Paolo Mieli
Paolo Mieli (Milano, 25 febbraio 1949) è un giornalista e saggista italiano che si occupa principalmente di politica e storia.
È stato direttore de la Stampa dal 1990 al 1992, e del Corriere della Sera dal 1992 al 1997 e dal 2004 al 2009. Dal 2009 è presidente di RCS Libri.
Indice |
[modifica] Biografia
Di famiglia ebraica, figlio di Renato Mieli, muove i primi passi nella carta stampata da giovanissimo: a 18 anni lavora a L'espresso, dove rimarrà per circa vent'anni. La militanza in Potere Operaio, movimento politico sessantottino della sinistra extraparlamentare, influenza i suoi esordi. Nel 1971 fu tra i firmatari della lettera aperta pubblicata sul settimanale L'Espresso sul caso Pinelli e di un altro pubblicato ad ottobre su Lotta Continua in cui esprimeva solidarietà verso alcuni militanti e direttori responsabili del giornale inquisiti per istigazione a delinquere a causa del contenuto violento di alcuni articoli.
La sua idea di giornalismo si modifica col passare degli anni: da posizioni estremiste, Mieli passa presto a toni moderati durante gli studi di storia moderna all'Università, dove i suoi maestri sono Rosario Romeo (studioso del Risorgimento) e Renzo De Felice (storico italiano del Fascismo). Fondamentale nella sua formazione sarà anche la figura di Livio Zanetti, suo direttore all'Espresso. Nel 1985 è la volta di "la Repubblica", dove rimane per un anno e mezzo, fino al suo approdo a "La Stampa". Il 22 maggio 1990 diventa direttore del quotidiano torinese. È in questi anni che Mieli affina il suo modo di fare giornalismo che, con un neologismo, verrà in seguito da alcuni definito "mielismo", e prenderà forma soprattutto con il suo passaggio al "Corriere della Sera" (10 settembre 1992).
In sostanza il nuovo direttore, come già aveva sperimentato con successo alla "Stampa", prova a svecchiare il giornale della borghesia lombarda, alleggerendone foliazione e contenuti con l'utilizzo di linguaggio, personaggi e tematiche della televisione, che in questi anni sta sottraendo ingenti quote di lettori alla carta stampata. Con il cambiamento, il "Corriere" non perde ma anzi consolida la sua autorevolezza. In particolare durante Tangentopoli cerca di porsi in maniera equidistante dai poteri pubblici e privati. Il 7 maggio 1997 Mieli lascia la direzione del quotidiano lombardo; al suo posto subentra Ferruccio De Bortoli. Mieli diventa direttore editoriale del gruppo Rcs e, dopo la scomparsa di Indro Montanelli, si occupa della rubrica giornaliera "lettere al Corriere", dove dialoga con i lettori su temi prevalentemente storici; in virtù dei suoi studi e della sua passione per la materia, è infatti anche uno storico.
Nel 2003 viene indicato dai presidenti di Camera e Senato come nuovo presidente della RAI. La sua nomina, però, durerà soltanto pochi giorni: Mieli rinuncia subito all'incarico, non sentendo attorno a sé, per motivi definiti "di ordine tecnico e politico", l'appoggio necessario alla sua linea editoriale. Il 24 dicembre 2004 torna a dirigere il Corriere della Sera sostituendo Stefano Folli.
