Parco regionale dell'Appia antica
| Parco regionale dell'Appia Antica | |
|---|---|
| Tipo di area | Parco regionale |
| Codifica EUAP | EUAP0446 |
| Stati | |
| Regioni | |
| Province | |
| Comuni | Roma |
| Superficie a terra | 3.296,00 ha |
| Provvedimenti istitutivi | LL.RR. 66, 10.11.88 / 37, 06.09.94 / 29, 06.10.97 |
| Gestore | Ente Parco |
| Sito istituzionale | |
Il Parco regionale dell'Appia antica è un'area protetta di 3400 ettari istituita nel 1988 dalla Regione Lazio all'interno dei territori comunali di Roma, Ciampino e Marino.
Il territorio del Parco è un "cuneo verde" tra il centro di Roma e i Colli Albani, che rappresenta il residuo più importante dell'Agro Romano dal punto di vista storico, archeologico e paesaggistico. Comprende infatti la via Appia Antica e le sue adiacenze per un tratto di 16 chilometri (compresa la Villa dei Quintili), la valle della Caffarella (200 ettari), le aree archeologiche delle tombe della via Latina e degli Acquedotti (240 ettari), la Tenuta di Tor Marancia (220 ettari) e quella della Farnesiana (180 ettari).
I confini sono a nord le Mura aureliane, a ovest la via Ardeatina e la linea ferroviaria Roma-Cassino-Napoli, a est i quartieri Appio-Latino e Appio Claudio e la via Appia Nuova, mentre a sud il Parco arriva ai moderni centri abitati di Frattocchie e Santa Maria delle Mole.
Indice |
[modifica] Storia
L’idea di un grande parco archeologico tra il Foro Romano e i Castelli Romani emerge per la prima volta durante il periodo napoleonico. È però Papa Pio IX ad attuare i primi interventi di sistemazione archeologica dell‘Appia Antica, affidati a Luigi Canina. Dopo l'Unità, Rodolfo Lanciani, Guido Baccelli e Ruggero Bonghi lanciano alcuni progetti di recupero dell'area, i cui effetti sono però limitati alla Passeggiata archeologica (oggi viale delle Terme di Caracalla)[1].
Nel 1931 il Piano regolatore prevede l'Appia Antica come un "grande parco" circondato da una "zona di rispetto", ma già nel secondo Dopoguerra corre il rischio di essere sommersa dal cemento, a causa sia dei progetti di costruzione di complessi abitativi e sportivi a poca distanza dai monumenti, sia dell'azione continua e altrettanto distruttiva dell'abusivismo edilizio per ristrutturare casali preesistenti e insediare attività produttive. Peraltro, la realizzazione del Grande raccordo anulare ha tagliato in due la strada all’altezza del settimo miglio fino alla realizzazione dell'attuale galleria in occasione del Giubileo del 2000[2].
Alla fine degli anni cinquanta Antonio Cederna e l’associazione Italia Nostra avviano una lunga battaglia per la salvaguardia dell'Appia Antica, che coinvolge sempre più l'opinione pubblica, finché nel 1988 la Regione approva l’istituzione del Parco Regionale, di cui diventa presidente nel 1993 lo stesso Cederna[3]. Nel 2002 il Parco è stato ampliato con l'acquisizione definitiva della Tenuta di Tor Marancia.
[modifica] Collegamenti
La domenica e i giorni festivi l'Appia Antica è isola pedonale.
| È raggiungibile dalle stazioni: Colli Albani - Parco Appia Antica, Arco di Travertino, Lucio Sestio, Giulio Agricola, Subaugusta e Cinecittà. |
| È raggiungibile dalla stazione di: Torricola. |
[modifica] Galleria fotografica
[modifica] Voci correlate
- Elenco dei parchi regionali italiani
- Aree naturali protette del Lazio
- Caffarella
- Parco degli Acquedotti
- Antonio Cederna
- Divino Amore (Marino)
[modifica] Note
- ^ Storia dell'Appia Antica. URL consultato il 04-10-2010.
- ^ Storia dell'Appia Antica. URL consultato il 04-10-2010.
- ^ Storia dell'Appia Antica. URL consultato il 04-10-2010.
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Parco regionale dell'Appia antica
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito ufficiale del Parco
- Pagina del Parco su Parks.it
- Pagina del Parco su 060608
- Beni culturali nel X Municipio
- Tor Marancia sul sito del WWF Roma XI
- Pagina del Parco su FaceBook