, bionde o nere, come quelli di capelli veri fatti venire dall'India.

[modifica] Bibliografia

  • P. Virgili, Acconciature e maquillage , Serie " Vita e costumi dei romani antichi" - edizioni Quasar - Collana promossa dal Museo della Civiltà Romana.

[modifica] Note

  1. ^ Giovenale, VI, 502-503

[modifica] Voci correlate

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