Paolo e Virginia (romanzo)
| Paolo e Virginia | |
|---|---|
| Titolo originale | Paul et Virginie |
| Autore | Bernardin de Sant-Pierre |
| 1ª ed. originale | 1787 |
| 1ª ed. italiana | 1791 |
| Genere | Romanzo |
| Lingua originale | francese |
| Ambientazione | Mauritius, XVIII secolo |
Paolo e Virginia (Paul et Virginie) è un romanzo scritto da Jacques-Henri Bernardin de Saint-Pierre, pubblicato per la prima volta nel 1787. I personaggi citati nel titolo del romanzo sono degli amici fin dalla nascita che si innamorano ma muoiono tristemente, quando la Nave “Le Saint-Geran” naufraga. Scritto alla vigilia della Rivoluzione Francese, il romanzo è stato acclamato come la migliore opera di Bernardin. Esso racconta il destino di un “figlio della natura”, corrotto dal sentimentalismo falso ed artificiale che prevaleva a quel tempo, nella classe più agiata francese.
In questo romanzo Saint-Pierre attacca i problemi delle classi sociali divise, nella società francese del diciottesimo secolo. In Paul et Virginie viene descritta la perfetta eguaglianza presente a Mauritius, i cui abitanti condividono gli stessi possedimenti, hanno appezzamenti di terra uguali e lavorano tutti quanti per coltivarla. Essi vivono in armonia, senza violenza o malcontento. Questo aspetto dell’opera di Saint-Pierre rivela l’influenza dei filosofi Illuministi come Jean Jacques Rousseau. In più l’autore argomenta a favore dell’abolizione della schiavitù; durante la sua vita infatti egli fu intimo amico di Mahe de Labourdonnais, governatore di Mauritius, il quale fornì istruzione e aiuti ai nativi dell’isola. In ogni caso, Paul e Virginie posseggono schiavi, di cui apprezzano la laboriosità. Inoltre essi sono ben voluti e trattati umanamente e quando nel romanzo, ce ne sono alcuni maltrattati, i protagonisti del libro si confrontano con i crudeli padroni.
In più viene presentata una visione illuminista della religione nella quale Dio, altresì chiamato “Provvidenza”, ha precedentemente plasmato il mondo creandolo armonioso e piacevole. I protagonisti di Paul et Virginie vivono fuori dal mondo, senza bisogno di tecnologia. Per esempio, deducono l’ora dall’ombra proiettata dagli alberi. La critica sottolinea come l’idea di Saint-Pierre della divina provvidenza traspaia dal fatto che egli ammirava la premeditazione (divina) nel creare foglie di colore scuro, che risaltassero egregiamente sulla pelle bianca e che la Terra fosse stata progettata per la felicità umana.
Il libro conobbe un grande successo anche in Italia e ne vennero fatte numerose traduzioni. Esso ispirò anche diversi melodrammi. Tra le poesie de I Colloqui di Guido Gozzano ve n'è una intitolata Paolo e Virginia.
[modifica] Bibliografia
- Paolo e Virginia versione italiana di J.F.C. Blanvillain, Venezia, Baglioni, 1791
- Paolo e Virginia ossia i figli dell'infortunio, Traduzione dal francese, Venezia, Zatta, 1801
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