Il 2 dicembre 2008 fu oggetto di una dichiarazione del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che durante una visita in Albania, a Tirana se la prese con il "Corriere della Sera" e con "La Stampa", aggiungendo: "certi direttori cambino mestiere".[1] Il 30 marzo 2009 il CDA di Rcs MediaGroup decide di sostituirlo nuovamente con Ferruccio De Bortoli, come già accaduto nel maggio 1997. Mieli lascia la direzione della testata l'8 aprile dello stesso anno, per assumere l'incarico di presidente di Rcs Libri. [2]
Da alcuni anni tiene regolarmente un seminario sulla "Storia dell'Italia Repubblicana" presso la facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano. È membro del comitato scientifico della Fondazione Italia USA e della Fondazione SUM, legata all'Istituto Italiano di Scienze Umane .[3]
[modifica] L'appoggio elettorale
L'8 marzo del 2006, con un editoriale[4] sul Corriere della Sera, dichiarò che il suo giornale avrebbe auspicato una vittoria elettorale dell'Unione e di Romano Prodi (e auspicato un rafforzamento di AN e UDC) alle successive elezioni politiche. Esso suscitò aspre polemiche, non solo tra gli esponenti della Casa delle Libertà, a causa dell'abbandono del cosiddetto "terzismo" da parte della testata.
[modifica] Il caso De Magistris
Il 3 dicembre del 2008, con una telefonata, Mieli sollevò il giornalista del Corriere della Sera, Carlo Vulpio, dall'incarico di seguire le indagini delle procure di Salerno e Catanzaro relative al caso De Magistris.[5]
[modifica] Vita privata
Mieli è stato sposato con la giornalista del Tg5 Barbara Parodi Delfino. Ha tre figli: Lorenzo (1973), Andrea (1979) e Oleandra (1997).
[modifica] Opere
- Il socialismo diviso, Laterza, 1978
- Litigio a sinistra, L'Espresso, 1978
- Le storie, la storia, Milano, Rizzoli, 1999; 2000.
- Storia e politica. Risorgimento, fascismo e comunismo, Milano, Rizzoli, 2001.
- La goccia cinese. Diario di un anno tra storia e presente, Milano, Rizzoli, 2002.
- Le storie, la storia. Dall'Atene di Alcibiade a oggi, Rizzoli, 2004
- Giovanni Leone. Un caso giornalistico degli anni '70, UCSI, 2006
- Storia della Prima Repubblica, UTET, 2006
- Terremoto e trent'anni di cricca, UCSI, 2010
[modifica] Note
- ^ Berlusconi: «Su Sky sinistra senza ritegno. E certi direttori cambino mestiere» - Corriere della Sera
- ^ Rcs Libri è la divisione di Rcs MediaGroup che gestisce i marchi Rizzoli, Bompiani, Fabbri, Bur, Sonzogno, Sansoni, La Nuova Italia e Marsilio
- ^ SUM
- ^ "La scelta del 9 aprile"
- ^ "Via di qui. Cattivi magistrati e cattivi giornalisti" di Carlo Vulpio
[modifica] Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni di o su Paolo Mieli
Articolo su Wikinotizie: Il Corriere della Sera si schiera con l'Unione
[modifica] Collegamenti esterni
- Il Corriere della Sera
- L'editoriale dell'8 marzo 2006
- Tre ipotesi sulla morte dell'anarchico Pinelli Gruppo dei Lavoratori dello Spettacolo (1970)
| Predecessore | Direttore de La Stampa | Successore |
|---|---|---|
| Gaetano Scardocchia | 22 maggio 1990 - 4 settembre 1992 | Ezio Mauro |
| Predecessore | Direttore del Corriere della Sera | Successore | |
|---|---|---|---|
| Ugo Stille | 10 settembre 1992 - 7 maggio 1997 | Ferruccio De Bortoli | I |
| Stefano Folli | 23 dicembre 2004 - 9 aprile 2009 | Ferruccio De Bortoli | II |
|
|
- Giornalisti italiani del XX secolo
- Giornalisti italiani del XXI secolo
- Saggisti italiani
- Nati nel 1949
- Nati il 25 febbraio
- Nati a Milano
- Militanti di Potere Operaio
- Storici italiani del XX secolo
- Storici italiani del XXI secolo
- Direttori di periodici
- Direttori del Corriere della Sera
- Personalità legate a Milano
- Personalità legate alla Sapienza - Università di Roma
- Vincitori del Premio Saint Vincent
- Figli d'arte
- Ebrei italiani